14 aprile 2012

Eccessivo odio / visione limitata


Stamattina ho trovato su Facebook un commento che parla dell'odio di una persona vegana nei confronti di chi mangia i poveri animali; il ragionamento che ho sviluppato naturalmente è applicabile a qualunque situazione in cui l'odio (giusto o sbagliato) verso un'intera categoria di persone possa generare dei risultati sgraditi all'odiante stesso.

A seguito della perla onnivora "C'è ben poco di cui vantarsi ad esser vegani...voi siete esaltati a tal punto da far morire i vostri figli, gli negate le trasfusioni di sangue" ci sono stati vari commenti, fra cui il mio, dove affermavo di essere un donatore vegano.

La risposta di Maria Chiara è stata:

"Pensare che il mio sangue serva d'aiuto ad un mangiamorti che magari si trangugia qualke centinaia di creature l'anno o peggio ancora ad un cacciatore, un pedofilo....no no! Giuro che non ce la farei! Limite mio!"

Questa risposta mi ha fatto venire in mente quando mia nonna mi disse "Quando stai facendo un compito in classe di latino e hai appena cercato una parola nel dizionario, lascialo aperto, perché la prossima parola che cerchi potrebbe essere vicina". Che c'entra? C'è la stessa probabilità di trovarla vicina quanto lontana. Fai un grafico del tuo buon umore nel corso della tua vita e puoi dire: "Visto? Ogni volta che ero in basso poi ce l'ho fatta sempre a risalire", oppure: "Visto? Ogni volta che ero in alto era sempre un preludio per una discesa". Tante grazie. Puoi rigirare le cose come vuoi, se sono presenti delle variabili: l'una è contrapposta all'altra.

Ma lo spostamento dell'attenzione su una di esse è utile quando viene fatto attivamente poiché quella visione fa comodo per preciso scopo, mica dev'essere una distorsione che subiamo.

Se doni sangue potresti salvare un onnivoro, ma anche un vegano. Oppure salvare un onnivoro che poi salva un vegano. Quindi se decidi di donare sangue oppure no, la domanda da farti dev'essere alla pari fra le due ipotesi: "Ci sono un vegano e un onnivoro che hanno bisogno di aiuto. Cosa decidi di fare se ti si prospetta la scelta di aiutarli entrambi oppure non aiutare nessuno dei due?".
Se la tua risposta è la seconda, mi pare che tu odi troppo gli onnivori; se non altro li odi troppo rispetto a quanto ami i tuoi amici vegani.
Inoltre una mentalità di questo genere non sarebbe sostenibile neanche a detta del vegano più oltranzista di questo mondo, perché allora non ci sarebbe motivo di non ragionare analogamente per tutte le altre decisioni: finché esistono gli onnivori (o una qualunque categoria di persone il cui comportamento disapprovo abbastanza) non si fa nulla che rischi di aiutarli: non si riempono le buche che ci sono sull'asfalto perché potrebbero aiutare un onnivoro a non rompere un ammortizzatore dell'automobile, non si compra una nuova ambulanza perché potrebbe salvare un onnivoro, non si ripara quel traliccio dell'alta tensione perché potrebbe fornire energia elettrica a un onnivoro, etc.. Il tutto a danno degli onnivori quanto a danno dei vegani, visto che le due tipologie di persone vivono in un ambiente comune.

Il limite di chi dice "Non dono sangue... lo riconosco, è un mio limite, ma non ce la faccio all'idea di salvare una persona che mangia animali" non è tanto un limite che consiste nell'eccessivo odio verso una categoria di persone, quanto nell'indossare un paraocchi che impediscono di vedere le vere conseguenze che ci sarebbero se la filosofia con cui questa persona prende decisioni si applicasse fino in fondo, con la coerenza che le è tanto cara.

08 aprile 2012

Richieste di ospitalità su Couchsurfing: è normale che...

Couchsurfing è un bellissimo progetto che ha coinvolto migliaia di membri in tutto il mondo. Consiste in una comunità grazie a cui si può ospitare ed essere ospitati, fare nuove amicizie e conoscere da vicino altre culture. Adoro Couchsurfing e sono molto grato agli sviluppatori della sempre più versatile piattaforma online www.couchsurfing.org a cui sono iscritto dal 2007.

..E, da vecchio iscritto, mi permetto di scrivere un articolo per fare qualche osservazione su una quasi "mania" che mi è parso di aver individuato leggendo gli scritti dello staff e di alcuni membri. Mi riferisco al pensiero che ogni tanto incontro, di questo tipo:

"Se chiedi ospitalità non devi dare l'impressione che lo stai facendo solo per non pagare un ostello; gli ospitanti potrebbero non gradire messaggi chiaramente scritti una volta e poi replicati con un copia-incolla per destinarli ad altre persone"

Ecco la mia risposta a questo pensiero, e credo di parlare per me e per altre migliaia di persone...

I motivi della partenza da casa e della scelta del luogo di destinazione possono dipendere da vari fattori; nella stragrande maggioranza dei casi, il motivo sta:
1) nella voglia di conoscere quel posto,
2) ..e/o nella voglia di divertirsi in quel posto
3) ..e/o nella voglia di conoscere la cultura di quel posto
4) ..oppure nel bisogno di soggiornare in quel posto per altri motivi, ad esempio la frequentazione di un corso che dura più giorni (spesso è stato il mio caso).

