14 dicembre 2010

L'educazione è una gran cosa... E cioè cosa? Dipende.

La connotazione di oggettività che viene spesso data al concetto di educazione è più assurda dell’affermazione che in Italia si parla l’italiano, quando l’italiano è la lingua parlata unicamente dai doppiatori e da pochi altri che per motivi specifici (più che altro di lavoro) hanno maturato una buona dizione.
Così come in ogni regione esiste un dialetto che piega in vario modo e in varia misura la lingua italiana, in ogni coppia (o gruppo) di persone esiste uno specifico codice di comportamento (a volte così insolito che non vale per nessun’altra coppia). Esso si forma e si plasma sull’incrocio delle esigenze dell’una e dell’altra persona. Ecco che una stessa azione può essere cafona se commessa nei confronti di una persona con cui si condivide un dato codice, e perfettamente accettabile se commessa nei confronti di un’altra persona con cui si condivide un codice diverso. Ogni azione sgradita che nel codice di una coppia o gruppo non è stata ancora contemplata deve essere, per una buona convivenza, oggetto di negoziazione per aggiornare il codice stesso, e non oggetto di giudizio: senza il riferimento ad un codice aggiornato, pronunciarsi su un’azione giudicandola di per sé cafona è lo stesso che indicare un atto come illegale senza specificare in quale nazione.

22 ottobre 2010

Un figlio vegetariano: AAAAH!!! Cosa gli do da mangiare adesso?!!!

Ma quant'è grottesca la reazione di certi genitori (o chi ne fa le veci, sottinteso d'ora in avanti) quando il figlio (o chi ne fa le veci, sottinteso d'ora in avanti), spiega loro che non vuole più mangiare animali.

"E adesso cosa gli do da mangiare?"

Come se fosse una richiesta di cibi introvabili: "Mi ha chiesto il pomodoro venezuelano indù incrociato con quello della Bielorussia, che vendono solo a pyongyang.. ma in questo periodo hanno smesso di importarlo, e quando telefono per sapere quando rientrerà è sempre occupato.. Come faccio a prepararlo per stasera?".

E invece no. È il contrario. Non si tratta della richiesta di un cibo. Si tratta della ELIMINAZIONE di alcuni cibi.

Facciamo un esempio. Metti che oggi vuoi cucinare del ragù di carne. Ma hai un figlio vegetariano!
Niente panico. Calma. Un solo accorgimento. Basta che non glielo dai.
 
Non ha grandi pretese, il figlio vegetariano: vuole frutta, verdura, cereali, latticini e uova. Possibilmente non eccedere con questi due ultimi alimenti, per il bene della sua salute.

E se oltre a essere vegetariano è anche vegano? La cosa si complica ulteriormente?
No, non si complica ulteriormente, visto che mai si è complicata, ma al contrario si è semplificata.
Se oltre a essere vegetariano il figlio è anche vegano, dargli da mangiare sarà ANCORA PIÙ FACILE.

E con cosa sostituiamo ciò che non mangia più?

Sancta simplicitas: lo sostituiamo con ciò che continua a mangiare, aumentandone le dosi.

E no, i vegani non hanno una dieta poco varia. Per un approfondimento su questa straordinaria rivelazione, ti invito a leggere l'articolo "Sei vegano? Ma allora cosa mangi?".

21 ottobre 2010

Vendita online di un prodotto digitale da scaricare

Ecco come funziona il tipico sistema di vendita online automatizzata di un prodotto digitale da scaricare...

Fra i risultati di una tua ricerca su Google ce n'è uno che attira la tua attenzione. Ci clicchi su, e ti trovi a visitare una pagina web dove vieni invitato a inserire il tuo indirizzo e-mail su un form al fine di scaricare un prodotto gratuitamente oppure di ottenere informazioni su un dato argomento (che può essere il prodotto in vendita).

Inserita la tua e-mail e premuto il bottone "invia" o simili, ricevi un messaggio che ti invita a cliccare su un link per verificare se sei stato effettivamente tu a inserire il tuo indirizzo e-mail in quel form.

Una volta confermato col clic, ricevi un messaggio che ti ringrazia per l'iscrizione e ti preannuncia l'arrivo di altre e-mail informative (leggasi "pubblicitarie-persuasive"). Nel caso in cui ti sia stato promesso il prodotto gratuito, questo messaggio contiene anche il link per scaricarlo. Spesso questo prodotto gratuito è un "assaggio" di un prodotto più completo, quello che il venditore vuole indurti ad acquistare.

Le e-mail che arrivano successivamente a distanza di uno o più giorni l'una dall'altra contengono argomentazioni mirate a comprare il prodotto e contengono tutte lo stesso link, cliccando sul quale accedi alla cosiddetta "Landing page".

La "Landing page" è una pagina Internet spesso scritta con dei precisi accorgimenti sintattici e con un preciso stile (non di rado ai limiti o anche oltre i limiti del ridicolo agli occhi di una persona intelligente), nella quale si decantano le lodi del prodotto e si invita all'acquisto.

Quando clicchi per procedere all'acquisto esegui il pagamento con PayPal o altro sistema elettronico, e ricevi subito dopo via e-mail il link per il download del prodotto digitale.

Tutte le e-mail di cui sopra sono inviate automaticamente da un sistema predisposto, e il venditore, una volta impostato questo sistema, non deve fare nulla per vendere.

Non sa neanche che tu hai acquistato il prodotto finché non controlla
es. quanto ha venduto nel mese X il suo prodotto + sistema di persuasione-distribuzione automatizzato.

07 ottobre 2010

Indirizzi e-mail usati mai o di rado


Fra i tuoi indirizzi e-mail ce n'è uno che non controlli mai?
Eliminalo.

Fra i tuoi indirizzi e-mail ce n'è uno che controlli rarissimamente, giusto per scaramanzia, o che usi solo per mantenere l'anonimato, o per iscriverti su vari siti web di cui non ti fidi per metterti al riparo dallo spam?
Attiva su questo indirizzo una risposta automatica affinché un essere umano che ti scrive riceva automaticamente una risposta del tipo "Non uso praticamente mai questo indirizzo, scrivimi su [......@......]".

E se, non avendo ancora impostato l'auto-reply, scopri per caso che qualcuno ti ha scritto all'indirizzo che non usi mai o quasi mai, non limitarti a rispondere tipo "Usa quest'altro indirizzo, che è [....@..]".
Preoccupati di scrivere la tua risposta dall'indirizzo e-mail che usi più spesso.

..Perché distrattamente il tuo interlocutore potrebbe fare questo ragionamento: "Mi sta dicendo che non devo scrivergli a quell'indirizzo, perché non lo usa mai; di
conseguenza adesso mi sta scrivendo dall'indirizzo giusto.. quindi per rispondergli mi basta fare un reply a questo suo messaggio". Potrebbe così fare un semplice reply al tuo messaggio, che di nuovo controllerai con estremo ritardo!

D'altra parte, tenendo conto che non necessariamente un utente applica la misura che ho appena consigliato, se ti capita di leggere una risposta del tipo "Non scrivermi a [....@....,, usa piuttosto [.....@.....]", stai attento a non fare il suddetto errore: prima di spedire il tuo reply accertati di spedirlo all'indirizzo più usato!!

03 ottobre 2010

Come ho automatizzato l'inoltro *istantaneo* su Gmail di messaggi da un'altra casella di posta e la loro successiva cancellazione

Per impostare un immediato trasferimento automatico dei messaggi arrivato al mio indirizzo di posta non-Gmail nella casella Gmail, ho semplicemente usato la funzione di inoltro che praticamente tutte le webmail hanno.
Per non far intasare la casella non-Gmail, ho disposto artigianalmente il suo svuotamento in questo modo:
su un secondo mio account Gmail ho predisposto il succhiamento dei messaggi dal'account non-gmail (l'uso di Gmail come client che preleva i messaggi da altre caselle di posta a intervalli di 40 minuti o giù di lì), scegliendo di non lasciare una copia dei messaggi sull'account sorgente.

