04 marzo 2010

Formalese, Legalese, Burocratese, etc: cui prodest?

La distinzione fra i vari modi di esprimere un concetto può essere di più tipi:

- Ci si può esprimere in una certa lingua, a seconda che si stia parlando a un russo, a un greco o a un cinese, etc, e questa scelta è utile affinché l'interlocutore comprenda i contenuti di quello che si sta dicendo.

- Ci si può esprimere con un certo tono anziché in un altro, affinché l'interlocutore capisca di che umore siamo.
- Si può scegliere se parlare dal vivo, telefonicamente, per e-mail, etc, a seconda della maniera che riteniamo più comoda e conveniente.

- Si può parlare a volume più alto o basso, a seconda del fatto che vogliamo ad esempio venire incontro a una persona con un problema di udito o non coinvolgere persone non interessate.

- Si può scegliere accuratamente il colore o il carattere con cui si scrive, ad esempio per rendere più piacevole l'aspetto grafico.
- Si può parlare con un linguaggio normale, affinché sia comprensibile da tutti e senza fatica, oppure in modo formale, affinché...

......

...??

...non riesco a finire la frase.

A cosa, o a chi è utile il formalese (talvolta detto burocratese, legalese, politichese, commercialese, etc, a seconda dei contesti e delle sfumature che prende) ?
Cioè: se fosse sostituito dal linguaggio normale, comunque corretto, ma comprensibile da tutti, dove sarebbe lo svantaggio?

Nelle more del giudizio.

A che scopo, per dire "Nel periodo che precede la sentenza" si sente il bisogno di far sì che una persona comune, leggendo, si ritrovi in mezzo a un rovo? Fa male.

A certe situazioni si confà un linguaggio formale.

A che vantaggio? Quali sono, le persone, cose o animali che ci guadagnano qualche cosa? Dove stanno?
Chi muore o si mette a piangere se tu, italiano italioide mutante, invece di dire "sono a inviarle", "sono a chiederle", scrivi "le invio", "le chiedo"? Eh sì, si parla di scrivere... perché a voce certi sbrodoli non sense non ce la fai a dirli, per fortuna.

Non è che a voce siamo digiuni di perversione comunicazionale. Ciabbiamo, ad esempio, tutto il degenero legato al "lei".
Bah, non è grave. Buffo, ma non grave. Ed è comprensibile.
Non è che non capisco che a molte persone piace farsi dare del lei perché vogliono illudersi che l'interlocutore nutra per loro rispetto (specialmente i diciotto-ventiquattrenni). E capisco benissimo che ci sono persone che parlano dando del lei per far capire all'interlocutore che vogliono lo stesso trattamento. E capisco anche quando una persona, vedendo fallire miseramente tale strategia, continua a dare del lei non più per simulare rispetto, ma per ripicca ("tanto non te la do la soddisfazione di accettare la conversazione col "tu").
Sono dinamiche comprensibili perché hanno a che fare con l'umore, l'onore, l'odore, etc. Che ci vuoi fàr... il codice italiano è questo, ci siamo nati, e possiamo solo invidiare le società anglofone, dove il problema non sussiste in quanto tutti si danno del tu. Capisco tutto questo, anche se mi chiedo se la comunicazione non sarebbe percepita come più genuina ed anche meno stressante se invece di caricarsi di un problema linguistico inutile (cosa paradossale, visto che il linguaggio è stato inventato per risolverli, i problemi, mica per generarli) gli italiani basassero il rispetto solo sui concetti espressi e sulle azioni concrete che vengono fatte.
Capisco. Comprendo.

Ciò che non merita invece la mia comprensione è...

il teatrino per i terzi ascoltatori.

Tipico di molti politici, anche di fazioni opposte, che in privato si danno del tu. Ma quando si rivolgono l'uno all'altro in sede parlamentare si danno del lei... perché all'aula "si confà" un linguaggio formale.
Ben sapendo quanto una legge è inutile se non è stabilita la sanzione per l'inosservanza, ben capiranno un'immediata analogia: se si dice che all'aula si confà un linguaggio formale, allora si deve poter dire cosa succede se non lo si usa. Dove starebbe lo svantaggio se evitassero di prenderci in giro fingendo di "portarsi rispetto" l'un l'altro e si dessero del tu anche durante le loro discussioni pubbliche?
Stessa cosa i giornalisti che, a microfoni spenti, conoscendo bene la persona intervistata, le danno del tu. Si accendono i microfoni, parte la registrazione, comincia l'intervista, e danno del lei. Ma se vi rilassate e vi date del tu, ai telespettatori cosa gliene importa?

In certe situazioni ci vuole un linguaggio formale.

Ci vuole? Cui prodest?