20 maggio 2009

Se la RAI ti chiede di pagare il canone per il televisore che non hai

Qui sotto, il testo di una lettera raccomandata A/R da inviare alla RAI dopo che da questa si è ricevuta richiesta di pagamento del canone pur non possedendo un televisore, ispirato a quello suggerito dall’ADUC. Suggerisco di inviarla anche se la RAI non ci ha scritto con raccomandata, e di conservare la lettera della RAI per avere le prove utili a una eventuale futura azione legale in caso di insistenza. Seguono poi alcuni consigli su come comportarsi in caso di successive lettere minatorie da parte della RAI.

RAI - sede di............ [indirizzo della sede della RAI dalla quale è stata spedita la richiesta di pagamento, che non è necessariamente il luogo della sede legale indicato nell’intestazione della lettera]



OGGETTO: prot. APA/SA/SS/................ [codice di protocollo che precede l’oggetto nella lettera della RAI]



In riferimento alla vostra lettera datata …[luogo e data indicate nella lettera della RAI]… vi informo che non sono in possesso di alcun apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni (vi suggerisco di contemplare questa possibilità nei questionari che d’ora in poi invierete ai cittadini, dato che è stranamente mancante in quello allegato alla lettera che mi avete inviato).
Pertanto non è dovuto da parte mia alcun pagamento del canone RAI, né alcuna registrazione negli “elenchi degli abbonati alla televisione”. Vi invito quindi a comunicare alla sede RAI di competenza quanto sopra affinché si provveda a cancellare il mio nominativo da ogni vostro archivio.
Quanto alla verifica da parte dell'Amministrazione Finanziaria di cui avete parlato nella suddetta lettera inviatami, è assurdo che un dipendente statale venga incaricato di impiegare anche un solo secondo del suo orario lavorativo per ispezionare la mia abitazione, poiché l'ipotesi che io stia commettendo un illecito è del tutto gratuita: non c'è alcun elemento della mia condotta che dia ragione di sospettarlo.
Spero di non dover ulteriormente ribadire quanto sopra e auspico un pronto accoglimento delle mie richieste.




…..[luogo]................., …….[data]…….



…[Firma]…


Se la RAI invia lettere di minaccia di controlli e multe

La sentenza del Giudice di Pace di Varese del 24 ottobre 2006 ha stabilito che da parte della RAI è dovuto un risarcimento danni in favore di chi ha ricevuto, oltre alla normale lettera di sollecito, anche una lettera con minaccia di controllo e di multe. Tale risarcimento va chiesto con raccomandata A/R esponendo e documentando i fatti. Se la RAI non adempie alla richiesta di risarcimento si può far ricorso al Giudice di Pace della propria città.
Per far ciò, se non si è avvocati è consigliabile andare personalmente dal Giudice di Pace e citare oralmente in giudizio la Rai (facendo una citazione scritta si rischia di fare errori formali che potrebbero compromettere o invalidare l’atto) chiedendo il risarcimento di:

- danno patrimoniale (spese per raccomandate, telefonate, consulenze legali, ecc.)

- danno non patrimoniale (perdita di tempo e di tranquillità nello svolgimento delle proprie attività quotidiane, ecc.)

Per ogni danno occorre esibire la documentazione (fotocopie di ricevute di pagamento, bollette telefoniche, etc.) e/o indicare testimoni (citare loro generalità, residenza e recapito).

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