Per non intasare neanche questo secondo indirizzo Gmail, ho disposto un filtro: ogni messaggio che non contiene una parola improbabile, tipo "ldfgjkhnlsbkngkbvhjmpf", va diretto nel cestino (e ogni e-mail che finisce nel cestino viene automaticamente eliminata dopo 30 giorni).


Dunque ogni e-mail che mi arriverà sul mio account non-Gmail marco@psicoperformance.com verrà IMMEDIATAMENTE inoltrata su codisilver@gmail.comdove potrò controllarla, mentre dopo massimo 40 min - 1 ora verrà cancellata grazie al secondo account Gmail succhiatore e cancellatore.





Furbo io, no?

Poi, per avere la possibilità di inviare dall'interfaccia Gmail un messaggio il cui mittente figuri  come marco@psicoperformance.com ho usato il procedimento standard che tale interfaccia prevede quando si tratta di usare Gmail come client.



14 settembre 2010

Assicurazione.it: confronto e stipulazione assicurazione auto e moto online


è uno dei siti Internet che, previo inserimento dati di automobile o motoveicolo e eventuale aspirante assicurato, dà i preventivi delle varie assicurazioni online.

I prezzi che indica includono uno sconto che queste assicurazioni offrono a chi stipula la polizza a partire da www.assicurazione.it

Se qualcuno pensa che le assicurazioni online non siano affidabili? Commenti pure qua sotto riportando l'esperienza propria o di altri...


13 settembre 2010

Come sbloccare il dominio acquistato da Google? La cosa non è stata immediata (volutamente?)

Non so come staranno le cose nel momento in cui questo articolo verrà letto... mi limito a raccontare quale fosse la situazione all'inizio di settembre 2010.
Dovevo sbloccare un dominio acquistato da Google per trasferirlo altrove.

Lessi le istruzioni all'allora pagina
http://www.google.com/support/a/bin/answer.py?hl=it&answer=71281
che diceva:

***********************
Sblocco del dominio (GoDaddy)

Per sbloccare manualmente il nome del tuo dominio con il centro di controllo domini di GoDaddy, procedi
nel seguente modo:

1. Accedi al pannello di controllo di Google Apps all'indirizzo https://www.google.com/a/tuo_dominio.it. Assicurati di sostituire tuo_dominio.it con il nome reale del tuo dominio.
2. Fai clic su Impostazioni dominio.
3. Fai clic su Nomi di dominio.
4. Fai clic su Impostazioni DNS avanzate. In tal modo, uscirai da Google per visualizzare una pagina di accesso di GoDaddy.
5. Accedi al Domain Control Center (Centro di controllo domini).
6. Utilizza la casella di controllo per selezionare il nome di dominio
che desideri sbloccare.
7. Sopra l'elenco dei tuoi domini fai clic su Locking (Blocco).
8. Seleziona Unlock (Sblocca).
9. Fai clic su OK.
***********************

Dopo aver cliccato su "Impostazioni DNS avanzate", inserii nome del dominio e password, accedendo al la pagina "Domain Control Center"...

...Nella quale non c'è nessuna "casella di controllo per selezionare il nome di dominio che desideri sbloccare".

Immaginavo che ciò fosse perché avevo un solo dominio. Pensai "Forse si è auto-selezionato da solo". Così passai al punto 7: "sopra l'elenco dei miei domini fai clic su Locking (Blocco)"

E qui mi fermai, perché la pagina che avevo visualizzato non conteneva alcun link "Locking", né "Blocco". E naturalmente niente del genere compariva neanche sulle pagine esplorabili cliccando in alto su "Contact information" e "Additional services" (avevo provato per scaramanzia, visto che non c'entravano nulla).

Contattai l'assistenza, che NON mi spiegò come fare: procedette allo sblocco manualmente. Episodi del tutto analoghi mi sono stati raccontati da altre persone.

Forse lo sblocco del dominio era possibile solo contattando l'assistenza per scoraggiare i clienti, affinché un certo numero di loro rimanesse con Google?

04 settembre 2010

Matrimonio: perché?

Chi non apprezza il matrimonio o cerca di capire razionalmente quali siano i suoi vantaggi e i suoi svantaggi è poco romantico? Non necessariamente. Contrariamente a una diffusa opinione, il matrimonio non ha nulla di romantico. Romantico è tutto quello che ci sta intorno: dichiarazione di voler passare una vita insieme, ricevimento di amici e parenti, uomo che dedica una canzone alla sposa, etc. Invece il matrimonio è quanto di meno romantico si possa immaginare: sentimenti e legami fra due persone sanciti da un atto burocratico e vincoli posti dalla legge.

Sei un uomo che vive in Italia, fidanzato con una donna che ami e che ti ama, tutto ti fa pensare che vorrete stare insieme per sempre, finché morte non vi separi e stai pensando a sposarti?

Allora oltre che “La sposo perché la amo” o, come mi disse un mio amico, “Mi sposo perché mi voglio sposare”, devi poter dare al tuo eventuale matrimonio una giustificazione formulata in modo che si possa capire qualche cosa, tipo “Mi sposo perché così facendo avrò i seguenti vantaggi che altrimenti non posso avere:…”.

Nel caso del matrimonio il senso di responsabilità appare a molte persone una cosa strana… qualcuno arriva addirittura a supporre che io abbia dei seri problemi relazionali perché affermo la necessità di capire a fondo le numerose e importanti conseguenze di una decisione che cambia il proprio stato civile. Come se ciò non fosse sotto il naso di chiunque.

M'è rimasta poca voglia di continuare a spiegare ad amici, conoscenti e occasionali interlocutori con cui incappo nell'argomento che il matrimonio non è qualcosa da prendere alla leggera, e che bisogna avere chiari i motivi (reali) per cui si decide di sposarsi; al tempo stesso non mi va di tacere del tutto su questo argomento che ritengo non solo di grande importanza, ma anche di grande emergenza (ogni anno migliaia di coppie si sposano, e circa il 50% di queste coppie divorzierà). Quindi, in linea col motivo per il quale è nato questo blog, anche stavolta ho deciso che ci penserà un mio articolo a dare spiegazioni al posto mio.

Elenco qui sotto svantaggi, finti vantaggi e vantaggi veri o presunti del matrimonio, secondo ciò di cui sono a conoscenza e che mi è stato riferito fin ora. Quello che invece non farò è perdermi nell’impossibile missione di mettere a tacere (come sarebbe d'uopo) la presunzione di chi dice “Ma io sono convinto che il nostro amore durerà per sempre”, come se quelli che fin ora si sono separati nel giorno delle nozze non fossero stati straconvinti della stessa cosa.

SVANTAGGI DEL MATRIMONIO

  • A differenza del caso in cui tu faccia testamento indicando la tua amata come erede, caso in cui puoi cambiare idea e rendere legalmente effettive le tue nuove volontà da subito, per il divorzio può accadere ben altro: lei per opporsi alla tua volontà di divorziare può non presentarsi mai alle udienze e così ritardare l’iter enormemente, tanto che per divorziare possono diventare necessari anche 12 anni. Se muori prima di riuscire a divorziare, lei eredita da te; se eri in pensione, è lei che ha diritto alla pensione di reversibilità, e non la tua eventuale nuova compagna di vita, indipendentemente dal fatto che il rapporto fra te e quest’ultima sia consolidato da anni.
  • Se divorziate e lei non ha un reddito superiore al tuo, oppure guadagna più di te, ma a nero, e il giudice stabilisce che i motivi del divorzio non vedono lei come colpevole al 100%, stabilirà che devi passarle un assegno mensile di mantenimento, anche se non avete figli.
  • Divorziare, oltre a richiedere un iter lungo, è anche costoso. E se lei non vuole divorziare, è costosissimo.
  • (questo vale solo se sei cattolico e ti sei sposato con rito cattolico)  Qualunque cosa accada – unica eccezione la sua morte – hai la convinzione che Dio non approverà mai separazione o divorzio, e tanto meno il fatto che tu possa rifarti una vita e una nuova famiglia.

