31 agosto 2013

Diventare insolvibile: possibile rivincita del cittadino vessato?

La storia italiana è piena di aneddoti che mettono a dura prova la pazienza dei cittadini.

Alcuni esempi:

- Multe ingiuste per violazioni del Codice della Strada mai avvenute (e per le quali fare ricorso la maggior parte delle volte costa altro tempo e denaro in cambio di un risultato incerto a seconda del giudice che ti ritrovi); o multe per infrazioni che il buon senso palesemente consentirebbe. E qui non c'è bisogno di fare esempi, perché se non è capitato nulla del genere a te sicuramente avrai sentito aneddoti da qualcun altro.

- Cartelle esattoriali ingiuste che, nei rari casi in cui vengano considerate tali dal giudice tributario, hanno comunque determinato un danno economico per chi le ha ricevute, visto che il processo impiega tempo e spese, che frequentemente non vengono rimborsate al povero cittadino neanche in caso di sua vittoria.

- Obblighi derivanti da leggi ingiuste, come quello di sborsare quattrini per parcheggi a pagamento (se lo scopo fosse limitare il tempo di sosta basterebbe l'obbligo del disco orario).

- Sentenze civili ingiuste. Una persona che lavorava con me mi raccontò che perse un processo nel quale chiedeva a una sua ex-amica la restituzione di una grossa somma prestatale molti anni prima (qualcosa come 12mila euro), perché questa persona aveva 4 falsi testimoni che dichiaravano di aver assistito ad una già avvenuta restituzione della somma. Ho fatto questo esempio perché sarebbe troppo banale citare casi di ex-mariti praticamente truffati dalla ex-moglie grazie all'uso della legge, o meglio della sua ingiusta applicazione; e sarebbe stato altrettanto banale citare contratti proposti da abili manipolatori che inducono in errore il firmatario.

Non mi spremo oltre per elencare altri tipi di prevaricazioni che i cittadini subiscono da parte delle istituzioni.. credo sia chiaro come ogni giorno un certo numero di persone si veda derubato da Pubblica Amministrazione, Fisco, privati prestigiatori del diritto etc.

Insomma, può capitare a chiunque di subire dei veri e propri furti o comunque danni economici per colpa di quegli organismi che dovrebbero invece garantire la giustizia.

Può capitare a chiunque, tranne che a...

...una persona insolvibile.

E cioè una persona che, almeno ufficialmente, non ha il becco di un quattrino, né proprietà pignorabili, e che quindi non può essere obbligato a pagare i debiti che ha nei confronti di un organo statale o nei confronti di un'azienda o di un privato.

No, non si incorre in reati tipo truffa o simili. Quindi l'insolvibilità può essere il risultato non solo di una situazione di povertà, ma anche di povertà simulata. Che non è punita con alcuna sanzione.

Se sei insolvibile, ecco cosa può accadere: il Giudice stabilisce che devi pagare/rimborsare/risarcire; tu non lo fai... Bla bla bla, decreto ingiuntivo, atto di precetto, pignoramento... pignoramento fallito! ...dato che l'appartamento in cui abiti non è tuo e non contiene nulla di tuo (hai a disposizione la fattura di tutti gli oggetti lì presenti, per dimostrare che appartengono a un'altra persona); in oltre l'automobile che usi non è intestata a te, etc.

Non mi meraviglierei se un italiano super-incazzato per ingiuste vessazioni subite e per i quattrini faticosamente guadagnati ed ingiustamente sottratti, reagisse con una furbata. Come dire:

"Non gioco più. Andatevene affanculo".

...E decidesse di diventare insolvibile.

Non me ne meraviglierei, anche perché molte persone lo sono già, compreso un mio amico avvocato.

Magari un uomo, ad esempio un libero professionista, arrivato a un certo grado di esasperazione, scartate le ipotesi violente che porterebbero solo a risultati peggiori (suicidio, atti vandalici o violenti, etc), a un certo punto potrebbe veder spuntare un simpatico diavoletto sulla sua spalla sinistra, che gli sussurra:

