10 giugno 2017

Webmaster sedicente amico: non fidarti

C'era una volta un webmaster, webdesigner e webmarketer, che qui chiamerò Nino, che si diceva mio amico.
Avevo accettato e ricambiato questo suo atteggiamento, tanto che nonostante il rapporto di lavoro a dir poco zoppicante che stava andando avanti da un bel po' (e che però non era drasticamente peggiorato come negli ultimi tempi), oltre a procurargli una cliente nel 2014 gli avevo anche fatto pubblicità su questo blog con un articolo (ora rimosso), dove scrivevo:

Vuoi che qualcuno realizzi per te un sito Internet o un blog di qualità e ciò nonostante spendere poco, pochissimo?
Parlando di siti Internet web a un professionista, ma anche a un blogger che scrive per divertimento e che comunque ci tenga a una buona grafica e a una buona funzionalità, spesso viene consigliato Wordpress, e quasi mai Blogger, quest'ultimo considerato una piattaforma di serie B.
Blogger piattaforma di serie B ?
Non se in mano a [azienda di mio allora webmaster] il team di web designer e webmaster presieduto dal mio amico Nino, specializzato nel creare siti con Blogger.
[...]
Dando un'occhiata al portfolio di [nome azienda] potresti stupirti sul fatto che certi siti da loro realizzati siano stati fatti con Blogger. Addirittura con Blogger sono riusciti a fare anche degli e-commerce!
Se sai già come vuoi la tua pagina web, puoi comunicarlo a parole o con un disegno, e [nome azienda] realizzerà un prototipo e poi segue eventuali indicazioni per modifiche successive.
Se non hai un'idea su come dovrebbe essere fatto un sito per essere efficace agli occhi dei naviganti, potrai affidarti direttamente alla creatività dello staff.
I prezzi di realizzazione del sito sono assolutamente concorrenziali, e a proposito di risparmio, lo spazio web è offerto da Google!
Questo comporta come unica spesa annuale quella del dominio. Una spesa minore di 10 euro all'anno anziché una spesa di 30-50 euro all'anno. Fra l'altro, cosa di cui non molti sono a conoscenza, puoi acquistare il dominio da un Registrar diverso da Google.
Potrai ricevere assistenza per tutto quello che riguarda l'acquisto del dominio, il suo allacciamento al sito e ogni altro aspetto tecnico, e sarai messo in condizioni di aggiornare autonomamente e facilmente i tuoi articoli e le tue pagine.
Il team di [nome azienda] si occupa anche di creazioni di Loghi, altri lavori di grafica, web marketing e realizzazione di volantini e brochure, sempre a prezzi supervantaggiosi.
[...]

Avevo ingaggiato Nino per creare alcuni miei siti web e per fare delle modifiche ad altri. La sua voce rassicurante, il suo modo di parlare educato gentile, i prezzi bassi che mi aveva proposto, il fatto che mi fosse stato presentato da una persona fidata avevano fatto sì che io fossi comprensivo nei suoi confronti, che gli perdonassi il ritardo con cui rispondeva alle mie email, che gli perdonassi i bidoni che mi dava a volte quando avremmo dovuto trovarci per una chiamata Skype, e che soprattutto gli perdonassi i lavori non ancora eseguiti o non finiti. Concordati, pagati con fiducia in anticipo, ma rimasti in sospeso.

Nino mi aveva detto che era oberato dal lavoro per un grosso progetto ed era subissato da richieste di grandi clienti e quindi aveva poco tempo per me... dimenticando che, pur da piccolo cliente, io l'avevo pagato.

Ancora prima mi aveva detto che i ritmi di lavoro che aveva a un certo punto lo stavano soffocando e allora si era imposto di non dedicare il week-end al lavoro, ma "alla vita" (parole sue).

Questa storia è andata avanti zoppicando per anni, con siti fatti bene a metà, richieste di modifiche concordate e mai eseguite, errori riscontrati nella versione da smartphone e mai corretti...
Sì, per anni. Volevo vedere il punto a cui sarebbe stato in grado di spingersi, con le foto che comparivano ogni tanto sul suo diario Facebook e che lo ritraevano in momenti di svago mentre i miei siti rimanevano in attesa di essere finiti/riparati, compreso quello che avevo regalato a mio babbo per Natale.

Dopo l'ennesima email che tardava ad avere una risposta, gli telefonai. Mi disse che era costretto ad abbandonare definitivamente il lavoro sui miei siti, perché proprio non ce l'avrebbe fatta, e mi suggerì di scrivergli un'email nella quale avrei quantificato un rimborso dettagliato per i lavori non fatti.


E così, il 21 novembre 2016, gli scrissi...