FALSI VANTAGGI DEL MATRIMONIO (e perché sono falsi)

  • Se uno dei due muore, l’altro eredita. Ma per questo non è necessario il matrimonio, è sufficiente fare il testamento. Anzi, se parliamo di eredità il testamento è di gran lunga meglio, visto che può essere annullato e cambiato esattamente quando vuoi (vedi sotto).
  • Gli altri uomini saranno un po’ più esitanti a provarci con lei. Semplicemente non è vero.
  • Lei è più restia a metterti i corni. È ancora meno vero del vantaggio precedente.
  • Sei co-protagonista di un bel festino e ti diverti per una giornata intera. Ma puoi organizzare un festino di fidanzamento sfarzoso quanto vuoi senza bisogno di sposarti. Oppure puoi organizzare una messa in scena fingendo di sposarti (magari con un prete finto) senza che gli invitati lo sappiano, eventualmente rivelando alla fine del festino lo scherzetto (ideale per questo sarebbero delle finte nozze fissate l’ultimo di carnevale o il primo aprile).
  • Sei protagonista della cena dell’addio al celibato con troia annessa. In realtà può capitare che gli amici non ne abbiano affittata neanche una (magari inscenano anche una patetica polemica su chi se ne doveva occupare dandosi la colpa a vicenda), cosicché per te la deludente sorpresa è che non c’è nessuna sorpresa. E d’altra parte per organizzare una serata a verso non c’è certo bisogno di dire addio al celibato.
  • La gente non vi guarda con l’occhio storto. Ma se uno è guercio è un problema suo, mica tuo. E comunque la convivenza senza matrimonio ormai è ampiamente diffusa e accettata socialmente.
  • Se avrete un figlio, non verrà preso in giro dai compagni di scuola per il fatto che ha i genitori non sposati. In realtà il fatto di venir preso in giro oppure no deriva dal carattere e dal comportamento del bimbo che, se è predisposto, verrà sbeffeggiato con qualunque scusa. Fra l’altro, sebbene si tratti di un’argomentazione portata da molti, non mi risulta che i genitori non sposati possano essere un espediente di sbeffeggiamento... sempre che non ci sia un qualche adulto che appositamente insegni ai bambini che avere genitori sposati è un problema (da soli non se lo inventano certo).
  • Se hai più di 40 anni riferirsi alla propria convivente dicendo “La mia convivente” sa di inquilina universitaria, dire “La mia fidanzata” è falso (perché per definizione la fidanzata è una donna che hai intenzione di sposare); dire “La mia compagna” sa di comunista, e l’unica parola che sa di “normale” è “Moglie”. Bah, a nessuno frega niente se usi “Moglie” anche se non siete sposati: lo fanno in tanti senza problemi.

VANTAGGI DEL MATRIMONIO (veri o presunti)

  • I vostri genitori che non hanno mai visto di buon occhio la vostra unione la approvano / si rassegnano (ma non è sicuro al 100%... dipende da quanto sono duri)
  • Lei ha diritto alla pensione di reversibilità. Da notare che questo è un vantaggio per lei, ma l’ho messo comunque in elenco, giacché è abbastanza probabile che tu la consideri una buona cosa. Da notare inoltre che, considerando unicamente questo aspetto, ha senso che tu ti sposi solo se stai per andare in pensione, e solo se lei non ha reddito proprio minore del tuo (il caso in cui lei sia in pensione e tu non abbia un reddito non lo considero neppure).
  • Se uno dei due coniugi è degente in una stanza di ospedale in cui possono per regola entrare solo parenti, il coniuge ha il permesso di entrare, mentre non avrebbe tale permesso se è solo convivente. Questo è però vero solo in teoria: non credo che il personale sanitario manchi di buon senso fino a questo punto. E anche in tal caso basterebbe mentire dicendo “sono la moglie/marito”: mica chiedono lo stato di famiglia per verificare.
  • (solo per chi professa una religione che vieta il sesso prima del matrimonio) Dio non ti proibisce di scoparti la tua donna
  • (solo per chi professa una religione che vieta la convivenza senza matrimonio) Dio non ti proibisce di abitare insieme alla tua donna
  • (assolutamente da non confondere col secondo e terzo punto del paragrafo precedente) Nel caso in cui si sappia in giro che lei si fa o si è fatta scopare da terzi, il giudizio della gente è nei suoi confronti più severo che nel caso in cui foste solo fidanzati (un vantaggio un po’ bislacco, ma siccome a qualcuno può far piacere, perché non metterlo in elenco?)
  • Nel caso in a cui tua moglie balenasse l’idea di lasciarti, visto che separazione e divorzio significano una grande trafila burocratica nonché un gran spettegolume fra le persone che vi conoscono, prima di intraprendere iniziative libertine del genere ci penserebbe due volte, e magari cercerebbe anche di auto-convincersi che è ancora innamorata di te (mah, mettiamolo anche questo fra i vantaggi, visto che qualcuno ci spera, anche se mi pare una boiata pazzesca)
Altre idee? Scrivimi e, se del caso, integrerò con piacere l’articolo.

29 agosto 2010

L'indifendibile Coop farnetica per rispondere all'Esselunga

So che se si dovesse parlare e scrivere delle ingiustizie che vengono fatte nel mercato, dei favoritismi e dei bastoni fra le ruote che rendono inutili gli sforzi delle persone oneste che cercano di confrontarsi con chi ha il potere dalla sua parte non basterebbe una vita, quindi dubito che continuerò a farlo. Ma quando mi capita di leggere comunicati come quello che ho letto stamattina qualcosa devo rispondere: la disonestà intellettuale proprio non la sopporto. Mi è gradita l'occasione per far conoscere a chi mi legge cosa penso della Coop.

Come si legge nell'Occidentale a questa pagina, a tre anni dalla pubblicazione del best seller "Falce e carrello", in cui Bernardo Caprotti ha denunciato privilegi fiscali e favoritismi da parte della magistratura e dell'amministrazione locale a favore della Coop e a scapito dell'Esselunga (qui la prefazione e qui una sua recensione), l'anziano autore è tornato all'attacco. Cito da questo articolo di www.ilpost.it:


Il 18 luglio la società di Bernardo Caprotti [...] aveva acquistato due pagine su molti dei più importanti quotidiani italiani per accusare il Comune di Modena e la Coop Estense di aver stretto accordi per impedire a Esselunga di costruire un supermercato nella città. Ieri Esselunga si è ripetuta, comprando un’altra pagina sui giornali per denunciare quanto sarebbe successo a Livorno, roccaforte del marchio Coop.
L’accusa di Caprotti è la stessa: il monopolio di Unicoop, che dopo due anni di trattative avrebbe influenzato e convinto la famiglia Fremura a venderle un terreno per la costruzione di un centro commerciale, nonostante Esselunga avesse offerto una cifra decisamente più alta, 40 milioni di euro a fronte dei 30 dei concorrenti. [...]
Nella pubblicità acquistata da Caprotti appaiono due tabelle, che evidenziano la disparità di presenza delle due società a Modena e Livorno, scrive Repubblica.

Reagisce Silvia Mastagni, responsabile dell'ufficio stampa Coop, con un comunicato che ha del patetico. Ciai presente quando uno sa di avere torto, sa di non avere argomentazioni con cui difendersi, sa che quando parlerà non farà presa su nessuno, ma comunque qualcosa deve dire? In questi casi io non proprio non capisco perché qualcosa si deve dire. Si può anche rimanere zitti. E invece...

Da due settimane Esselunga ha scatenato un’offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani, presentandosi come vittima di trame politico-commerciali ordite a arte da concorrenti che sono ogni giorno impegnati a fronteggiare ben altri problemi, quali ad esempio la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane.

Insomma, la Coop non bisogna disturbarla coi dati di fatto: ha altro da fare.
E' intenta a far del bene agli altri e agisce in cristallina onestà e con spirito del tutto altruistico, naturalmente.

Storie vecchie, alcune concluse

Storie vecchie!! Acqua passata, dai! Ma quanto covi per via di qualche supermercato che non ti han fatto metter su?
...Comunque la storia in questione è simile a quelle "vecchie". Ma non è vecchia: è di poche settimane fa.

e altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop.

