28 ottobre 2014

Multa con autovelox e ricorsi: come andò con Ricorsi.net

Ricorsi.net è un’iniziativa dell'associazione "Istituto per la Difesa del Consumo". Il sito è molto ben fatto: ha un blog con varie sentenze, offre spiegazioni sulla legislazione e mette a disposizione un eBook su come fare ricorsi contro le multe.

E per quanto riguarda i servizi offerti? In occasione di una multa presa con l'autovelox anni fa, decisi di sperimentare l'aiuto di Ricorsi.net per mettere a disposizione dei miei lettori la mia esperienza...

Inviai allo staff la scansione della multa. Mi risposero che dopo averla analizzata avevano dedotto che sussistevano elementi per poter fare ricorso.

Naturalmente Ricorsi.net non promette vittorie sicure, come non lo promette nessuno che possa dirsi onesto. Almeno al tempo, però (2010), dichiarava che dalle loro statistiche risultavano accolti 7 ricorsi su 10.

Sul sito c'era scritto che prima è bene far ricorso al Prefetto, e dopo, in caso di respingimento, fare ricorso al Giudice di Pace. Per avere due possibilità anziché una sola.
Sbagliato: salvo i casi in cui c'è stato un errore evidentissimo e innegabile (tipicamente targa errata, scambio di persona), fare ricorso al Prefetto è completamente inutile, visto che viene respinto di sicuro. Quindi si tratta di una perdita di tempo e di soldi. Solo che al tempo non lo sapevo.

Nel mio caso all'inizio sembrava che paradossalmente io avessi fatto bene a fare ricorso al Prefetto, perché quest'ultimo mi dette una risposta generica, standardizzata e senza rispondere sulle mie specifiche argomentazioni, e una sentenza passata aveva stabilito che una risposta del genere decretasse il torto del Prefetto e quindi l'annullamento della multa, indipendentemente dal merito. Ma non andò così (vedi sotto).

E insomma cosa feci io?

Volendo appunto vedere come sarebbe andata servendomi di Ricorsi.net, invio i 39 euro allora richiesti per farmi scrivere il ricorso con le varie argomentazioni secondo loro persuasive sull'illegittimità della multa, ricorso che firmerò e presenterò al Prefetto.
Ricevuta l'ovvia lettera con cui il Prefetto rimbalzava il mio ricorso raddoppiandomi l'importo della multa (ovvia, ma allora non per me e stranamente neanche per persone del mestiere come lo staff di Ricorsi.net), decido di continuare il test e andare dal Giudice di Pace.

Prima però mi rivolgo al mio avvocato per chiedergli cosa ne pensa delle argomentazioni scritte dallo staff di Ricorsi.net.
Mi risponde che si tratta di argomentazioni così ridicole che rischiano di far pensare al giudice "Questo vuole prendermi per scemo". Ad ogni modo faccio ricorso lo stesso, ma solo perché, come detto sopra, il mio avvocato ha individuato ho un'argomentazione in più, l'unica che dà una qualche speranza di vittoria, e cioè la risposta del Prefetto generica, "standardizzata" e non argomentata, che già in letteratura aveva determinato da sé la vittoria del ricorrente.
Nel ricorso al Giudice di Pace comunque aggiungo anche le argomentazioni presentate al Prefetto che Ricorsi.net aveva scritto.

Risultato del ricorso: il Giudice di Pace non tiene conto della sentenza da me citata e respinge il mio ricorso. Unica nota positiva, riporta la multa all'importo originale.

Stavolta il Prefetto è stato dettagliato, rispondendo punto per punto alle argomentazioni scritte dallo staff di Ricorsi.net, e il Giudice gli h dato ragione.

Ecco, ho sperimentato e questo è il risultato. E mi pareva giusto pubblicare il tutto per mettere in guardia i miei lettori dall'illusione di facili ed economici annullamenti di multe.

13 ottobre 2014

La bufala dell'amore spiegato dai bambini

Anche oggi vedo che quel giorno non è oggi. Il giorno in cui sarà finita l'abitudine di prendere per vero e soprattutto diffondere come vero tutto ciò che leggiamo e che ci suggestiona, senza spendere un secondo su un motore di ricerca per verificarne l'affidabilità. Sogno che arrivi, e non arriva mai.

