30 giugno 2015

SMS dal n. 4850203: chi è? WEFLY Srl.

È passato quasi un anno da un fattariello che non ricordo come mai ho aspettato così tanto a pubblicare. Mi sa che volevo prima vedere se mi sarebbe arrivata una risposta da Wind. E, se ricordo bene, mi è arrivata dopo qualche settimana una risposta cartacea in cui Wind mi confermava che non era attivo alcun servizio dell'azienda di avevo parlato nella mia email... risposta che non centrava affatto il problema di cui mi ero lamentato, e cioè la imbecille politica aziendale spiegatami dal loro impiegato (vedi sotto).

Ecco a chi appartiene il n. 4850203:

WEFLY Srl
con sede legale in Milano, Piazza Diaz n. 7, P.IVA 07614710965
proprietaria del sito www.adessovinci.it

Fonte: questa pagina della privacy policy (ehm...) del sito suddetto, nonché questa pagina del servizio Whois offerta da Whois.domaintools.com.

Su vari forum e blog potresti trovare varie notizie sulla società Wefly srl e sul numero 4850203, come messaggi indesiderati tipo "I-WIN: abbonamento attivo. Partecipi al concorso. Costo: 5€/sett. Max 3 SMS/sett. Per disattivare invia I-WIN STOP al 4850203.Info 0423402080"

E io qui cosa scrivo? Parlo delle lamentele per uno dei servizi che si è attivato senza che io facessi nulla per approvarlo? Ma no, parliamo di un altro aspetto, e cioè quello che mi è stato detto da due operatori di quella che al tempo era la società telefonica di cui mi servivo, la Wind, a cui mi sono rivolto per chiarimenti. Talvolta c'è da rimanere intontiti dall'idiozia di certa gente.

Cosa mi hanno detto di così tremendo?

Lo apprenderai leggendo alcune parti del messaggio che ho inviato all'indirizzo email (posta certificata) di Wind spa, e cioè windtelecomunicazionispa@mailcert.it:

[...] Vi scrivo in merito a un problema che riguarda una possibile attivazione di un servizio mai richiesto sul mio numero di telefono, e con l'occasione in generale in merito alla modalità di attivazione di servizi a pagamento forniti da terze società.

In data 14 luglio 2014 ho ricevuto un SMS il cui mittente figurava come 4885504

ed il cui testo era il seguente:

"IWIND:abbonamento attivo. Costo:5,09 euro/sett.Max 3sms/set.Hai 7 giorni per recedere inviando stop al 4850203.info/reg al help@i-uto.it 0423402080"

In realtà, avendo un'esperienza più che decennale nella navigazione in Internet e sapendo bene cosa fare e cosa evitare per non attivare servizi a pagamento anche inavvertitamente, posso dirvi che sono sicuro al 100% di non aver chiesto nessun servizio di cui parla quell'SMS, il cui autore è chiaramente in malafede, e con cui è inutile interloquire in alcun modo.

Alle 11.35 circa di oggi 16 luglio 2014 ho chiamato l'155 (numero del vostro centro assistenza) e ho parlato con un operatore (prima della conversazione una voce registrata mi ha notificato il codice FU16CF, o forse l'ultima lettera era una "S").

Mi ha informato che non risulta attivo sul mio numero nessun servizio a pagamento e che non risulta esser stato sottratto denaro dal mio credito residuo negli ultimi giorni.
Non ha però escluso che la società che mi ha inviato l'SMS inizi ad addebitarmi l'importo alla fine di questa settimana.

Inoltre l'operatore ha affermato che quando una terza società fornitrice di servizi telematici, rivolgendosi alla vostra società Wind Telecomunicazioni spa dichiara che il sottoscritto ha effettuato una richiesta di un servizio, e vi chiede di pagare questo servizio sottraendone la tariffa dal mio credito telefonico, voi credete ciecamente a questa dichiarazione e adempiete alla richiesta della suddetta società terza, senza avere dal sottoscritto nessuna conferma, e nel caso in cui in realtà io non abbia mai richiesto questo servizio è mio onere intervenire attivamente (perdendo il mio tempo) interloquendo con voi e con la suddetta società terza affinché il servizio sia disattivato e affinché il credito indebitamente sottratto venga ripristinato.

[...]

In altre parole, questo lo scenario: io do i miei soldi a Wind (ricaricando la mia carta telefonica, com'è normale fare), e...

