29 novembre 2017

Se davvero vogliamo aiutare gli africani a casa loro...

Cos'hanno proposto e fatto concretamente, le persone che si sono riempite la bocca dell'adagio "Aiutiamoli a casa loro", che è andato tanto di moda in passato? Sì, solo in passato. Oggi non viene più usato, se non ironicamente, perché in effetti non ci crede più nessuno. Sull'argomento consiglio questo articolo del giornale online Il Post.

Correggetemi se sbaglio, ma non mi risulta che siano state fatte tre cose importantissime, senza le quali il problema afro-europeo è destinato a non avere fine:

1)

Una massiccia campagna informativa negli stati africani, incentrata soprattutto su cosa può significare un viaggio verso l'Italia facendo chilometri e chilometri via terra e mare:
  • Le probabilità di morire nel deserto, per chi deve attraversarlo
  • Le probabilità di morire in mare
  • Le probabilità di finire in una prigione libica, e cosa questo significa (sopportare violenza, fame, e spesso morire)
  • Le probabilità, per le giovani donne, che i trafficanti di umani le costringano alla prostituzione (80%)
  • I traumi psichici a cui si può andare incontro in ragione di tutto questo.
    La dott.ssa Anna Maria Meoni, psichiatra presso l'università La Sapienza di Roma, ha scritto il seguente commento a questo post del sito Globalist: Il vero problema è che sono tutte persone sofferenti per sindrome post traumatica e che accoglierli non basta. Hanno l'animo profondamente ferito molto di più che il corpo. Curarli non è facile [...]
    Marco Eracles, che lavora in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, ha aggiunto: In SPDC arrivano sempre più richiedenti asilo con profondi traumi psichici, che la psichiatria non ha strumenti adeguati per affrontare
  • Le probabilità di rimanere senza lavoro e di non realizzare la vita che i criminali scafisti & c. promettono, in paesi in cui già esiste un alto tasso di disocupazione e povertà
  • L'opportunità di fare figli solo quando si ha una ragionevole sicurezza economica. Fare un figlio quando si è poveri significa creare, con alta probabilità, un nuovo povero o un criminale.
2)

Intervenire militarmente per porre fine alle guerre, in Africa. Sì, intervenire indipendentemente dalla presenza di petrolio o altre risorse da depredare.

3)

Fare in modo che vengano rimossi dalle loro cariche politiche i governanti africani corrotti, per niente interessati al benessere del proprio paese, in quanto si intascano la magior parte di denaro che proviene dalle donazioni da parte dei paesi stranieri sotto forma di aiuto umanitario. E promuovere una struttura governativa che renda la corruzione più difficile. Dopo, e solo dopo, ha senso sborsare quattrini per incrementare l'economia dei paesi in via di sviluppo africani.

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Sono strade che danno risultati a lungo termine, cosa che a quanto pare chi ci governa è portato a considerare poco in quanto, come la maggior parte di esseri umani, cerca soluzioni (più o meno impossibili) che diano subito un risultato. Sia nel merito del problema, sia elettorale.

27 novembre 2017

Burioni e l'immagine del bambino "morto" che non è morto

Pochi giorni fa il prof. Roberto Burioni, nella sua pagina Facebook, scritto un post (vedi immagine qui sotto) su un argomento poi ripreso da Nextquotidiano in questo articolo.

Oggi una mia FB-friend ha postato questa immagine.

Ho commentato così:

No, Burioni non crede che quella madre sia morta, perché 1) è palesemente un'attrice 2) la scenetta è palesemente comica.
Quel bambino dell'immagine sui vaccini non è palesemente una foto a caso. Se il bambino morto esiste davvero, mettici davvero la sua, di foto.
Nota: la foto del bambino è presa da Shutterstock. E i termini di servizio di Shutterstock vietano alcune forme di utilizzo delle immagini che vengono vendute sul sito. Perché non il semplice fatto di aver acquistato un contenuto sul sito non consente di poterlo utilizzare ad esempio per far apparire il soggetto della foto “come affetto o in cura per disturbi fisici o mentali” (vedi https://www.shutterstock.com/it/license)

Commento di una FB-friend in comune:

La posa della foto come Avrebbero dovuta farla? Con la salma riesumata del bambino veramente morto?
Ma come si fa a non notare che Burioni è da internare?
La pubblicità quella dell'AIDS con l alone che circondava le persone affette....eran tutte con esami alla mano scelte apposta ?

