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28 marzo 2018

No, non è il saluto romano. È il saluto fascista.

saluto fascista
Il cosiddetto "saluto romano" di romano non ha niente. Ma proprio niente. I fascisti erano soliti prendere un po' tutto quello che ricordasse anche vagamente l'iconografia romana e lo trasformava con una rievocazione farlocca, spesso stravolgendolo ampiamente nella forma e nel significato.

Un altro esempio che abbina il fascismo a una ridicola ignoranza sono le colonne a sezione quadrata, così costruite perché secondo loro quelle rotonde non erano abbastanza romane, in barba a una montagna di reperti archeologici.

Tornando al saluto dei bimbiminchia neri cattivi ganzi e dei fascisti, il gesto col braccio teso obliquo verso l'alto e in avanti fu ripreso da alcuni quadri neoclassici e non certo dalle usanze romane, dato che né i civili né i militari romani salutavano in quel modo: nessuna opera d'arte o narrazione dell'antica roma fa pensare a un saluto del genere.

Non fanno eccezione le statue di alcuni imperatori, raprpesentati nell'atto di benedire il popolo, col braccio destro alzato ma non teso.

Eppure... ma quanto sembravano convinti Benito Mussolini e Adolf Hitler quando orgogliosamente facevano quel gesto?

Madonna che scemi.

10 febbraio 2018

Come decidere chi votare alle elezioni politiche

Spiegherò qui, in maniera neutrale e apolitica, perché faremmo bene ad andare a votare anziché astenerci, e perché dobbiamo votare semplicemente il partito che crediamo il migliore, senza architettare cosiddetti "voti strategici" di alcun tipo (per la precisione dovrei dire "lista" anziché "partito", ma userò quest'ultimo termine perché alla maggior parte di persone suona più familiare in questo ambito).

Se concordi con la spiegazione che stai per leggere, ti invito a condividere questo articolo.

Ordunque...

VOLENDO ESPRIMERE PROTESTA E DISGUSTO, PERCHÉ NON VA BENE ASTENERMI O ANNULLARE LA SCHEDA?

Stare a casa può anche essere interpretato come "La politica non mi interessa, fate voi"; rendere nulla la scheda scrivendo qualcosa, o sporcandola, etc, è altrettanto inefficace, infatti la presenza di un certo numero di schede nulle viene interpretata così: "Un certo numero di persone non ha capito come votare e ha sbagliato".

Se vuoi inviare un messaggio di protesta che risulti inequivoco, devi votare scheda bianca: in questo modo risulta chiaro che volevi esprimerti, perché hai alzato il sedere e sei andato alle urne, e risulta chiaro cosa volevi dire, perché hai riconsegnato la scheda senza nessuna croce, quindi "Non mi fido di nessun partito".

Detto questo, prima di decidere di non votare nssun partito perché "nessuno dei 7 partiti mi piace", ricorda che non sono 7, ma molti di più. Decidi dopo averli analizzati tutti, compresi quelli piccoli. Dare il voto a un partito piccolo non è proprio la stessa cosa che non darlo a nessuno: se non dai il voto a nessuno, lasci invariata la percentuale di votanti in favore di chi vincerà. Se invece voti un partito piccolo, che magari non supererà lo sbarramento, abbassi la percentuale di consensi che il vincitore si vanterà di aver ricevuto.

COME SCEGLIERE CHI VOTARE?

Analizza il programma dei partiti e, se reperibile, la storia delle persone che lo dirigono.
Escludi i partiti formati da persone che sai avere una storia che li rende inaffidabili. Fra i partiti rimasti, vota quello col programma che ritieni più giusto e al tempo stesso realizzabile.

Se, fatta questa analisi, hai deciso di votare un partito che sai già che supererà la soglia di sbarramento, puoi non leggere oltre.

In caso contrario, forse potresti obiettare "Voterei l'ottimo Pinco Pallino, ma ho paura che non superi lo sbarramento e che quindi il mio voto vada sprecato; meglio votare quel partito grande che mi fa schifo, per limitare il potere di quell'altro partito grande che mi fa ancora più schifo".

Un voto è sprecato, e anzi dannoso, se lo dai a un partito che ritieni immeritevole: sarà anche per colpa tua che, travisando i fatti, il leader di quel partito si vanterà di quella percentuale di votanti "che si fidano di lui perché lo hanno votato".

Se ritieni valido un partito, votalo. Tutto qui.
È piccolo? Pazienza. Magari non andrà al governo in questa legislatura, ma lo aiuterai a crescere per quella che ci sarà fra 5 anni o fra 10, o fra 30.
Purtroppo a volte le cose giuste sono lente.
Ignorare questo significa non avere un buon governo né ora né fra X anni.
Questa è senz'altro una buona idea che puoi diffondere (oltre a promuovere magari il partito che preferisci): a volte se vogliamo un cambiamento dobbiamo "osare" e accettare di perdere oggi, non superando lo sbarramento, ma almeno contribuendo a far capire alle persone di quel partito che è buona cosa continuare a provarci.
Del resto facendo le stesse cose si ottengono gli stessi risultati. Ricorrendo a dei mezzi lenti ma utili e rifiutando quelli veloci e "meno peggio", che poi significa dannosi, è possibile, almeno alla lunga, ottenere un risultato.
Questo concetto è spiegato diffusamente, e senza specifico riferimento alla politica, nell'articolo di Bubà "Vogliamo cambiamenti? Cambiamo lenti".

06 febbraio 2018

Contestare un politico che fa un comizio è controproducente

Proteste contro un politico sul palco
No, non mi riferisco all'essere menati dalla polizia, che potrebbe anche essere possibile, ma non mi soffermo su questo: è abbastanza ovvio (ne ho parlato nell'articolo intitolato appunto "Celerini, manifestanti, violenza e ovvietà") e riguarda non specificamente questo tipo di situazione, ma in generale ogni situazione di protesta o di pericolo per l'ordine pubblico, vero oppure utilizzato come scusa.