Ciao.
Visto che hai deciso di non assistermi più e di parlare di rimborsi, provo a fare una mia valutazione.
1)
Il sito di mio babbo
[...] funziona male, per i motivi che ti ho già spiegato. Non qui non si tratta di modifiche non concordate, ma di sito fatto male.
Per cui parlando di rimborso credo sia giusto un rimborso dell'intero importo di 150 €
2)
Sito [...]
nella versione responsive il form dei contatti non ha mai funzionato come ti avevo chiesto, visto che a differenza delal versione web iscrive a una sola mailing list. Quindi ogni volta che qualcuno si
iscrive da lì devo iscriverlo manualmente all'altra mailing list.
Rimborso: fai tu
3)
[altro sito]
Vedi allegato.
Rimborso: non mi torna il ragionamento che hai fatto, perché come sai meglio di me in giro non ci sono webmaster blogger.com. Quindi a causa del fatto che non hai corretto questi difetti nonostante fosse concordato, questi difetti sono destinati a rimanere e quindi il sito è da buttare via e da rifare. Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè di 150 + 50 euro = 200 euro che in totale ti detti.
4)
[altro sito]
Mi hai consegnato un sito senza avvertirmi che il backup doveva essere fatto in maniera diversa da come indicato nel suo pannello di controllo. Ho provato a contattarti per sapere come fare per modificarlo e, non ricevendo risposta e avendone l'esigenza, ho provato a farlo io, facendo danno pur seguendo le indicazioni a mia disposizione.
La responsabilità di questo danno è quindi secondo me tua. Non potendo tu intervenire per ristabilire il sito, questo è quindi da cestinare e rifare da zero.
Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè pari ai 150 euro totali che ti detti.
5)
Patema d'animo per le non-risposte e per le promesse non mantenute e per la perdita di tempo:
Non quantificabile. Fai tu.
Ho fatto questo prospetto e questa quantificazione non perché mi aspetto che tu mi rimborserai per quelle cifre (giusto un presentimento). Semplicemente mi hai chiesto cosa penso, e io sono lieto di dirtelo nel dettaglio.
E siccome non ho voglia di discutere con te, il riassunto di tutto è: fai tu.
mio paypal:
[...]
Mia PostePay:
[...]
Ciao
Marco


Per più di 2 mesi e mezzo, nessuna risposta. Così gli scrissi una nuova email, il 9 febbraio 2017...


Nino, potresti dirmi il motivo per il quale non ho ricevuto alcuna risposta all'email che tu mi hai suggerito di mandarti sul rimborso da te ideato?
Ciao
Marco


Sua risposta di 5 giorni dopo:


Ciao Marco,
scusami se rispondo solo adesso,
dirti che sono strato stra-preso è poco, ma chi di noi non lo è...
Si, ho "ideato" io la richiesta di richiesta di rimborso, perché lo ritenevo corretto, ma a mio avviso la tua analisi è quantomeno discutibili per non dire totalmente sbagliata.
Il mio rimborso era da intendersi come «se ho omesso delle modifiche, dall'ultimo lavoro prodotto, fammi sapere», questa si è tramutata in una mail che contiene "cose mostruose", il punto 4 su tutte...
Non continuo perché so che la situazione si trascinerebbe verso una deriva di sicuro poco simpatica.
Uno "scusa" sincero se ti ho creato disagio ma rifiuto la tua richiesta.
Ciao
[firma con la sua iniziale]


Mia risposta del giorno stesso (14 febbraio):


Anche io ho poca voglia di una deriva poco simpatica (anche se il tuo considerare "mostruose" considerazioni che ho argomentato in maniera razionale tanto simpatico non è).
Quindi rifiutando tu la mia richiesta come prevedevo, valuta tu il rimborso da fare e buonanotte.
Ciao
Marco


Nessuna sua risposta. Dopo altri 2 mesi e mezzo, provo a riscrivergli:


Visto che sono passati 2 mesi e mezzo senza che tu mi abbia risposto, mi pare lecito scriverti per chiederti: sei passato dal volermi dare un rimborso al volermi non dare più nulla, neanche un rimborso a piacere tuo, come da me suggerito?
Ciao
Marco


Sua risposta del giorno dopo:


Ciao Marco,
mi spiace seriamente per la brutta piega presa dal nostro rapporto lavorativo e umano.
Si, penso di non volerti riconoscere alcun rimborso (che tu quantificavi in oltre/circa 500€).
Questo senza alcuna cattiveria ma semplicemente, perché così messa, sembra quasi una pretesa (tra l'altro, a mio avviso, ingiustificata ed esosa).
Mi prendo le mie di responsabilità per la "scomparsa" ma è più che giustificata, credimi, da questioni lavorative e di vita che mi hanno distratto dal resto.
Mi riconosco sicuramente la colpa di non aver mai "concettualizzato" nulla con te, ad oggi non ci ritroveremmo a dire "mi devi, ti devo".
Fin quando potuto, penso di aver fatto il massimo per poterti soddisfare, meglio non avrei saputo fare.
Mi scuso per tutto il disagio che ti ho causato.