- Wind si vede arrivare un bell'imbusto che dice "Datemi i soldi di questo vostro cliente, ci abbiamo parlato ed è d'accordo. Davvero, ti dico"

- Wind gli crede sulla parola: non gli chiede nessuna documentazione che attesti che io sono d'accordo, né mi contatta per chiedermi conferma

- Wind dà i miei soldi al bell'imbusto

- Se e quando io mi accorgo della cosa, è mio onere perdere tempo per chiudere il servizio e chiedere il rimborso dei soldi indebitamente sottratti al mio credito.

Anche un bambino di 10 anni capirebbe che se mi presento da te e ti dico "Dammi i soldi del tuo cliente, ci ho parlato ed è d'accordo" non devi fidarti ciecamente. Un bambino di 10 anni sì. Una multinazionale no?

Ho il forte forte forte sospetto che sia questione di fare i finti tonti, e i veri furbi. Non mi stupisce, dato che purtroppo in Italia le multe per questo tipi di condotta sono basse, da fare appena il solletico ad aziende del genere. E finché non diventeranno abbastanza salate, mi sa che continueranno così.
Secondo me se delle sanzioni appropriate per le compagnie telefoniche (ma anche di servizio elettrico e simili) fossero incluse in un programma di partito e in una campagna elettorale sposterebbero un bel po' di voti.

29 giugno 2015

Ecco perché sputtanarli non basta per mandarli a casa

Alcuni ingenui elettori del Movimento Cinque Stelle si chiedono: ma porca paletta, un giorno sì e l'altro pure va in onda in TV e/o è disponibile su Facebook o YouTube un video dove quella buon'anima di Di Battista ci spiega e ci aggiorna con parole chiare e semplici quanta corruzione c'è stata e c'è tutt'oggi fra i membri del Partito Democratico e in Forza Italia... Com'è possibile che siano i partiti fra i più votati?

Ecco un esempio di un video del buon Alessandro pubblicato pochi giorni fa:



GLI ARRESTATI DEL PD QUANTI VOTI HANNO PORTATO A MARINO?1. Ozzimo (PD), ex-assessore alla casa, arrestato: 5317 voti2. Coratti (PD), ex-presidente dell'assemblea capitolina, arrestato: 6410 voti3. Pedetti (PD), presidente commissione patrimonio Comune di Roma, arrestato: 5238 voti4. Tassone (PD), ex-presidente Municipio Ostia, arrestato: 47933 voti5. Caprari, (Centro Democratico, maggioranza con Marino), consigliere comunale, arrestato: 1474 voti66372 voti portati al PD romano da persone in galera. DIFFONDIAMO QUESTO VIDEO!P.S. Siamo al ballottaggio in 5 comuni. Dobbiamo portare a casa il massimo risultato. Domani (Domenica 7) sarò a Venaria (Torino) alle 18.00 in Piazza Pettiti. Lunedì 8 vi aspetto alle 19.30 in Piazza Santa Maria.
Posted by Alessandro Di Battista on Sabato 6 giugno 2015


Sullo stesso tema, un post di Davide Barillari:

[...] il PD è come una squadra di calcio. Senza dubbio questi votanti andranno a strappare qualche promessa per la soluzione di loro problemi e poi si faranno ancora incantare e li voteranno. Queste persone purtroppo sono abituate a non fare le cose regolari, ma sono quelli che ti dicono "io conosco questo".

Ecco. Barillari ha dato la risposta alla domanda che hai letto sul titolo: le votazioni di comodo.

Una grande quantità di italiani NON VOGLIONO essere governati da persone oneste.
Vogliono essere governati da persone che li possano favorire. Favorire oggi oppure un domani, chissà.

Tipicamente questo tipo di elettore si vuole tutelare sulle entrate economiche derivanti dal proprio lavoro. Si è fatto amico il sindaco, appartenente al partito X, oppure persone a lui strettamente legate. Oppure questo tipo di amicizia ce l'ha il suo datore di lavoro, che se fallisce lo lascia senza stipendio.
Insomma questo cittadino italiano ha un benessere economico (o la speranza di averlo) direttamente o indirettamente legato al fatto che vinca il partito X oppure no.
In caso positivo, infatti, se ad es. ha una ditta che gareggia per gli appalti, più facilmente questa ditta vincerà le gare. Più facilmente il Comune chiederà alla Regione finanziamenti per realizzare opere inutili per la cittadinanza, ma utili alle tasche del votante amico... a cui si uniscono anche i suoi dipendenti, dato che se la ditta va male i dipendenti rischiano di rimanere senza lavoro.
Il Comune, dicevo, chiederà alla Regione. Chiederà e anche otterrà? Beh, questo dipende da chi in Regione comanda. Se si tratta di persone dello stesso partito, è più facile che dica di sì a queste richieste.
Ecco perché l'elettore suddetto voterà i membri del partito X alle elezioni comunali e anche a quelle regionali.
E viste le concessioni di cui la Regione avrà bisogno da parte del governo centrale, la cosa si estende chiaramente alle elezioni politiche nazionali.