Quindi a cosa mi riferisco? Mi riferisco alla fine che fa il messaggio che i contestatori lanciano nei confronti di destinatari diretti (le persone sul palco) e indiretti (i telespettatori, nel caso in cui i telegiornali ne parlino).

Perché chi va a contestare un politico che parla in un comizio fa il suo gioco?

Semplice semplicione.
 
Se quel politico ha la concessione del Comune per usufruire di quello spazio in quel punto della città in quell'orario, andare a disturbare è illegale, e anche al di là dell'illegalità dà al personaggio in questione una ghiotta occasione per argomentare la bontà delle sue tesi. Dirà che gli oppositori sono incivili, perché non vogliono che parli, perché a loro dà fastidio la verità che solo lui ha il coraggio di dire con trasparenza, e robe del genere.

Quindi sconsiglio questo tipo di autogoal, in un luogo in cui sicuramente la maggioranza dei presenti sono a favore dell'evento. Questo fra l'altro consente al politico di commentare con battute cattive, tipo "Figuriamoci se dò importanza a quattro bimbiminkia casinisti".

Lo so, la tua rabbia ti spingerebbe a organizzare un gruppetto di duri e puri, che se non saranno tanti saranno pochi ma buoni, a esprimere tutto il tuo disappunto nei confronti di un deficiente che viene nella tua città a sparare stupidaggini in palese malafede.
 
Ma prima di agire bisogna ragionare. Prova a immaginare, e cerca di capire quali sarebbero i risultati, alla fine, in cambio del vostro impegno e del vostro tempo.
 
Immagina, ad esempio, di andare, con un gruppetto di amici, o anche un grande gruppo di 19 amici racimolato grazie al tuo evento Facebook, a un convegno del Popolo della Famiglia per contestare le idee omofobe di Adinolfi e degli strani tipi che lo seguono. Quante persone pensi riuscirai a convincere coi tuoi fischi e i tuoi cartelli e i tuoi slogan fatti di parole semplici e comprensibilissime? Non le capiscono. Sono il Popolo della Famiglia. Vuoi metterti a litigare col Popolo della Famiglia? E poi che fai? Chiedi al Cane se ti presta 100 euro?

Niente. Fai la figura del disturbatore e niente più.

Tanto non preoccuparti, i comizi non servono a nulla e neanche lo scemo sul palco converte nessuno. Vanno ad ascoltarlo solo quelli che sono già d'accordo con lui.

26 gennaio 2018

Lampeggiare per avvertire di polizia o Carabinieri?

Lampeggiare per segnalare una pattuglia della Polizia
Ho appena visto su FB un'immagine postata sulla pagina Facebook "Polstrada Fanpage Site" (eeeh? :D) con due carabinieri e la scritta: "Quando vedete una nostra pattuglia, FATEVI la cortesia di non lampeggiare, perché forse stiamo aspettando proprio il ladro che la notte vi ha derubato, mettendo anche a rischio la nostra vita"

Quanto al "mettendo anche a rischio la nostra vita"... boh, non mi risulta che ci sia per le forze dell'ordine quel gran rischio di essere ammazzati durante un controllo.

Per il resto: quante sono le probabilità che la pattuglia che ho visto sia lì per fermare un ladro anziché fre controlli random, come nella maggior parte dei casi?
E ammesso che sia lì con lo scopo di acciuffare il delinquente, quante sono le probabilità che passerà di lì?
E anche ammesso che passi di lì, quante sono le probabilità che le forze dell'ordine fermino proprio la sua macchina?

Non ricordo di aver mai sentito di topi d'appartamento arrestati grazie a un posto di controllo. Voi?

Un lampeggio fa sì che un ladro, avvisato della presenza delle forze dell'ordine, cambi strada e non venga beccato? È possibile. C'è una possibilità, pur minima, vero.
Ma mi pare molto più probabile che quel lampeggio possa servire a salvare qualcuno da un incidente stradale, in quanto invitato a rispettare il Codice della Strada.
Altrimenti perché esisterebbe una normativa che rende obbligatoria la segnalazione degli autovelox? Lo spirito è proprio questo.

05 gennaio 2018

Lo scherzo "Pull a pig" configura un reato?

scherzo pull a pig
C'è un tipo di bullismo che ho visto mettere in pratica in un film qualche anno fa, ma di cui fin ora non mi pare le TV o i giornali abbiano parlato.

Si tratta del cosiddetto gioco del “pull a pig”, di cui ha parlato Mariachiara Colombo in questo articolo del blog "Lo Sbuffo" pubblicato stamattina.

Funziona così: un bullo seleziona una vittima, una ragazza fisicamente poco attraente e insicura, e la corteggia fingendosi affettuoso e infatuato di lei; dopo averla sedotta, la umilia in pubblico (dal vivo oppure online con pubblicazione di foto o filmati). La frase finale “you were pigged” decreta la riuscita dello scherzo, e comunica alla vittima che è stata solo una presa in giro.

Cercando un po' in rete ho trovato un esempio di questo gioco in questo articolo di Caterina Tiziani sul sito "Ultimavoce". Parla di una 24enne inglese che è stata sedotta da un 21enne olandese conosciuto a Barcellona. Questa ragazza racconta che successivamente è volata in Olanda per rivederlo; non l'ha trovato all'aeroporto, gli ha scritto un messaggio e riceve la risposta "You were pigged" (alla stampa il ragazzo ha negato di aver inviato questo messaggio, e che lo screenshot sul cellulare è falso ed è una trovata dei giornali o della ragazza... il che mi pare poco credibile).

Ho trovato anche un altro articolo sull'Huffington Post, di cui suggerisco la lettura, in cui la giornalista Deborah Dirani racconta la sua esperienza e incoraggia le vittime di questo scherzo: Alle ragazze vittime di "Pull a pig" dico: ci sono passata e ribellarsi si può.