Mia risposta:

Non sono io a doverti dire come fare una cosa. Però posso dirti se hai fatto una sciocchezza. Se metti una foto in cui scrivi "Io sono uno dei bambini... etc" lasci intendere che quel bambino sia proprio lui. Se non sei d'accordo e pensi sia palese che si trattasse di un bambino a caso scelto per la rappresentazione, chiediti se il creatore dell'immagine sarebbe stato d'accordo a sostituire la foto con un disegno. Pensa che effetto fa vedere il disegno di un bambino e la scritta "Io sono uno dei bambini...etc". Se c'è una foto invece che un disegno è segno che chi ha creato l'immagine voleva illudere chi guardava che si trattava proprio di lui.
Inoltre il volto del bambino è censurato, e anche questa censura può esser stata messa per u solo scopo: ricordare la privacy, ovvero dare l'idea che la persona raffigurata è proprio quella di cui si sta parlando, e che quindi vada tutelata non mostrandone il viso. Viso che invece su Shutterstock è visibile.
Lo spot sull'AIDS con l'alone non fa testo, perché era una palese finzione con palese valore simbolico.

Sua risposta:

Attaccarsi a ste cose x me.non ha senso. Anzi l'unico senso che trovo è quello di voler a tutti i costi trovare il pelo nell'uovo. Non c'è nulla di costruttivo in quello che Burioni contesta, è palese che lo faccia solo perché non ha altro da dire e questa è malafede.

Mia risposta:

Basta aver voglia di ascoltarlo per accorgersi che in verità ha molte cose da dire. E quella del bambino usato a sproposito è solo una delle tante; non c'è motivo di dire che si tratta dell'unica, né della più importante.
Inoltre cercare il pelo nell'uovo può significare essere pignoli (secondo me in questo caso non è così, perché ritengo la comunicazione fuorviante è un fatto fastidioso e disonesto), ma non è certo sufficiente a dimostrare la malafede. Anzi, in questo caso se proprio devo dire chi mi sembra più in malafede, per me si tratta dell'autore dell'immagine, perché, come ho spiegato sopra, è volutamente ingannevole.
E dato che ci sono, aggiungo un altro elemento a favore di questa tesi:
Il volto del bambino è censurato, e anche questa censura può esser stata messa per u solo scopo: ricordare la privacy, ovvero dare l'idea che la persona raffigurata è proprio quella di cui si sta parlando, e che quindi vada tutelata non mostrandone il viso. Viso che invece su Shutterstock è visibile.

Sua risposta:

Vuoi una simbologia?
Per i più i morti da vaccino NON esistono. Sono dei fantasmi.
Tutte le volte che un volto reale viene mostrato con tutti i danni da vaccino addosso NON esiste..
Ora dimmi soprattutto su Burioni se non ammettere esistano queste realtà è coerenza o malafede.
Da uno cosi lezioni di moralità non le accetterò mai.


Mia risposta:

(Non vedo cosa c'entri la simbologia con quello che hai detto)
Non entro nel merito di quello che accade negli altri casi, né nella buona fede di Burioni, né nel merito del fatto che tu voglia lezioni di moralità da una certa persona (a parte il fatto che una cosa vera è vera anche se la dice la peggiore delle persone al mondo).
Non entro nel merito perché significherebbe cambiare discorso e parlare di un argomento su cui taccio, non essendo io esperto di virologia né di epidemiologia, e non sapendo se i bambini morti di cui parli sono veramente morti a causa dei vaccini.
Né cerco di convincerti a prendere lezioni di moralità da quella o da quell'altra persona (sono affari tuoi); al limite su questo posso dire che secondo me una cosa è giusta o sbagliata indipendentemente da chi la dice.
Io sono intervenuto solo per dire che il post in questione contiene un paragone non calzante e difende l'indifendibile, e cioè la disonestà intellettuale dell'autore dell'immagine con bambino sano fatto passare *volutamente* per malato. La disonestà intellettuale è nemica della ricerca della verità, indipendentemente dal fatto che chi la usa abbia ragione o no nel merito.

