29 agosto 2010

L'indifendibile Coop farnetica per rispondere all'Esselunga

So che se si dovesse parlare e scrivere delle ingiustizie che vengono fatte nel mercato, dei favoritismi e dei bastoni fra le ruote che rendono inutili gli sforzi delle persone oneste che cercano di confrontarsi con chi ha il potere dalla sua parte non basterebbe una vita, quindi dubito che continuerò a farlo. Ma quando mi capita di leggere comunicati come quello che ho letto stamattina qualcosa devo rispondere: la disonestà intellettuale proprio non la sopporto. Mi è gradita l'occasione per far conoscere a chi mi legge cosa penso della Coop.

Come si legge nell'Occidentale a questa pagina, a tre anni dalla pubblicazione del best seller "Falce e carrello", in cui Bernardo Caprotti ha denunciato privilegi fiscali e favoritismi da parte della magistratura e dell'amministrazione locale a favore della Coop e a scapito dell'Esselunga (qui la prefazione e qui una sua recensione), l'anziano autore è tornato all'attacco. Cito da questo articolo di www.ilpost.it:


Il 18 luglio la società di Bernardo Caprotti [...] aveva acquistato due pagine su molti dei più importanti quotidiani italiani per accusare il Comune di Modena e la Coop Estense di aver stretto accordi per impedire a Esselunga di costruire un supermercato nella città. Ieri Esselunga si è ripetuta, comprando un’altra pagina sui giornali per denunciare quanto sarebbe successo a Livorno, roccaforte del marchio Coop.
L’accusa di Caprotti è la stessa: il monopolio di Unicoop, che dopo due anni di trattative avrebbe influenzato e convinto la famiglia Fremura a venderle un terreno per la costruzione di un centro commerciale, nonostante Esselunga avesse offerto una cifra decisamente più alta, 40 milioni di euro a fronte dei 30 dei concorrenti. [...]
Nella pubblicità acquistata da Caprotti appaiono due tabelle, che evidenziano la disparità di presenza delle due società a Modena e Livorno, scrive Repubblica.

Reagisce Silvia Mastagni, responsabile dell'ufficio stampa Coop, con un comunicato che ha del patetico. Ciai presente quando uno sa di avere torto, sa di non avere argomentazioni con cui difendersi, sa che quando parlerà non farà presa su nessuno, ma comunque qualcosa deve dire? In questi casi io non proprio non capisco perché qualcosa si deve dire. Si può anche rimanere zitti. E invece...

Da due settimane Esselunga ha scatenato un’offensiva contro Coop con una costosa campagna pubblicitaria sui quotidiani, presentandosi come vittima di trame politico-commerciali ordite a arte da concorrenti che sono ogni giorno impegnati a fronteggiare ben altri problemi, quali ad esempio la crisi dei consumi e le difficoltà in cui si dibattono le famiglie italiane.

Insomma, la Coop non bisogna disturbarla coi dati di fatto: ha altro da fare.
E' intenta a far del bene agli altri e agisce in cristallina onestà e con spirito del tutto altruistico, naturalmente.

Storie vecchie, alcune concluse

Storie vecchie!! Acqua passata, dai! Ma quanto covi per via di qualche supermercato che non ti han fatto metter su?
...Comunque la storia in questione è simile a quelle "vecchie". Ma non è vecchia: è di poche settimane fa.

e altre nelle quali sono state ampiamente riconosciute dalla Magistratura le ragioni delle Coop.

Facile parlare di come si è concluso un processo, sapendo che la maggior parte dei lettori non indagheranno su come si sono svolti esattamente i fatti.

Di nuovo c’è solo un metodo scorretto di fare comunicazione commerciale.

..Ma non è spiegato in cosa consisterebbe la scorrettezza (nel riportare i dati?)

Se ci si chiede il perché di questa campagna pubblicitaria in questo momento, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa a offuscare l’impatto di un altro comunicato che Esselunga sarà costretta a far pubblicare: la condanna di Esselunga e del suo proprietario per avere agito, nella sua attività commerciale, in danno di una Coop. Il Tribunale di Milano ha riconosciuto che proprio il paladino della libera concorrenza” ha agito con mezzi sleali per fare concorrenza a Coop (Sent. n. 4833 del 16.04.2010).

Se ci si chiede il perché di questo comunicato che cambia discorso, sorge il dubbio che possa trattarsi di una manovra diversiva, tesa ad offuscare l'impatto dei messaggi che sono stati pubblicati sui giornali, e che riportano delle verità sgradite a Coop.
Al cambiare discorso si unisce la vecchia tecnica che accennavo sopra: enunciare i pronunciamenti della Magistratura senza spiegare come sono andati i fatti. E' la tecnica grazie a cui la maggior parte della gente pensa che siccome Andreotti è stato assolto, significa che è innocente. Come sono andati i fatti sarebbe corretto invece raccontare al lettore, che così avrebbe la possibilità di farsi un'opinione sulla giustezza o no delle sentenze della Magistratura.

Per i prossimi mesi si attendono altri pronunciamenti giudiziari su Esselunga e il suo proprietario come seguito alle sentenze già intervenute di condanna di dirigenti di Esselunga per trafugamento di informazioni commerciali della Coop (Sent. Pen. Trib. Mi n. 7130 del 21.06.2007). E’ la seconda volta che Esselunga viene riconosciuta responsabile di concorrenza sleale in danno di Coop. E recentemente l’Antitrust ha condannato Esselunga per non aver informato il mercato della sua espansione commerciale a seguito dell’acquisto di 59 nuovi punti vendita sviluppando così un’operazione di concentrazione in grado di alterare gli equilibri tra i distributori (Provv. n. 20992 del 8.04.2010).