Poi ho una domanda.
Il deprecabile scherzo "pull a pig" può configurare un reato? Se sì, quale di preciso?
Mi viene in mente solo il danno psicologico che un operatore sanitario potrebbe certificare e quindi il rsarcimento che la vittima potrebbe chiedere in un processo civile (l'articolo 2043 del Codice Civile dice "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno").

Ma per quanto riguarda l'aspetto penale?

Forse c'è un vuoto legislativo che andrebbe colmato...

P.S.: Ora che ci ripenso quando avevo 16 anni una ragazza provò a fare 'sta cosa con me (lo sseppi il giorno dopo che era un tentativo di scherzo), ma non le riuscì, perché non mi garbava... e anzi dopo che mi aveva preso per mano diventò proverbiale il mio non volutamente pensante apprezzamento sulla sua mano sudata! :D

02 gennaio 2018

Blogpost "O-ne-stà" del blog "Il Pedante" - Riassuntino e mia risposta

Un FB-friend mi ha consigliato la lettura dell'articolo intitolato "O-ne-stà" del blog "Il Pedante", sito a questa pagina, che inequivocabilmente parla, pur non nominandolo, del Movimento 5 Stelle.

Riassumo i punti salienti (parafrasandoli da un linguaggio un po' pedante, come auto-denunciato dal nome del blog in questione) e ad essi rispondo.

Oggi i cittadini chiedono ai politici di essere onesti, e anche i politici chiedono la stessa cosa ai cittadini; entrambe le richieste vengono largamente disattese.

Vero.

Recentemente, l'istituzionalizzazione della moralità in politica ha coinciso con regimi fondati sul terrore

Non mi risulta.

Il desiderio di purezza morale è dei fanatici e dei totalitari (esempi: Khmer rossi e i nazifascisti che mandavano al rogo l'entartete Kunst, talebani, puritani statunitensi che applaudivano la dittatura del Patriot Act e le guerre sante di Bush)

Che c'entra? La storia di Hitler vegetariano autorizzerebbe a dire che i vegetariani sono nazisti? (nota: no, Hiteler non era vegetariano, a dispetto di ciò che molti credono, ma è appunto irrilevante)

In passato "onestà" significava "etica", mentre oggi viene intesa come "rispetto delle leggi", cosa molto differente

Personalmente io intendo ancora "onestà" come "etica" e non sono certo il solo. Quanto ai 5 stelle, la intendono sia come rispetto delle leggi, sia come etica. Ovvero secondo loro è onesto rispettare le leggi vigenti e, qualora siano ingiuste, è onesto cambiarle al più presto. Nel frattempo niente vieta a un parlamentare 5 Stelle di tagliarsi lo stipendio anche se per legge potrebbe finire interamente nelle sue tasche. Altro esempio: niente vieta a una persona onesta di rinunciare alla prescrizione per dimostrare in tribunale di essere innocente, anche se la legge gli darebbe la possibilità di mandare in prescrizione il reato ipotizzato. Il tutto in attesa di andare al governo per tagliare gli stipendi dei parlamentari e modificare i termini di prescrizione di un reato.

Un politico che basa la campagna elettorale sul fatto che è rispettoso delle leggi è come un ristoratore che si vanta di offrire cibo commestibile

Vero, e sembra ridicolo. Ma non è così ridicolo, né scontato, se uno dei problemi più diffusi è che la maggior parte dei ristoratori servono cibo avariato. Purtroppo, rimanendo all'interno dell'esempio, viviamo in un paese in cui servire cibo commestibile è un'eccezione di cui ha senso vantarsi per attirare clienti.

I politici hanno il compito di cambiare le leggi a seconda dei bisogni dei cittadini. Se si limitano a dire che sono onesti, e con "onesti" intendono il fatto che rispettano e promuovono il rispetto di leggi già esistenti, qualcuno dovrebbe spiegare loro che a questo pensano già tribunali e forze dell'ordine.

Ma i 5 Stelle non vogliono limitarsi a essere onesti. Hanno un programma, che prevede varo di nuove leggi e modifica di leggi esistenti.
Il fatto che parlino spesso di rispetto di leggi vigenti, o di onestà, è un altro discorso. Si tratta dell'argomento ai quali sono più affezionati, e a cui sono affezionati milioni di italiani. Qualcosa che sì, verissimo, dovrebbe essere scontato, ma che scontato non è. Quindi in campagna elettorale ha senso che sia predominante l'argomento dell'onestà. Predominante, ma non esclusivo. E naturalmente chiunque può andare a vedere sul sito del Movimento 5 Stelle il loro programma.

Nella piena legalità si possono fare manovre ingiustissime, come chiudere scuole e ospedali per risanare un bilancio, cosa che gli "onestisti" non dovrebbero trovare ingiusta; le uniche persone a cui dare addosso rimarrebbero i ladri di polli.

Qui si continua a dire che gli "onestisti" si occupano solo ed esclusivamente del tema a loro più caro, e cioè il rispetto delle leggi vigenti. Ma vedi sopra, non è così.

L'onestà di chi governa non è mai stata proporzionale al benessere economico di una nazione; sono sempre stati sovrastimati l'incidenza e i danni della corruzione, che è sempre esistita. È vero invece l'inverso: è la sofferenza economica ad incentivare la corruzione.

Se parliamo della ininfluenza di qualche mazzetta per appalti certamente questa è ininfluente nell'economia del paese. Ma corruzione sono anche i grandi legami che i politici hanno con le mafie, che indisturbate depredano le aziende del sud Italia e non solo. E disonestà è anche innalzare un muro di gomma di fronte alle proposte per intervenire sulla sanità del Lazio (vedi episodi raccontati spesso da Davide Barillari). Disonestà è anche "rubare legalmente" ai cittadini il denaro per mano dell'Agenzia delle Entrate, permettendole di vessare anche i cittadini che non hanno trasgredito nessuna legge, e che vedendosi arrivare assurde richieste di denaro sono indotti a pagare sapendo che aprire un processo tributario è una sorta di lotta contro i mulini a vento. Disonestà, in senso lato, è anche mantenere altissimi gli stipendi dei parlamentari e delle migliaia di dipendenti dei vari carrozzoni istituzionali in un paese in cui mancano i soldi per fornire assistenza agli invalidi (lo so che non si possono abbassare gli stipendi di chi sta già lavorando, ma si possono abbassare per chi in futuro sarà assunto). Disonestà è assumere spalaneve in Sicilia, perché lo si può fare soltanto in cambio di qualcosa e non certo perché c'è la neve. E assumere tante altre persone per il quale si crea il posto di lavoro ad hoc.