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Ecco, hai pagato più di quello che avresti dovuto, sei stato vessato, umiliato, le istituzioni sono un muro di gomma... Cosa aspetti? Ingegnati e diventa insolvibile! Equivarrebbe a riprenderti i tuoi soldi, evitando di pagare quello che normalmente pagheresti! Potrai essere libero di fare una serie goduriosa di cose: 
- Potrai viaggiare in autobus e in treno senza biglietto (pensa... in prima classe negli Eurostar! La maggior parte delle volte il controllore ti farà l'inutile multa, ma ti consentirà di rimanere sul treno fino a destinazione... E nei rari casi in cui ti obbligherà a scendere puoi sempre risalire da un altro vagone quando è distratto, oppure aspettare il treno successivo). 
- Potrai non pagare le spese legali della controparte in un processo anche nel caso in cui tu lo perda 
- Potrai non pagare le tasse. Nessuna tassa! Stai lì con la tua partita IVA, emetti le fatture che il cliente potrà tranquillamente scaricare, se del caso... e che però non registrerai. E te ne fregherai delle multe che ti arriveranno.
- Potrai non pagare le multe per violazione del codice della strada, e in caso di multa con autovelox presa da parenti o amici potresti anche accollartene la colpa dietro pagamento di pochi euro, che sommati insieme dovranno costituire la cifra necessaria a sostenere l'esame per la patente se un giorno finirai i punti. 
- Potrai andare all'ospedale Le Scotte a Siena, dove c'è la sala computer per studenti, far stampare un numero di fogli pari a quello delle pagine della tesi di laurea di Marco e rifiutarti di pagare, visto che durante una discussione la bibliotecaria lo minacciò di non farlo laureare, perché gli studenti che hanno debiti con l'Università non possono conseguire la laurea (solo che Marco aveva ragione, perché il cartello al muro col prezzo di ciascuna "stampa" era fuorviante: c'era scritto il prezzo per ogni "stampa", mentre quello era il prezzo per ogni "pagina"... E non servì a nulla spiegare che "stampa" non significa "stampa di una singola pagina".. e la cosa ancora più triste è che, appurata la possibile equivocità del messaggio sul cartello, rimase lì e non fu sostituito da uno più chiaro).
Orbene. 
Come rendere possibile tutto questo? Diventando insolvibile. E cioè seguendo questi passi: 
- Precauzione anti-pignoramento casa --> la casa dove abiti la regali a una persona super-fidata; l'ideale sarebbe un fratello che non ha intenzione di sposarsi o fare figli; gli fai firmare una scrittura privata con la quale ti garantisce l'usufrutto a vita di tale abitazione. Non perché tu non ti fidi di lui, ma perché potresti non fidarti di una sua eventuale moglie a cui, dopo il divorzio, potrebbe spettare la "tua" casa, e questo è quasi scontato in presenza di figli. 
- Precauzione anti-pignoramento di oggetti presso l'appartamento dove vivi --> prendi la residenza altrove, ad esempio in una qualunque altra casa altrui: convinci il proprietario a darti la residenza lì (magari dietro pagamento di x mesi di affitto, mesi nei quali puoi anche sub-affittarla per recuperare qualche euro), dopo di che te ne vai, risultando così "senza tetto". Le tue multe arriveranno sempre lì, e potrai dire ai nuovi inquilini di buttarle oppure conservarle per te, se ti piace collezionarle. Anche l'Ufficiale Giudiziario, per i pignoramenti, si presenterà sempre lì, ma gli verrà spiegato che tu non abiti più in quell'appartamento e quindi il pignoramento non avrà luogo. Altra alternativa: prendere la residenza in una qualunque altra cittadina sperduta all'estero, affinché le multe arrivino là (e l'Ufficiale Giudiziario... boh!).
- Precauzione anti-pignoramento automobile --> regali l'automobile attuale a una persona fidata, ma di fatto la userai tu fino al momento in cui sarà da rottamare o deciderai di cambiarla. Fino a quel momento ovviamente cerca di non prendere multe e, se le prenderai, ricorda che verranno indirizzate alla tua persona fidata, e quindi dovrai pagarle tu! Dopo la rottamazione o vendita dell'auto, ne acquisterai una col leasing (quindi non sarà tua, e quindi non sarà pignorabile), e appena finirai di pagarla la rivenderai e ne comprerai un'altra, sempre col leasing, e così via. 
- Precauzione anti-pignoramento di soldi nel tuo conto corrente --> Ogni volta che rischi il pignoramento, togli tutti i tuoi quattrini dal conto e ce li rimetti ogni volta che il pignoramento è stato tentato e dichiarato fallito. Altrimenti tieni i tuoi soldi in un un conto corrente estero. Oppure usa una carta ricaricabile estera.
- Correttezza nei confronti dei tuoi clienti --> Fai loro tutte le fatture che vogliono, affinché possano scaricarle: a loro poco importa se poi non le registri.
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(NB: se uno è dipendente, invece, non può fare nulla per evitare il pignoramento del famoso quinto dello stipendio... salvo che non abbia un datore di lavoro compiacente. In tal caso può licenziarsi, aspettare che il pignoramento venga tentato e dichiarato fallito, e poi farsi ri-assumere)

Che diavolo, quel diavolo sulla spalla. Come si diverte a furbeggiare. "Come sono cattivo, e mi piace".