23 novembre 2017

Denunciare il tuo stupratore è stressante, ma è un dovere

Un articolo del Corriere della Sera uscito stamattina parla dell'interrogatorio alle due studentesse statunitensi che hanno accusato due carabinieri di averle stuprate lo scorso 7 settembre.

Cito un passo dell'articolo:

Le hanno ascoltate per dodici ore, fino a notte, con una raffica di domande che avevano presentato gli avvocati della difesa. Le due studentesse americane di 21 e 19 anni hanno pianto e una di loro ha anche accusato un lieve malore

Un mio FB-friend ha commentato scrivendo:

"Non denunciano. Denunciano dopo 20 anni. Lo fanno per convenienza...
Forse servirebbe un po' di silenzio e qualche riflessione in più, soprattutto in certi casi."

Questo il mio commento:

Denunciare uno stupratore mette una donna di fronte a nuovi disagi psicologici. Sarebbe così anche se le domande poste dall'avvocato dello stupratore non fossero numerose e né stupide. Il processo dura mesi, se non anni, e si tratterà di un periodo psicologicamente molto pesante, che aggiungerà disagio al disagio.
Ma una donna deve sapere che lo sforzo necessario per sostenere una causa del genere non è solo un diritto. È anche un dovere. Un dovere che purtroppo è toccato a lei, ma pur sempre un dovere. Lasciar perdere significa infatti mettere l'ennesimo mattone al muro di impunità che separa tanti uomini dal loro dovere di rispettare il prossimo.

Denunciare non serve solo a punire una persona e a ottenere un risarcimento. Contribuisce anche a non far sprofondare la nostra società nel degrado del "lasciar perdere", e a non alimentare la percezione di basso rischio da parte dello stesso stupratore, che potrebbe ripetere quanto commesso con altre donne, e con lui altre persone che già sono criminali o che potrebbero diventarlo.

Tutto questo va fatto capire a tutte le donne, e va fatto capire loro in giovane età. Non bisogna ridursi a dirlo solo alla donna stuprata a ridosso dell'evento.

20 novembre 2017

Accettazione delle molestie e stupro della coscienza

Guest post del mio amico Massimiliano Costa Cipullo

"STUPRO DELLA COSCIENZA"

(breve riflessione sullo "scandalo sessuale" ad Hollywood/Italia e "worldwide").

Si, è vero: se c'è qualcuno che ti chiede di fare sesso in cambio dell'ottenimento di qualche tipo di favore o di guadagno, puoi decidere di girarti ed andartene, anche quando hai solo vent'anni.

Si, è vero: sarebbe meglio dichiarare le "pressioni" ricevute quando accadono e non a distanza di due decadi, dopo aver ottenuto presunti "benefici".

Si, è vero: una cosa è essere aggrediti con violenza, subire penetrazione senza consenso, soccombendo ad abuso sessuale ed un'altra cosa è ricevere "avances" più o meno esplicite, signorili o volgari ed avere la possibilità di accettare o di rifiutare.

Si, è vero: si può decidere di declinare un "invito", pur sapendo che, tale scelta, molto probabilmente, porterà ad essere allontanato ed escluso.

Si... È vero.... SI PUÒ.

Ma, tutto ciò, dipende da due fattori importanti:
il grado di consapevolezza e di "maturità" della persona che si trova ad affrontare una situazione del genere...
E, soprattutto, l'educazione e la formazione psicologico-culturale ricevuta.
Fra i tanti commenti letti ed ascoltati, su internet ed altrove, non ho scorto quella che, a mio parere, dovrebbe essere un'analisi più ampia...
Qualcosa che potrebbe essere definita "stupro della coscienza".....
In questo senso, l'approfittatore di turno è soltanto la punta dell'iceberg...
La parte finale e più evidente di una società orientata ad assumere princìpi ALTERATI e DANNEGGIANTI....
Qualcosa non solo appartenente al cosiddetto "mondo dello spettacolo", ma diffuso in ogni ambito.
Assecondare una "filosofia" secondo la quale si tenda a credere che concedere prestazioni sessuali, per "finalità" diverse dall'amore e/o da mero piacere psico-fisico, sia qualcosa di non grande importanza emotiva ed intellettuale, sacrificabile per corrotta ed effimera possibilità di lavoro occasionale, pur mentalmente appagante ed economicamente ben retribuita, è qualcosa che si potrebbe definire, appunto, stupro della coscienza.....
Un concetto che si muove tra psicologia e filosofia, probabilmente... Ma piuttosto verosimile, ritengo.