Facile parlare di come si è concluso un processo, sapendo che la maggior parte dei lettori non indagheranno su come si sono svolti esattamente i fatti.

Di nuovo c’è solo un metodo scorretto di fare comunicazione commerciale.

..Ma non è spiegato in cosa consisterebbe la scorrettezza (nel riportare i dati?)

Se ci si chiede il perché di questa campagna pubblicitaria in questo momento, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa a offuscare l’impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio il paladino della libera concorrenza” ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010).

Se ci si chiede il perché di questo comunicato che cambia discorso, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa ad offuscare l'impatto dei messaggi che sono stati pubblicati sui giornali, e che riportano delle verità sgradite a Coop.
Al cambiare discorso si unisce la vecchia tecnica che accennavo sopra: enunciare i pronunciamenti della Magistratura senza spiegare come sono andati i fatti. E' la tecnica grazie a cui la maggior parte della gente pensa che siccome Andreotti è stato assolto, significa che è innocente. Come sono andati i fatti sarebbe corretto invece raccontare al lettore, che così avrebbe la possibilità di farsi un'opinione sulla giustezza o no delle sentenze della Magistratura.

Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga e il suo proprietario come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). E’ la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l’Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell’acquisto di 59 nuovi punti vendita sviluppando così un’operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010).

Continua, in bambinesco stile "E te, allora?" la mera citazione delle sentenze, ma qui si aggiunge il tentativo di mettere in cattiva luce l'Esselunga anche per futuri pronunciamenti giudiziari, come se fossero già stati emessi.

Altro che la favola del Lupo e dell’Agnello con la quale Esselunga e il suo proprietario cercano di accreditarsi come vittime del sistema!

Altro che comunicato praticamente vuoto di contenuti: i soprusi di Esselunga, nel libro "Falce e carrello" sono spiegati e documentati. E gli ultimi fatti, negli spazi dei giornali, anche.

Seguendo in ciò la moda del momento ovvero presentarsi come vittima

Mastagni, se la chiami "moda del momento" probabilmente fai riferimento al rilancio di uno stile revieval, adoperato mooooolti anni fa indovina da chi? Dalle cooperative, visto che era esattamente l'espediente che ha reso possibile la loro nascita, prima che diventassero le potenze schiaccianti di oggi.

per sollecitare il consenso della pubblica opinione.

Certo che Esselunga vuole sollecitare il consenso della pubblica opinione (esattamente come la Coop tenta goffamente di fare con questo sciatto comunicato stampa). Qualcuno dovrà pur dire un po' di verità in mezzo a tutti gli spot pubblicitari che ogni giorno cercano di inculcare nella testa della gente che la Coop è buona e vuole bene al prossimo.

In realtà Esselunga non ha motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza: a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/ Brianza il 60%, a Lecco il 51% : altro che vittima di soprusi!

Basta fare alcuni esempi e tacerne altri e l'esposizione tendenziosa è servita.

Vero è che Esselunga limita la sua presenza in aree del paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore, e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di grande impresa sociale.

Madonna, meno male è quasi finito.
Questa roba qua non è mica facilissima da commentare. Va beh, prima comincio e prima finisco. Solo che mi scoccia poter dire cose scontate. Questo picco di malafede sarebbe anche il picco di comicità, se non offendesse l'intelligenza di chi legge e se soprattutto fosse bello scherzare sulle famiglie disagiate: la Coop si espande a missionario nelle zone più disagiate per distribuire il cibo ai poveri, nonostante colà il rischio imprenditoriale sia più grande. A quale tipo di lettore è destinato il comunicato stampa che hai sbrodolato, Mastagni? Chi è che speri non capisca al volo che proprio le zone disagiate sono quelle in cui un supermercato più facilmente fa concorrenza ai negozietti, visti i suoi prezzi più bassi, che sono bassi a maggior ragione in virtù delle agevolazioni fiscali di cui godono purtroppo le cooperative? E' chiarissimo. Così com'è chiaro che se Esselunga non si espande più a sud è perché non ha i mezzi per farlo.

La libertà d’impresa in libera concorrenza va riconosciuta anche da chi pretenderebbe che tutti gli altri si facessero da parte per agevolare i suoi affari.

Giusto. E cioè dalle cooperative.

La politica non c’entra niente

No, quant'è vero che con questo comunicato non c'entra niente la poLLitica (= speranza che chi legge sia un pollo).

c’entrano le regole del mercato

C'entrano anche le regole del mercato. Che vede le cooperative avvantaggiate in partenza. Visto che consentono non solo di pagare poche tasse, ma anche di pagare poco il personale.

e Coop tutelerà i propri diritti e i propri interessi

Su questo nessuno ha dubbi

anche verificando con l’Autorità garante della Concorrenza la correttezza della campagna pubblicitaria in atto”.

Vediamo se l'Autorià Garante della Concorrenza riterrà corretto o no dire semplicemente la verità.


14 agosto 2010

Chi scomoda maestri e professori?

Tanti sono i contesti in cui si può imparare.

La scuola e l'università sono alcuni. Certamente non gli unici.

Tante sono le persone che possono insegnarci qualcosa.

Maestri e professori sono alcune di queste persone. Certamente non le uniche.

Scuola o non scuola, chiunque è libero di non imparare nulla dall'esperienza o dalle parole altrui.

Capita che, in disaccordo o no con spiegazioni o consigli appena ricevuti, li si trovi fastidiosi. In tal caso si ha il diritto di farlo presente all'interlocutore, e si ha il dovere di farlo almeno con la stessa gentilezza con cui questi ha parlato.

Una risposta non gentile è giustificata nel caso in cui l'interlocutore sia recidivo (segno di buone maniere parimenti messe da parte) oppure in qualche modo sgarbato. Altrimenti non è giustificata.

In particolare, il disdegno (vero o simulato) espresso con appellativi ironico-dispregiativi tipo "maestrino" o "professorino" è tipico delle persone che a torto o a ragione credono (o fingono di credere) che l'interlocutore abbia fornito il consiglio o la spiegazione allo scopo di affermare la propria superiorità e/o l'inferiorità del destinatario.
Quindi praticamente è lecito chiamare qualcuno "maestrino" (o appellativo equivalente) solo in risposta a "analfabeta" (o appellativo equivalente).
Nella maggior parte dei casi, in realtà, nessuno ha dato di analfabeta a nessuno, ma qualcuno risponde così perché - per colpa non altrui - spiacevolmente analfabeta si è sentito.


20 luglio 2010

La scuola dei cò e del cai - di Mario Cardinali

Siccome spesso vedo scritto

"c'ho" e "c'ha", incollo qui sotto una parte dell'ottimo articolo di Mario Cardinali uscito nel Vernacoliere dell'ottobre 2008, col suo permesso.

Loro che la scrivono, la lingua, dovrebbero saperla scrivere meglio d’altri, al punto di poterla anch’essi insegnare.
E cosa c’insegnano, infatti, tanti di quegli specialisti di scrittura? C’insegnano per esempio a scrivere c’ho, c’hai, c’ha, c’hanno, che niente ci autorizza a pronunciare ciò, ciai, cià, cianno come intenderebbero farci leggere costoro, e come invece si legge scrivendo ci ho, ci hai, ci ha, ci hanno, come si è sempre scritto. Quale regola fonetica, quale grammatica autorizza costoro a pensare che nell’elisione della i, la c davanti all’acca possa divenire dolce?
«Diglielo anche te, Mario, ai ragazzi, che non c’è alcuna regola del genere e che c’ho si legge cò, c’hai si legge cai...», mi scriveva già parecchi anni fa Luciano Satta, esimio linguista fiorentino ed estimatore del Vernacoliere.
Macché, niente da fare. Insistono lo stesso. E mica soltanto i ragazzi. Ci sono fior di giornalisti, e di scrittori pure, magari senza fiore, che continuano a scrivere c’ho, c’hai, c’ha, c’hanno. E addirittura c’abbiamo, c’avete, c’azzecca...

Insomma: se vuoi dire "ciò", "ciai", "cianno", etc, devi scrivere proprio "ciò", "ciai", "cianno", etc.