In realtà ci sono ben altre soddisfazioni che diventare insolvibile per sopravvenuta esasperazione.
Quindi auguro a chiunque che le noie procurategli dallo Stato e dal sistema giudiziario si mantengano minori rispetto a quanta fatica costerebbe seguire le istruzioni del diavoletto.

29 agosto 2013

All'anagrafe: "Ho l'info che ti serve e non te la dico, ma per 16 € te la stampo"

Oggi pomeriggio sono andato al Patronato per informarmi sulla possibilità che sia ridotta la retta bimestrale della casa di riposo in cui è domiciliata Milena, mia lontana parente, di cui sono amministratore di sostegno e che ha la residenza a casa di mia nonna. Per avere questa informazione è necessario il calcolo ISE (indice di situazione economica).

La signora del Patronato mi spiega che fra l'altro per il calcolo ISE è necessario conoscere lo stato di famiglia: risulta sola o convivente con mia nonna? Non lo so. Non me lo ricordo. Vado a chiederlo all'anagrafe. Mi presento all'anagrafe, dove è affisso il presunto orario estivo, secondo cui giovedì il "Punto Amico" dovrebbe essere aperto dalle 14.30 alle 18.30. E invece è chiuso, pur essendo le 15.30 circa. Salgo le scale dove ci sono gli altri uffici e saluto Laura, mia vecchia conoscenza; che ci faceva lì ad aspettare? Mi spiega che ha parlato ieri al telefono con un funzionario che le aveva promesso che sarebbe stato lì alle 14.30, ma l'impiegata le aveva spiegato che in realtà tale funzionario sarebbe venuto alle 15.30. Mi rivolgo all'impiegata per informazioni sullo stato di famiglia, e mi risponde che posso anche sentire in quella stanza lì... Entro, chiedo l'informazione che mi serve e mi viene risposto che...

...non possono dirmelo a voce.

La risposta alla mia domanda possono solo stamparla, e con le nuove disposizioni non possono farlo in carta semplice. Ci vuole una marca da bollo da 16 euro.

Ma... guardare sullo schermo e darmi quell'informazione...?

No. Non si può. Il regolamento parla chiaro.

Nell'uscire saluto Laura dicendole "Spero di non ritrovarti quando torno".

Vado a comprare la marca da bollo da 16 euro, torno e Laura è ancora lì. Nel frattempo l'ufficio dove dovevo chiedere lo stato di famiglia di Milena si è occupato. Aspetto circa 20-25 minuti. Poi finalmente entro, poco dopo che anche Laura finalmente può essere udita da quel signore super-ritardatario.

Ecco la marca da bollo. Adesso me lo dite... vabbè, me lo scrivete se Milena ha uno stato di famiglia per conto suo? Ehi. Calma. Devo formulare per iscritto la domanda, e la devo pure motivare. Perché lo voglio sapere? L'anagrafe vuole sapere perché lo voglio sapere. La catena s'interrompe qui: io non voglio sapere perché l'anagrafe lo vuole sapere. Non me ne frega proprio nulla. Formulo la domanda scrivendo sul foglio fornitomi dall'impiegata e glielo consegno. Mi chiede un documento; glielo do. Lo fotocopia. Mi chiede 52 centesimi per diritti di segreteria. Avrà anche quelli.

Finalmente ecco la costosa risposta alla mia domanda: no, non è da sola nello stato di famiglia.

Torno al patronato e, uscita dall'ufficio una ragazza, prima che la porta venga chusa dall'ultimo di un gruppo di persone appena entrate faccio una domanda veloce all'impiegata: dato che Milena non è da sola secondo lo stato di famiglia, conviene far richiesta di scissione del nucleo familiare, giusto? Risposta: se ha un reddito inferiore sì. Quindi sì.