Quanti sono i cittadini che votano in base a questo tipo di criterio?
Non li so quantificare, ma per farsene un'idea bisogna pensare alla grande quantità di titolari e dipendenti di aziende e cooperative che rivolgono la loro offerta di servizi e prodotti in gran parte a enti pubblici:

- aziende sanitarie private convenzionate o in via di accreditamento per stipulare o modificare una convenzione
- Fornitori di prodotti sanitari
- imprese edili e loro fornitori
- ditte che vengono spesso contattate da enti pubblici per lavori piccoli oppure urgenti, per i quali non c'è bisogno di gare d'appalto
- concessionari e riparatori di automobili, pullman, camion
- aziende che forniscono pasti per le mense
- ristoranti che hanno convenzioni con dipendenti pubblici

E poi ci sono gli amici e i parenti dei candidati, più i parenti e gli amici di persone che hanno a che fare con la politica e che ci tengono palesemente a far vincere il partito X. Dici che sono pochi? In Italia ci sono circa 8.000 comuni. Non ho proprio idea di come fare i conti, ma ci provo stando basso. Diciamo che in ogni giunta comunale ci sono anche solo 5 persone del partito X. E diciamo che ognuna di queste persone abbia due genitori, una moglie e un figlio che, salvo casi eccezionali, voteranno per lo stesso suo partito. Va beh, in alcuni casi ci saranno un genitore non più in vita e nessun figlio maggiorenne; facciamo 4 persone in tutto... Che moltiplicato 5 fa 20. Moltiplichiamo a questo punto 8.000 per 20, e otteniamo 160.000.
Gli aventi diritto al voto sono circa 47 milioni. Ma a votare alle regionali va poco più del 50% degli aventi diritto. Quindi diciamo 25 milioni.
Quindi gli amici e i parenti che danno l'aiutino "sulla simpatia e sulla fiducia" sono lo 0,64%. Tutto fa.

Tornando all'elettore clientelare in generale... Cosa si può fare per eliminare questo fenomeno?
Spiegare a chi ha votato PD quanta corruzione c'è nel PD ?
NO! Se gli spieghi che c'è corruzione nel PD quelli SONO CONTENTI E CONTINUANO A VOTARLO.
Chi fin ora ha dato il voto di comodo probabilmente farà sempre così.

Più facile ottenere un risultato se si sceglie di comunicare coi non votanti incupiti dalla sfiducia per convincerli a cominciare o ricominciare a votare.

Una delle argomentazioni in questa direzione, assolutamente da sommare a quella sulla corruzione degli attuali governanti, è che gli attuali non votanti costituiscono una percentuale di persone abbastanza grande (anche se togliamo i malati di demenza senile e le persone in coma) da poter ribaltare i risultati delle elezioni sia comunali, che regionali, che nazionali.

17 giugno 2015

Giudice che simula sbadataggine? Boh.

Racconto di una questione ormai vecchiotta di qualche anno, che mi spinse fra l'altro a scrivere l'articolo intitolato "Ingiuria/diffamazione/molestia via web? Querela contro ignoti, anche se sai chi è stato".

Avevo querelato un tizio che via email aveva ingiuriato me insieme a tutta la categoria dei vegani (a sua detta tutti pazzi e imbecilli).

Interrogato dalla Polizia Postale, aveva confessato di essere stato lui a inviare quell'email contenente quelle offese. Dall'indirizzo IP sarebbe stato facile, del resto, provarlo.
Ciò nonostante la giudicia lo assolse per insufficienza di prove sul fatto che il mittente fosse lui. Nessun interesse nell'individuare l'indirizzo civico legato all'indirizzo IP, disponibile nel documento allegato alla querela, e nessuna considerazione del verbale della confessione, perché era stata fatta senza la presenza di un avvocato difensore (grossolano errore della Polizia Postale).