17 luglio 2010

Facebook: la stupida selezione di notizie "più popolari".. di default + suo rimedio per Firefox

Anche se probabilmente molti utenti non ci hanno fatto caso, si può impostare la bacheca di Facebook in due modi:


  • Cliccando su "più recenti" si visualizzano tutte le notizie di tutti gli amici a partire da quella più recente.
  • Cliccando su "notizie più popolari" invece si visualizzano, dice testualmente la guida di Facebook, "i contenuti più interessanti pubblicati dai tuoi amici".
I più interessanti? Chi decide se sono interessanti?? Lo decidi tu? No. Lo decide Facebook. Come? Cito di nuovo testualmente dalla guida di FB: "L'algoritmo della sezione Notizie si basa su alcuni fattori:

- il numero di amici che commentano un certo contenuto
[ma se il contenuto non viene visualizzato perché secondo FB non è ancora interessante, come possono gli utenti commentarlo?]

- chi ha pubblicato il contenuto
[qui non è chiaro se si riferisce al fatto che l'autore abbia il sangue blu, o le pocce grosse, o chissà cos'altro]

- e il tipo di contenuto (ad es., foto, video o aggiornamento di stato).
[quindi secondo i criteri di FB una notizia è interessante non per i suoi contenuti, ma per come viene infiocchettata esteticamente]

Insomma, se si lascia selezionato "notizie più popolari" è molto probabile che non si visualizzi delle notizie che secondo FB sono meno interessanti, ma che potrebbero esserlo per noi.

La cosa peggiore è che questa è la visualizzazione di default, cioè pre-impostata: per cambiarla devono, gli utenti Facebook (molti dei quali sono ignari del problema) procedere attivamente, cliccando su "Più recenti".

E devono rifarlo ogni giorno (se all'interno della stessa giornata si chiude il browser e/o si fa il logout, invece, la selezione viene ricordata).

Bah.

Un rimedio a questa noia per utenti Firefox è l'estensione Feed Filter, che consente di effettuare varie personalizzazioni dell'interfaccia Facebook, fra cui la selezione di notizie "più recenti", quindi (tradotto dal linguaggio di FB) la visualizzazione di tutte le notizie in ordine cronologico inverso, salvo ovviamente la non visualizzazione di notizie pubblicate da specifici amici, predisposta a suo tempo manualmente dall'utente col comando "elimina [nome amico]".

12 luglio 2010

Casillas - lezione di bacio sulla bocca coatto

Il portiere campione del mondo Casillas, intervistato dalla giornalista dopo la sua vittoria, la bacia sulla bocca.



La resistenza da parte di lei pare minima o nulla. Il che non stupisce più di tanto, visto che i due sono fidanzati.

Comunque, al di là di questo, Casillas dà in questo video delle chiare istruzioni su come baciare sulla bocca una donna senza che lei possa opporsi, illudendola inizialmente di volerla baciare su una guancia.

Con un arto superiore si cinge il suo collo inducendo una prevedibile scelta della direzione in cui effettuare la rotazione della testa, e cioè dalla parte opposta; tale rotazione è inizialmente da lei percepita come possibile (a differenza di quando si fa l'errore di appoggiare sul viso entrambe le mani, il che le fa percepire da subito la volontà di impedirle la rotazione, e la induce dunque ad afferrare entrambe le mani per esercitare una controforza che le consenta di indietreggiare il viso). A bloccare la rotazione con cui lei porgerebbe la guancia, o a invertirne la direzione se già è iniziata (il che è possibile in quanto la donna, non aspettandoselo, esercita una piccolissima forza), si stabilizza la mandibola con la mano fino ad allora libera, esercitando un appoggio laterale del pollice o della seconda testa metacarpale sul mento (NON sul ramo verticale della mandibola) e si rinforza la stabilizzazione con l'avambraccio dell'arto controlaterale che cinge la testa.

05 luglio 2010

Obama tiene lontani i media dalla zona del disastro petrolifero

Traduco parte della newsletter del formatore statunitense Joseph Riggio sul presidente USA Barak Obama e il disastro ecologico nel Golfo del Messico causato dalla società londinese British Petrolium.

Obama ha voluto sacrificare la libertà di stampa per salvaguardare i suoi buoni rapporti con la BP.

Già è noto il modo in cui si può fermare il petrolio che sgorga alla velocità di circa 80.000 barili al giorno: i russi sanno come tappare un pozzo che crea questo tipo di problemi, infatti operazioni del genere sono state fatte più di una volta.
Ma farlo provocherebbe una grande difficoltà o l'impossibilità di usufruire del petrolio rimanente.

Questo disastro avrà, fra l'altro, ripercussioni sulla catena alimentare per chissà quanti decenni, ma a Barak Obama questo non importa più di tanto.

Ma non è tutto. Obama ha proibito a giornalisti, fotografi, blogger, essenzialmente chiunque sia connesso coi media, di portarsi a una distanza minore di 20 metri da:
- zampilli di petrolio
- barche
- operazioni di pulitura
Trasgredire questo obbligo è messo alla stregua di un crimine, e viene punito con l'arresto e una multa fino a 40.000 dollari.

Così è calpestato il Primo Emendamento e la Costituzione degli USA.

Insomma... per salvaguardare la reputazione della BP e dell'amministrazione Obama, non possono essere fatte foto o girati filmati di animali coperti di petrolio, zampilli di petrolio sulle acque del Golfo, o operazioni di pulitura delle spiagge di Louisiana, Alabama, Mississipi, Florida.

Questo per frenare un'opinione pubblica che pretenderebbe più impegno nel risolvere il problema.
Ma... ehi, questo potrebbe impedire il profitto, o far spostare l'attenzione dal disastro che Obama ci dice essere un grande passo in avanti con il Piano di Cura della Salute che non c'è stato... Essenzialmente non rafforzare il ruolo delle compagnie di assicurazione sulla salute e penalizzare chiunque non possa permettersela o non vuol farla.

03 luglio 2010

Paura di essere intercettato?

Scrivo questo articolo avvalendomi delle informazioni fornitemi dal noto giornalista informatico Paolo Attivissimo e dall'avvocato Domenico Borsellino.

Lo scrivo perché in passato mi hanno un po' annoiato le raccomandazioni da parte chi sostiene l'opportunità di evitare di parlare per telefono e addirittura via e-mail di certi argomenti affinché il proprio messaggio non venga intercettato da un'autorità che possa mettere nei guai i due interlocutori per qualche motivo, tipo che la Guardia di Finanza in ascolto potrebbe comminare una multa se intercetta una telefonata e un'e-mail in cui si parla della vendita di un bene o servizio a nero.

Affinché ognuno si faccia un'idea su quando "auto-censurarsi" o parlare in codice è necessario e quando no, cercherò di dare alcuni chiarimenti dal punto di vista tecnico, legale e pratico.

TECNICAMENTE

Tralascio l'aspetto tecnico sulle intercettazioni delle telefonate e degli SMS in quanto è noto che si tratti di operazioni facilmente eseguibili.

Nota: non rientrano nella fattispecie le chat vocali da computer a computer (ad esempio fra due utenti che stanno usando Skype). Le chat vocali non sono intercettabili, salvo ovviamente il caso in cui si sia piazzato un microfono nella stanza di almeno uno dei due interlocutori.

Quanto alle e-mail, ecco i casi in cui queste possano essere lette da destinatari diversi da quelli a cui il mittente le ha indirizzate..

- L'intercettatore ha infettato il tuo computer con un trojan che gli dà la possibilità di leggere tutto quello che tu vedi sul tuo schermo (es. navigazione, quindi anche Gmail) e di ravanare nel tuo HD (quindi vedere qualunque cosa, non solo l'e-mail. Quindi se hai paura di scrivere qualcosa in un'e-mail allora devi anche aver paura della stessa cosa scritta in un qualunque altro documento non adeguatamente criptato sul tuo computer). Se invece di Windows stai usando il sistema operativo MacOS o Linux, non c'è Troian che possa infettarti.