Il legislatore non deve pensare che la corruzione sia dovuta alla cattiveria. La corruzione è spesso una necessità dovuta al malessere economico. Quindi oltre a definire cos'è onestà (cioè fare le leggi) deve anche creare le condizioni affinché l'onestà sia un vantaggio.

Certo, vedi sopra.

Se i Cinque Stelle andassero al governo, non accetterebbero mai nessuna critica per aver mantenuto o cambiato quella o quell'altra legge, perché continuerebbero a imputare tutti i problemi dell'Italia alla corruzione in quello o in quell'altro campo (es. se c'è troppa pressione fiscale è colpa degli evasori, se i voucher non rilanciano l'economia  è perché c'è chi se ne approfitta, etc). Praticamente finché esisterà corruzione (e cioè sempre), daranno colpa a questa, senza amettere mai che la colpa possa essere di una legge inadeguata che avrebbero potuto cambiare.

Tutti i politici che sono stati fin ora al governo si sono sempre detti non colpevoli del non miglioramento o peggioramento dell'Italia e hanno sempre risposto che se qualcosa va male ciò accade non a causa loro, ma nonostante il loro ottimo operato.
Accadrà anche con i 5 Stelle? Può darsi.
Può darsi che siano incapaci, e può darsi che faranno danni e che non ammetteranno di esserne responsabili. Oppure no. Ma per poterlo sapere bisognerebbe che andassero al governo.

E te lo dice uno che non è un loro elettore, ma sarebbe comunque curioso di dar loro una possibilità.

30 dicembre 2017

Mapaspeak - Puntata 20



Non acquistare braccialetti luminosi. La loro produzione, come quella di tutte le cose, comporta inquinamento.

Non usare petardi in città, perché spaventano i cani.
Anche i fuochi d’artificio rumorosi andrebbero aboliti.
Beh, anche quelli non rumorosi.
Insomma, non acquistare nulla di inutile. Ad esempio vestiti.
Occhio all’eticità dei vestiti troppo economici.

Possibile cancellazione a sorpresa dell’account Facebook - come minimizzare i problemi. Se sei un utente Facebook potrebbe capitare, com’è successo a molte persone, che il tuo account venga cancellato senza apparente motivo, e senza che tu sia stato segnalato per la violazione di alcuna regola. Strano ma vero. Matto ma vero. E non c’è modo di recuperarlo, perché l’assistenza FB praticamente non esiste, e quando esiste non pare dotata di grande competenza né intelligenza.
Se ti accade questo inconveniente, non perdi per sempre le foto e i filmati, perché le avrai salvate su un hard disk, immagino. Perdi però le tue chat (magari non te ne importa nulla) e il tuo diario (nel quale forse hai scritto cose che volevi conservare, proprio come i vecchi diari cartacei). Come non perdere i dati del tuo diario Facebook? Lo strumento di backup attualmente fa abbastanza schifo. Comunque ogni volta che scrivi qualcosa sulla tua bacheca che vuoi conservare, puoi copiarla e incollarla su un tuo blog, magari protetto da password e non indicizzato da Google. Quello sì, è facilmente scaricabile.
Altro problema che potrebbe presentarsi è l’impossibilità di accedere a un servizio a pagamento (ad es. un servizio di musica, tipo Spotify) per iscriverti al quale hai usato il tuo account Facebook. Magari hai pagato ad esempio una quota mensile, e non riesci ad accedere, perché il tuo account FB è stato cancellato. Ecco perché per gli altri servizi web, specialmente quelli a pagamento, non devi iscriverti usando il tuo account Facebook. Fai un’iscrizione con la tua email e una password.

La religione non rende più altruisti: Nel 2015 sulla rivista scientifica Current Biology è stato pubblicato uno studio che si occupa del rapporto tra religione e pro socialità. Dai risultati si evince che l'educazione religiosa sembra scoraggiare la generosità spontanea e aumentare le tendenze punitive. Ne parla Il Post in questo articolo.
Link dello studio:
http://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822(15)01167-7

Tante persone denigrano i politici in quanto corrotti. Ma se si prova a corrompere loro cosa succede? Succede che si capisce che l’hanno coi politici perché invidiano la loro possibilità di essere corrotti. Link all’esperimento:
https://www.facebook.com/theshowisyou/videos/1905085933059074/

Alle elezioni politiche non devi dare il voto utile. Devi votare il partito che ti piace di più. Non badare al fatto che non ha consensi sufficienti per vincere le elezioni. Lo scopo del tuo voto non è vincere le elezioni. Sei semplicemente chiamato a votare il partito che preferisci. Del resto, se la maggior parte degli italiani vota un altro partito, è giusto che quello per il quale voti perda.

04 novembre 2017

Perché i politici si riempono la bocca di "giovani" ?

Fra tutti i disoccupati o sotto-occupati, chi è maggiormente in difficoltà? I giovani o i più anziani?

Più una persona è giovane, più è probabile che abbia dei genitori in vita che riscuotono una pensione e che quindi possono offrire loro un aiuto.

Più si sale con l'età, maggiori sono le probabilità che uno o entrambi i genitori siano morti oppure debbano spendere i loro soldi per una badante o per una casa di riposo. È quindi più probabile che il denaro proveniente dalla loro pensione non esista o che avanzino pochi spiccioli, insufficienti per dare un sostentamento al figlio disoccupato.