Quel che, forse banalmente ma con altrettante decisione, sarebbe opportuno ricordare, è che NON si dovrebbe andare verso il compromesso legato al raggiungimento di obiettivi lavorativo-economici... E che ci si dovrebbe muovere, invece, verso una ricerca di saggezza, per comprendere e percepire quali siano i VALORI da scegliere per ottenere od avvicinarsi ad equilibrio e serenità...
Valori che permettano di vivere bene, attraverso l'accettazione di sé e delle condizioni in cui ci si trovi, qualunque esse siano, pur con il legittimo, ma "sano", desiderio di migliorare la propria esistenza, insieme a quella del resto dell'umanità.

In conclusione e molto semplicemente...

Sarai in grado di evitare umiliazione e plagio, se riuscirai a riconoscere che la tua libertà consiste nell'essere appagato per quel che ottieni facendo ciò che profondamente SENTI e non ciò che 'DEVI'.
Sarai "felice", accettando quel che sei e non per ciò che hai.
😊
L'amore ed il sesso sono "cose" preziose... Belle ed importanti....
Non vanno vendute.
🌹
Il corpo non verrà abusato, se non permetterai di violare la tua anima.

18 novembre 2017

Google Maps, avvisami se un feedback alla mia azienda è cambiato!

Attualmente i titolari delle aziende presenti su Google maps ricevono una notifica via email dopo ogni recensione che gli utenti scrivono loro sulla suddetta piattaforma web.
Ma non ricevono una notifica nel caso in cui la recensione cambi. Non è buona cosa. Se una persona che è già cliente e ha lasciato una buona recensione a un certo punto cambia idea e modifica la recensione positiva trasformandola in negativa, è importante che il titolare dell'azienda lo sappia. Fra l'altro, infatti, come gli esperti di marketing sanno, le persone che sono già clienti da un certo punto di vista sono molto più importanti di quelle che non lo sono ancora.

Dunque, se la tua attività commerciale è presente su Google Maps, ti suggerisco di inviare a Google un suggerimento come quello che ho inviato io poco fa, e che riporto di seguito:

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Ciao. Attualmente quando un utente lascia una recensione di un'attività commerciale su Google Maps, il titolare di questa attività ne viene avvertito con un'email da parte di Google.
Vi suggerisco di predisporre l'invio di un'email di avvertimento anche nel caso in cui sia stata modificata una recensione che era già presente.
Infatti se è importante per il titolare dell'azienda sapere delle nuove recensioni, è altrettanto importante essere avvertito su eventuali cambi di opinione delle persone che erano già clienti.
Se questo suggerimento vi è stato utile, per favore notificatemelo con un'email :)
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Ecco come inviare feedback allo staff di Google Maps:
  • Vai su https://maps.google.com/
  • Clicca in alto a sinistra sul menù (le tre linee orizzontali),
  • Clicca "Invia feedback", e poi "Altro feedback".
  • In questo caso togli la spunta su "Includi screenshot", dato che non ce n'è bisogno.
  • Scrivi il tuo messaggio, e poi clicca su "Invia".
Nell'immagine, un esempio di aggiornamento di recensione a Eurospin Italia, che già aveva una sola stella e che adesso continua ad avere una sola stessa per motivi ulteriori.

08 novembre 2017

Diffondere avvertimenti su malware di Facebook?

FB virus
Pochi giorni fa ho letto questo aggiornamento di stato di una mia FB-friend:

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😡😡😡 che triste cosa sta succedendo!
Alla fine dovremo uscire tutti da Facebook. Oltre al video porno, c'è un nuovo virus che causa i commenti dei tuoi contatti con una frase offensiva da parte tua. E ' molto brutto e di cattivo gusto e sembra che esca dal tuo profilo. Tu non lo vedi, ma i tuoi contatti si '. Questo può creare offese e malintesi. Voglio dire a tutti i miei contatti, che se esce qualcosa di offensivo, non viene pubblicato da me. Fammi sapere per favore 🙂
Grazie
Copia e incolla sulla tua bacheca
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Cercando con Google, non ho trovato pagine che riportassero questo messaggio.
Inoltre una sua amica ha commentato dicendo che qualcosa di simile è accaduta a lei una settimana fa.