Allora torno all'ufficio del Comune. Per fortuna non c'è nessuno che fa la fila stavolta, e così entro e chiedo se è possibile fare la scissione del nucleo familiare. L'impiegata, già dubbiosa per il fatto che le due donne sono riportate come "affini" (ma che significa? Il marito di mia nonna era cugino di Milena) mi risponde che la cosa va motivata, e che i Vigili andranno a controllare se in quella casa ci sono due bagni, due cucine, due ingressi e due camere, perché la scissione del nucleo familiare dev'essere plausibilmente giustificata; ma se Milena non ci abita lì (ha solo la residenza, e sta in casa di riposo) che senso ha?

Ops. Ho chiesto che senso ha. Ma che cavolo di domande mi vengono in mente? In che nazione sognavo di essere?

Bah, per oggi mi riposo. Si continua domani.

Comunque sarà l'inesperienza o l'ingenuità, ma il rifiuto di darmi un'informazione a voce con offerta di darmela per iscritto a 16 euro pensavo fosse una cosa da caricatura. E invece è il nuovo, tassativo regolamento.

Non geniale parodia, ma demenziale realtà.

27 agosto 2013

Facebook: pubblicità fra i post commentabile e vandalizzabile

Scrivo questo articolo dopo aver letto l'ennesima volta su FB una pubblicità "infra-post" commentata poco educatamente.

Da qualche settimana Facebook vende pubblicità che compare non sulla sidebar destra, ma in mezzo agli aggiornamenti dei Facebook-friend.
L'inserzione assomiglia molto a un post, quindi attira molto di più l'attenzione dell'utente che scorre per vedere le nuove notizie degli amici. In particolare somiglia molto ad un post perché è commentabile.

Ed ecco cosa può succedere:

uno paga per fare pubblicità su Facebook e sotto a tale pubblicità si trova commenti di gente che lo diffama gratuitamente (sì, una banale presa in giro e una anche velata insinuazione possono considerarsi alla stregua della diffamazione, se consideriamo gli effetti che possono avere su eventuali clienti, anche quando giuridicamente non si tratta di diffamazione). La cosa non deve stupire: l'utente medio odia la pubblicità, non importa se è inserita in un luogo utile e/o divertente e che usa assiduamente senza spendere un centesimo.

Addirittura c'è chi si è permesso di creare "Contro la pubblicità fra i post", una comunità ALL'INTERNO DI FACEBOOK il cui sottotitolo, al momento in cui sto scrivendo, è (copio e incollo) "se FB è andata in borsa e ci ha rimesse non ci deve venire a rompere i coglioni a noi con la pubblicità inserita violentemente fra i post". Ripeto, l'utente medio odia la pubblicità. Figuriamoci se è sotto la media.

Allora ci sarà sempre, purtroppo, un certo numero di utenti che, se si accorgono di poter fare lo sgambetto a chi vuole promuoversi, non resistono alla tentazione e danno sfogo alle parole dette a cazo (a te l'interpretazione del non-errore di battitura). Magari non si rende conto che si tratta di vero e proprio vandalismo e che per l'inserzionista si tratta di lavoro. Ma tant'è.

Quindi non credo farò mai pubblicità "commentabile" come questa che FB ha proposto e non mi sento di consigliarlo a nessuno.

È vero, si può sempre cancellare i commenti (credo) e rispondere per difendersi, cosa che magari "fa social", ma può portare via molto tempo, e logica di gestione aziendale nonché sistema psico-energetico vogliono che meno tempo dedichiamo ai bimbi minchia, meglio è.

26 agosto 2013

Prevenire la torsione di stomaco del cane

La torsione dello stomaco è una patologia che può mettere in pericolo la vita del cane.

Fattori predisponenti sono:
  • lassità dei legamenti dello stomaco (Boxer, Bulldog, Mastif, Mastino Napoletano sviluppano una lassità di tutti i legamenti, compresi quelli dello stomaco, se sono malnutriti o se si ammalano ad es. di cushing)
  • profondità del torace che dà allo stomaco ha una maggiore mobilità in rotazione (Doberman, San Bernardo, Alano, Setter); la conseguenza è che tale movimento di rotazione è favorito da corsa o gioco effettuati a ridosso della distensione dello stomaco, e cioè dopo i pasti.
  • patologie che ritardano lo svuotamento dello stomaco, ad es. ipertrofia del piloro (causata spesso dalla diffusissima gastrite), occlusioni intestinali, malattie neoromuscolari
Cosa fare, dunque, per prevenire la torsione dello stomaco nel cane, soprattutto se ha fattori predisponenti?
  • dargli pochi alimenti che provocano gonfiore di stomaco, quindi:
    • pochi alimenti secchi, ad esempio croccantini (che, essendo molto salati, sono seguiti dall'assunzione di molta acqua, che dilata lo stomaco)
    • pochi alimenti ricchi di fibra (la difficoltà di svuotamento dell'intestino può ripercuotersi a monte, dando una difficoltà di svuotamento dello stomaco)
    • poca pasta
  • dargli cibi a buona digeribilità
  • frazionare la razione giornaliera di cibo in 2 o 3 pasti
  • non far correre o giocare il cane dopo mangiato
  • curare eventuali gastriti e non sottovalutarne i sintomi
Se il cane ha una torsione dello stomaco di pochi gradi, ci si deve a maggior ragione attenere agli accorgimenti spiegati sopra; in più si può somministrare zeolite o carbone attivo per prevenire gonfiori; inoltre può essere utile una ciotola che rallenta l'ingestione di cibo, che quindi riduce l'eventuale ingestione di aria, anch'essa fattore di rischio in quanto provoca distensione dello stomaco.

