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10 giugno 2017

Webmaster sedicente amico: non fidarti

C'era una volta un webmaster, webdesigner e webmarketer, che qui chiamerò Nino, che si diceva mio amico.
Avevo accettato e ricambiato questo suo atteggiamento, tanto che nonostante il rapporto di lavoro a dir poco zoppicante che stava andando avanti da un bel po' (e che però non era drasticamente peggiorato come negli ultimi tempi), oltre a procurargli una cliente nel 2014 gli avevo anche fatto pubblicità su questo blog con un articolo (ora rimosso), dove scrivevo:

Vuoi che qualcuno realizzi per te un sito Internet o un blog di qualità e ciò nonostante spendere poco, pochissimo?
Parlando di siti Internet web a un professionista, ma anche a un blogger che scrive per divertimento e che comunque ci tenga a una buona grafica e a una buona funzionalità, spesso viene consigliato Wordpress, e quasi mai Blogger, quest'ultimo considerato una piattaforma di serie B.
Blogger piattaforma di serie B ?
Non se in mano a [azienda di mio allora webmaster] il team di web designer e webmaster presieduto dal mio amico Nino, specializzato nel creare siti con Blogger.
[...]
Dando un'occhiata al portfolio di [nome azienda] potresti stupirti sul fatto che certi siti da loro realizzati siano stati fatti con Blogger. Addirittura con Blogger sono riusciti a fare anche degli e-commerce!
Se sai già come vuoi la tua pagina web, puoi comunicarlo a parole o con un disegno, e [nome azienda] realizzerà un prototipo e poi segue eventuali indicazioni per modifiche successive.
Se non hai un'idea su come dovrebbe essere fatto un sito per essere efficace agli occhi dei naviganti, potrai affidarti direttamente alla creatività dello staff.
I prezzi di realizzazione del sito sono assolutamente concorrenziali, e a proposito di risparmio, lo spazio web è offerto da Google!
Questo comporta come unica spesa annuale quella del dominio. Una spesa minore di 10 euro all'anno anziché una spesa di 30-50 euro all'anno. Fra l'altro, cosa di cui non molti sono a conoscenza, puoi acquistare il dominio da un Registrar diverso da Google.
Potrai ricevere assistenza per tutto quello che riguarda l'acquisto del dominio, il suo allacciamento al sito e ogni altro aspetto tecnico, e sarai messo in condizioni di aggiornare autonomamente e facilmente i tuoi articoli e le tue pagine.
Il team di [nome azienda] si occupa anche di creazioni di Loghi, altri lavori di grafica, web marketing e realizzazione di volantini e brochure, sempre a prezzi supervantaggiosi.
[...]

Avevo ingaggiato Nino per creare alcuni miei siti web e per fare delle modifiche ad altri. La sua voce rassicurante, il suo modo di parlare educato gentile, i prezzi bassi che mi aveva proposto, il fatto che mi fosse stato presentato da una persona fidata avevano fatto sì che io fossi comprensivo nei suoi confronti, che gli perdonassi il ritardo con cui rispondeva alle mie email, che gli perdonassi i bidoni che mi dava a volte quando avremmo dovuto trovarci per una chiamata Skype, e che soprattutto gli perdonassi i lavori non ancora eseguiti o non finiti. Concordati, pagati con fiducia in anticipo, ma rimasti in sospeso.

Nino mi aveva detto che era oberato dal lavoro per un grosso progetto ed era subissato da richieste di grandi clienti e quindi aveva poco tempo per me... dimenticando che, pur da piccolo cliente, io l'avevo pagato.

Ancora prima mi aveva detto che i ritmi di lavoro che aveva a un certo punto lo stavano soffocando e allora si era imposto di non dedicare il week-end al lavoro, ma "alla vita" (parole sue).

Questa storia è andata avanti zoppicando per anni, con siti fatti bene a metà, richieste di modifiche concordate e mai eseguite, errori riscontrati nella versione da smartphone e mai corretti...
Sì, per anni. Volevo vedere il punto a cui sarebbe stato in grado di spingersi, con le foto che comparivano ogni tanto sul suo diario Facebook e che lo ritraevano in momenti di svago mentre i miei siti rimanevano in attesa di essere finiti/riparati, compreso quello che avevo regalato a mio babbo per Natale.

Dopo l'ennesima email che tardava ad avere una risposta, gli telefonai. Mi disse che era costretto ad abbandonare definitivamente il lavoro sui miei siti, perché proprio non ce l'avrebbe fatta, e mi suggerì di scrivergli un'email nella quale avrei quantificato un rimborso dettagliato per i lavori non fatti.


E così, il 21 novembre 2016, gli scrissi...


Ciao.
Visto che hai deciso di non assistermi più e di parlare di rimborsi, provo a fare una mia valutazione.
1)
Il sito di mio babbo
[...] funziona male, per i motivi che ti ho già spiegato. Non qui non si tratta di modifiche non concordate, ma di sito fatto male.
Per cui parlando di rimborso credo sia giusto un rimborso dell'intero importo di 150 €
2)
Sito [...]
nella versione responsive il form dei contatti non ha mai funzionato come ti avevo chiesto, visto che a differenza delal versione web iscrive a una sola mailing list. Quindi ogni volta che qualcuno si
iscrive da lì devo iscriverlo manualmente all'altra mailing list.
Rimborso: fai tu
3)
[altro sito]
Vedi allegato.
Rimborso: non mi torna il ragionamento che hai fatto, perché come sai meglio di me in giro non ci sono webmaster blogger.com. Quindi a causa del fatto che non hai corretto questi difetti nonostante fosse concordato, questi difetti sono destinati a rimanere e quindi il sito è da buttare via e da rifare. Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè di 150 + 50 euro = 200 euro che in totale ti detti.
4)
[altro sito]
Mi hai consegnato un sito senza avvertirmi che il backup doveva essere fatto in maniera diversa da come indicato nel suo pannello di controllo. Ho provato a contattarti per sapere come fare per modificarlo e, non ricevendo risposta e avendone l'esigenza, ho provato a farlo io, facendo danno pur seguendo le indicazioni a mia disposizione.
La responsabilità di questo danno è quindi secondo me tua. Non potendo tu intervenire per ristabilire il sito, questo è quindi da cestinare e rifare da zero.
Quindi anche questo rimborso dovrebbe secondo me essere completo, e cioè pari ai 150 euro totali che ti detti.
5)
Patema d'animo per le non-risposte e per le promesse non mantenute e per la perdita di tempo:
Non quantificabile. Fai tu.
Ho fatto questo prospetto e questa quantificazione non perché mi aspetto che tu mi rimborserai per quelle cifre (giusto un presentimento). Semplicemente mi hai chiesto cosa penso, e io sono lieto di dirtelo nel dettaglio.
E siccome non ho voglia di discutere con te, il riassunto di tutto è: fai tu.
mio paypal:
[...]
Mia PostePay:
[...]
Ciao
Marco


Per più di 2 mesi e mezzo, nessuna risposta. Così gli scrissi una nuova email, il 9 febbraio 2017...


Nino, potresti dirmi il motivo per il quale non ho ricevuto alcuna risposta all'email che tu mi hai suggerito di mandarti sul rimborso da te ideato?
Ciao
Marco


Sua risposta di 5 giorni dopo:


Ciao Marco,
scusami se rispondo solo adesso,
dirti che sono strato stra-preso è poco, ma chi di noi non lo è...
Si, ho "ideato" io la richiesta di richiesta di rimborso, perché lo ritenevo corretto, ma a mio avviso la tua analisi è quantomeno discutibili per non dire totalmente sbagliata.
Il mio rimborso era da intendersi come «se ho omesso delle modifiche, dall'ultimo lavoro prodotto, fammi sapere», questa si è tramutata in una mail che contiene "cose mostruose", il punto 4 su tutte...
Non continuo perché so che la situazione si trascinerebbe verso una deriva di sicuro poco simpatica.
Uno "scusa" sincero se ti ho creato disagio ma rifiuto la tua richiesta.
Ciao
[firma con la sua iniziale]


Mia risposta del giorno stesso (14 febbraio):


Anche io ho poca voglia di una deriva poco simpatica (anche se il tuo considerare "mostruose" considerazioni che ho argomentato in maniera razionale tanto simpatico non è).
Quindi rifiutando tu la mia richiesta come prevedevo, valuta tu il rimborso da fare e buonanotte.
Ciao
Marco


Nessuna sua risposta. Dopo altri 2 mesi e mezzo, provo a riscrivergli:


Visto che sono passati 2 mesi e mezzo senza che tu mi abbia risposto, mi pare lecito scriverti per chiederti: sei passato dal volermi dare un rimborso al volermi non dare più nulla, neanche un rimborso a piacere tuo, come da me suggerito?
Ciao
Marco


Sua risposta del giorno dopo:


Ciao Marco,
mi spiace seriamente per la brutta piega presa dal nostro rapporto lavorativo e umano.
Si, penso di non volerti riconoscere alcun rimborso (che tu quantificavi in oltre/circa 500€).
Questo senza alcuna cattiveria ma semplicemente, perché così messa, sembra quasi una pretesa (tra l'altro, a mio avviso, ingiustificata ed esosa).
Mi prendo le mie di responsabilità per la "scomparsa" ma è più che giustificata, credimi, da questioni lavorative e di vita che mi hanno distratto dal resto.
Mi riconosco sicuramente la colpa di non aver mai "concettualizzato" nulla con te, ad oggi non ci ritroveremmo a dire "mi devi, ti devo".
Fin quando potuto, penso di aver fatto il massimo per poterti soddisfare, meglio non avrei saputo fare.
Mi scuso per tutto il disagio che ti ho causato.