In nessuno dei quattro casi citati sopra il motivo "scatenante" della partenza e della richiesta di ospitalità è la voglia di conoscere una specifica persona di cui si è letto il profilo navigando su Couchsurfing.

Può questo essere motivo di dispiacere per l'ospitante? Ma certo che no, visto che se la voglia di conoscerti te non è il motivo principale, è altrettanto vero che l'occasione sarà gradita per fare amicizia.

Del resto, un po' tutte le amicizie nascono così: ci si trova per caso nello stesso luogo, nello stesso corso, nello stesso gruppo di amici comuni, e poi ci si accorge di avere un certo feeling.

Dire nel proprio profilo "Non chiedermi ospitalità per il solo bisogno di dormire, perché la mia casa non è un ostello" secondo me è lo stesso che trovarsi a tavola con una persona e alla richiesta "Mi passi l'olio per piacere?" rispondere "Mica sono il tuo cameriere".

Mi sembra normale che, in caso di bisogno di ospitalità, dopo aver deciso il luogo di soggiorno, un Couchsurfer guardi i profili dei possibili ospitanti di quella zona per rendersi conto chi fra loro è più interessante e compatibile sia logisticamente che caratterialmente.

Ma da questa cernita può risultare una probabile compatibilità con decine di persone, mica solo con una. E allora, visto che non ci si può fare un'immagine chiara più di tanto osservando un profilo web anche molto dettagliato, non c'è nulla di strano se prima di aver conosciuto quella o quell'altra persona si decide che come ospitante nessuna di loro va meglio di tutte le altre, perché potenzialmente, per quanto ne si sa, potrebbero andar tutte bene. Questo è ottimismo, non piattezza.

Come in molti hanno fatto, ho scritto nella pagina del mio profilo alcune indicazioni a cui richiedenti ospitalità devono attenersi per essere miei ospiti, e si tratta di scrivere nella Couch-request una cosa ben precisa. Trattasi dell'accettazione delle (abbastanza banali) norme di comportamento in casa mia, e non c'entra con la regola del tipo "se vuoi che io ti risponda, inserisci questa parola nella tua richiesta", strategia che viene usata per evitare di rispondere a chi non legge il profilo. Ma capisco benissimo che un Couchsurfer, prima di rispondere a qualcuno, pretenda la lettura del proprio profilo.

Infatti io leggo sempre il profilo dei Couchsurfer a cui chiedo ospitalità. Lo trovo doveroso, sia per educazione che per motivi logistici.

Questo però non c'entra nulla col fare "copia e incolla" nel messaggio di richiesta: se ho gli stessi concetti da esprimere e lo stesso favore da chiedere perché non dovrei usare le stesse parole? Vanno personalizzate? Ok, a volte può accadere che venga da scrivere qualcosa di particolare se ci ha colpito un passo ben preciso di un profilo. Ma non può essere obbligatorio. Non si può obbligare chi cerca ospitalità di sforzare la fantasia per far vedere che il messaggio è personalizzato. A che scopo? A volte veramente non c'è un bel niente da personalizzare. Guardo il tuo profilo e vedo che sei appassionato di canoa, e quindi dovrei chiederti ospitalità in maniera diversa rispetto a come la chiedo a un altro che è appassionato di cultura orientale? A te dovrei scrivere "Oh, se mi ospitassi sarei contento come quando vedi avvicinarsi la linea del traguardo sul fiume e superi l'ultimo avversario" e all'altro "..E vorrei addormentarmi sul tuo divano come il drago spegne il suo fuoco al tramonto"...

Per la mia esperienza Couchsurfing è fortunatamente una rete di persone con un quoziente intellettivo più alto della media.

Quindi non ci sarà difficoltà a capire che se invio lo stesso messaggio a molte persone non è perché voglio spersonalizzarle, ma perché non avendole ancora conosciute, E' OVVIO che per me, piaccia o non piaccia, la loro personalità non spicca nel mio sistema emozionale e quindi per adesso SONO "spersonalizzate" in una certa misura.
Allora se una persona risponde alla tua richiesta dicendoti che accetta di ospitarti e tu le risponda "Grazie lo stesso, ho già trovato", questa è una cosa che può accadere, ed è normale..
..Perché è un po' un'utopia che tutti i Couchsurfer si attengano a uno schema del tipo:
- invio una richiesta di ospitalità a una sola persona
- aspetto che mi risponda (alcuni non rispondono, quindi occorre decidere quanti giorni devono passare per rassegnarsi)
- se mi risponde rifiutando di ospitarmi chiedo a un'altra persona
- procedo così finché non trovo qualcuno che mi ospiti

Considerato che se invii una richiesta per essere ospitato in una data distante più di 20 giorni da adesso è molto probabile che la risposta sia del tipo "A distanza di tutto questo tempo non posso dirtelo; richiedimelo a distanza da una settimana", considerato che in media acconsente ad ospitarti una persona su qualche decina (dipende dal luogo) e considerato che per avere una risposta passa qualche giorno, si capisce che la strategia migliore da attuare su Couchsurfing quando si cerca ospitalità è:

- chiedere ospitalità a più Couchsurfer contemporaneamente
- leggere il profilo del Couchsurfer prima di chiedergli ospitalità per capire se c'è compatibilità caratteriale e logistica
- incollare nel form della messaggistica lo stesso testo per ogni possibile ospitante, apportando eventualmente qualche modifica se questa è stata ispirata oppure esplicitamente richiesta da ciò che il Couchsurfer ha scritto nel proprio profilo.

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