Circa un'ora fa ho visto l'ennesimo pollame umano condividere l'ennesima bufala, che gira sul web da un bel po'. Eccola spiattellata di seguito:

Degli psicologi hanno posto a bambini dai 4 agli 8 anni, la domanda: "Cosa vuol dire amore?" Queste le risposte:

1. L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno senza volere che l’altro le dia a te.(Gianluca, 6 anni)

2. Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l’artrite pure lui. Questo è l’amore. (Rebecca, 8 anni)

3. L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)

4. L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)

5. L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)

6. L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)

7. L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)

8. L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)

9. L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)

10. Non bisogna mai dire “Ti amo” se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni)

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Ecco perché è sicuramente une bufala:

- "Degli psicologi"... Decisamente generico. Quando un giornalista o uno studioso scoprono qualcosa di molto suggestivo (per la sua utilità o per la sua bellezza), la notizia è accompagnata dalla fonte. E se non lo è in nessun sito Internet che la riporta, allora la fonte è la fantasia di qualcuno che si diverte a inventare.

- Lo stile finto-semplice. A volte i bambini dicono delle cose semplici, carine e inaspettate. Ma le frasi su riportate sono di una semplicità ricercata, che un bambino di 4-8 anni non saprebbe tirar fuori; mi riferisco allo strumento retorico-poetico che consiste nel limitare a un semplice e suggestivo esempio la spiegazione di un concetto ampio.

E va beh, è una roba inventata, ma che c'è di tanto sbagliato a diffonderla, visto che non fa grandi danni? Darò la mia risposta nel prossimo articolo, che intitolerò "E delle innocue bufale poetiche, cosa dovremmo dire?".

Nel frattempo, se vedi condividere su FB o su un qualche forum la bufala de quo, rispondi copiando e incollando il link di questa pagina.

03 ottobre 2014

Indirizzi email in chiaro nei messaggi pubblicitari artigianali? Rispondi così

Pazzesco ed avvilente.

Pare che la netiquette, e cioè l'insieme di regole di buona educazione telematica da adottare se si vuole usare Internet ed email, ancora nel 2014 sia sconosciuta ad un discreto numero di negozianti ed erogatori di servizi vari. Che, improvvisandosi auto-webmarketer, aprono il loro programma di posta o la loro webmail, scrivono un messaggio pubblicitario e lo inviano a un gruppetto di persone senza la loro autorizzazione, inserendo l'indirizzo email di ognuno di loro nello spazio principale del destinatario. Se sei uno di questi, il messaggio per te è sotto la linea tratteggiata, salta pure il resto.

Se invece sei il destinatario di un messaggio pubblicitario in cui si vedono in chiaro il tuo indirizzo email e quello di una serie di altre persone che non conosci, ti invito, se non ha già provveduto qualcun altro prima di te, ad usare la funzione "rispondi a tutti" per inviare un messaggio del tipo
"Per fortuna posso risparmiare tempo: qualcun altro ha già risposto per me scrivendo la ramanzina che ti meriti a pag
http://opidos.blogspot.it/2014/10/indirizzi-email-in-chiaro-nei-messaggi-pubblicitari-artigianali-rispondi-cosi.html
Buona lettura al mittente a cui sto rispondendo e anche a tutti voi in copia, se vi va"

Ed ecco la risposta per chi si è comportato come su descritto...

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Fare pubblicità senza saperla fare può costituire un discreto auto-goal.

Infatti non ho nessuna voglia di essere cliente di chi mi invia messaggi pubblicitari senza mia autorizzazione, violando la legge sulla privacy

(e no, la legge non considera elenchi pubblici i siti web o Paginegialle, etc, quindi non consente di andare in giro per la rete a racimolare indirizzi a cui inviare pubblicità; no, non consente neanche di archiviare e usare l'indirizzo email di chi ti ha contattato, tranne nel caso in cui ti abbia appunto autorizzato all'invio di pubblicità; e no, senza il preventivo consenso a detenere un indirizzo email non è legale neanche inviare un messaggio con cui chiedi l'autorizzazione a inviare messsaggi pubblicitari; in fine no, il link di cancellazione dalla mailing list che metti alla fine dell'email o altri metodi di cancellazione non sono una giustificazione che rendono legale il tuo messaggio non autorizzato).