Mia risposta del giorno stesso:


Ciao Nino.
Mi pare di aver usato la massima gentilezza e di aver semplicemente risposto alla tua domanda di quantificazione, e di aver elencato anche il motivo di ciascuna voce, premettendo fra l'altro che il mio scopo era essere sincero e non avere davvero quella somma, in quanto già immaginavo che me l'avresti rifiutata.
In seconda istanza ti ho lasciato la libertà di rimborsarmi quanto tu credessi giusto. Questo proprio per eliminare qualsiasi tono di conflitto. Non so, secondo te, in quale altro modo mi sarei dovuto comportare per essere più diplomatico.
Non metto in dubbio il fatto che la tua "scomparsa" sia giustificata.
Ma non credi che quando si viene pagati per un lavoro che non si può ultimare si dovrebbe restituire almeno una parte di quanto incassato, se è proprio vero che ti dispiace per questa brutta piega?
Marco


No, Nino non crede, visto che dopo più di un mese non mi ha risposto.
Al posto di lavorare per me come concordato o rimborsarmi per il lavoro non fatto, preferisce semplicemente scusarsi.
E sembra essere convinto che pretendere di essere rimborsato per lavori non fatti sia un atteggiamento che merita il decadimento del diritto al rimborso.


QUINDI


Occhio ai webmaster. Anche se sono stati presentati da persone fidate. Non è il primo, nella mia esperienza che si atteggia ad amico, si fa pagare e poi non esegue i lavori concordati. Ebbene sì, ci sono cascato più di una volta, nella trappola del webmaster sedicente amico.
Ma da adesso in poi si scrive in maniera ordinata quello che dev'esser fatto, dettagliando i costi, si scrive entro quale data ogni lavoro dev'essere consegnato e le penali nel caso in cui il lavoro non venga eseguito nei tempi concordati.

E il pagamento anticipato? È proponibile non farlo?

Mi rendo conto che esistono clienti che non hanno pagato i lavori, e che quindi la colopa può essere dall'altra parte.

Forse la cosa migliore è pagare il 50% del lavoro dopo che metà lavoro è stato finito, poi un altro 30% quando il lavoro è quasi finito, e un rimanente 20% quando è stato completato? Se vuoi scrivimi cosa pensi nei commenti.

05 marzo 2017

Amicizia agli amici, anche su Facebook

Come cambia l'atteggiamento nei rapporti interpersonali da offline a online? Per me zero. Per molti altri, invece, molto. Moltissimo.

Ad esempio è ben noto il fenomeno che vede come protagonisti migliaia di utenti che aggrediscono con feroce ferocia i loro interlocutori online, atteggiandosi ben diversamente da come farebbero dal vivo (ignorando che una frase sarcastica è una frase sarcastica, un invito a tacere è un invito a tacere, un insulto è un insulto, indipendentemente dalla forma verbale o scritta). Fenomeno talmente noto che ha anche un nome: "leoni da tastiera".

Molto meno noto è invece un errore analogo, secondo me quasi altrettanto grave, che riguarda la richiesta di amicizia su Facebook.

Immagina una persona che sta esponendo a un gruppo di amici un suo problema fisico, o relazionale, finanziario, o legale, o qualunque altra cosa che non direbbe mai a un pubblico qualsiasi; se tu la conoscessi solo di vista certo non ti parrebbe opportuno infilarti in quel gruppo e dire "Ciao! Come va? Stavi dicendo? Posso ascoltare anch'io, vero?".

Quel che mettiamo sul proprio diario non sono parole, foto o video buttati là, in pasto al web, indirizzate a non si sa bene chi. A seconda della scelta di pubblicazione, posso decidere di rendere visibile quell'aggiornamento di stato a tutti (anche chi non è mio amico) oppure solamente agli amici (oppure a specifiche liste di persone, o escludendo qualcuno, etc, ma per lo scopo di questo articolo non c'è bisogno di entrare nel dettaglio).

Se non sei mio Facebook-friend puoi comunque chattare con me e vedere i miei messaggi pubblici. Dunque...

quando è opportuno essere amici su Facebook?

Semplicemente quando siamo amici davvero.

...Oppure quando, pur conoscendoci da poco tempo, abbiamo motivo di pensare che ci siano i presupposti per diventarlo da subito. O per atteggiarsi come amici da subito in via sperimentale.

Chiedendo a una persona l'amicizia, le chiedi la possibilità di vedere i messaggi che per qualche motivo solo una cerchia di persone selezionate può vedere. Ricordati quindi di non fare questa richiesta a cuor leggero. Sarebbe da sfacciati.
Fallo solo se credi che quella persona voglia o abbia un qualche motivo di renderti partecipe delle sue esternazioni che solo agli amici ha voglia di dire.
Per lo stesso motivo, non rimanerci troppo male se non accetta la tua richiesta: non significa che non possiate essere comunque in ottimi rapporti. Potrebbe ad esempio aver predisposto il tasto "Segui" nella pagina del suo profilo, che serve a ricevere in bacheca gli aggiornamenti di stato che contrassegnerà come visibili da tutti. Se clicchi su "Segui", l'utente ne riceverà notizia e magari anche lui cliccherà sul tuo pulsante "Segui". Ricevere vicendevolmente tali aggiornamenti può essere un modo per iniziare a conoscersi, avere occasione di dialogare attraverso i commenti e in chat, per poter magari diventare amici in futuro.

Altra occasione in cui non devi rimanere male è quando scopri che un utente, pur non avendo litigato con te e pur non avendoti manifestato esplicitamente un problema nel vostro rapporto, ti cancella dagli amici.
È quello che talvolta io faccio quando vedo che non c'è interazione. Che essere amici su FB non serve a nulla. E cioè quando l'utente, non invia mai aggiornamenti di stato con cui mi tiene aggiornato sulle sue novità e non commenta o non clicca mai "mi piace" o altra reazione sui miei post. Oppure quando vedo che fra i nostri interessi, i nostri valori e le nostre opinioni c'è un divario talmente grande che essere in contatto non ha granché senso.

Insomma, non c'è nulla di orribile nel non essere amici su Facebook. La maggior parte degli utenti Facebook ha centinaia di amici. Ma com'è possibile essere amici di centinaia di persone? Come gestire centinaia di amicizie? Qualcuno trascuri per forza... addirittura a volte mi è successo di vedere un mio FB-friend e di pensare "Ma questo chi è?".

E che dire di chi chiede l'amicizia per far avere visibilità alla propria attività commerciale? È un uso improprio di Facebook e della parola "amicizia", e pertanto non ti fa fare bella figura. Si può usare Facebook per farsi pubblicità, ma attraverso una pagina FB aziendale, non attraverso un profilo personale.

09 dicembre 2016

Se nessuno si fa vivo (su Facebook) per sapere come va

Pochi minuti fa ho letto questo aggiornamento di stato di una mia FB-friend:

"Se non mi faccio viva io non c'è dubbio che qualcuno a parte forse due persone in croce chiedano se sono no viva. ...Che tristezza"

Formulo la mia risposta, nella quale do per scontato che facesse riferimento a amici o presunti tali iscritti a Facebook. Se così non è, vorrà dire che avrò scritto questo articolo per un caso immaginario, che comunque può essere uno spunto di riflessione... Buona lettura...


Da utente che usa Facebook secondo il modo il cui è stato concepito (cosa che in generale tutti dovrebbero fare con ogni strumento di comunicazione), ti invito a notare che se tu mi volessi aggiornare sulla tua vita scriveresti sul tuo diario.
Non mi faccio vivo con domande del tipo "Come va?" e non lo chiedo a nessun mio FB-friend, perché ho già espresso l'equivalente di questa domanda chiedendone o accettandone l'amicizia. Infatti Facebook è nato come diario da far sbirciare ai nostri amici per condividere con loro le nostre novità, quindi se una persona accetta o chiede la tua amicizia significa, fino a prova contraria, che è pronto a leggere le tue notizie, e che queste notizie le interessano.
Come verificare una eventuale presenza di una prova contraria? Pubblicando durante l'anno molti aggiornamenti di stato che riguardano la tuavita e vedendo quante persone commentano o cliccano "Mi piace" o altra reazione. Un FB-friend che non lo fa mai,

- forse controlla raramente Facebook, tipo si è creato un account solo per eventuale bisogno di chattare
- forse non gli importa granché di te, e ha chiesto/accettato l'amicizia tanto per fare
- forse legge con interesse ciò che scrivi, ma non sa come commentare

Puoi riflettere su quale fra le suddette cause (o altre che possono venirti in mente) rappresenti la fattispecie di ogni persona che da molto tempo non interagisce coi tuoi post: in questa eventualità sì che puoi avere un legittimo dubbio sul mantenere o no fra i tuoi FB-friend una persona. Lo so, probabilmente si tratta di una eventualità frequentissima, così come lo è per me e per la maggior parte degli utenti, se ci sono centinaia di persone di cui hai chiesto o accettato l'amicizia (non è che anche tu a volte l'hai tanto per fare?). E infatti secondo me, a voler usare Facebook propriamente, la pulizia dei contatti dovrebbe essere fatta in maniera molto più regolare e molto più spietata rispetto a quanto fa la maggior parte delle persone.

Detto questo, tornando agli aggiornamenti di stato, come vedi questa tua esternazione - pur impropria, per i motivi su spiegati - ha sortito un interesse. E non si tratta necessariamente di lacrime di coccodrillo.

04 dicembre 2016

Come riconoscere un sito clickbaiting / bufalaro

È accaduto di nuovo. Una FB-friend condivide su Facebook un link di un articolo sensazionalistico, altri utenti commentano facendole notare che si tratta di una bufala, e... nessuna cancellazione del post.

Chiedo cosa aspetta a cancellarlo.

Mi risponde che nel suo diario scrive quello che le pare. Poi dice che uno è libero di credere a quello che vuole. Due utenti la difendono.