Continua, in bambinesco stile "E te, allora?" la mera citazione delle sentenze, ma qui si aggiunge il tentativo di mettere in cattiva luce l'Esselunga anche per futuri pronunciamenti giudiziari, come se fossero già stati emessi.

Altro che la favola del Lupo e dell’Agnello con la quale Esselunga e il suo proprietario cercano di accreditarsi come vittime del sistema!

Altro che comunicato praticamente vuoto di contenuti: i soprusi di Esselunga, nel libro "Falce e carrello" sono spiegati e documentati. E gli ultimi fatti, negli spazi dei giornali, anche.

Seguendo in ciò la moda del momento ovvero presentarsi come vittima

Mastagni, se la chiami "moda del momento" probabilmente fai riferimento al rilancio di uno stile revieval, adoperato mooooolti anni fa indovina da chi? Dalle cooperative, visto che era esattamente l'espediente che ha reso possibile la loro nascita, prima che diventassero le potenze schiaccianti di oggi.

per sollecitare il consenso della pubblica opinione.

Certo che Esselunga vuole sollecitare il consenso della pubblica opinione (esattamente come la Coop tenta goffamente di fare con questo sciatto comunicato stampa). Qualcuno dovrà pur dire un po' di verità in mezzo a tutti gli spot pubblicitari che ogni giorno cercano di inculcare nella testa della gente che la Coop è buona e vuole bene al prossimo.

In realtà Esselunga non ha motivi di lamentarsi, occupando in alcune aree del Paese posizioni di prevalenza: a Milano occupa il 51% del mercato, a Lucca il 62%, in Monza/ Brianza il 60%, a Lecco il 51% : altro che vittima di soprusi!

Basta fare alcuni esempi e tacerne altri e l'esposizione tendenziosa è servita.

Vero è che Esselunga limita la sua presenza in aree del paese ben sviluppate, a reddito medio-alto, astenendosi dal portare sviluppo in aree del Paese meno fortunate, dove il rischio imprenditoriale è maggiore, e nelle quali Coop è invece impegnata a portare la sua esperienza di grande impresa sociale.

Madonna, meno male è quasi finito.
Questa roba qua non è mica facilissima da commentare. Va beh, prima comincio e prima finisco. Solo che mi scoccia poter dire cose scontate. Questo picco di malafede sarebbe anche il picco di comicità, se non offendesse l'intelligenza di chi legge e se soprattutto fosse bello scherzare sulle famiglie disagiate: la Coop si espande a missionario nelle zone più disagiate per distribuire il cibo ai poveri, nonostante colà il rischio imprenditoriale sia più grande. A quale tipo di lettore è destinato il comunicato stampa che hai sbrodolato, Mastagni? Chi è che speri non capisca al volo che proprio le zone disagiate sono quelle in cui un supermercato più facilmente fa concorrenza ai negozietti, visti i suoi prezzi più bassi, che sono bassi a maggior ragione in virtù delle agevolazioni fiscali di cui godono purtroppo le cooperative? E' chiarissimo. Così com'è chiaro che se Esselunga non si espande più a sud è perché non ha i mezzi per farlo.

La libertà d’impresa in libera concorrenza va riconosciuta anche da chi pretenderebbe che tutti gli altri si facessero da parte per agevolare i suoi affari.

Giusto. E cioè dalle cooperative.

La politica non c’entra niente

No, quant'è vero che con questo comunicato non c'entra niente la poLLitica (= speranza che chi legge sia un pollo).

c’entrano le regole del mercato

C'entrano anche le regole del mercato. Che vede le cooperative avvantaggiate in partenza. Visto che consentono non solo di pagare poche tasse, ma anche di pagare poco il personale.

e Coop tutelerà i propri diritti e i propri interessi

Su questo nessuno ha dubbi

anche verificando con l’Autorità garante della Concorrenza la correttezza della campagna pubblicitaria in atto”.

Vediamo se l'Autorià Garante della Concorrenza riterrà corretto o no dire semplicemente la verità.


14 agosto 2010

Chi scomoda maestri e professori?

Tanti sono i contesti in cui si può imparare.

La scuola e l'università sono alcuni. Certamente non gli unici.

Tante sono le persone che possono insegnarci qualcosa.

Maestri e professori sono alcune di queste persone. Certamente non le uniche.

Scuola o non scuola, chiunque è libero di non imparare nulla dall'esperienza o dalle parole altrui.

Capita che, in disaccordo o no con spiegazioni o consigli appena ricevuti, li si trovi fastidiosi. In tal caso si ha il diritto di farlo presente all'interlocutore, e si ha il dovere di farlo almeno con la stessa gentilezza con cui questi ha parlato.

Una risposta non gentile è giustificata nel caso in cui l'interlocutore sia recidivo (segno di buone maniere parimenti messe da parte) oppure in qualche modo sgarbato. Altrimenti non è giustificata.

In particolare, il disdegno (vero o simulato) espresso con appellativi ironico-dispregiativi tipo "maestrino" o "professorino" è tipico delle persone che a torto o a ragione credono (o fingono di credere) che l'interlocutore abbia fornito il consiglio o la spiegazione allo scopo di affermare la propria superiorità e/o l'inferiorità del destinatario.
Quindi praticamente è lecito chiamare qualcuno "maestrino" (o appellativo equivalente) solo in risposta a "analfabeta" (o appellativo equivalente).
Nella maggior parte dei casi, in realtà, nessuno ha dato di analfabeta a nessuno, ma qualcuno risponde così perché - per colpa non altrui - spiacevolmente analfabeta si è sentito.


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