Una torsione grave può provocare il collasso cardiocircolatorio in pochi minuti e si tratta quindi di un'emergenza chirurgica.

13 agosto 2013

Richieste insistenti di pagamento del canone Rai --> rispondere con richiesta di risarcimento danni?


Articolo originale 20 maggio 2009, aggiornato il 13 agosto 2013

Parlando di richieste di pagamento del canone da parte della RAI, questo comunicato dell'ADUC esordisce con una introduzione che, così com'è scritta, risulta fuorviante.

C'è scritto infatti che chi ha risposto più di una volta alle richieste/minacce della RAI segnalando di non essere in possesso di un televisore ha diritto al risarcimento del danno, e che questo è stabilito da una sentenza del Giudice di Pace di Varese del 2007.
Non è vero.
Da quella sentenza si evince che l'illecito da parte della RAI consisteva nell'aver inviato, successivamente alla prima lettera, altre 2 lettere i cui contenuti erano da considerarsi minatori, a differenza del primo "gentile invito". Ecco infatti le parole del giudice nella sua motivazione della decisione:

***********
Dall'esame delle tre diffide inviate all'attore, la RAI spa non si è limitata a comunicare gli obblighi derivanti dalla detenzione del televisore e i vantaggi conseguenti alla regolarizzazione. In sostanza, se un tale contenuto ha la prima delle missive inviate dalla RAI [...], quelle successive [...] sono effettivamente diverse ed esorbitanti il compito affidato dalla mandante. In particolare, in entrambe si legge "nel caso in cui lei non fornisca indicazioni che ci consentano di regolarizzare la sua posizione, l'Amministrazione Finanziaria procederà ai necessari controlli" e tale frase seguita da quella che prospetta come evitabile "l'accertamento a suo carico .... qualora lei provveda a versare l'importo di ...." costituisce effettivamente una pressione sul soggetto destinatario, pressione ingiustificata [...] ...non è consentito minacciare una conseguenza ponendola sotto la condizione di un pagamento [...].
***********

Ripeto, stando a ciò che ha scritto l'ADUC (a cui ho inviato una segnalazione, ottenendo come risposta "il comunicato cerca di riassumere il caso, per i dettagli specifici abbiamo riportato l'intero provvedimento del giudice") sembra che per poter pretendere un risarcimento sai sufficiente aver ricevuto 2 o 3 lettere anche non più di tanto minatorie (tipo quelle che più volte ho ricevuto io), e aver adeguatamente risposto. Ma non è così.

Nel caso di richieste insistenti da parte della RAI nonostante l'invito a smetterla, e nel caso in cui tali richieste rimangano sempre nella forma del "gentile invito" si può semmai fare querela per molestia... o no? Direi di no, ma comunque dipende da quanto è agguerrito il pubblico ministero, e dall'opinione del Giudice.

A me sono arrivate lettere tipo "gentile invito" da quando ho la residenza per conto mio (2002); qualche anno fa risposi via raccomandata diffidando la RAI a contattarmi ulteriormente, e la RAI rispose che per ottenere ciò avrei dovuto compilare un modulo, cosa non vera, come specificato da un legale che consultai (mi pare fosse dell'ADUC, ma non ne sono sicuro). Risposi quindi che non avevo il dovere di compilare alcun modulo. La ricezione di "gentili inviti" ricominciò. Ma lettere da considerarsi "minatorie" secondo la suddetta sentenza?

Bah.