E soprattutto non ho nessuna voglia di essere cliente di chi ignora la netiquette fino al punto di spedire un messaggio a un gruppo di persone senza usare la funzione "copia in carta carbone nascosta", quindi fornendo il mio indirizzo email a tutti i destinatari senza la mia autorizzazione...

...Comunque, visto che ormai il mio indirizzo ce l'hanno tutti i destinatari, a 'sto punto ho usato la funzione "rispondi a tutti" cogliendo l'occasione per:

- manifestarvi la mia solidarietà, nel caso anche voi vi siate sentiti infastiditi per aver visto violata la vostra privacy

- segnalarvi che ho già pensato io ad ammonire il markettaro improvvisato e che quindi non importa lo facciate anche voi.

02 ottobre 2014

Inutili dichiarazioni sulla privacy su Facebook: ci risiamo

Ari-stupidaggine catena di Sant'Antonio che "non è quel gran male diffondere"...

Ci risiamo co sta bufala ari-bufala. Utenti timorosi per la loro privacy inoltrano l'ennesima catena di Sant'Antonio diretta allo staff di Facebook, come se quest'ultimo leggesse, e come se un post del genere potesse avere valore legale modificando unilateralmente il contratto stipulato al momento dell'iscrizione al network...

Pollo mio FB-friend sul proprio diario, e quindi sulla mia bacheca (detto da me che sono vegano, "pollo" non può considerarsi propriamente offensivo, ma appena vezzeggiativo; si legga a tal proposito anche questo post su Psicoperformance):

A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: il giorno di oggi 29 settembre 2014, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc ... postati sul mio profilo. Per l'uso commerciale di quanto sopra è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Lo stesso vale per tutte le pagine di cui sono responsabile. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo sul suo / la sua bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d'autore. In questa versione, informo Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma). Facebook è ora l'entità di capitale aperto. Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questa versione può essere copiata e incollata. Se non hai pubblicato questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l'utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell'aggiornamento tuo profilo.

Io:
No. La validità legale non ce l'ha il tuo post sul tuo diario. Ce l'ha il contratto che hai precedentemetne stipulato accettando le condizioni necessarie alla registrazione a FB.
E tacitamente non si consente proprio nulla. La legge sulla privacy vige e in assenza di autorizzazione è già proibito diffondere immagini personali o dati sensibili.

Pollo:
Infatti, l'avevo immaginato. Ma l'ho fatto lo stesso tanto nn mi costava niente.

Io:
In realtà qualcosa costa. Non a te, ma agli altri. Nel senso che, come tutte le bufale, porta via tempo a chi legge, insegna una nozione falsa a chi ci crede, e porta via tempo a chi legge, ci crede e imita.
Per questo quando si legge qualcosa diffusa col passaparola occorre fare una ricerca prima di emulare.

Pollo:
E quando tempo si perde 2 secondi? Nn darei tanto peso ad una stupidaggine. Si sa che su fb ci sono. E poi nn è una cosa che nuoce a qualcuno.

Io:
Diffondere ignoranza nuoce. Fa fare la figura del pollo a sé stessi e a chi (purtroppo) ci crede.
Tanti secondi sommati insieme sono ore.
Inoltre le persone che ti leggono sono probabilmente tante. Quindi i pochi secondi li devi moltiplicare per qualche centinaio e per tutte le altre volte che scrivi una stupidaggine. Più il tempo che un bravo ragazzo, mosso da compassione, spende per spiegarti che esiste Google. [vedi anche "Catene di S. Antonio: inoltrare o no?"]

Pollo:
Nn si può essere così pesanti! Cque se ti danno fastidio i miei post puoi scegliere di non vederli.

Io:
Quanto valgono 4 secondi della tua vita? Metti che valgano 2 centesimi. Se un politico corrotto ruba un milione e quattrocentomila euro di fondi pubblici, tu lo detesti. Perché? Eppure ha rubato solo 2 centesimi a testa ai 70 milioni di italiani.
Se una cosa è ingiusta e porta via tempo o denaro indebitamente è ingiusta e basta, secondo me. Non ho ancora capito cosa aspetti a togliere questo post. Aspetti che qualcuno ci creda, faccia il copia e incolla?