- L'intercettatore ha nascosto una videocamera-cimice nella stanza dove lavori in modo da inquadrare il tuo schermo e poterlo leggere (!).

- L'intercettatore ha usato il metodo del phishing: ti ha inviato un'e-mail con mittente falso spacciandosi per un amministratore del tuo gestore di posta, ti ha chiesto di accedere al tuo account inserendo username e password adducendo motivazioni riguardanti manutenzione, verifiche o similari, fornendoti un link che ti porta in un sito-truffa graficamente identico a quello del tuo gestore di posta, dove c'è il form per lo username e la password; tu ci sei cascato e hai inserito tali dati rivelandoli così all'intercettatore, che quindi può entrare nella tua casella di posta e leggere messaggi inviati e ricevuti. Questa tecnica per la verità è oggi giorno impraticabile, perché i programmi di navigazione riconoscono i siti-truffa e li bloccano avvertendoti.

- L'intercettatore è un dipendente che lavora per l'azienda che eroga il servizio di posta elettronica (es. Tiscali, Kataweb, etc), che avendo dunque la possibilità di accedere al tuo account va a curiosare. Ganza l'ipotesi in cui il gestore di posta sia americano (Gmail, Hotmail, etc) e il dipendente voglia vedere cosa si scrivano di interessante gli italiani...

LEGALMENTE

Quando è legale un'intercettazione di un'e-mail o di una telefonata?

- Nel caso in cui si tratti di una intercettazione preventiva per prevenire atti terroristici, o altre azioni eversive. Le intercettazioni preventive sono disposte dai Servizi Segreti, che devono essere comunicate al Procuratore Capo. Quindi se stai organizzando azioni eversive, occhio alle intercettazioni.

- Se è un'intercettazione per le indagini su un illecito, eseguita dal Pubblico Ministero, a patto che questi ne abbia ricevuto l'autorizzazione da parte del Giudice per le Indagini Preliminari dietro dimostrazione con prove documentali di gravi indizi di commissione dell'illecito stesso. Le testimonianze non sono sufficienti, neanche di un pubblico ufficiale. Ci vogliono, ripeto, prove documentali. Nel caso dell'evasione fiscale, ad esempio, per generare una una prova documentale praticamente devi consegnare alla Guardia di Finanza una registrazione della tua voce in cui dici tipo "Ho evaso il fisco" o "Ho intenzione di evadere il fisco" oppure consegnargli un foglio dove hai fatto affermazioni del genere. A questo punto il Giudice per le Indagini Preliminari può, se lo ritiene opportuno, dare l'autorizzazione alle intercettazioni.

PRATICAMENTE

E' possibile che un finanziere "faccia il furbo" intercettandoti illegalmente per poi dire "E' vero, t'ho intercettato illegalmente, ma sta di fatto che adesso ho le prove che hai evaso il fisco e ti multo" ?
No. Una sanzione amministrativa comminata in base a prove reperite illegalmente è automaticamente annullata.
Diverso è il caso in cui, da una intercettazione illegale, emergano indizi che tu abbia commesso un illecito penale: in tal caso chi ha eseguito l'intercettazione illegalmente viene punito, ma chi ha commesso  l'illecito si becca comunque la denuncia.

E' possibile che la Finanza o un'altra Forza dell'Ordine scopra un fatto usando metodi illegali per poi fingere di averlo scoperto con metodi legali?
Sì. Questo accade solamente quando ci sono di mezzo grossi interessi politici o grossi illeciti da parte di grandi aziende.
Supporre che accada per i comuni mortali è totalmente fuori di testa. Anche ammesso che tu rimanga antipatico a un finanziere al punto che questi ti voglia per forza fare un dispetto, il modo di multarti o di fingere di trovarti della droga nell'automobile lo può trovare (anche se sei innocente) senza bisogno di lunghe procedure e sprechi di risorse, quindi senza bisogno di intercettazioni.
Degno di nota è comunque il caso in cui, durante un'intercettazione per l'indagine su un presunto maxi-delinquente, casualmente emergano anche prove di altri illeciti, magari commessi dal suo interlocutore, analogamente a come i sequestri di DVD pirata avvengono (di solito) in occasione di perquisizioni effettuate per cercare prove di altri reati.

08 maggio 2010

Macrolibrarsi.. ma non erano proprio complottisti a denunciare e odiare la censura?

Veramente tremendo l'atteggiamento di chi vende libri complottisti in nome della libera informazione sostenendo (con tesi tutte da dimostrare, per usare un eufemismo) che questa viene impedita... e allo stesso tempo censura una recensione che, senza fare trolling e con razionalità, critica uno di questi libri negativamente.

Mi riferisco alla casa editrice online Macrolibrarsi, che ha messo in vendita il libro di Ryke Geerd Hamer intitolato "Testamento per una Nuova Medicina" e ne ha rimosso la recensione di Ilario D'Amato.

L'editore di Macrolibrarsi Giorgio Gustavo Rosso, il 5 aprile 2008 pubblicò un penoso articolo della rivista "Scienza e conoscenza" che fra l'altro accusava Wikipedia di essere al soldo delle case farmaceutiche, soprannominandola "Farmapedia".

Ilario D'Amato ha dato una risposta a questo articolo e alla censura della propria recensione alla pagina


che fa parte del suo sito-dossier sull'ex medico tedesco Hamer.

---

E che dire di Internet BookShop (IBS.it) ?

"Prova a scrivere una recensione anche vagamente critica e vedi che succede: non te la publicano. Ho scritto una recensione di un CD musicale dicendo semplicemente che la cantante è brava ma che a differenza dei due precedenti album, l'ultimo ha solo una canzone carina, e che quindi non vale la spesa. Non mi hanno mai pubblicato la recensione, pur avendo io provato a mandarla più volte"

(Grazie per la testimonianza ad Antarax Erewan, collaboratore del Centro Studi Modus Mentis di Pescara)


---

E di Amazon?
Come testimonia Osvaldo, utente di una mailing list a cui sono iscritto, "Vengono lasciati alcuni commenti negativi per darsi un minimo di credibilità... molti vengono rimossi"


Bah.

Evviva la trasparenza, gran segno di qualità.


02 maggio 2010

Dei "fedeli" cattolici rifiutarono di farsi confessare da un prete negro

Fattariello raccontatomi da una signora il mese scorso che pochi giorni prima di Pasqua si trovava nella chiesa della parrocchia La Ginestra, a Montevarchi.

Lei ed altre persone aspettavano il prete per confessarsi. A un certo punto una disse che il prete era arrivato.

Vero.
Ma si trattava di un prete negro.
Un'altra signora rispose che non voleva confessarsi da lui, perché era extracomunitario.

Più tardi arrivò il prete italiano... E in coda per confessarsi da lui si formò una fila di persone ben più lunga di quella per confessarsi dal prete negro. Ad ascoltare questo racconto c'eravamo io, la parente di un paziente e un'infermiera-suora indiana.
La suora difese le persone che avevano preferito il prete italiano, sostenendo che ognuno è libero di scegliere il prete che vuole, e che magari erano abituati con quel prete lì.

11 aprile 2010

Gli svantaggi che ho avuto dal Mac Mini (ed. 2009)

Bello il Mac. Quant'è ganzo. Ma davvero, guarda, compralo anche tu, meglio non ce n'è, non te ne pentirai, chi ha comprato un Mac non rimpiange mai il PC...

E invece io sono deluso.

Elenco qui sotto tutti gli svantaggi che ho avuto usando un Mac Mini edizione fine 2009 in questi 4 mesi. Trattasi di scomodità che pare non abbiano una soluzione.

- Non ha un'ingresso "mic in", e gli unici microfoni efficaci sono quelli autoalimentati, che costano sui 50 euro.

- La funzione di masterizzazione fa pena: durante la scrittura non bisogna muovere un dito, altrimenti fallisce.

- Il cestino sembra non volerne sapere di vuotarsi: alcuni file rimangono lì senza che sia possibile eliminarli.