Sì, uno è libero di credere quello che vuole, anche nelle falsità più evidenti, ma non dovrebbe sentirsi libero di fare disinformazione (neanche sul proprio diario), che costituisce un danno per chi legge.

Dopo lo scambio di qualche altra battuta, in una delle quali spiego che il link in questione appartiene a un tipico sito di clickbaiting, mi chiede:

"come faccio a riconoscere che si tratta, con certezza, del tipico sito clickbaiting come dici tu??"

Ero convinto che si trovasse un qualche articolo sul web cercando "Come riconoscere un sito clickbaiting", ma pare di no.

Quindi, nel solito spirito di questo blog, così come delle discussioni su FB a cui partecipo e che superano una certa lunghezza (destinate a essere riciclate come materiale per i miei articoli), rispondo qui, affinché possa essere utile anche ad altri lettori.

Un sito di clickbaiting (non solo come dico io... semplicemente si chiama così un sito nato con lo scopo di attirare click con l'inganno per guadagnare con la pubblicità) è sempre un sito bufalaro, e cioè un sito che pubblica notizie false oppure raccontate in maniera pesantemente tendenziosa, omettendo alcuni aspetti ed esasperandone altri, con l'evidente scopo di far cadere il lettore non attentissimo nel tranello di una interpretazione decisamente aberrata della verità e spingerlo alla diffusione per il clamore suscitato. Vale anche il viceversa? No, un sito bufalaro non è sempre un sito di clickbaiting (quindi non sempre c'è pubblicità), ma bisogna in ogni caso evitare di diffonderne i contenuti, se non per sbugiardarli. Quindi meglio spiegare non tanto come riconoscere i siti di clickbaiting, quanto in generale come riconoscere i siti bufalari.

Chi ha un po' di esperienza di navigazione riconosce subito a naso un sito che fa disinformazione. Se non hai abbastanza esperienza, puoi comunque riuscirci basandoti su vari indizi che emergono analizzando l'articolo, ma spesso è sufficiente anche leggere il titolo. Ecco i tipici indizi:
  • dopo una ricerca sul web con alcune delle parole principali inerenti all'argomento trattato insieme con la parola "bufala", noti che ci sono uno o più siti antibufala che sbugiardano l'articolo in questione
  • la notizia non è menzionata da alcuna testata giornalistica (né vicina al governo, né vicina all'opposizione, né indipendente), se non per essere smentita
  • i titoli degli articoli sono sensazionalistici mentre gli articoli, quando le notizie, se non completamente inventate, hanno un'importanza nettamente più blanda rispetto a quanto il titolo faceva presagire
  • la notizia descritta non ha riferimenti che possano far risalire ai dettagli del fatto (ad es. non indica data né luogo)
  • il sito è pieno di notizie già in passato smascherate come bufale (anche se in un sussulto di psichedelica fantasia volessimo supporre che gli autori erano in buona fede nel pubblicarle, si può notare come a tutt'oggi non siano state cancellate, quindi la malafede è acclarata in quanto è impossibile che non siano venuti a saperlo... e anche se così fosse... beh, si tratterebbe di bufalari involontari, ma pur sempre persone inaffidabili)
  • è lo stesso autore del sito a dichiarare, generalmente nel piè di pagina, che il sito "potrebbe" avere notizie inventate, con un avvertimento del tipo "questo è un sito satirico e quindi alcuni articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti"
  • il sito è elencato nella blacklist di bufale.net (vedi http://www.bufale.net/home/the-black-list-la-lista-nera-del-web/) o nella blacklist di BUTAC (vedi http://www.butac.it/the-black-list/)
    Riguardo quest'ultimo punto, ogni tanto un utente se ne esce con la solita insinuazione superficiale, del tipo "E quei siti antibufala? Come fai a sapere che non sono anche quelli bufalari?"

    Risposta: che noia. Per accorgersene basta leggere i loro articoli, che non contengono semplicemente affermazioni del tipo "questa notizia è falsa". Sono ragionati e, a differenza di chi fa disinformazione, citano le fonti e spiegano chiaramente perché una notizia è falsa o raccontata in maniera scorretta, e quindi da non condividere. In rari casi le argomentazioni riguardando lo sbufalamento di un singolo articolo potrebbero non trovarti d'accordo, ma almeno hai la possibilià, appunto, di farti una tua idea soppesando i dati a disposizione.

    Aggiornamento (sì, c'è un aggiornamento ancora prima della pubblicazione dell'articolo, perché si tratta di una cosa accaduta dopo l'inizio e prima della fine della sua stesura): la FB-friend ha cancellato il post. Questo fatto mi ricorda un'altra lieta notizia che documentai alla fine di quest'altro articolo.

    11 ottobre 2016

    Ha fatto bene a sbagliare apposta il rigore che non c'era? Certo che sì!

    In questo articolo di Eurosport.com pubblicato l'altro ieri Stefano Dolci ha reso onore a un ragazzo di 13 anni che, dovendo battere un rigore concesso erroneamente dall'arbitro, l'ha sbagliato apposta calciando la palla fuori.

    Il suo allenatore si è mostrato d'accordo con lui, i giocatori della squadra avversaria l'hanno applaudito e il loro allenatore dopo la partita ha inviato a lui e ai suoi compagni un messaggio di grande apprezzamento.

    Ci sono stati commentatori che hanno apprezzato il piccolo calciatore, altri che hanno fatto banali battute su giocatori di serie A dal comportamento opposto, altri che hanno sminuito la cosa osservando che quella squadra già stava vincendo (1 a 0), e poi...

    ...E poi c'è stato un commentatore che ha scritto una roba che dovrebbe far riflettere. Perché la roba che ha scritto è un esempio di cosa non si dovrebbe insegnare o divulgare nel mondo dello sport come in qualsiasi altro campo.

    Ha scritto che il ragazzo non ha fatto bene, perché "Nel calcio gli errori dell'arbitro ci stanno, bisogna accettarli", e che dovendosi comportare come lui bisognerebbe fare lo stesso per ogni altro errore arbitrale, e si finirebbe per arbitrarsi da sé.

    Questo commentatore non è l'unico a pensarla in questo modo. Lo si vede dai due "mi piace" che ha ottenuto, da altri commenti simili che ho letto e soprattutto dal modo in cui tante persone pensano e si comportano.

    La mia non è una trita e ritrita critica alla disonestà, ma alla disonestà mischiata alla rassegnazione.

    Il commentatore ha giustificato la sua tesi dicendo che se diamo ragione al ragazzo che ha fatto questo gesto di onestà allora saremmo costretti a essere onesti sempre. Che sciagura! Che condanna orrenda e che mondo invivibile, essere onesti sempre!
    Io invece, guarda un po', non vedo assolutamente il problema. Ci sono momenti in cui il potere è in mano a qualcun altro (ad esempio quando l'arbitro fischia contro di te), e ci sono momenti in cui il potere è nelle tue mano (ad esempio quando l'arbitro fischia a favore della tua squadra e tu stai per battere un rigore). L'etica vuole che quando il potere è nelle tue mani, tu lo usi secondo giustizia.

    E allora, ricordando gli esempi portati da questo commentatore, bisognerebbe fare lo stesso con i falli laterai invertiti, calci d'angolo inesistenti, etc?

    Certo che sì. Certo che l'onestà andrebbe applicata sempre. In questo può vedere una complicazione solo chi all'onestà non ha fatto abbastanza l'abitudine, e tristemente ritiene che in certi casi possa essere troppa.

    Se poi si vede che a favore dell'altra squadra ci sono stati errori arbitrali non seguiti dallo stesso fair-play e si ritiene che errori analoghi a favore nostro li compensino, questo è un altro discorso. L'importante è avere un'etica integra, cioè che ci suggerisce lo stesso comportamento che riterremmo accettabile nel caso fossimo dall'altra parte della barricata... Oh, pardon, mi è venuto da scrivere "barricata" per via del contesto a cui mi ha fatto pensare la rassegnata mentalità di quel commentatore che accetta la disonestà come necessaria. Volevo semplicemente dire "nel caso fossimo l'altra persona", ecco.

    E tu, quando ti viene concesso un rigore che non c'è, lo sbagli apposta? Spero di sì per te, per le persone che ti stanno accanto ogni giorni e per quelle che incontri per caso. Lo spero non solo per l'esito dei singoli episodi, ma perché sia la disonestà che l'onestà, è bene prenderne coscienza, sono contagiose. E per il bene di tutti, fra le due è decisamente meglio diffondere la seconda.

    14 settembre 2016

    Un'alternativa all'amicizia su Facebook: "Segui"

    Su Facebook c'è un limite al numero di amici che si può avere.

    Questo, di primo acchito, a qualcuno potrebbe dispiacere. Ma se ci pensi bene... Esistono al mondo persone che davvero hanno più di... (...sforzo la mia immaginazione per dire un numero più alto possibile...) ...più di 80-90 amici?


    Nota per gli sprovveduti che chiedono l'amicizia come strategia per trovare clienti o affiliati ai MultiLevel Marketing: se prima di decidere di accettare la tua amicizia una persona che non ti conosce dà un'occhiata al tuo profilo e capisce lo squallido motivo per cui l'hai contattata, dopo aver cliccato su "elimina richiesta" può cliccare sul tasto "spam" che compare subito dopo, e dopo un po' di volte che questo accade il tuo account verrà eliminato.
    Le richieste di amicizia devono essere inviate alle persone che si conoscono bene: amici, parenti, colleghi, e devono essere persone con cui hai ottimi rapporti.

    Molti pensano:

    E va beh, lo sanno tutti che quella su Facebook non è esattamente amicizia... Chiedere e dare l'amicizia su Facebook è un modo per rimanere in contatto anche fra persone che semplicemente abbiamo in simpatia o che abbiamo appena conosciuto e intuiamo sarebbe buona cosa conoscere meglio! Non fare il pignolo con le parole... Se Facebook ha utilizzato la parola "amicizia" in maniera un po' impropria non vuol dire che tu non lo debba usare come lo usano tutti gli altri!