Inoltre fra i requisiti di moltissimi posti di lavoro c'è il non aver superato una certa età. Sono frequenti infatti frasi come "Ho 50 anni... chi lo prende a lavorare un cinquantenne?". Io non capisco questa diffusa discriminazione fra giovani e persone di mezza età che offusca la mente di così tanti datori di lavoro, e non mi sembra sia solo una questione di giochini fiscali su apprendistato sottopagato e simili. Sta di fatto che così è.

Dunque è evidente fin quasi ad essere proverbiale, che i disoccupati più in difficoltà sono quelli più anziani. Non a caso le persone che si suicidano per motivi connessi al lavoro sono più che altro ultraquarantenni e ultracinquantenni che hanno perso il posto da dipendente o che hanno visto fallire la loro impresa.

E però, almeno a memoria mia, la maggior parte dei politici molto più spesso danno o promettono benefici per i giovani. Ogni volta che si riempono la bocca di giovani, ho voglia di fornire un randello a un cinquantenne disoccupato e dirgli "Vai, tocca a te, fanne buon uso", indicandogli il quaquaraquà incravattato di turno.

I GIOVANI.

CHE DISCO ROTTO, CO STI GIOVANI.

Perché?

Credo il motivo risieda nel fatto che fra i giovani ci siano più persone indecise su chi votare, e quindi potenzialmente propense a dare il voto a chi si arruffiana a loro. Inoltre, rispetto agli anziani disoccupati, i giovani in difficoltà hanno sì una difficoltà minore, ma sono più numerosi. Quindi, di nuovo, più potenziali elettori.

Tutto qui.
Ciao ciao.

21 ottobre 2017

Un esempio di dichiarazione di voto spazzatura

Francesco Paolo Sisto (Forza Italia)
Francesco Paolo Sisto (Forza Italia)
In questi giorni alla Camera è passato il disegno di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso medico.

Il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto è intervenuto in aula dicendo:

«Forza Italia dice no al provvedimento sulla cannabis perché, premesso che l'impiego terapeutico della sostanza è già previsto dal 2015, i rischi di questo testo sono nettamente superiori ai benefici. Il primo, nonchè più pericoloso, è che si tratti di un grimaldello per aprire uno squarcio verso la legalizzazione»

Ha detto inoltre:

«Non avalleremo mai l'intossicazione dei giovani per via ordinamentale: ecco perchè la nostra contrarietà può dirsi di cautela , una precauzione indirizzata verso le nuove generazioni. D'altra parte, è stato evidente come la discussione in Aula, che avrebbe dovuto muoversi e incentrarsi sulla tutela del diritto alla salute, sia trascesa nel tentativo subdolo di alcune forze politiche di cambiare le carte e introdurre una formale legalizzazione della cannabis sulla scorta dell'uso medico certificato. In pratica, si è cercato di arrivare non già ad una depenalizzazione tecnica, ma alla 'bonifica eticà di una sostanza stupefacente. Noi non ci stiamo»

Nelle parole che ho riportato si trovano almeno due elementi che classificano il discorso come spazzatura.

Sono un po' combattuto. Li spiego o non li spiego? A me sembrano talmente evidenti che spiegarli mi pare quasi un'offesa all'intelligenza di chi legge.

Ma allora, se le stupidaggini sono così evidenti, perché vengono dette? Vengono dette perché se sono un politico e so di avere evidentemente torto, non posso pretendere di convincere la controparte, ma mi rimane comunque il compito di dire qualche parola rivolta alle persone che la pensano come me. Le parole stupide tendono ad apparire un po' meno stupide quando arrivano all'orecchio di persone che già hanno la stessa opinione (o che per qualche motivo mi hanno in simpatia). Con loro la strada è in discesa. Ed è rivolto esclusivamente a loro un discorso argomentato anche penosamente per sostenere una tesi che fa acqua da tutte le parti. È comunque meglio di nulla. Perché non dire nulla sarebbe imbarazzante, ancora più imbarazzante che dire la peggiore boiata. Un politico deve prima di tutto apparire convinto di quello che sostiene. Secondariamente, e solo se possibile, cercherà di esprimersi con argomentazioni non stupide.

E insomma, che faccio, li spiego o non li spiego gli elementi che fanno il discorso di Francesco Paolo Sisto un discorso spazzatura?

No. Non voglio farlo. Ho deciso che è troppo facile. Se vuoi fallo tu commentando.

09 settembre 2017

iN’s Mercato mente ai consumatori sulle uova di galline allevate in gabbia

iN's Mercato (gruppo Pam)
Un logo più appropriato per
iN's Mercato (gruppo Pam)
Vorrei tanto non dover parlare mai di maltrattamenti animali. E cioè vorrei non essitessero. Purtroppo invece ci sono, e ci sono per uno sporco e semplice motivo: c'è chi ne ricava un profitto.

Non mi riferisco solo a chi organizza combattimenti di cani. Quelli sono delinquenti che già la gente riconose come tali, e sono responsabili forse di qualche decina di morti di cani all'anno.

Mi riferisco soprattutto a chi sottopone sistematicamente, quotidianamente, migliaia di animali - esseri senzianti come noi - a sofferenze che iniziano il gorno della loro nascita e si concludono nel giorno della loro morte, senza un giorno di pace nell'intera vita.

Ne ho parlato in Eurospin non dichiara pubblicamente "Basta uova di galline in gabbia", articolo in cui ho spiegato i motivi per i quali tanti consumatori, me compreso, partecipa al boicottagio di Eurospin dopo le ripetute ma inascoltate richieste sulla cessazione della vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia.