- Se stacchiamo un disco esterno senza aver cliccato su "Espelli", il Mac ci rimprovera. Ma la funzione "Espelli" è alquanto scomoda, perché non è che subito dopo aver cliccato su "Espelli" e aver visto scomparire l'icona dell'unità esterna siamo autorizzati a staccarla: occorre aspettare qualche altro secondo (e non si sa esattamente quanti), altrimenti comparirà comunque il messaggio di "rimprovero". La scomodità non sta semplicemente nella suddetta finestra, ma nelle conseguenze negative che si hanno in occasione di una rimozione scorretta dell'hardware (vedi sotto), che sembrano più gravi e più frequenti rispetto al PC (ovvero nessuna).

- Pare che per colpa del mio Mac Mini, una cartella del mio HD esterno ad esso collegato via firewire venga indebitamente cancellata, e ciò non viene fatto passare per un problema: nessun avvertimento, nessuna segnalazione. Me ne accorgo solo perché ho cercato questa cartella col finder e noto che non c'è più. Fortunatamente avevo salvato una copia di questa cartella su una penna USB. La copio di nuovo sull'HD esterno, nello stesso percorso di prima... Alcuni giorni dopo controllo e noto che è scomparsa di nuovo. Queste strane eliminazioni si ripetono sempre per la stessa cartella, ma essendo presenti nel mio HD esterno moltissimi file e cartelle, non posso controllare ed essere sicuro che lo stesso scherzetto non sia stato fatto ad altri elementi. Ho notato che queste eliminazioni avvengono più facilmente se si scollega l'HD esterno senza usare la funzione "espelli" (il che è un errore dell'utente, che comunque non giustifica la sparizione di una cartella: nei PC ciò non avveniva mai). Ma accade anche senza che si commetta questo errore.
Può il computer che viene considerato il migliore e il più sicuro del pianeta cancellare una cartella senza preavviso in questo modo?
Mi è sembrato di capire che questo problema non si verifica mai se creo una cartella sulla scrivania e successivamente la copio sull'HD esterno.. ma non ci giurerei.

- Altro comportamento strano relativo a cancellazioni ingiustificate, che potrebbe avere un legame col punto precedente (a mio tempo, nel valutare il problema su descritto non avevo fatto caso al fatto che fosse o no collegato con lo svuotamento del cestino):



- Il clic del mouse è inefficace a selezionare un'icona quando il puntatore del mouse è posizionato fra il nome dell'icona e l'icona stessa:



- Quando si collega un disco esterno alla porta USB o Firewire, in teoria dovrebbe apparire la relativa icona sulla scrivania. E invece a volte non appare, ed è necessario scollegare e ricollegare il disco esterno affinché accada (e il successo non è neanche garantito al primo tentativo)

- A volte, se in primo piano c'è una finestra diversa dalla cartella che contiene l'icona su cui si fa doppio clic, tale doppio clic non funziona. Bisogna riprovare.

- per aprire un documento o un programma a volte sono necessari anche 4-6 secondi

- il finder non dà la possibilità di visualizzare gli elementi con una disposizione a elenco che sia distribuito su più colonne: raggiunto il margine inferiore, l'elenco prosegue verso il basso e compare la barra di scorrimento verticale. Se si preme una lettera o un numero viene selezionato il primo elemento con un nome che inizia con tale carattere, ma premendo di nuovo lo stesso tasto la selezione non scorre fra gli elementi della stessa cartella che hanno tale stessa iniziale.. o meglio a volte lo fa.. ma spesso lo fa saltando alcuni elementi! I nomi delle cartelle, in oltre, vengono abbreviati con dei puntolini in mezzo alle parole in modo da mostrare il finale. Non conviene. Si capisce meglio se a parità di lettere vengono mostrate quelle iniziali.

- il finder non consente l'elenco degli elementi in quel particolare e comodo ordine che consiste nel mettere tutte le cartelle all'inizio e a seguire tutti gli altri elementi in ordine alfabetico.

- Non esiste un modo per mandare velocemente una finestra a tutto schermo. Il tastino verde sembra avere una funzione controversa.

- Premendo ALT+TAB e scegliendo il programma da mettere in primo piano non si ottiene di far ingrandire la finestra di tale programma, se era stato ridotto a icona.

- Tasti di scelta rapida: un mistero. Se è evidenziato un elemento, come si fa ad aprirlo? Premendo INVIO appare il cursore per la rinomina; premendo la barra si apre una "anteprima"

- Visualizzazione delle foto: per visualizzare una presentazione di foto di una cartella occorre selezionare tutte le foto in essa contenute e premere la barra. Ciò è scomodo, soprattutto quando nella cartella delle foto ci sono anche altri tipi di file o sottocartelle; se anch'essi vengono selezionati grazie alla funzione "seleziona tutti", nel momento dell'anteprima la presentazione è inframezzata dalla comparsa delle anteprime di tali elementi.

- iPhoto: dovrebbe essere un programma che visualizza le foto organizzandole in album, ma ha un uso che è facilmente fraintendibile, specialmente per chi ha usato il famoso Picasa. Cioè, quando da iPhoto si cancellano delle foto, magari solo con l'intenzione di non includerle in un certo album... tali foto vengono cancellate totalmente dall'HD!!!

Riguardo ai software per Mac:

- Non esiste un programma analogo a WinRAR multipiattaforma che consenta di creare archivi compressi e frazionati in più file RAR (Stuffit è per Mac e Windows, ma non è diffuso fra gli utenti Windows, e i file frazionati di Stuffit non sono leggibili da WinRar)

- iWork, famoso e blasonato analogo di Microsoft Office: il suo programma di video scrittura Pages non ha una buona compatibilità con Microsoft Office; chiede ogni volta di registrare il documento che si è chiesto di chiudere anche se dalla sua apertura non è stata fatta alcuna modifica; nel momento del salvataggio del file propone di default il suo formato e occorre ogni volta cliccare per selezionare il formato DOC.

- Il client di posta Mail non permette di chiedere una ricevuta di ritorno dell'e-mail

- Non esiste un programma outliner buono quanto EssentialPIM (non ho capito come sia possibile, con tutti i programmatori che esistono in questo mondo, che nessuno abbia realizzato qualcosa all'altezza di quel semplicissimo outliner)

09 aprile 2010

Avaaz.org e le sue vittorie

Avaaz.org è un'organizzazione che ha lo scopo di sensibilizzare quante più persone possibile su povertà, cambiamento climatico, diritti umani e sicurezza e di dare ai naviganti la possibilità di esprimere la loro opinione contattando direttamente le aziende, i media e coloro che prendono decisioni che influenzano il mondo in maniera determinante. Una newsletter aggiorna gli iscritti su campagne e azioni da intraprendere sia online che offline.

Aggiornamento: puoi anche tu proporre una petizione. Cito dalla newsletter:

Pensa a una petizione che ti piacerebbe creare su un tema qualsiasi: qualcosa che potrebbe avere un impatto nella tua comunità locale, oppure contro gli abusi commessi da una grossa azienda, o una campagna globale che pensi sarebbe importante per gli altri. Se la tua petizione prende piede, potrebbe diventare una campagna di Avaaz: per i membri della tua zona, o addirittura in tutto il mondo!

Poco fa ho ricevuto un'email da Avaaz dalla quale ho appreso che varie campagne hanno avuto esito positivo, ed è proprio questo che ha ispirato la pubblicazione dell'articolo che stai leggendo.

Il sito di Avaaz ha anche una sezione italiana: www.avaaz.org/it.

Passo la parola allo staff di questa grandiosa organizzazione per elencare...
...11 ragioni per fare una donazione a Avaaz:

Ragione 1 – Il nostro lavoro è efficace

Con 10 milioni di membri in tutte le nazioni del mondo, capaci di mobilitarsi quasi istantaneamente su bisogni urgenti, il ruolo di Avaaz è veramente efficace: insieme abbiamo salvato vite umane ad Haiti e in Birmania, abbiamo fatto tornare sui propri passi il Brasile e il Giappone salvando quei paesi da politiche sbagliate, e abbiamo ottenuto vittorie in trattati internazionali importanti come quelli sul divieto delle bombe a grappolo o sulla conservazione degli oceani. Il capo di governo del Regno Unito, Gordon Brown, ha detto a proposito di Avaaz: "Avete portato avanti l’idealismo di tutto il mondo... Non sottovalutate l’impatto che potete avere sui leader mondiali". Anche The Economist ha detto che “Avaaz ha realizzato una potente chiamata per risvegliare i leader di tutto il mondo" e Al Gore sostiene che"Avaaz ispira entusiasmo, e ha già fatto una grande differenza". Con solo cinque anni di età stiamo crescendo velocemente, e più i nostri sostenitori collaboreranno e contribuiranno, più grande sarà il nostro impatto.