    E però no, no, oh, no: non basta mettere in una frase l'espressione "buon senso" per aver ragione. ...Così come per essere nel giusto non basta fare come fanno molti altri (non tutti, per fortuna).

    Io dico

    Anvedi o

    una squadra di programmatori crea un social network, te e un'altra marea di persone sbagliate a usarlo (non perché vi sfugge un aspetto tecnico, ma il significato di "amicizia"), e siccome voi fraintenditori siete in tanti allora la colpa è dei programmatori?? Ma cosa vi frulla nel cervello?

    Comunque

    ti do una notizia che può essere che non sai: se desideri ricevere aggiornamenti di una persona che trovi interessante, ma che non conosci personalmente, anziché chiedere l'amicizia la potresti seguire.

    Seguire... E cioè?

    Dopo aver cliccato "Segui" sulla sua pagina-profilo di un utente, i suoi post verranno mostrati nella tua bacheca, esattamente come i post dei tuoi amici...

    ...A patto che si tratti di post indicati da quella persona come "pubblici" anziché riservati agli amici o altra lista specifica.

    Il tasto "segui" è eventualmente presente vicino al tasto "Aggiungi agli amici". Dopo averlo cliccato la sua scritta diventa "Segui già", e compare un menù a tendina in cui devi cliccare "mostra per primi" se ti interessa dare priorità ai post di questa persona che ritieni interessante.


    Se poi ogni volta che questa persona mette su FB un post pubblico vuoi ricevere una notifica (uno di quei numerini con sfondo rosso che compaiono in alto a destra sull'icona del globo), allora devi cliccare sui tre puntini accanto a "Messaggio" e poi, sul menù a tendina che appare, su "Ricevi le notifiche:


    Nota: ho detto che il tasto "segui" è eventualmente presente, perché a volte non c'è, per scelta dell'utente (vedi apposita pagina di impostazioni). In tal caso è impossibile ricevere in bacheca i suoi aggiornamenti di stato se non si è FB-friend, e per sapere le sue ultime novità (pubbliche) occorre visitare la sua pagina profilo.

    I personaggi pubblici (giornalisti, politici, etc) solitamente predispongono la possibilità di farsi seguire e inviano post pubblici poiché interessa loro che vengano letti da più persone possibili; la stessa cosa, comunque, fanno molti altri utenti in genere quando postano aggiornamenti che ritengono non mettere a rischio la propria privacy.

    ...Esattamente come faccio io.

    Per la chat, discorso simile. Puoi chattare con un utente Facebook anche se non fa parte dei tuoi amici, se (come me e la maggior parte di utenti) non ha modificato questa impostazione (e se non ti ha bloccato, ovviamente).
    Lo so, spesso il primo messaggio di un non-amico non viene notificato con numerino e squillino, viene messo nella sezione "altri", che verrà controllata non si sa quando (io la controllo abbastanza spesso), ma è giusto così. Se proprio hai urgenza che il messaggio venga visto, allora puoi usare impropriamente la richiesta di amicizia per farlo notare. Ma siccome non è detto che il destinatario apra Facebook spesso, se davvero è un messaggio urgente dovresti tentare con altri mezzi.

    Quindi:

    Se siamo già amici, chiedimi pure l'amicizia su Facebook, l'accetterò volentieri.
    Se mi conosci appena, ti sembro una persona simpatica o interessante e pensi ci siano delle verosimili premesse per un'amicizia, vai sul mio profilo e clicca su "Segui". Compariranno nella tua home le mie notizie pubbliche che ti aiuteranno a capire se davvero queste premesse ci sono; in chat contattami pure: compatibilmente coi miei impegni, ti risponderò.
     
    Se sei convintissimo/a che possiamo diventare amici, leggi l'articolo a questa pagina per sapere cosa intendo. Se dopo aver letto questo articolo la tua risposta è sì, chiedimi pure l'amicizia e l'accetrterò volentieri.

    03 settembre 2016

    Social Fixer: utile per ripulire il tuo Facebook, ma...

    In questo articolo di Navigareweb è descritto "SocialFixer", plugin per Firefox e Chrome che consente di modificare il modo in cui l'interfaccia di Facebook si presenta all'utente.

    Il prodotto è molto carino e molte persone, conoscendolo, saranno grate al suo autore pensando a quanto slalom in meno dovranno fare fra i vari post non interessanti. Già, anche a questo serve.

    E proprio questa caratteristica fa soffermare il mio pensiero su un altro aspetto, certo meno immediato rispetto alla comodità di snellire la bacheca, ma più importante dal punto di vista... personale.

    Facebook è un social che mi permette non solo di stare in contatto con le persone che preferisco.

    Mi permette anche di osservare il comportamento di individui e individue che non conosco bene, e che sono miei "Facebook friend" anche se non considero esattamente amici, sempre che non abbiamo seguito entrambi quanto ho detto in "Vuoi essere mio amico? Ne sei sicuro?" (mentre sto scrivendo questo articolo non ho ancora applicato, per i già Fb-friend, il metodo di selezione lì descritto).

    ...Così come mi permette anche di osservare il comportamento di persone che per adesso reputo amici (o a cui ho deciso di dare fiducia in tal senso), e che però si potrebbero smentire da un momento all'altro, suggerendo quindi un depennamento su Facebook e non solo.

    Quindi se sei super-entusiasta di SocialFixer e credi che sia uno strumento perfetto per gestire il tuo universo social personale (dove per "social" non mi riferisco solo al mondo telematico), ti invito a una riflessione. Per quanto riguarda le modifiche all'interfaccia, niente da dire. Per quanto riguarda la selezione dei post, invece...

    È più utile usare uno strumento che nasconde i post stupidi dei tuoi amici, oppure prendere coscienza di quali sono i tuoi amici stupidi e poter decidere di cancellarli o smettere di seguirli?

    Non sto dicendo di bloccarli; potrai sempre chattare con loro, se ce ne sarà bisogno. E loro potranno, se interessati ai tuoi post pubblici, seguirti.
    Se invece saranno interessati ai tuoi post privati... sicuro di volerli mostrare a persone che ritieni poco acute?

    Ho avuto su questo una breve discussione con un FB-friend, che ha mosso la seguente obiezione:

    "eliminando le amicizie si rischia solo di creare ancora più segregazione memetica. Meglio che le idee abbiamo la possibilità di percolare e mescolarsi".

    Secondo questo modo di pensare io dovrei tenermi come FB-friend i peggio bufalari e complottari, perché in questo modo ogni tanto leggerebbero i miei preziosi post e i miei preziosi commenti di smentita alle loro fesserie. No. Esperienza già fatta. Pochissimi di loro, troppo pochi, anche quando capiscono lì per lì, qualche giorno o qualche ora dopo inviano l'ennesimo post del cancro che si cura col bicarbonato o del terremoto coi dati taroccati così il governo non paga le spese di ricostruzione. Quindi basta. Stop. Il lavoro di tenere a bada questa gente lo lascio fare a chi ancora non si è stufato. Io fra un pochino credo procederò con l'epurazione.

    25 agosto 2016

    Dannosi post strappalacrime e simili: non abboccare!

    Ogni tanto su Facebook girano catene di Sant'Antonio del tipo:

    - strappalacrime
    - aizza-rabbia
    - fuffa-allerta
    - proposte sceme
     
    Lo scopo per il quale probabilmente vengono creati questi post non è quello che capiscono i boccaloni che li diffondono. Ne parlerò alla fine dell'articolo. Prima ti invito a notare alcuni aspetti. 

    Non voglio stavolta richiamare l'attenzione sul fatto che devi controllare con un motore di ricerca la veridicità di una notizia o la plausibilità di una soluzione a un problema, cosa che pure è facile, veloce e doverosa.
    Ti invito a fare qualcosa di ancora più facile e veloce: osservare come sono scritti questi post. Hanno sempre le stesse caratteristiche. Sono del tipo:

    - Condividi questa candela per solidarietà verso le vittime della recente strage di Pincopallopoli...

    - La pincopallosi è una malattia tremenda; condividi questo messaggio in segno di affetto e rispetto per i malati; il 96% delle persone non lo farà

    - Giulio, un ragazzino ferito in un incidente è morto prima che arrivasse l'ambulanza, ma prima di morire ha dettato a un giornalista lì vicino questo messaggio: mamma, ti voglio bene, perdonami se ti ho risposto male bla bla bla... Diffondi questo messaggio, non cliccare "condividi", ma fai "copia e incolla"

    - Se vuoi abolire le pensioni d'oro dei parlamentari condividi

    - Quest'immigrato che ha malmenato e rapinato una vecchietta dopo l'arresto è stato rilasciato... condividi se sei incazzato

    - Ieri la Polizia di Stato ha comunicato che su WhatsApp un messaggio che si diffonde in automatico ti chiede di cliccare su questo link... non farlo, è una truffa, e se lo fai il credito telefonico ti sarà azzerato. Massima condivisione!!

    Nota che:

    - Si fa appello alla solidarietà verso alcune persone, quando in realtà condividere il messaggio non apporta loro alcun beneficio.

    - Si fa appello al rispetto verso alcune persone, mentre in realtà rispetto significa semplicemente non offendere, e non c'è nessuna mancanza di rispetto nell'evitare di condividere un messaggio inutile.

    - Le storie raccontate sono anonime, quindi palesemente inventate.

    - I messaggi offrono soluzioni facili a problemi grossi, ed è quello di cui il nostro cervello rettile va matto; purtroppo però questo non corrisponde al vero, e un clic per abolire le pensioni d'oro o mettere in carcere una persona ha efficacia non 0,1, ma proprio 0,0. Esattamente come una fiaccolata contro il terrorismo o una firma contro la droga.