Purtroppo Eurospin non è la sola a macchiarsi di una condotta così poco etica nei confronti degli animali. C'è anche iN's Mercato, appartenente al gruppo Pam, che ha dato motivo a Animal Equality di lanciare questa petizione, che ti invito a firmare.

iN's Mercato non sta seguendo l'esempio di altre aziende che recentemente hanno reso pubblico il loro impegno a non approvvigionarsi più di uova ottenute con metodi crudeli, come ad esempio Coop, Lidl, Esselunga, Carrefour ed Auchan. Altri esempi sono Pam Panorama, Pam Local e Pam Franchising, mentre iN's mercato è rimasta l'unica catena del gruppo Pam che continua ad appoggiare una pratica di cui i consumatori devono assolutamente prendere coscienza per poter scegliere se acquistare quelle uova oppure evitare di rendersi complici di una logica tanto oscena, che riduce la vita delle galline a una prigione costante, una prigione così piccola da non consentire neanche l'apertura delle ali.

iN's Mercato ha fatto un'altra cosa molto grave: ha mentito ai propri consumatori.

Ha dichiarato il falso in un comunicato sulla propria politica relativa alle uova da allevamento in gabbia.

Infatti dopo una campagna che Animal Equality, aveva lanciato nel giugno scorso, nella quale informava i consumatori sul rifiuto di iN's Mercato di cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, il 22 giugno l'azienda ha pubblicato sul suo sito un "impegno nei confronti degli animali", in cui affermava

“Le uova presenti nei punti vendita In’s Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite” manifestando quindi chiaramente l’intenzione di non approvvigionarsi più di uova di galline allevate in gabbia una volta esaurite le scorte"

Nel comunicato non si leggeva alcuna data precisa entro la quale la cessazione di quel tipo di uova sarebbe avvenuta.

Oggi possiamo dire che i forti sospetti sull'inattendibilità di quel comunicato sono confermati, a meno di non voler pensare alla vendita di uova non conforme al Regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004.

Quest'ultimo infatti stabilisce che

"Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".

Sono passati più di due mesi dal comunicato suddetto di iN's Mercato. Ma l'azienda continua a vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia. Quindi, delle due l'una: menzogna o illegalità.

L'inaffidabilità che l'azienda ha dimostrato ha provocato l'indignazione di migliaia di persone che hanno contattato l'azienda per chiedere spiegazioni e per chiedere una condotta trasparente ed etica. Ma non è servito a nulla. iN's Mercato continua a vendere galline provenienti da animali maltrattati, e mantenendo sul proprio sito un comunicato in cui dichiara il falso.

A te la scelta se acquistare da un'azienda che mente ai propri consumatori oltre a farsi complici di un maltrattamento di animali che potrebbe essere evitato.

Aggiornamento: su suggerimento di Carolina Bertolaso, di Animal Equality, ho spedito una lettera a Arturo Bastianello, amministratore delegato del gruppo Pam. Ecco cosa gli ho scritto:

Bastianello, ho cercato di contattare lei ed altri suoi colleghi della direzione di Gruppo Pam ed in particolar modo di iN's Mercato, ma è chiaro che non avete intenzione di comunicare con i vostri clienti, per cui ho deciso di scriverle una lettera. Le ricordo ancora una volta che mentire ai consumatori in modo palese è gravissimo.
Il 22 giugno 2017 iN's Mercato ha pubblicato un annuncio sul proprio sito intitolato "L'impegno di iN's Mercato nei confronti degli animali: eliminare le uova provenienti da allevamenti di galline in gabbia" in cui si leggeva
"le uova presenti nei punti vendita In's Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite."
Secondo il regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del consiglio del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, "Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".
Se iN's Mercato avesse detto la verità, le uova di galline allevate in gabbia non sarebbero state più disponibili a partire dal 13 di luglio. Non solo questo non è accaduto e sugli scaffali di iN's Mercato continuano ad essere disponibili uova provenienti da allevamenti in gabbia... ma addirittura iN's Mercato continua a rifiutarsi di pubblicare una data per la cessazione della vendita di queste uova.
Potreste benissimo stabilire per esempio che entro il 2018 iN's Mercato non venderà più uova di galline in gabbia.
Esselunga, Auchan, Lidl, Coop, Carrefour e Pam Panorama hanno comunicato una data, e potete farlo anche voi. Il fatto che non lo facciate può significare una cosa sola: state semplicemente mentendo senza pudore.
DOVETE PUBBLICARE UNA DATA.

Mi darà retta?
Speriamo.

Tu intanto, se non l'hai già fatto, firma la petizione e diffondila.




Aggiornamento 18.9.2017:

Come da suggerimento letto nella newsletter di Animal Equality, ho telefonato all'ufficio centrale di Gruppo Pam (041 549 5111).
Ho chiesto informazioni sulla storia delle uova. Mi è stato risposto che per questo devo chiamare il centralino (041 - 86.90.111), e così ho fatto. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email all'indirizzo info@insmercato.it.
- Ok, grazie, arrivederci.

Giorni dopo, dato che in realtà come altre persone avevo già contattato iN's Mercato via email, ho chiamato di nuovo. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email al seguente indirizzo: ...
- Forse lo so già: è info@insmercato.it, giusto?
- Sì, esatto.
- Scusi, ma di solito entro quanto tempo rispondono?
- Non glielo so dire
- Glielo chiedo, perché ho già inviato un'email, e so che l'hanno fatto molte altre persone, ma senza risposta, dopo molti giorni.
- Probabilmente è dovuto al fatto che tante persone hanno scritto per chiedere la stessa cosa, e ci vuole tempo per rispondere
- In realtà se tante persone hanno chiesto la stessa cosa basterebbe scrivere la risposta sul sito Internet aziendale e dire a tutti velocemente "La risposta è questa qua".