Ma chi viene assolto in sede penale non è detto che non debba un risarcimento in sede civile. Così feci causa civile, dove il verbale dell'interrogatorio con la confessione avrebbe potuto essere preso in considerazione, e infatti lo allegai all'atto di citazione.

Come andò?
Lo capirai leggendo lo scambio di email di vari mesi dopo fra il mio avvocato e il sottoscritto, che riporto di seguito (NB: in legalese "produrre" significa "allegare"; GDP sta per Giudice Di Pace)

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Ciao Marco
la sentenza in allegato ha respinto la tua domanda.
Sono senza parole.

wat
Non ho prodotto documenti? [questo diceva la sentenza]

Ma sono stati prodotti!!
L'interrogatorio della Polizia Postale non era stato prodotto? La
giudicessa l'ha smarrito?
Marco

È stato prodotto, certo

E allora che cavolo dice?

Interpreta il documento in modo sbagliato.
Dice il GDP che siccome è stato assolto nel penale allora va rigettata la domanda anche nel civile

Ok, ma insieme a questo dice anche che non è stato prodotto nessun documento a supporto della mia affermazione. E questo contraddice gli atti! Non è una questione di opinioni. È come dire che non ti è arrivata la raccomandata, e io ho in mano la ricevuta di ritorno firmata da te...

Lo so.
I documenti sono allegati alla pratica.
Purtroppo la giustizia è questa.

Domanda: siccome non mi riesce credere che la giudicessa sia così
"sbadata" da non notare che il documento era invece allegato, secondo
te perché si è finta tale?
Forse per scoraggiare la gente dal fare causa per evitare che la
giustizia si intasi?

Forse perché ha capito che tanto essendo stata difficoltosa la notifica tanto non avresti cavato un ragno dal buco.
Poi secondo me si è fatta influenzare dal fatto che nel penale era stato assolto.
Ma non ha capito quello che io avevo scritto o forse non lo ha letto: il tizio è stato assolto non perché non ha detto quella frase, ma perché la Polizia di Catania ha sbagliato a verbalizzare le sue dichiarazioni autoindizianti senza avvocato.
Ho l’impressione però che non abbia letto niente.
Non credo nella giustizia da un pezzo ormai….

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In effetti se io allego un documento e un giudice dice "Qui non c'è nessun documento allegato"... questa giustizia mi fa pensare a una scena del film "Il marchese del grillo"...



...con una fondamentale differenza: a chi non vede la carta non si può certo dire, come concludeva il Marchese, "voi non siete un cazzo". Tutt'altro...

02 giugno 2015

Non taggaspammare. NON TAGGASPAMMARE.

Oggi, non per la prima volta, ho ricevuto via email una notifica da Facebook di questo tipo:

"[Nome e cognome di FB-friend] ha aggiunto una foto in cui ci sei tu. Puoi scegliere se aggiungere questo elemento al tuo diario.
Ricorda che i post che nascondi dal diario potrebbero comunque comparire nella sezione Notizie e altrove su Facebook."

Controllo e, come come già accaduto in passato, noto che no, non si tratta di una foto in cui ci sono io. Questo significa che il FB-friend ha visto in quella foto una persona che gli sembravo io e mi ha taggato per sbaglio? Oh, no. Significa che volontariamente ha usato una funzionalità di FB in una maniera diversa da quella per cui è stata progettata. E cioè in maniera impropria.

Cosa accade se usi in maniera impropria una funzionalità di un qualsiasi strumento di uso collettivo, incluso un social network? Succede che manchi di rispetto a chi da questa tua azione viene coinvolto.

Infatti chi si è iscritto normalmente lo ha fatto perché immagina che gli altri lo usino in maniera propria. Ad esempio, se lo strumento per taggare è stato incluso in Facebook allo scopo di taggare persone presenti in una foto, io mi aspetto di essere taggato su una foto dove compaio. Se lo strumento di tagging fosse stato creato per far sì che venga inviata un'email alla persona taggata e semplicemetne attirare la sua attenzione su un'immagine pubblicitaria, la notifica che ho ricevuto oggi non recherebbe il messaggio "[Nome e cognome di FB-friend] ha aggiunto una foto in cui ci sei tu", ma "[Nome e cognome di FB-friend] ha aggiunto una foto in cui ci sei tu, o forse ti ha taggato per attirare la tua attenzione su un messaggio pubblicitario".