    - C'è una trita e ritrita implicita "sfida" con la frase del tipo "Il 96% delle persone non condividerà", uno dei trucchetti persuasivi più patetici che io abbia letto da quando conosco il web a oggi.

    - Nei messaggi di allerta viene citato un comunicato di Polizia di Stato, Protezione Civile o altra istutuzione senza un riferimento a una pagina web del loro sito.

    - Ci sono riferimenti temporali relativi, tipo "ieri" o "la settimana scorsa", totalmente inadatti a un messaggio la cui diffusione non ha un limite di tempo.

    A volte, poi, ci sono proprio delle frasi di una stupidità stupefacente. Ma forse non così stupefacente, se si pensa al reale scopo di questi post... Che ancora no, non ti anticipo. Lo scrivo alla fine.
    Prima ti riporto due esempi che ho letto in questi giorni:

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    Con un cuore spezzato 💔 e lacrime 😢 nei miei occhi, io posso dire onestamente che questo è di gran lunga il momento più difficile di sempre. Io so cosa il trattamento del cancro può fare per un corpo, e a volte mi chiedo se il trattamento è valsa la pena nel lungo termine. Sembra di fare più male che bene.
    Non c'è niente di più doloroso che cercando di sorridere e rimanere positivo, ma dopo la chemioterapia e la radioterapia, voi sapete che la persona è fisicamente cambiata e loro soffrono con questa tristezza. 😕 Io so che molti di voi non guarderanno e né leggeranno questo messaggio perché, ovviamente, il cancro non ha toccato te. Tu non sai cosa vuol dire avere combattuto la lotta o avere una persona amata che ha condotto una battaglia contro il cancro. 💜
    Per tutti gli uomini e le donne che conosco, vi chiedo un piccolo favore e solo alcuni di voi lo faranno. Se conoscete qualcuno che ha condotto una battaglia contro il cancro e non c'è più , che sta ancora lottando o che ha superato , si prega di aggiungere questo al tuo stato per un'ora in segno di supporto, di rispetto e di ricordo. 💚❤
    Copia e incolla per sostenere le persone colpite da cancro. Non condivido. Dal tuo telefono o tablet, tenere premuto il dito sul messaggio per copiare e incollare sulla tua pagina. Grazie!!
    Una amica lo chiede. Ecco qua: nella nostra piccolezza, desideriamo esserle vicino con questo gesto

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    Questo fine settimana doveva svolgersi ad Amatrice la 50 festa degli "Spaghetti all' Amatriciana" piatto conosciuto in tutto il mondo e nato proprio nel paese distrutto dal terremoto. Chiedo a tutti i ristoranti, pizzerie, feste paesane o dove si possa mangiare in questo fine settimana, di poter cucinare gli "Spaghetti all'Amatriciana" e con la vendita, dare il ricavato per aiutare le persone colpite dal terremoto!!
    Grazie
    Aiutatemi a diffondere il messaggio, copiandolo e incollandolo nella vostra bacheca.


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    Per chi non si fosse accorto del grande carico di stupidità contenuto in questi due messaggi:

    - Se una persona non legge il messaggio significa che ovviamente non ha conosciuto il cancro? Ovviamente un corno. Forse non lo legge semplicemente perché non gli è passato sotto agli occhi.

    - Se conosco una persona che ha combattuto o sta combattendo contro il cancro, da parte mia condividere questo messaggio è il contrario di quello che devo fare. Alla sua malattia già ci pensa a sufficienza, se è ancora vivo, e non facco certo una buona cosa a ricordargliela. Devo semmai portare la sua attenzione su qualcosa di più piacevole. Stessa cosa per i parenti di una persona morta.

    - Una amica lo chiede? Se rimane anonima significa che questa amica non esiste. Ed è meglio così, perché si tratterebbe di un'amica che ha avuto un'idea davvero fuori luogo.

    - Chiedere ai ristoratori che??? Non si capisce cosa significhi chiedere "di poter cucinare gli Spaghetti all'Amatriciana". Poter? Nel senso che vuoi che ti facciano usare la loro cucina? No, probabilmente dicendo "poter cucinare" intendevi semplicemente "cucinare". Quindi vuoi che i ristoratori cucinino la pasta all'Amatriciana (se ordinata? Con menù fisso?) e dare ai terremotati il guadagno corrispondente... Ma molto più semplicemente si può chiedere ai ristoranti di devolvere una percentuale dei guadagni ai terremotati (indipendentemente dal tipo di piatto cucinato, così magari si può fare del bene senza crudeltà verso gli animali)... Ma altrettanto semplicemente i ristoratori potrebbero risponderti, giustamente: "Vuoi fare beneficenza con i soldi degli altri? A fare la beneficenza mia ci penso io, tu pensa alla tua".

    ...Sorvolando sulla sintassi.

    Se leggi un post su Facebook che ti ricorda quanto hai letto in questo articolo, tieni contodi quanto sto per dirti.
    • Diffondere un messaggio di solidarietà non significa fare qualcosa di buono. Anzi. Diffondendo messaggi del genere tu fai l'opposto: condividerlo dà a te e agli altri che lo faranno una falsa sensazione di essere stati bravi per un'azione che non porta benefici, contribuendo a "scaricare le batterie" della solidarietà. In altre parole, se a una persona dai la sensazione di aver fatto una buona azione, probabilmente sentirà un minore bisogno di farne altre. Potrebbe pensare "La mia buona azione quotidiana l'ho fatta, sono a posto". Un'informazione o una proposta benefica è quella che spinge la gente a sentirsi responsabile delle cose concrete e quindi spingerla a fare qualcosa di concreto. A frugarsi in tasca quando c'è bisogno di soldi; ad alzare il sedere quando c'è bisogno di fare. Altrimenti, vedi su, è un'informazione/proposta dannosa.
    • Se diffondi un post facendo "copia e incolla" anziché usare la funzione "condividi", un messaggio che parla di una brutta esperienza può impaurire i tuoi amici, che lo interpreteranno come riferito a te almeno all'inizio della lettura (e successivamente penseranno "ma vaffanculo, m'hai fatto preoccupare per nulla!"). Tipico esempio è il messaggio che ho riportato sopra e che parla di una malattia. Non è affatto bello far star male inutilmente le persone che ti vogliono bene, anche se si tratta di pochi secondi. L'autore del testo ha evidentemente usato questo subdolo trucchetto per fare in modo che il messaggio acchiappi l'attenzione e venga letto fino in fondo.
    • Ti sei mai chiesto perché alla fine dei messaggi come questo si legge il suggerimento di copiare e incollare anziché condividere? Il motivo te lo dico io: se venisse usata la funzione di condivisione non solo il messaggio desterebbe meno attenzione rispetto alle parole che a prima vitsta appartengono a chi le ha postate, ma tutti i lettori sarebbero in grado di scovare l'autore originale e chiedergli chiarimenti, oppure coprirlo di meritate critiche, ostacolando così la diffusione del post. Questo metodo è usato quando il messaggio è solo testo e la sua persuasività sta nella tragicità del racconto, che porterebbe appunto a chiedere lumi all'autore, mentre non è usato quando vengono diffusi messaggi sotto forma di immagine che contengono un testo a carattere opinionistico e politico, che quindi spingono molto meno le persone a rivolgersi all'autore...
    ...E a proposito dell'autore e dei suoi metodi, come promesso, ti rivelo qual è, con grande probabilità, lo scopo di certe catene di Sant'Antonio.
    Come ho spiegato, lo scopo non può essere aiutare qualcuno. Non può essere risvegliare le coscienze. Non può essere risolvere o prevenire un problema. E tanto meno può essere rendere omaggio o portare rispetto a una persona. Anzi, l'autore di questo tipo di messaggi compie una grande mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di chi lo leggerà.
    E alllora perché lo fa?

    Potrebbero essere dei TEST.

    L'autore vuole sperimentare le reazioni. Scrive probabilmente molti messaggi di vario tipo, di cui poi osserva la potenziale viralità. Osserva cioè quanto ognuno di essi fa presa sulla gente, guardando quanti dei suoi migliaia di amici abboccano facendo copia e incolla o quante persone, anche non sue FB-friend, lo condividono (in quest'ultimo caso Facebook dice proprio, sotto il post, il numero di condivisioni che sono state fatte).
    In base a questo può trarre delle conclusioni: "fra tutti i messaggi che ho scritto, quelli formulati nella modalità X, Y e Z sono i più efficaci". Tali informazioni gli serviranno quando vorrà scrivere un post la cui diffusione avrà per lui un'utilità più concreta, tipicamente attirare i visitatori sul proprio sito per vendere un prodotto o far visualizzare pubblicità.

    Potresti chiedermi a questo punto: "Ma già mi hai parlato di come sono fatti questi messaggi virali... quindi i test dovrebbero essere conclusi, no?"
    No, perché gli utenti del web, anche se MOOOLTO lentamente piano piano si potrebbero abituare al fatto che certi tipi di messaggi sono bufale, e quindi, prima che inventare e testare nuovi tipi di messaggio, potrebbe essere più economico in termini di tempo indagare per vedere se i già esistenti funzionano ancora.

    Altro caso: Pagine FB acchiappa-Like.