Potrebbe non trattarsi, dunque, di una bufala.
Ehi, no, aspè... frena, frena, inoltratore frettoloso. C'è un però.

Se hai letto un avvertimento su un pericolo di malware, va bene che tu pubblichi un aggiornamento di stato per diffonderlo se:

- non è una bufala (per avere una quasi-garanzia sul fatto che lo siano o no spesso basta cercare con Google una porzione del testo di quell'avvertimento e vedere se fra i risultati ci sono articoli sbufalatori che ne parlano)

- non consigli di fare copia e incolla (che serve solamente, per quello che ne so, a non diffondere il nome del creatore originale del messaggio... chissà perché!) ma, al massimo, di usare l'apposita funzione "condividi", se proprio vuoi invitare all'ulteriore diffusione

- l'avvertimento contiene l'indicazione di una data in cui il problema si è verificato, cosicché i lettori possano decidere quanto è probabile che il messaggio sia obsoleto e se sia di conseguenza il caso di preoccuparsi e/o inoltrarlo oppure no

- non dire scemenze del tipo che alla fine dovremo uscire tutti da Facebook :D

Aggiornamento:

Ho trovato questo articolo del blog Codexsprawl che parla di un post molto simile a quello che ho incollato sopra (a volte mutano per non farsi trovare con Google, o cos'altro?). Dice:

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Oltre al video porno 😡 c’è un nuovo hacker su Facebook.
Esce tra i commenti dei tuoi contatti una frase offensiva da parte tua. 😡 E ‘ davvero brutto e sembra che sia partito dal tuo profilo. Tu non lo vedi, ma i tuoi amici sì. Ciò può creare offese e malintesi. Inoltre arrivano anche messaggi in privato su messenger che contiene virus … non apritelo... Voglio dire a tutti i miei contatti che se arriva qualcosa di offensivo non proviene da me personalmente Grazie.
Copia ed incolla ripeto non condividere ma semplicemente copia ed incolla sul tuo stato…

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Cercando poi su Facebook varie porzioni dello stesso messaggio ho notato che esistono altre varianti ancora. Bah. Boh.
Comunque ti invito a leggere l'articolo su citato, in cui l'autore spiega che un malware del genere tempo fa circolava, ma non funzionava proprio come descritto negli appelli che ho riportato; spiega inoltre come difendersi.

04 novembre 2017

Perché i politici si riempono la bocca di "giovani" ?

Fra tutti i disoccupati o sotto-occupati, chi è maggiormente in difficoltà? I giovani o i più anziani?

Più una persona è giovane, più è probabile che abbia dei genitori in vita che riscuotono una pensione e che quindi possono offrire loro un aiuto.

Più si sale con l'età, maggiori sono le probabilità che uno o entrambi i genitori siano morti oppure debbano spendere i loro soldi per una badante o per una casa di riposo. È quindi più probabile che il denaro proveniente dalla loro pensione non esista o che avanzino pochi spiccioli, insufficienti per dare un sostentamento al figlio disoccupato.

Inoltre fra i requisiti di moltissimi posti di lavoro c'è il non aver superato una certa età. Sono frequenti infatti frasi come "Ho 50 anni... chi lo prende a lavorare un cinquantenne?". Io non capisco questa diffusa discriminazione fra giovani e persone di mezza età che offusca la mente di così tanti datori di lavoro, e non mi sembra sia solo una questione di giochini fiscali su apprendistato sottopagato e simili. Sta di fatto che così è.

Dunque è evidente fin quasi ad essere proverbiale, che i disoccupati più in difficoltà sono quelli più anziani. Non a caso le persone che si suicidano per motivi connessi al lavoro sono più che altro ultraquarantenni e ultracinquantenni che hanno perso il posto da dipendente o che hanno visto fallire la loro impresa.