Ragione 2 – Una donazione ad Avaaz è un investimento che genera dei cambiamenti sociali permanenti

Le nostre donazioni ad Avaaz finanziano delle campagne che, per il loro grande impatto, aiutano ad attrarre ulteriori sostenitori. Più gente significa più donazioni e una capacità di cambiamento sociale ancora maggiore. Quindi con la tua donazione stai contribuendo non solo al cambiamento sociale in un’area specifica, ma anche a costruire una comunità ancora più grande che moltiplicherà enormemente l’effetto della tua donazione e sarà una fonte permanente, e sempre in crescita, di cambiamenti sociali. Non c’è dubbio che il tuo contributo avrà un valore filantropico immenso!

Ragione 3 – Non abbiamo bisogno di burocrazia

Avaaz è un'enorme rete di cittadini, ma la nostra organizzazione è piccolissima, solo qualche decina di responsabili per le campagne a tempo pieno, dotati di supporto operativo e tecnologico. La maggioranza delle ONG più importanti hanno centinaia e perfino migliaia di dipendenti. Le nostre dimensioni così ridotte fanno sì che non abbiamo tempo per burocrazia, attività manageriali inutili o altro che non sia ottenere risultati concreti. 

Ragione 4 – Siamo fiscalmente responsabili e siamo sottoposti regolarmente a controlli

C’è spesso il timore che i soldi che la gente dona siano utilizzati in modo disonesto. In molti casi questi timori non sono fondati, dal momento che la maggioranza delle organizzazioni è composta da gente onesta impegnata a fare del bene. Con Avaaz puoi stare sicuro anche perché siamo sottoposti per legge a un'ispezione ogni 12 mesi. Queste ispezioni controllano rigorosamente ogni aspetto dei nostri libri contabili e delle nostre attività finanziarie. Dalla nostra creazione siamo stati ispezionati quattro volte e sempre ne siamo usciti puliti e in ottima salute! (per ulteriori informazioni, clicca qui).

Ragione 5 – Abbiamo un team di primo livello in tutto il mondo che fa un lavoro eccezionale

La realizzazione di campagne sociali, la pressione politica e la lotta per il cambiamento sono attività molto serie e impegnative, e una maggiore competenza del team produce, necessariamente, un impatto maggiore delle donazioni ricevute. Avaaz si compone di alcuni dei migliori direttori di campagne e di attivisti di tutto il mondo. Molti di loro si sono uniti ad Avaaz dopo essere stati alti dirigenti di organizzazioni no-profit multimilionarie a livello mondiale e la maggioranza di loro si sono laureati nelle migliori università internazionali.


Ragione 6 – Siamo indipendenti al 100% 

Avaaz non riceve finanziamenti da nessun governo o azienda. Questo è fondamentale per garantire che la nostra voce rifletta soltanto i valori dei nostri membri e non gli interessi particolari di potenti sostenitori. Anche se inizialmente abbiamo ricevuto degli aiuti da parte di organizzazioni non a scopo di lucro, attualmente il 100% del nostro budget viene da piccole donazioni fatte on-line. Questo vuol dire che gli unici interessi che dobbiamo promuovere sono quelli legittimi dei nostri membri.

Ragione 7 – Anche noi facciamo donazioni quando è utile per raggiungere gli obiettivi in modo più efficace

Avaaz ha donato quasi 4 milioni di dollari ad altre organizzazioni, perché abbiamo considerato che esse erano in una posizione migliore della nostra per raggiungere determinati obiettivi in certe aree. Per esempio, abbiamo donato 1,6 milioni di dollari ai monaci e ai gruppi di aiuto della Birmania, 1,3 milioni di dollari alle organizzazioni umanitarie di Haiti (guarda questo video dai gruppi che hanno ricevuto le nostre donazioni) e oltre 1 milione di dollari alle organizzazioni umanitarie in Pakistan. Anche il modo in cui appoggiamo altre organizzazioni è molto importante. La maggioranza delle organizzazioni hanno delle procedure farraginose che le rendono lente, burocratiche e reticenti a qualsiasi rischio coinvolto nell’aiutare i gruppi di pressione. Avaaz trova le migliori persone e le migliori organizzazioni in ogni area e non le sottopone a un controllo nei minimi dettagli, ma le appoggia nelle attività in cui esse sono esperte.

Ragione 8 – Siamo impegnati in politica (e questo è veramente importante)

La maggioranza delle organizzazioni no-profit offrono deduzioni fiscali per le donazioni. Ma questo significa che esse sono, almeno parzialmente, finanziate con soldi pubblici e, dunque, sono spesso sottoposte dai governi a pesanti regolamentazioni nell'esercizio delle loro attività. In particolare, queste organizzazioni subiscono forti restrizioni su ciò che possono dire nei confronti dei politici. Avaaz è particolare nel senso che le donazioni fatte a noi non sono deducibili dalle tasse, e questo ci lascia liberi al 100% per dire ciò che è necessario perché i leader mondiali ascoltino la voce della gente. Dal momento che molte vicende importanti si decidono nell’arena politica, la nostra attività e il nostro ruolo sono molto più efficaci di quelli dei gruppi di pressione che evitano di pronunciarsi politicamente.

Ragione 9 – Andiamo là dove ci sono le necessità e le opportunità maggiori

La maggior parte delle organizzazioni si concentra su una singola questione per un lungo periodo di tempo. Questo è molto importante, ma può voler dire che quando si presenta una questione cruciale o un'incredibile opportunità per il cambiamento sociale, queste vengono ignorate perché ognuno è impegnato esclusivamente sulla propria causa. Le campagne di Avaaz si concentrano sulle necessità e sulle opportunità più urgenti, dandosi da fare proprio quando è più necessario il potente impatto dell’attenzione dei cittadini. Collaboriamo continuamente con i nostri partner nelle aree in cui portiamo avanti le campagne e tutti descrivono Avaaz come un fantastico valore aggiunto al loro lavoro.


Ragione 10 – La responsabilità democratica è un valore intrinseco al nostro modello

Il modello delle campagne di Avaaz trae la propria forza dalla gente. Le nostre priorità sono stabilite annualmente e settimanalmente da sondaggi fatti tra i nostri membri e ogni campagna che portiamo avanti è sottoposta ad un sondaggio ai nostri membri. Non importa quanto impegno mettiamo nel dare vita a una campagna: se questa non è approvata dai nostri membri, non la portiamo avanti. Quindi giorno per giorno il modo in cui spendiamo le donazioni che riceviamo è direttamente determinato dai nostri membri.

Ragione 11 – Non c’è un’altra organizzazione come la nostra 

Avaaz è la prima e unica organizzazione di pressione di massa, altamente tecnologica, la cui forza dipende totalmente dai suoi membri, impegnata su una moltitudine di questioni e genuinamente globale. In un mondo in cui i problemi che ci troviamo ad affrontare sono sempre più globali e le soluzioni richiedono sempre più un’azione democratica a livello globale, Avaaz è l’unica organizzazione in grado di produrre un cambiamento efficace. Nessun’altra organizzazione è in grado di mobilitare velocemente una coordinata pressione democratica su larga scala in 193 paesi nel giro di 24 ore. Un nuovo modello di politica che parte da internet e interamente basata sulla forza della gente ha cambiato la politica in molti paesi e Avaaz sta rendendo globale questo modello ormai testato. Il risultato a ora è il più ampio movimento globale on-line della storia: e questo è soltanto l’inizio. 



Fai parte di TimeRepublik?

Se hai trovato utili o interessanti i miei articoli...