    Cito da un post della pagina Facebook di Butac:

    Come fanno le pagine che spacciano Bufale sui bimbi malati a fare soldi?
    Su Facebook non mancano mai pagine che spargono Fuffa e Spam! Questi admin non si fanno problemi a rubare le foto di qualche bimbo malato o addirittura morto.
    Poi usano questa foto, insieme a false preghiere di condivisione e a donare, come esca per portarvi
    a mettere un Mi Piace, condividere e commentare sulla loro pagina.
    Il “buzz” che si crea per merito del post volutamente ingannevole induce Facebook a mostrarlo a più gente.
    Questo genera più traffico sulla pagina truffaldina. Più traffico riceve più aumenta visibilità e posizionamento nelle classifiche web. Al raggiungimento dell’obbiettivo la stessa avrà un valore e potrà venire venduta al migliore offerente.
    Quindi mentre tu in buona fede, clikki, condividi, mandi le tue preghiere e il tuo affetto, loro molto onestamente trasformano il tutto in SOLDI PER IL PRANZO
    .


    Sì, sei stato preso per il culo.
    Sei stato usato.
    O, più probabilmente, presa per il culo e usata,
    dato che mi pare le donne sono quelle che ci cascano di più, specialmente nelle bufale strappalacrime.

    Purtroppo i tipi di messaggi in questione sì, funzionano ancora. Magari meno di prima, ma li vedo ancora su Facebook.
    Al di là di ciò, questi i miei suggerimenti:
    • Quando vedi messaggi senza riferimenti a persone precise, con riferimenti temporali vaghi, deduci subito che è una bufala
    • Quando vedi un messaggio catena di Sant'Antonio con una struttura simile a un'altra catena di Sant'Antonio, deduci subito che è una bufala fino a prova contraria
    • Quando vedi un messaggio che incita alla diffusione, chiediti quale sia il vero beneficio concreto e il modo in cui davvero può realizzarsi grazie a quell'invio; se non c'è, allora il messaggio è bufalaro e in più dannoso
    • Quando vedi un messaggio simile a quelli che ho esemplificato qui sopra, commenta inviando il link a questo articolo!
    Concludo con uno screenshot che con l'argomento c'entra e non c'entra, perché temo che sia stato scritto in buona fede. E questo ne aumenta tremendamente la carica  trash.


    18 agosto 2016

    Facebook: sarebbe utile una funzione promemoria per ogni utente

    Poco fa sono andato alla pagina Facebook dedicata al feedback da parte degli utenti e ho scritto allo staff l'ipotesi di soluzione a un problema che a volte ho incontrato, e che immagino possano incontrare molte altre persone:

    "Consiglio di creare una funzione che mi consente di salvare delle note su ogni utente Facebook. Sono tanti gli utenti Facebook con cui abbiamo a che fare nel corso della vita, ed è probabile che ci scordiamo in che modo abbiamo conosciuto una persona, col rischio di fare delel brutte figure nel momento in cui torniamo a parlarci.
    Inoltre nel corso degli anni sono tanti anche gli utenti che, per vari motivi, decidiamo di bloccare. E non possiamo ricordarci sempre il motivo per il quale abbiamo bloccato un utente. Anche per questo motivo la funzione suddetta potrebbe essere utile: potrà essere utile leggere un appunto che avevamo scritto prima di bloccare un utente per decidere oggi se sbloccarlo oppure no o per spiegare a un amico perché in passato abbiamo deciso di allontanare dalla nostra vita quella persona"

    Prima che FB aggiunga questa funzione, cosa si può fare per ottenere qualcosa di simile in modo un po' artigianale? Si può usare la funzione chat per scrivere il promemoria. Cioè subito prima di bloccare una persona gli si scrive un messaggio in chat, che sarà sempre a noi reperibile, spiegando i motivi del blocco.

    02 agosto 2016

    Tirati fuori dalle discussioni-melma con un blog

    Spiego qui in maniera un po' più estesa quanto ho scritto all'inizio della pagina "Perché questo blog".

    Quando leggo o sento opinioni, idee e osservazioni con cui non concordo e ho voglia di proporre la mia opinione, e ritengo che questa per essere compresa (da chi ha voglia di comprenderla) necessiti di una spiegazione abbastanza ampia, scrivo un articolo su questo blog anziché ad esempio spiegare a voce o con un commento su Facebook.

    Ecco perché:
    • in questo modo non solo posso suggerire il link dell'articolo non solo alle persone coinvolte nella discussione del momento, ma posso farlo anche in occasioni simili dove si parla della stessa cosa;
    • ciò che dico non sprofonda nell'oblìo dei commenti o delle parole dette a voce che proverbialmente volano via (e vengono spesso anche dimenticate dalle stesse persone che ascoltano), e rimane facilmente disponibile e reperibile
    • nel mio blog comando io, quindi posso censurare i commenti che oltrepassano una certa soglia di stupidità, oppure approvarli, ma solo se voglio fare un esempio su come non si commenta un articolo.
    Man mano che sullo stesso argomento leggo o sento osservazioni o argomentazioni nuove, posso aggiornare l'articolo e, sotto eventuali commenti stupido-cattivi su FB o altro luogo originario della discussione, dico che ho già risposto sul blog, facendo passare in qualche modo un messaggio del tipo:

    Per scansare la pioggia di scemenze provenienti da cani e porci ho deciso che chi vuole parlare con me deve commentare il mio articolo sul mio blog; invece, cani e porci che senza leggere attentamente quello che ho scritto vogliono continuare a insultare e sparare fesserie gratuite continuino pure a sfogarsi qui, ma non si aspettino di essere presi in considerazione.
     
    C'è poi Neurogulp
    Neurogulp è il mio blog in cui riporto proprio episodi di incontri comunicativi con casi umani che non hanno bisogno di commenti e semplicemente testimoniano di per sé fino a che punto le tenebre cognitive possono impossessarsi di un essere vivente. Unica reazione positiva che distoglie dalla disperazione è sorridere, ridere e condividere. A proposito: per Neurogulp accetto anche contributi di altri utenti.

    Dunque qual è il mio consiglio se vuoi esprimere chiaramente la tua opinione o spiegare dei dati di fatto, e al tempo stesso neutralizzare il fastidio per l'interazione a pari livello di persone che parlano e offendono a sproposito?

    Fai come me. Fatti un blog. Oppure, se ne hai voglia e hai predisposizione a parlare in pubblico, anche un video-blog.

    19 marzo 2016

    I rischi che non sanno di correre i mariti aguzzini e simili (MalaSpeak 13)

    Questo è il 13° episodio del videoblog MalaSpeak. Un episodio monotematico. Tutto incentrato su un argomento abbastanza noto, ma che noi abbiamo qui affrontato da un altro punto di vista. Buona visione. O, se preferisci, buona lettura delal più o meno trascrizione, sotto al video.

    ...O, se preferisci, buon ascolto della versione audio: puoi scaricare l'Mp3 cliccando qui.



    In alcune delle puntate precedenti abbiamo già parlato di violenza sulle donne, ci siamo rivolti alle donne vessate dai mariti aguzzini consigliando di denunciare subito, senza aspettare e senza sopportare.
    Ma non abbiamo ancora parlato di possibili vie d’uscita dallo stato di prigionia familiare extra-istituzionali. Abbiamo solo accennato a situazioni del tipo: la donna denuncia e, in attesa del processo, il marito per vendicarsi la ammazza. Oppure il marito si prende tot anni di galera, e quando esce di galera la ammazza.
    Brutto dirlo, ma purtroppo a volte la giustizia non aiuta.

    Cosa può fare una donna se teme tutto questo? Ne parliamo in questa puntata monotematica. A che scopo? Per istigare la donna vessata a adottare metodi illegali? No, perché sarebbe istigazione al reato e saremmo perseguibili penalmente. Lo facciamo per avvertire il marito violento. Attento, marito violento, perché tua moglie, esasperata dalle umiliazioni che le infliggi, potrebbe vedere solo una via d’uscita, e cioè ammazzarti (perché una via di mezzo, cioè renderti inoffensivo per un tempo limitato significherebbe esporsi alla tua terribile vendetta).

    Tua moglie potrebbe confidare sul fatto che il Giudice capirà i suoi motivi e le dia una pena minima (che comunque è sempre meglio che essere in pratica carcerata e picchiata da te per tutta la vita) o addirittura la dichiarerà innocente.
    Ricorda, marito violento, che lei per ammazzarti non ha bisogno di fare anni di allenamento in palestra per diventare più forte di te oppure di acquistare una pistola da un criminale criminello di strada. Le basta uno di quei coltelli che avete in cucina. Oppure, se non ce n’è uno che taglia a sufficienza o che non è appuntito per infilzarti, lo può comprare in un negozio di casalinghi.

    Magari sei un gran fusto atletico e lei è una poverina mingherlina che riusciresti a disarmare?
    Potrebbe infilzarti o fracassarti il cranio mentre dormi.
    Hai un sonno leggerissimo e adesso che ti ho detto questo ce l’avrai ancora più leggero, e anzi, farai finta di dormire quando sospetterai un suo attacco notturno per poter contrattaccare?
    Possibile, se sei in buone condizioni metaboliche e se non ti sei appena addormentato dopo esserti riempito di vino o altri alcolici.

    Ma metti che lei abbia mimetizzato dell’appetitoso veleno per topi all’interno del saporitissimo sugo che ha cucinato per te. O che si sia informata su come stordirti procurandosi una potente droga da metterti nella tua acqua o nel tuo vino, o che si sia informata su quali funghi velenosi cucinarti per stenderti.
    Metti che mentre accusi un grosso malore, ti dice che sta chiamando il 118, mentre in realtà sta solo facendo finta, e l’ambulanza non arriverà mai.

    Stalker
    Eh. Adesso che ti abbiamo messo la pulce nell’orecchio l’ambulanza preferirai chiamarla tu, eh?
    Non sappiamo se prima che arrivi l’ambulanza il tuo malessere peggiorerà fino a renderti incapace di difenderti da una coltellata da parte di tua moglie, ma fossi in te non rischierei.
    Perché vedi, questi che ti abbaimo fatto sono solo degli esempi. E la necessità aguzza l’ingegno. Tua moglie potrebbe progettare la tua eliminazione nei minimi dettagli, e per settimane calcolerà tutti i “se lui fa questo… e se non dovese funzionare quest’altro, eccetera”. Sia dal punto di vista pratico, sia dal punto di vista del rapporto con le istituzioni. Magari deciderà di costituirsi subito per elemosinare la comprensione del giudice, oppure con la sega che avrà comprato pochi giorni prima taglierà il tuo cadavere in tanti pezzetti di pochi centimetri l’uno per poi buttarli nella pattumiera dell’organico, dandoti per misteriosamente scomparso.