E però, almeno a memoria mia, la maggior parte dei politici molto più spesso danno o promettono benefici per i giovani. Ogni volta che si riempono la bocca di giovani, ho voglia di fornire un randello a un cinquantenne disoccupato e dirgli "Vai, tocca a te, fanne buon uso", indicandogli il quaquaraquà incravattato di turno.

I GIOVANI.

CHE DISCO ROTTO, CO STI GIOVANI.

Perché?

Credo il motivo risieda nel fatto che fra i giovani ci siano più persone indecise su chi votare, e quindi potenzialmente propense a dare il voto a chi si arruffiana a loro. Inoltre, rispetto agli anziani disoccupati, i giovani in difficoltà hanno sì una difficoltà minore, ma sono più numerosi. Quindi, di nuovo, più potenziali elettori.

Tutto qui.
Ciao ciao.

02 novembre 2017

Il dannosissimo benaltrismo (spesso sommato presunzione e ripicca)

Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook. Si trattava di un invito a firmare una petizione presente sul sito www.polloitaliano.it.
Si tratta di una petizione creata da Animal Equality rivolta a Unaitalia, associazione di categoria che rappresenta oltre il 90% dell’intera filiera italiana di allevamento di pollame e conigli, per domandare che sia intrapreso al più presto un dialogo con le aziende leader del settore – in particolare AIA, Amadori e Fileni – affinché adottino politiche volte a ridurre la sofferenza di questi animali, che attualmente vivono in condizioni pietose negli allevamenti intensivi.

Commento di un mio FB-friend:

Marco so che la cosa non è cosi trendy come i polli e il trattamento da allevamenti intensivi ma io ti consiglierei di andare qualche volta a vedere come vengono trattati gli anziani umani nelle case di cura e in molti reparti ospedalieri dove per la maggior parte sono tenuti in vita solo perché in tal modo c'è il pagamento della retta alla struttura o al reparto ospedaliero molto spesso legati o intontiti da farmaci psichiatrici che vengono dati anche a ci non soffre di demenza senile perché in tal modo è più docile quando di fatto non si trasforma letteralmente in uno zombie.
Immagino che visto ci sono persone che si preoccuopano tanto di poveri esseri che sono comunque dotati di sensibilità e di capaci di sensazioni potranno anche capire quale sia la sofferenza e la perdita di dignità di un umano ultrasettantene o ultraottantene spesso legato al letto perché non disturbi e lasciato talvolta per ore letteralmente in mezzo alle proprie feci fino a che qualcuno non va a cambiare e con un catetere inserito nell'uretra con i problemi e di rischi di infezione che questo comporta anche se spesso non servirebbe ma che diventa molto più pratico da gestire per inservienti o altro personale che non debbono preoccuparsi di un anziano legato e non devono aiutarlo ad andare in bagno.
Ovviamente parto dal presupposto che un anziano umano abbia almeno gli stessi diritti di un pollo o di un maiale o di un vitello perché in quelle condizioni la sua vita è davvero simile a quella di un animale e la ua umanità dignità viene cancellata.
Ovviamente persone tanto sensibili da reclamare i giustizi diritti degli animali sapranno anche impegnarsi per tutelare quelli di umani la cui utilità per questa società non suite più e non come persona che pro produrre business per case di cure e posti di lavoro di coloro che degli anziani si occupano.
E forse persone così snellii dovrebbero pensare che c i potrebbero essere dei loro congiunti fra questi anziani e che se non succede loro qualcosa prima questa potrebbe essere la fine che molti potrebbero fare quando il tempo della loro gioventù e vita attiva finirà al termine.

Mia risposta:

Intanto hai firmato la petizione?
Il benaltrismo non dico sia dannoso quanto l'indifferenza, ma quasi.

Sua risposta:

Marco io credo che tu non ci senta oppure non riesca a vedere oltre al tuo naso invece di parlare di petizioni prenditi del tempo e vai tu a vedere cosa accade nei ricoveri per anziani e se hai tante energie da spendere a scrivere di petizioni su Facebook puoi dedicare il tuo tempo a fare volontariato in un centro ed alleviare direttamente la loro solitudine distrazione dolore cosi ti puoi rendere conto come certe volte i lager siano ancora oggi ppannaggo anche di molti esseri umani che non sono più utili a questa società oppure prenditi del tempo Invece diparlare di petizioni perché non ti prendi un girono ed il 15 novembre vieni con me a fare il banco alimentare dove di raccoglie cibo per chi non ha i soldi per poterne comprare oppure ti prendi una famiglia che nn può davvero permetterselo e provvedi tu a fare avere il cibo per mangiare

Mia risposta:

Benaltrismo + "fallo tu". Un bel mix.

