17 luglio 2017

Formazione Gaia - spam

Una voce femminile, senza prima presentarsi, chiede conferme sulle mie generalità. Chiedo chi cerca di preciso...

- Chiamo dalla Formazione Gaia, stiamo contattando le famiglie di San Giovanni Valdarno per informare che stiamo organizzando dei corsi estivi...

- No, guardi, non potete fare questo. Non potete chiamare per pubblicità senza prima controlalre se il destinatario è iscritto al Registro delle Opposizioni

- No, questa non è pubblicità, è informazione

- L'informazione per vendere è pubblicità. Non potete farlo così, è illegale.

- No, non è pubblictà, la saluto, buon giorno [Clack]

Segue mia emal all'azienda Formazione Gaia:

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Sono iscritto al Registro Pubblico delle Opposizioni e ho appena ricevuto una vostra telefonata in cui pubblicizzate i vostri corsi.

Ho fatto notare alla persona che mi chiamava che questo è illegale, e questa persona ha risposto che non è pubblicità, ma informazione.

Questa è una presa in giro, dato che è palese che l'informazione allo scopo di vendere un corso è precisamente pubblicità.

Ma non ho avuto il tempo di spiegarlo, perché questa persona ha frettolosamente chiuso la telefonata.

Forse non si rende conto di non essere l'unica persona con cui i destinatari del vostro spam possono parlare, specialmente da quando esistono i blog e i social network, che da oggi ospitano una notizia in più a voi dedicata, grazie anche e soprattutto all'educazione della vostra chiacchieratrice telefonica.

Con questa telefonata vi assicuro che la vostra promozione ha fatto un passo indietro.

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A voi la scelta se affidare i vostri figli a persone che conoscono così a fondo il rispetto e l'educazione.

07 luglio 2017

Eurospin non dichiara pubblicamente "Basta uova di galline in gabbia"

Vivere l'intera vita in una gabbia poco più grande del proprio corpo è terribile. Non solo si tratta di una tortura che neanche il peggiroe degli umani meriterebbe. Non la meritano neanche le galline, esseri senzienti come noi e che fra l'altro hanno un'intelligenza e una coscienza ben al disopra di quanto si crede.

Non che il destino delle galline negli allevamenti che razzolano liberamente nei prati sia simpatico: anche loro, quando non producono più abbastanza uova, vengono ammazzate e vendute come carne.

Ma la prigionia dall'inizio alla fine dell'intera vita dovrebbe suscitare l'indignazione anche delle persone che non si occupano abitualmente di diritti degli animali.

La pratica di tenere le galline ovaiole in piccolissime prigioni, che non consentono neanche di aprire completamente le ali è purtroppo ancora legale in Italia, ma ci sono aziende che hanno deciso di fare un piccolo passo di civiltà in avanti. Mi riferisco alle catene di supermercati che hanno scelto di smettere di vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia, e che hanno dichiarato questo impegno pubblicamente.

Non è fra queste Eurospin, che alladata in cui sto scrivendo questo articolo non ha ancora fatto alcuna dichiarazione pubblica del genere nonostante le proteste ricevute telefonicamente, via Facebook e via email.

Le proteste continuano. Carolina Bertolaso, di Animal Equality, nella sua mailing list ha indetto la "Settimana contro Eurospin", e cioè una settimana di proteste ancora più serrate nei confronti di questa catena di supermercati, il cui rifiuto di una dichiarazione pubblica sulla rinuncia alle uova di galline tenute in gabbia non può non far pensare all'intenzione di fare dietrofront rispetto a decisioni prese per una minore sofferenza animale.

Aggiornamento 17 novembre 2017:

Ho chiamato lo 045 - 878.22.22, numero della sede centrale di Eurospin Italia.

La donna che mi ha risposto al telefono non mi ha fatto quasi finire la mia domanda sulal vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, e mi ha indicato il numero verde 800.595.595, che ho
chiamato, e a cui mi ha risposto un operatore, che mi ha detto che non hanno le informazioni che cerco, per le quali devo chiamare lo 045 - 878.22.22.

Dunque chiamo di nuovo il n. 045 - 878.22.22.

Mi risponde la stessa operatrice, a cui spiego la cosa, e che mi chiede di aspettare un attimo (va a parlare con una persona). Dopo un po' torna e mi dice "Non abbiamo informazioni da dare".
Cerco di risponderle, ma non mi fa finire la frase e riattacca.

Chiamo di nuovo la sede centrale e, come prima, sento inizialmente la musichina di attesa. Stavolta però non solo inizialmente, ma per molti minuti. A un certo punto la telefonata si interrompe. Riprovo. Stessa musichina. Infinita.

Non hanno informazioni da dare. Clack.

Bah.

Bah, Eurospin Italia, bah.

Aggiornamnto 11 dicembre 2017:



Link della petizione: https://goo.gl/oUEsoJ

Nuovamente, io e tante altre persone abbiamo provato a chiamare la sede centrale di Eurospin, ma rispondono che "non hanno niente da dichiarare". Che è un altro modo per dire "Non ce ne importa nulla". L'unico linguaggio che capiscono è il calo del clienti che potrebbero avere. Per questo c'è bisogno che tutti siano informati e decidano anche in base a questo fatto se fare la spesa da Eurospin o no.
Animal Equality Italia ha indetto un'altra settimana di protesta contro Eurospin, dall’11 al 17 di dicembre. 

Per collaborare, visita la pagina Facebook di Animal Equality Italia.

E se ancora non l’hai fatto, firma la petizione online.

Aggiornamento 16 gennaio 2018:

Carolina Bertolaso, nella sua newsletter di Animal Equality, fa sapere che a San Martino Buon Albergo, comune della provincia di Verona che ospita la sede centrale di Eurospin, sono stati installati 24 impianti pubblicitari di protesta contro l'azienda nelle stazioni degli autobus di tutto il comune, che rimarranno fino al 28 gennaio.

Speriamo che serva a qualcosa!

Già, perché come ho spiegato sopra. interloquire con Eurospin con le buone sembra totalmente inutile. Fra l'altro Eurospin in questi giorni l'ha sparata proprio grossa, auto-attribuendosi cortesia e disponibilità.
Ne ho parlato nell'articolo del 9 gennaio scorso, intitolato "Eurospin si dichiara cortese. Uah uah uah!!!"