Mia risposta del giorno stesso:


Ciao Nino.
Mi pare di aver usato la massima gentilezza e di aver semplicemente risposto alla tua domanda di quantificazione, e di aver elencato anche il motivo di ciascuna voce, premettendo fra l'altro che il mio scopo era essere sincero e non avere davvero quella somma, in quanto già immaginavo che me l'avresti rifiutata.
In seconda istanza ti ho lasciato la libertà di rimborsarmi quanto tu credessi giusto. Questo proprio per eliminare qualsiasi tono di conflitto. Non so, secondo te, in quale altro modo mi sarei dovuto comportare per essere più diplomatico.
Non metto in dubbio il fatto che la tua "scomparsa" sia giustificata.
Ma non credi che quando si viene pagati per un lavoro che non si può ultimare si dovrebbe restituire almeno una parte di quanto incassato, se è proprio vero che ti dispiace per questa brutta piega?
Marco


No, Nino non crede, visto che dopo più di un mese non mi ha risposto.
Al posto di lavorare per me come concordato o rimborsarmi per il lavoro non fatto, preferisce semplicemente scusarsi.
E sembra essere convinto che pretendere di essere rimborsato per lavori non fatti sia un atteggiamento che merita il decadimento del diritto al rimborso.


QUINDI


Occhio ai webmaster. Anche se sono stati presentati da persone fidate. Non è il primo, nella mia esperienza che si atteggia ad amico, si fa pagare e poi non esegue i lavori concordati. Ebbene sì, ci sono cascato più di una volta, nella trappola del webmaster sedicente amico.
Ma da adesso in poi si scrive in maniera ordinata quello che dev'esser fatto, dettagliando i costi, si scrive entro quale data ogni lavoro dev'essere consegnato e le penali nel caso in cui il lavoro non venga eseguito nei tempi concordati.

E il pagamento anticipato? È proponibile non farlo?

Mi rendo conto che esistono clienti che non hanno pagato i lavori, e che quindi la colopa può essere dall'altra parte.

Forse la cosa migliore è pagare il 50% del lavoro dopo che metà lavoro è stato finito, poi un altro 30% quando il lavoro è quasi finito, e un rimanente 20% quando è stato completato? Se vuoi scrivimi cosa pensi nei commenti.

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2 commenti:

m ha detto...

Marco, già te lo dissi e lo ripeto
chi è causa del proprio dolor pianga se stesso....

- lo paghi poco (per non dire una miseria)
- fai lavori su una piattaforma inadatta a TUTTO tranne che bloggare
- suddetta piattaforma non è nemmeno tua, ma di una terza parte
- ti affidi all'unico che riesce un po' a piegare i grossi limiti della suddetta piattaforma

credo che di errori ne sono stati fatti tanti...

Manolo

Marco ha detto...

Se non sai quante ore ci ha messo a fare i lavori come fai a dire che si è trattato di una miseria? L'avevo pagato quanto mi aveva chiesto (a nero) e come avrai capito non si tratta di un masochista. E anche se si trattasse di paghe basse, gli accordi sono accordi, e nessuna cifra bassa autorizza a sparire dopo aver consegnato siti funzionanti a metà. Una persona che si comporta così avrebbe fatto lo stesso anche se l'avessi pagata il doppio o il triplo.

La piattaforma è adatta solo a bloggare. E allora? I miei siti sono fondamentalmente dei blog.

La storia di Blogger che non è una piattaforma tua ma di una terza parte viene ripetuta e ri-ripetuta di continuo nel web, ma io non ci vedo nulla di particolarmente significativo. Neanche lo spazio hosting dove metti Wordpress è tuo: è in affitto. E allora? Se chiude vai in affitto su un altro hosting. Stessa cosa per Blogger. Se Blogger chiude prendo il mio file di backup che ho salvato e lo carico su un'altra piattaforma di blogging. Certo, ci sarà da rifare la grafica, ma il grosso sono i contenuti. Detto questo, che Blogger chiuda è molto improbabile.

Sul fatto che mi sono affidato all'unico che riesce a fare ottimi siti con Blogger (quando e se ci si mette d'impegno) hai ragione, e lo dissi anche io. Gli dissi "Ma se io e te un giorno litighiamo e io devo rivolgermi a un altro, come faccio?"... Lui mi rispose "Su questo in effetti hai ragione". Speravo che quel momento non sarebbe arrivato mai, e invece...

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