- Non posso darle risposte in merito; io posso solo invitarla a inviare una nuova email, o ad appuntarmi e riferire quello che mi dice.
- Allora non mi rimane altro che chiederle di appuntare e riferire che queste non-risposte fanno fareall'azienda la figura di chi ha torto e sa di avere torto.
- Bene, riferirò
- Grazie, arrivederci
- Grazie a lei, arrivederci

Aggiornamento 19.9.2017:

Ho conversato via email con Flavia Cruciani di Animal Equality. Le ho confidato il mio timore per il fatto che un rappresentante di iN's Mercato potesse contrattaccare con un messaggio del tipo:

"Per l'ennesima volta gli animalisti mostrano la loro puntuale incoerenza, dimostrandosi né più né meno che dei buffoni esaltati con un sacco di tempo libero, e che vanno sbraitando delle tesi che si
demoliscono un un nanosecondo.
Ma come vi lavora il cervello? Cercate di convincerci a imitare altre catene di supermercati tessendo le loro lodi per il fatto che secondo voi non venderebbero uova di galline allevate in gabbia, mentre ovviamente le vendono eccome, all'interno di tantissimi biscotti e altri prodotti (e qui sì che quelle uova, vengono vendute a migliaia ogni giorno in ogni negozio, altro che decine o centinaia).
Non rompete le scatole a noi di iN's Mercato. Il nostro comportamento non è peggiore di quello degli altri. Gli altri dichiarano di aver cessato la vendita di uova e invece continuano a venderle tutti i
giorni, e se la ridono alla faccia vostra per avervi dato il contentino simbolico.
Meno male che voi siete quelli che fanno vedere al mondo quello che nessuno vede. Basta nascondere le uova all'interno di biscotti e il gioco di prestigio è fatto, e siete già contenti.
Questa vostra campagna animalista, più che far passare noi per cattivi, fa passare voi per persone che non vedono più lontano di un palmo dal loro naso, quindi persone da ignorare, cosa che non a caso abbiamo fatto fin ora e che continueremo a fare".


Flavia mi ha risposto in modo abbastanza esauriente. Cito dalle sue due email che mi ha inviato:

Il panorama del settore alimentare è vasto e variegato, per questo noi come dipartimento di sensibilizzazione aziendale dobbiamo avere un approccio multiplo, per avere il maggior impatto possibile.  
Quando parliamo di "utilizzare" uova da allevamento in gabbia, ci riferiamo ai produttori come Rana e Galbusera, che si sono impegnati a cambiare la tipologia di uova utilizzati nei loro prodotti. Quando invece parliamo di "vendita" delle uova, ci riferiamo ai supermercati e in questo caso la cessazione si riferisce alla vendita di uova fresche in guscio. Questo perché non è possibile, al momento, chiedere di più ai supermercati. Per eliminare l'utilizzo di uova da allevamento in gabbia all'interno di prodotti come i biscotti, a cui tu fai riferimento, ci rivolgiamo direttamente ai marchi di produzione (e quindi come dicevo ad aziende come Galbusera, Ferrero e tante altre). In questo modo possiamo ottenere entrambi i risultati, ma rivolgendoci a chi ne ha la responsabilità: i supermercati per quanto riguarda le uova in guscio e i produttori per quanto riguarda le uova utilizzate.


Capisco perfettamente la tua preoccupazione, ma fortunatamente un comunicato del genere non risulterebbe affatto vincente, per due motivi principali:

1) Le catene di supermercati che si sono impegnate a non vendere più uova da allevamento in gabbia stanno facendo molto più di quello che fanno iN's mercato o Eurospin per migliorare le condizioni di vita delle galline ovaiole, che invece non stanno facendo nulla in merito. È esattamente come se una persona che segue una dieta onnivora se la prendesse con un vegetariano perché continua a mangiare alimenti di origine animale: certo può farlo, ma che credibilità avrebbe? Non si potrebbe semplicemente ribattere che quel vegetariano sta facendo già molto per gli animali eliminando la carne e di certo più dell'onnivoro? Ti faccio questo esempio perché succede spesso, e una replica logica e coerente c'è eccome! Le critiche non ci spaventano assolutamente, soprattutto quando non hanno una base solida su cui poggiare.

2) Forse non lo sai, ma la vendita di uova in guscio dei supermercati rappresenta uno dei settori di maggiore acquisti e vendita di questo prodotto nel mercato. Ti faccio un esempio: un supermercato come Esselunga o Carrefour Italia in un anno commercializza dai 150 ai 250 MILIONI di uova in guscio (solo quelle vendute come uova, non parliamo di quelle contenute nei prodotti pronti), dunque la loro politica di abbandono degli allevamenti in gabbia per quanto riguarda la vendita ha avuto un impatto su centinaia di migliaia di galline (parliamo di una cifra che, combinando solamente l'impatto di queste due insegne, raggiunge e supera il milione di galline, ovvero oltre il 3% del totale allevato in Italia). Non ti sembra molto più di un "contentino simbolico" già di per sé? E soprattutto, se paragonato a quello che stanno facendo iN's o Eurospin, ovvero niente, non ti sembra ancora più d'impatto come cifra?

In ogni caso ti ringrazio molto della domanda, dobbiamo sempre tenere in mente le potenziali critiche ed essere pronti a controbatterle, quindi mi stai dando la possibilità di fare un esercizio utilissimo :) Fortunatamente in questo caso la possibile obiezione non ci spaventa affatto, visto che non sta in piedi agli occhi di chiunque ragioni in modo logico. Poi i contestatori ci saranno sempre, quelli che non vogliono ascoltare né capire, ma figurati: ci siamo decisamente abituati!

Aggiornamento felice 28.09.2017:

iN's Mercato, nella sua pagina Facebook, annuncia:

In's Mercato comunica ufficialmente che, a partire DAL 1° NOVEMBRE 2017, le uova provenienti da allevamenti in gabbia non saranno più presenti nei punti vendita. Qui il comunicato ufficiale: http://bit.ly/2xHNAVz

Era ora. 

26 agosto 2017

Uno dei tanti esempi di stupidi post di Matteo Salvini


Cazzate di Salvini
Cos'ha scritto Salvini il 19 agosto scorso? Un classico non solo della xenofobia, ma anche del giustizialismo becero e ignorante degno dei peggiori bar sport:

------------------
Un immigrato pakistano di 21 anni, Akhtar Nabeel, richiedente asilo, ha violentato un ragazzino disabile di 13 anni in provincia di Reggio Emilia.
Arrestato, ha confessato.
Oggi è già libero!
Il giudice, tal Giovanni Ghini, ha deciso che per ora il povero immigrato non meritasse né il carcere né gli arresti domiciliari.
Il governo chiacchiera di "lotta al terrorismo", mentre un pedofilo finto profugo è tranquillo a spasso per Reggio...
Pazzesco.
Questa non è Giustizia, questo non è il Paese che voglio lasciare ai miei figli: andiamo a governare!