Ma che male c'è? Sarà pure un uso dei tag diverso da quello per cui è stato progettato, ma è il modo più veloce ed efficace di attirare l'attenzione dei miei amici di FB!

Sì, è il modo più efficace e veloce. Per te.
Ma è un modo maleducato. Tanti tuoi FB-friend non te lo diranno, perché hanno timore di passare da polemici per così poco. Io invece te lo dico, perché secondo me questo e altri modi di usare un social in maniera diversa da come è stato progettato, andando quindi contro le aspettative degli iscritti che ne hanno accettato il regolamento e quindi si aspettino che gli altri facciano lo stesso, deve finire.

Il fatto che io sia un tuo FB-friend non significa necessariamente che io non trovi invadente da parte tua:

- che tu mi contatti in chat per vendermi un prodotto o servizio o proponga un incontro in vista di un arruolamento nel tuo multilevel marketing

- che tu scriva sulla mia bacheca cose che probabilmente non interessano agli altri FB-friend, o cose che potrebbero loro interessare, ma io voglio tenere segrete

- che tu mi tagghi in un'immagine pubblicitaria dove io in realtà non compaio, per attirare la mia attenzione

Consideriamo quest'ultimo punto. Pensa a cosa accadrebbe se tutti taggaspammassero.
Pensa che noia ricevere più volte al giorno email di notifica da aprire e leggere, per poi andare a controllare la foto, vedere che no, né la nostra faccia né qualcosa che assomigli al nostro gomito destro compaiono in quella foto, e dire "Ah, falsa notizia anche stavolta".

Vuoi inviarmi pubblicità su Facebook approfittando del fatto che sono un tuo amico? Ecco come puoi farlo in maniera educata:

- Crei un gruppo Facebook dedicato all'argomento di quella pubblicità

- SE E SOLO SE DAVVERO tu pensi che esista una possibilità che io sia interessato a quell'argomento, mi invii UNA sola volta l'invito a iscrivermi a quel gruppo

- Invii la pubblicità quante volte ti pare, anche 20 volte al giorno, in quel gruppo Facebook

Ma così non raggiungi tante persone quante potresti. Già. E quindi vieni a noia a molte meno persone. Ne raggiungi magari poche, ma in compenso con una qualche probabilità di essere interessate a ciò che vuoi comunicare.

Oppure semplicemente scrivi sul tuo diario, cosicché il tuo post verrà visualizzato, come sai, sulla bacheca di tutti i tuoi FB-friend... sapendo che i FB-friend che notano troppi tuoi post interessanti potrebbero smettere di seguirti.

Ma così non arriva l'email, che attira di più l'attenzione!

Appunto. Secondo te perché la Legge sulla Privacy vieta l'invio di email pubblicitarie non autorizzate? Perché una persona che non ha autorizzato l'invio di email pubblicitarie da pare di tizio non solo non è interessato, ma HA FASTIDIO che Tizio gli invii email pubblicitarie. Indovina se, non avendo espresso esplicitamente il consenso di pubblicità da parte tua, una persona ha oppure no lo stesso fastidio, indipendentemente dall'aspetto legale? BRAVOOOO! La risposta è sì.

E no, non dirmi "Ma c'è la possibilità di impostare Facebook in modo da non ricevere email di notifica quando sei taggato". No, perché io VOGLIO ricevere un'email di notifica quando sono taggato PROPRIAMENTE, e cioè quando DAVVERO compaio in una foto.

Quindi

Smettila di taggaspammare me e qualsiasi altro tuo FB-friend.

Ripeto, gli altri lo pensano e basta, io te lo dico anche. Ringraziami.

Ah... Non vale solo per le pubblicità. Vale per qualsiasi immagine in cui il tuo FB-friend non compare.
Sì, anche per le immagini che pubblicizzano una delle centinaia di migliaia di buone cause che ogni giorno vengono fatte conoscere da tante persone in maniera educata.
E anche per la foto del fiore o del cucciolo o della bambina che dedichi con tanto amore ai tuoi 38 amici, il che equivale quasi a iscrivere una persona a un gruppo Facebook senza il suo permesso; infatti dovrà cliccare sull'apposito link per evitare di ricevere valanghe di notifiche da parte degli altri 37 romanticissimi amici che commenteranno "Gioia del mio cuore, un abbraccio di luce a te" etc.

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