    Insomma, se hai deciso di fare di tua moglie un giocattolo da usare e maltrattare quando vuoi, sappi che non sei mai al sicuro. Sappi che se lei si rende conto di aver vissuto per tanto tempo come una prigioniera senza averne avuto nessuna colpa, potrebbe decidere di progettare una ribellione, e nel momento in cui la starà progettando non potrai accorgertene: farà tutto nella sua testa. Durante il periodo della pianificazione continuerà ad atteggiarsi a donna sottomessa finché, a preparazione ultimata, arriverà la resa dei conti. Sì, è possibile che questo accada anche se non è accaduto niente del genere per 1 anno, 5 anni o 20 anni.

    Adesso che lo sai non ti senti più così al sicuro, vero? Magari hai paura che una donna abbia visto prima di te questa puntata di MalaSpeak e abbia detto “Hei, è vero, potrei ammazzarlo”. E da ora in poi senti la necessirtà di essere in allerta tutto il giorno come un pentito di mafia a cui hanno tolto la scorta. Devi stare attento a quello che mangi, a quello che bevi, a quello che succede mentre dormi… sapendo che non potrai mai stare abbastanza attento da procurarti una protezione completa. Un po’ come una donna maltrattata: deve sempre stare attenta, sapendo che comunque il pericolo di subire violenza è sempre in agguato. Ma tu i motivi per i quali dovresti avere paura li hai solo immaginati per pochi minuti ascoltando le nostre parole, mentre tua moglie li ha vissuti con la sua esperienza reale per un lungo periodo. Quindi non possiamo dire “adesso sai come ci si sente”, ma possiamo dirti che se ti senti un po’ meno al sicuro dopo questa puntata di MalaSpeak, moltiplica questo disagio per centomila, e ti avvicinerai forse un pochino a capire come tua moglie si sente. Non solo come si sente mentre la picchi e la insulti, ma come si sente durante tutto il giorno, mentre vive consapevole di essere una tua vittima. E quindi, violento come sei, capirai facilmente che… hai presente quando prima di picchiarla dici “Adesso ti do una lezione?” Ecco, se deciderà di ammazzarti, potrai essere contento che lei la lezione che le avevi impartito ha dato buoni frutti.

    Tutto questo naturalmente vale non solo per il marito violento e la donna sottomessa, ma anche per l’ex-marito o ex-fidanzato stalker e l’ex-moglie o ex-fidanzata perseguitata.
    O anche per uno stalker e la donna che ha preso di mira senza aver avuto con lei alcun rapporto di coppia.
    Sì, perché anche in questi casi, in cui la donna si è accorta che minacce legali o azioni legali sono inefficaci o addirittura peggiorative della propria situazione, potrebbe fingersi accondiscendente alle tue proposte dopo aver pianificato la pulizia del pianeta dalla spazzatura che tu sei.


    18 gennaio 2016

    Ragazza, se vuoi fidanzarti con un uomo sano sappi che...

    La tua fidanzata o aspirante tale ti importuna con le sue pretese e lamentele? Mandala su questa pagina. L'ho scritta, senza tante cerimonie, allo scopo di invitare le donne a individuare ed eliminare i loro problemi relazionali senza attribuirne ingiustamente la causa al proprio partner.

    Ah, beh... mandala su questa pagina, dicevo, sempre che tu ne condivida i contenuti, ovvio. Ci tengo a sottolineare che questo articolo non vuole essere una sparata di arroganza e di prevaricazione nei confronti delle donne, che ritengo debbano avere gli stessi diritti degli uomini. Le stesse regole potrebbero essere scritte a sessi invertiti; ho impostato l'articolo in questo modo perché i miti da sfatare sui presunti doveri che leggerai sono relativi a pretese più spesso femminili.
    Nel titolo ho scritto "con uomo sano" perché ritengo che se un uomo non pretende il rispetto di queste regole pur di tenersi una donna, allora significa che... "la ama davvero", direbbe qualcuno. E invece no. Io dico che ha semplicemente paura di non avere alternative migliori e per questo accetta di scendere a compromessi.

    Nota per le donne: se hai fatto troppi errori fino a farti lasciare e stai pensando di riconquistarlo, puoi sempre leggere l'articolo Come riconquistare un uomo su Psicoperformance.com.

    Nota per tutti: certo, le persone con ampio margine di miglioramento nel trovare l'anima gemella e nel continuare una relazione in modo sano non sono solo di sesso femminile. Ci sono anche gli uomini. Per loro c'è il sito Come Sedurre !

    Ok, cominciamo davvero...

    RAGAZZA / DONNA, ECCOTI LE MIE REGOLE SE VUOI STARE CON ME


    1) Io sono sincero con te al 100%, e mi aspetto che tu lo sia con me.
     
    2) Io ho fiducia nel fatto che tu sia sincera con me al 100% e mi aspetto che tu abbia nei miei confronti la stessa fiducia.
     
    3) Corollario del punto 1: Considero irricevibili pretese del tipo "Ma almeno non farmelo sapere!". Non sono disposto a nasconderti delle verità che mi riguardano per il fatto che ti danno fastidio. Se pretendi questo significa che preferisci vivere nella menzogna. E a me la menzogna non piace.
     
    4) Mi è impossibile e impensabile dedicare a te il 100% del mio tempo e della mia attenzione. Non esisti solo tu. Esiste il lavoro, lo studio, lo sport, gli hobby, il sonno... No, non sono disposto a diminuire il tempo che dedico alle altre cose per dedicarne più a te. Altrimenti l'avrei già fatto.
     
    5) Sì, mi piaci e mi piace stare con te. Ma non sono geloso. No, non è vero che la gelosia è segno di amore. È segno di immaturità.
     
    6) Ti piace credere di essere la donna più bella del mondo? Allora guardati allo specchio, confrontati con tutte le altre donne del mondo e arriva alla conclusione che tu sei la più bella. Io non c'entro nulla. Non è mio il compito di farti sentire la più bella, anche perché non ci crederesti, e avresti ragione. Infatti la donna più bella del mondo non esiste: una bellissima donna che oggi mi sembra insuperabile può cedere il primo posto della classifica a un'altra donna che in un altro momento mi ispira di più. La neurologia dell'attrazione funziona così nella maggior parte degli uomini. Non è colpa mia.

    7) No, non devo essere io a farti sentire importante. Che tu sia una persona importante in generale, devi saperlo da te indipendentemente da quello che dicono o fanno gli altri, me compreso, altrimenti hai un problema di autostima (che consiglio di risolvere non aumentando l'autostima, ma accorgendosi che l'autostima non serve a nulla). Che tu sia importante per me e in che misura, non è affar tuo. Lo so, può sembrarti strana quest'ultima affermazione; in tal caso ti rimando all'articolo su Psicoperformance "Non ti ama abbastanza? Non sono affari tuoi"
     
    8) Sì, se capita davanti ai miei occhi una ragazza arrapante è possibile che io la guardi e la ammiri. Anche in tua presenza. Ammirare un'altra donna non significa sminure te. Se sei gelosa significa che hai paura di perdermi oppure sei orgogliosa e ti piace primeggiare. Entrambi sono problemi che ti consiglio di risolvere. Io non c'entro.
     
    9) Se hai paura di perdermi, significa che non hai l'abitudine di affrontare uno dei tanti addii che la vita ci riserva. Non ho intenzione di "mettere una toppa" su questo tuo problema di immaturità fingendomi affettuoso e fingendo di ignorare la bellezza delle altre donne. Sarebbe un'ostacolo al tuo sviluppo personale. La soluzione è imparare ad accettare che nella tua vita potrebbe succedere qualunque cosa, compreso perdere me o qualunque altra persona tu ami.

    10) Se ti comporti con me in maniera ostile senza spiegarmene il motivo, io sto al tuo gioco in attesa che tu la smetta (ammesso che non mi stufi e decida di lasciarti). Non sta a me chiederti perché ti comporti così. Non è che non m'interessa; il fatto è che interessa principalmente a te, visto che il disagio è tuo. Vuoi davvero risolvere un problema di cui secondo te sono responsabile? A questo scopo non servono ripicche, silenzi, messsaggi super-retorici criptati. Dovrei essere empatico e leggerti nel pensiero? Può darsi anche che io ne sia capace. Magari in certi casi sì e in certi casi no, ma il punto è un altro: esprimere problemi con un linguaggio diverso da parole chiare è segno di arroganza. E la tua arroganza non merita la mia empatia.
    Se non hai voglia tu di fare chiarezza, figuriamoci se ho voglia io di tirarti fuori le parole col cavatappi, o di mettermi a ragionare per conto mio su una cosa che secondo te dovrei capire da solo. Se ho voglia di indovinelli vado su www.enigmistica.org.
     
    11) Vuoi sfogare la tua rabbia con me per via di un torto che pensi ti abbia fatto? Puoi, a patto che tu lo faccia appena possibile (il che spesso significa immediatamente) e che non siano trascorse 48 ore dalla mia presunta scorrettezza, altrimenti potrai espormi le tue rimostranze in modo pacato se vuoi che ti consideri.
     
    12) Se mi parli di un tuo problema do per scontato che tu sia in cerca di una soluzione e quindi cercherò di aiutarti a trovarla. Se vuoi continuare ad avere questo problema e me ne parli solo perché io ne soffra insieme a te, hai sbagliato persona.
     