Sua risposta:

No, semplicemente invece di parlare dei dolori dei polli vedi quelli degli esseri umani e se puoi fai qualcosa davvero invece di parlare o di firmare petizioni.
Io collaboro con il banco alimentare da 7 anni con quello farmaceutico da 3 dando del mio tempo ed esiste qualcosa di più importante. Tutti possiamo dare dei soldi ma investire il tempo vuol dire dare una merce più preziosa, perché il tuo tempo quando lo hai dato non torna indietro

Mia risposta:

Allora benaltrismo + presunzione. Ancora peggio.

1) Se esiste un problema di serie A non significa che i problemi di serie B siano da lasciar perdere. Se si ragionasse come stai ragionando tu, ci si occuperebbe solamente dei problemi maggiori. Anzi, del problema maggiore. Che non sarebbe neanche fra quelli che hai descritto tu. Gli anziani che vivono molto male verrebbero lasciati a sé stessi e ci occuperemmo solo di persone che vivono ancora peggio, e cioè ad esempio i prigionieri che ogni giorno vengono torturati in altre parti del mondo.
E i soldi delle casse dello Stato, che fine farebbero? Sicuramente guarire i malati è più importante che far funzionare i musei. Quindi neanche un euro ai musei finché non si è trovata una cura per tutte le malattie. Meglio dormire fuori al freddo che avere dolori dovuti a una certa malattia. Quindi neanche un euro ai senza tetto finché non si trova la cura per quella malattia. Ma vuoi mettere l'importanza di poter eseguire un'operazione chirurgica senza che l'ospedale venga preso d'assalto da un pazzo armato che vuole ammazzare tutti perché il suo dio Trallallà è grande? E che diamine. Allora ci ho ripensato: niente soldi alla ricerca medica finché non si è risolto un problema ben più grande: organizzare le forze dell'ordine in maniera da avere una protezione sicura al 100%. Inutile operare al meglio se c'è uno che viene a spararti mentre operi! E così via.
Questo è il benaltrismo.
E no, non si tratta di esempi esagerati. I danni che fa sono esattamente di questo tipo. Danni importantissimi. Come quello di non occuparsi di miliardi di esseri senzienti che ogni giorno vivono ingiustamente delle situazioni che si potrebbero evitare facilmente: basta smettere di comprare e mangiare quegli animali. Non comporta neanche il dispendio di tempo. Un po' come firmare una petizione, cosa che tu per ripicca continui a non fare.
Le azioni per buone cause non portano via tempo ad azioni per cause ancora più buone. Più probabilmente portano via tempo al cazzeggio, che a volte consiste nello scrivere commenti benaltristi (vedi su) e presuntuosi (vedi sotto).

2) Anvedi, oh, sto qui che mi bacchetta mentre sto facendo qualcosa di buono, solo perché non è la cosa più buona del mondo, credendo di sapere tutto di me senza invece sapere un bel niente... chissà come fa a sapere che io non conosco già le situazioni che crede di rivelarmi, e chissà come fa a sapere che io non doni il mio tempo anche per occuparmi di esseri umani. E insinua pure che faccio quello che faccio per il fatto che è trendy. Bah, non meriterebbe nessuna risposta, se rispondere non fosse uno spunto per scrivere un articolo e quindi poter inviare semplicemente un link se e quando in futuro leggerò fesserie del genere.

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...Insomma, il fatto che i problemi che affiggono il mondo sono molteplici non significa che tutte le persone di buona volontà devono concentrarsi sul problema più importante, lasciando indietro gli altri, meno importanti ma comunque importantissimi. È bene che ci sia un gruppo di attivisti che si occupi di problemi di prima priorità, e che pure esista un gruppo di attivisti che si occupa di problemi di seconda priorità, e anche un gruppo che si occupa di problemi di terza priorità. Ognuno a seconda della propria sensibilità. Cosa che il benaltrista non capisce, purtroppo, diventando così egli stesso un problema.

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