Mi pare che la lettera che la RAI mi ha scritto il 29 luglio 2013, identica a quella del 30 dicembre 2011, pur non recando le stesse parole il giudice di Varese aveva giudicato come minatorie, contenga gli stessi concetti. Cito:

[...] Le confermiamo [...] che l'Amministrazione Finanziaria dello stato procederà agli accertamenti previsti dalla legge a carico dei detentori di apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi non abbonati (art. 1 R.D. 246/1938 e art. 27 L. 223/1990).
Per evitare il pagamento delle sanzioni conseguenti l'accertamento, (art. 9 DPR 26/10/1972 n. 641) e art. 19 comma 3 DLgs n. 473 del 18/12/1997), è indispensabile che Lei provveda a versare immediatamente l'importo di Euro 87,83 dovuto per il periodo aprile - dicembre 2013, utilizzando il bollettino di conto corrente allegato [...]

Quindi cosa faccio? Chiedo un risarcimento alla RAI e, non ottenendolo, faccio causa?

No.

Il motivo principale è triste quanto semplice, e prescinde da tutto quello che ho scritto dall'inizio dell'articolo a qui: ahimè, in Italia una sentenza non legifera. Cioè: anche se al giudice faccio notare una sentenza di un processo del tutto identico, da cui si deduce per analogia che io ho ragione nel processo a cui sto prendendo parte, il giudice può non essere d'accordo con quel suo collega, e pronunciarsi diversamente.
Quindi è del tutto ingenuo pensare "faccio causa e la vinco per certo, perché in un caso del tutto uguale il giudice X ha dato ragione al sig. Y". Come ho spiegato in un altro articolo, non vale neanche per una sentenza della Cassazione, figuriamoci per una sentenza di un Giudice di Pace.

Ha senso cercare di capire quali sono le tendenze DI QUEL GIUDICE indagando quali sono le sentenze passate DI QUELLO STESSO GIUDICE. Ma neanche in questo caso si può pensare di avere sicurezze al 100%, purtroppo.

Convertire file MIDI in PDF: software gratuito Midi Sheet Music

Esistono, come ci si può aspettare, molti programmi che consentono di trasformare i midifile in PDF.

Ma si tratta per la maggior parte di programmi nati per funzioni più complesse, cioè registrare e modificare i file musicali, e che quindi hanno giustamente un prezzo.

Pochi minuti fa ho trovato un programma gratuito che fa al caso tuo se vuoi semplicemente stampare uno spartito. Con mia sorpresa ha richiesto una ricerca più lunga del previsto, sia in italiano che in inglese; pensavo ci sarebbero voluti pochi secondi scrivendo su Google "midi to pdf" o "da midi a pdf", e invece la cosa non è stata così immediata... E così ho pensato di dedicare a questo simpa software un articolo.

Il programma, ripeto, completamente free (o almeno lo è nel momento in cui sto scrivendo!) si chiama Midi Sheet Music.

È leggero, stand-alone (non necessita di installazione), gratuito e multipiattaforma: esistono le versioni per Windows, Mac, Linux, Android e Kindle.

Ecco un elenco delle sue funzioni:

- Visualizzare lo uno spartito di un MIDI
- Stampare lo spartito
- Salvare lo spartito in un PDF o in un PNG
- Visualizzare accanto a ciascona nota il suo nome (nomenclatura "A, B, C" o "LA, SI, DO".. in questo caso il "SOL" è abbreviato "SO" e curiosamente al posto di "SI" appare "TI")
- Visualizzare le note ognuna con un colore
- Selezionare quale traccia MIDI visualizzare
- Separare uno spartito per pianoforte in due per differenziare mano sinistra e mano destra
- Decidere in che chiave è il brano (quindi impostare i diesis o i bemolle in chiave)
- Spostare l'altezza delle note di tutto il brano con la funzione "Transpose"
- Spostare in avanti o indietro nel tempo tutto il brano (aumentando o diminuendo la pausa al suo inizio)
- Cambiare il tempo (es. da 4/4 a 3/4)
- Mantenere una identica esecuzione cambiando però la durata oggettiva di ogni misura, quindi graficamente creando un numero diverso di misure e dando un valore diverso alle note

Per quanto riguarda la riproduzione, è possibile:

- Riprodurre normalmente un file MIDI
- Riprodurre in loop una frazione di brano a tua scelta
- Evidenziare le note che vengono eseguite durante la riproduzione
- Regolare la velocità di riproduzione
- Selezionare gli strumenti di ogni traccia

Nota: il programma salva automaticamente le proprie impostazioni, ma non modifica il file midi.

Midi Sheet Music è ospitato da Sourceforge.net. Il link del programma è


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