    13) No, gli uomini non vengono da Marte né le donne vengono da Venere. E comunque anche se fossero immigrati da altri pianeti, dovrebbero accettare le regole che vigono sulla Terra.

    14) Se non ti piace il mio modo di scherzare, non ti piaccio io.

    15) Se in futuro ti lascerò, preferirò farlo dal vivo e non telematicamente, e mi aspetto che valga lo stesso per te. Vedi anche "Perché non è gentile troncare una relazione telematicamente"

    Hai altre regole da suggerire? Scrivilo nei commenti.

    19 novembre 2015

    Promesse non mantenute --> cliente irritato. Scuse = spazzatura

    Riporto l'estratto di una conversazione via email col gestore dell'appartamento che ho preso in affitto per 2 settimane a Masapalomas (Gran Canaria). Nota sui "motivi di salute" citati nel messaggio: non è niente di gravissimo... forse ne parlerò in un altro articolo, essendo un caso curioso e su cui per adesso i professionisti della salute che ho consultato non hanno saputo fornire una risposta utile (né una cura efficace, né una diagnosi precisa).

    Ciao [suo nome]

    [...]

    > Per ció che concerne i lavori ti dico che oggi termineranno. Mi spiace se ti
    > abbiamo causato disagi ma come di certo saprai stiamo rinnovando il tutto
    > per offrire un servizio migliore. Sono solo lavori di pittura.

    Capito. E sono fiducioso del fatto che [nome del complesso di appartamenti] diventerà un luogo fra i migliori di Mesapalomas quanto a rapporto qualità/prezzo, e che potrò quindi indicare a chi mi chiede un consiglio su dove alloggiare a Gran Canaria.

    Detto questo, ti racconto cos'è successo ieri in un ristorantino all'aperto dove io ho ordinato una pizza senza formaggio. Mi hanno portato una pizza con formaggio. Quando l'ho fatto notare, la cameriera mi ha detto che quello non era formaggio.
    Quando ho insistito (perché c'era della evidente mozzarella), è venuto il cuoco che mi ha detto che quel formaggio faceva parte dell'impasto e che era impossibile fare una pizza senza.
    Fortunatamente io mi sono accorto della cosa e ho insistito. E fortunatamente non sono come il figlio di una mia amica che è talmente allergico ai latticini (no, non mi sto inventando niente) che potrebbe anche morire ingerendone una quantità anche minima. Fortunatamente.
    E sfortunatamente ci sono cameriere e cuochi talmente stupidi che, anche dopo aver detto loro che non mangio prodotti animali per motivi religiosi (avrei potuto dire "etici", ma volevo semplificare dato che mi parevano duri di comprendonio), continuano a provarci dicendo che comunque di formaggio ce n'era poco, invece di chiedere scusa e farsi perdonare non facendo pagare il pasto al cliente.

    Chiaramente quello che ti ho raccontato è un caso estremo e mi guardo bene dal metterti allo stesso livello di queste due persone. Ti ho portato come esempio questo fatto accadutomi recentemente per dirti che una cosa che sembra a noi un dettaglio, magari per un'altra persona è importantissima.
    Agli occhi del turista le motivazioni che hai portato (zona non buona, altri utenti online) sono una spiegazione, ma non una giustificazione.
    Lui è partito da casa aspettandosi una certa cosa che ha letto online nella descrizione dei servizi, e se quella cosa per qualche motivo non c'è oppure è deficitaria, magari dirà che se l'avesse saputo prima ci avrebbe pensato due volte prima di decidere per questo appartamento oppure un altro.
    Pensa se io per motivi di lavoro avessi dovuto fare delle teleconferenze. Mi sarebbe stato impossibile (e avevo specificato che non sono venuto qui a scopo vacanziero, ma per motivi di salute).

    Per questo, quando sai che esiste un possibile disagio, è consigliabile dirlo prima al cliente; nel tuo caso, avvertire il turista prima che paghi e prima che parta. Così facendo, se avrà accettato comunque di venire, potrai dire di averlo avvertito e che
    quindi non può lamentarsene.

    A questo punto potresti chiederti: "ma questo perché trascorre tutto questo tempo a scrivere un messaggio così lungo?".
    Ecco perché: spesso, quando scrivo qualcosa che potrebbe essere utile agli altri, ne faccio anche un articolo per il mio blog OPIDOS, magari dopo una eventuale aggiustatina. Nel caso specifico l'aggiustatina consisterà nell'omettere il tuo nome e quello del complesso di appartamenti che gestisci, perché ti ritengo una persona gentile e in buona fede.

    Nessuna pietà invece per il ristorante della pseudo-pizza bell'e fatta con formaggio segreto (su cui ci sarebbe da infierire anche su TripAdvisor, se avesse lì un profilo): si tratta di "Café & Té" [No, non fa parte della catena spagnola "Café and Té"; è uno dei tanti localucci "a schiera" sul lungomare di Playa del Inglés]

    -----------------

    Dalla risposta del gestore dell'appartamento:

    [...] Mi spiace se il servizio che stiamo offrendo lo ritieni non all'altezza ma questo mi sprona a migliorare il tutto.
    Non voglio giustificarmi, ma come ti ho giá detto siamo appena agli inizi... dal giorno in cui siamo diventati gestori di questi appartamenti abbiamo subito iniziato ad apportare migliorie. Migliorie che ovviamente possono causare alcuni disagi (come il rumore causato dall'imbianchino).
    Ieri come hai notato abbiamo cambiato il portone dell'entrata. Stiamo provvedendo a cambiare il colore delle pareti. Stiamo provvedendo a cambiare le porte d'ingresso agli appartamenti. Stiamo cercando di stravolgere l'immagine e la sostanza di questo complesso.
    L'unico punto in cui non mi sento responsabile é il Wi-Fi. Purtroppo quí a sud di Gran Canaria tutte le strutture sono sulla stessa barca. Capita spesso che all'improvviso (sopratutto nei fine settimana) la velocitá si riduca drasticamente. Questo succede anche a casa mia pur avendo sottoscritto un contratto per una velocitá ed una stabiltá massima! Ma quí purtroppo é cosí! Mi sono stancato di chiamare il servizio clienti perché mi dicono tutti la stessa cosa. Vale per tutte le compagnie.
    Ovviamente Marco, il prezzo che noi abbiamo deciso di presentare tiene in considerazione tutto ció.
    Crediamo sia un piú che buon rapporto qualitá/prezzo. [...]

    ---------------------

    Mia risposta:

    [...] Non mi sono spiegato benone. Aggiungo quindi un pezzo all'articolo, ringraziandoti per l'occasione che mi stai dando per essere ancorapiù chiaro coi miei lettori :-)

    Secondo me la qualità è all'altezza del prezzo.

    L'argomento di cui ti parlavo riguardava altri possibili clienti futuri, per i quali è importante non solo il buon rapporto qualità/prezzo, ma anche il mantenimento di ciò che è stato loro promesso.

    Dal punto di vista della percezione del cliente, è meglio un disservizio più grande, ma conosciuto fin dall'inizio, che un disservizio più piccolo, ma inaspettato.
    Peggio di entrambe le cose è un disservizio inaspettato quando il cliente viene a sapere che non si tratta di un imprevisto, ma di qualcosa che il gestore già sapeva ma ha taciuto.
    E qui il cliente va in bestia, non importa se l'appartamento costasse 100 euro al giorno o 1 euro al giorno.
    Hai detto che "ovviamente" il prezzo che hai deciso di proporre tiene in considerazione questo disservizio. Ma serve a poco dirlo quando il cliente ha già pagato e sta già soggiornando nell'appartamento, perché ripeto, lì non è più questione di rapporto qualità/prezzo, ma di aspettativa-riscontro.

    Quanto alla responsabilità (da non confondersi con la "colpa"), quella individuata dal cliente, giustamente, non si basa su passaggi a ritroso cronologici o logici.
    Se il giorno dopo che ho acquistato un'automobile mi accorgo che ha gli pneumatici difettosi e lo riferisco al concessionario, non mi può rispondere "non me ne sento responsabile, è colpa della Pirelli". Con la Pirelli ci parli tu. Io sono venuto da te, e la responsabilità di avermi venduto quest'automobile per quanto mi riguarda è responsabilità tua al 100%.

    Come accennavo, "responsabilità" non significa "colpa"..
    Non è tua la colpa del fatto che la connessione funzioni male (come ad esempio ieri sera), visto che non puoi farci nulla. Ma per quanto mi riguarda è comunque tua responsabilità, essendomi io rapportato con te e non la compagnia telefonica.
    Se ti lamenterai con la compagnia telefonica per la differenza fra servizio promesso e quello effettivamente riscontrato, la compagnia telefonica non potrà risponderti che la responsabilità non è sua, ma dalla ditta a cui aveva appaltato la costruzione di infrastrutture e che però tarda a montarle. Di fronte a te, la responsabilità è sua. Vale addirittura quando c'è una causa di forza maggiore, come un evento atmosferico o sismico. Il cliente che ha acquistato il biglietto di un concerto che non si è tenuto a causa di un terremoto non può ricevere come risposta "non è colpa nostra se c'è stato il terremoto". Lo so che non è colpa vostra se c'è stato il terremoto, ma è responsabilità vostra se il concerto non si è tenuto; il biglietto va comunque rimborsato.

    Venendo al lato pratico, non potendo tu fare in 3 giorni la rivoluzione dell'apparato telematico del sud di Gran Canaria, come puoi agire per essere a posto agli occhi del cliente? Una cosa semplicissima che potrebbe fare la differenza fra la sua soddisfazione e la sua insoddisfazione: avvertirlo prima.
    È sufficiente, prima che lui prenoti e paghi, avvertirlo che la connessione Internet non sempre è funzionante.

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