12 settembre 2014

È spam? Ma dai! Siamo amici!

Stamattina ho ricevuto un'email da una compagna di un corso che frequento, e che ha affermato di ritenermi un suo vero amico.
Nell'email mi invitava a un seminario tenuto (anche) da lei, specificando luogo, orari e... prezzi.

Approfitto del dialogo che ho avuto con lei per scrivere un articolo che potrebbe essere utile anche ad altri.

Per avere successo in una qualsiasi attività lavorativa (vendita di un prodotto, di un servizio, o di un seminario, etc), a chi ti rivolgi, e in che modo?

Mio consiglio: fai ciò che vuoi, ma non inviare pubblicità a chi non ne ha fatto richiesta né te ne ha dato il consenso.

Sento già la possibile obiezione: "E va beh, ma tu sei un amico! Possibile che ti formalizzi in questo modo?"

Ecco. Scrivo questo articolo perché certe persone pensano di poter usare 2 pesi e 2 misure nello stesso istante: se si guarda l'aspetto "spam", beh, dai, che stai a guardare, siamo amici; se invece guardiamo l'aspetto del pagare, e beh, sai com'è, è il mio lavoro, se usufruisci un servizio devi pagare come tutti i clienti.

Eh no. Chiarezza.

Guarda caso la mancanza di chiarezza nei rapporti è un elemento che può generare imbarazzo e difficoltà nel rapporto fra amici... che fra l'altro possono aver paura a spiegarti ciò che ti spiego io qui... paura che te n'abbia a male. Ma io sono schietto e coraggioso, e così stamattina ho gentilmente detto ciò che penso alla persona di cui sopra. Cioè nella confusione da lei creata fra amico e cliente ho scelto di comportandomi da amico, sperando la mia riflessione le fosse utile. Le ho anche detto che se mi fossi comportato da potenziale cliente avrei semplicemente ignorato quella sua email. La sedicente vera amica, invece, la mia email l'ha ignorata. Fine della sua speranza di avermi come cliente, e fine dell'amicizia, ammesso ci sia stata davvero.
Tornando alla domanda "Sei un amico! Possibile che ti formalizzi in questo modo?"...
Sì. Perché se mi chiedi del denaro significa che tu ha deciso di trattarmi non come amico, ma come un cliente.
La cosa normale che dovrebbe fare una qualsiasi persona che riceve spam è una segnalazione all'autorità del caso (Polizia Postale nel caso di spam via email o via telefono, segnalazione a Facebook in caso di spam in chat su Facebook,  etc) e/o un riprovero del tipo "Sparisci, spammer della malora".
Un amico non lo fa. Però pensa (e non ti dice): "Non ci hai capito molto eh, né su come si fa business, né su come ci si rapporta agli altri, se ti va bene perdere la faccia con gli amici per fare qualche euro".

Insomma:

- Puoi trattarmi in certi contesti da amico, e in altri contesti da cliente? Sì (io stesso ho esperienza sia come cliente-amico, sia come venditore-amico).

- Puoi trattarmi da amico e da cliente nello stesso istante? No. Sono tipologie di rapporti non compatibili fra loro. Sono incompatibili i rispettivi pro e contro, e spammare gli amici è un tentativo di prendersi i pro di entrambi (impunità per lo spam e ricevere denaro) lasciando algi amici i contro di entrambi (disturbo per lo spam non punibile e spendere denaro).
Se un determinato contesto non è compatibile col rapporto che hai con una persona, devi scegliere: o rinunci a partecipare a quel contesto, o in quel contesto rinunci a quell'aspetto del vostro rapporto.
...Ad esempio, se arbitri in qualunque sport e uno degli atleti è un tuo amico, nel contesto di quella partita devi essere per lui un arbitro e non un amico; se non ci riesci, devi rinunciare ad arbitrare.

Nella fattispecie dell'offerta non richiesta né autorizzata di un prodotto o servizio, se vuoi apparire come persona matura devi fare una scelta:

- Se mi stai trattando da amico non mi fai pagare, perché sei tu che stai offrendo, così come non si fa pagare un amico che si invita a cena. Lo so, è il tuo mestiere e devi pagare le bollette; anche io, ma non per questo invito gli amici a diventare miei clienti, perché questo è un modo per elemosinare mettendoli in imbarazzo, aumentare la probabilità di perderli come amici e abbassare la probabilità di averli come clienti ora o in futuro (questo mi ricorda gli psyco-multilevellari vecchio stampo).

- Se invece hai deciso che in questo contesto sono un cliente, nulla di male. Ma allora trattami con lo stesso rispetto con cui si trattano tutti i clienti, e cioè ad esempio inviami email pubblicitarie solo se te ne ho dato il consenso. Altrimenti è spam. Spam ancora più fastidioso dello spam che arriva da gente sconosciuta, perché essendo io un amico, mosso da compassione, non volendo danneggiare la tua reputazione telematica non devo neanche cliccare su "spam", segnalarti a FB, etc, né rimproverarti...

...Valga infatti questo articolo non come rimprovero, se sei una persona che davvero si considera mia amica, ma come affettuoso consiglio e spunto di riflessione.
Leggendo questo articolo ti sei sentito deluso, indispettito o entrambi? Allora significa che sei troppo duro, che sei un falso amico o entrambi... e invito quindi anche te a sparire.

...Se invece sei un lettore di OPIDOS che ha ricevuto spam da un sedicente amico, approfitta del lavoro che ho fatto al tuo posto: risparmia il tempo che impiegheresti per spiegare il tutto inviandogli il link a questo articolo!

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