Pollo:
Questo post per me vale meno di 0. L'importanza eccessiva gliela stai dando tu dedicandogli più di quel secondo che gli ho dedicato io. Se non lo tolgo è perché non nuoce a nessuno e mi danno fastidio le imposizioni. Non è un post che ho fatto io ma ho solo condiviso.

Io:
Se condividi qualcosa ti assumi la responsabilità di quello che c'è scritto, la stessa identica responsabilità che scriverlo in originale. Quanto al "dare importanza eccessiva", non credo di averlo fatto: non mi sono messo a piangere né ho paventato catastrofi. Ho detto e sto dicendo la mia. Se è dal numero di post che misuri l'importanza data... beh, tu hai risposto, io ho ri-risposto, e così via, un post a testa, quindi stessa importanza data alla questione da parte di entrambi. Il motivo per cui non è vero che non nuoce a nessuno te l'ho spiegato, così come ti ho spiegato il motivo per cui non vanno sottovalutati i comportamenti italioti del tipo "eh, che sarà", stesso atteggiamento di chi ruba i soldi pubblici o getta una cartaccia per terra perché tanto cosa vuoi che sia una cartaccia. Problemi con le impostazioni? Ah, se è un problema tecnico allora è un altro discorso. Ma almeno puoi rimediare a questa informazione falsa che hai dato scrivendo un altro post per retificare. Del resto questa è la cosa normale e semplice. Nessuno è perfetto, ma quando uno si accorge di sbagliare, cerca di rimediare. Dici che non è grave? È vero, non è grave, ma solo a patto che rettifichi o trovi il modo di cancellare il post. È invece grave a mio parere il fatto che, accortoti dell'errore, tu faccia finta di nulla. Come se io, accortomi del fatto che ti sto pestando un piede, invece di toglierlo ti dicessi "E dai, mica ti sto facendo male. Non ci sto mica con tutto il peso; ti sporco la scarpa, ok, ma basta una spazzolata, che sarà mai?". Quindi ok, nessuno vuole lapidarti per ciò che hai fatto. Però togli il piede. Se no il tuo comportamento da poco grave diventa tremendo. A mio parere.
Nota: no, non sto sprecando il mio tempo, indipendentemente dal fatto che tu cambi idea (cosa che non mi aspetto): discussioni del genere, dove emergono alcuni comportamenti tipici, le riciclo per scrivere articoli su uno dei miei blog. Chiaramente senza usare il tuo nome vero né tue foto, visto che alla privacy ci tieni fino alla fanta-follia.


Pollo:
Raga rispondete voi. Io mi sono seccato e non voglio spenderci una parola in più. Tanto questo tipo i miei post nn li vedrà più.

Io:
No no, vabene così.
(come hai fatto a indovinare che non volevo vedere più i tuoi post? :-))

Pollo:
E cque ho scritto imposizioni non impostazioni.

Io:
Uh. Correggo, scusa.
(vedi? Io non intepreto la tua come imposizione. Ho fatto un errore, lo riconosco e correggo)
Testo sostituito a quello riportato sopra in corsivo:
Imposizioni? Imposizione indica uno che ti obbliga a fare una cosa. Io non ne ho il potere, quindi il problema non si pone. Se alludi al fatto che ti sto parlando in maniera scorbutica, allora la tua è una ripicchina... che non ti fa certo fare bella figura, e di certo non penalizza me, ma continua a penalizzare le persone che ti leggono e ti credono, etc (vedi sopra).

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Insomma, c'è 'sto strano fenomeno su FB. La gente scrive o condivide falsità, glielo fai notare e loro le lasciano lì. Non le tolgono. Addirittura una volta lessi la "notizia" dei poliziotti che a Francoforte si sarebbero uniti ai manifestanti, feci notare che era una bufala, e mi fu risposto tipo "Beh, io ci vglio credere, con tutte le bugie che ci troviamo intorno..." WTF ?!

AGGIORNAMENTO (sì, notizia in tempo reale... appresa ancora prima di pubblicare l'articolo):

L'utente si è convinto e ha deciso di cancellare il post. Vittoria. Missione compiuta. Io sono il salvatore del mondo.

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