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Per l'ennesima volta probabilmente il ragazzone non ignora, ma fa finta di ignorare alcune semplici nozioni di giurisprudenza che i suoi discepoli, quelli sì, devono assolutamente non conoscere per poter essere oggetto delle sue prese in giro mascherate da buoni intenti di ripulire l'Italia: il giudice, in attesa dell'esito del processo (che porterà sicuramente a una condanna) e in assenza di un domicilio presso cui scontare gli arresti domiciliari, ha disposto solamente l'obbligo di firma. Cioè ha applicato né più né meno che la legge. Che è uguale per tutti.
A differenza del gratuito sospetto che che Salvini con le sue parole vorrebbe instillare, non c'è nessuna ragione per ipotizzare che il giudice avrebbe disposto diversamente se il violentatore in questione fosse stato italiano.

Un utente, commentando il suo post, gli ha scritto quello che tutta l'Italia dovrebbe dirgli in coro:

Ogni volta che apri bocca, sollevi polveroni inutili. Ogni volta che stai zitto, per un attimo, si vive meglio e si respira aria migliore.

Io non metto bocca sul programma del partito Lega Nord. Che se andasse al governo ovviamente e per fortuna non farebbe tutto quello che promette, perché il suo leader sa benissimo che certe cose si possono solo dire e non fare.

Però una domanda me la faccio: com'è possibile che a tu, elettore della Lega Nord, auspichi che al governo della tua nazione vada una persona che ti dà a bere sciocchiezze di continuo?

Sì, di continuo. Non hai presente? Ne vuoi altre?

Roberto Saviano ne ha citate alcune in un video che ha pubblicato nella sua pagina Facebook il 10 agosto scorso. L'ha fatto in occasione dell'ennesima penosa uscita di Salvini: "Per Saviano sono razzista, ignorante, sgrammaticato...Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l'invasione, gli leviamo l'inutile scorta" !!!



Ne vuoi altre ancora?

Le trovi nell'ottima pagina Facebook "Leggere i post di Salvini per sentirsi una persona migliore". Nella cui immagine di copertina si legge una deliziosa poesiola dedicata ai legisti e al loro tragicomico capo:

Oh, ramingo neuron leghista
Vaghi sol soletto piangendo con passione
La cosa che più rattrista 
È il constatar che sei ostaggio di un coglione

14 agosto 2017

No, il fascismo non ha avuto i suoi lati positivi

Giorni fa una mia FB-Friend ha scritto sul suo diario:

Questo è quanto il mio babbo.. comunista .. mi ha insegnato sul fascismo..... ma è anche quanto.. i "comunisti moderni" hanno cercato di cancellare con gli atti....

...Linkando un filmato della pagina FB “BENITO MUSSOLINI DUCE D'ITALIA”, che mentre sto scrivendo ha totalizzato 3,7 milioni e mezzo di visualizzazioni.
In questo filmato si vedono varie immagini, fra cui quella di Benito Mussolini che fa il saluto romano, la mappa che indica i territori di guerra in Africa, i bambini dell’Opera Nazionale Balilla, e altre che rappresentano quanto descritto dal testo in sovraimpressione. Ed ecco il testo:

LA VERA ITALIA
1922-1938
SCRITTO E DIRETTO DA:
WWW.MYSPACE.COM/ROMANITALIA
IN QUESTO VIDEO SONO RIPORTATE ALCUNE DELLE OPERE CHE IL FASCISMO HA VOLUTO PER MIGLIORARE L’ITALIA. QUESTO È STATO IL VERO FASCISMO, PRIMA CHE L’ALLEANZA COI BARBARI LO PORTÒ ALLA ROVINA [va beh, “portasse”, ma insomma…]
BATTAGLIA E VITTORIA DEL GRANO
BONIFICA TERRE PALUDOSE, E… COSTRUZIONE DI NUOVE CITTÀ COME POMEZIA, LITTORIA, APRILIA …
INNOVAZIONE DELL’INDUSTRIA… 40 ORE SETTIMANALI… 8 ORE GIORNALIERE.
LIBRETTO DEL LAVORO
CARTA DEL LAVORO
ASSICURAZIONI DI INVALIDITÀ E VECCHIAIA
INAL
INPS
ECA
INAM
CORPORAZIONI E SINDACATI FASCISTI
OPERA NAZIONALE DOPOLAVORO E SABATO FASCISTA
CASSE RURALI E ARTIGIANE
TUTELA DEL LAVORO DONNE E FANCIULLI
PRIMO CARNERA CAMPIONE DEL MONDO DEI PESI MASSIMI
ITALO BALBO PRIMA TRASVOLATA ATLANTICA
GIOVANNI GENTILE – RIFORMA DELLA SCUOLA
LA PRIMA ENCICLOPEDIA
OPERA DOPOSCUOLA
LOTTA CONTRO ANALFABETISMO
OPERA NAZIONALE BALILLA
COLONIE PER I RAGAZZI
ASSISTENZA AGLI ILLEGITTIMI, ABBANDONATI ED ESPOSTI
OPERA NAZIONALE MATERNITÀ ED INFANZIA
ASSEGNI FAMILIARI
ESENZIONE TRIBUTARIA PER FAMIGLIE NUMEROSE
NAZIONALE DI CALCIO CAMPIONE DEL MONDO 2 VOLTE CONSECUTIVE
UMBERTO NOBILE TOCCA PER PRIMO IL POLO NORD CON IL DIRIGIBILE “NORGE”
RINNOVAMENTO LEGISLATIVO – STOP ALLA CRIMINALITÀ
ASSISTENZA OSPEDALIERA PER I POVERI
VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER NAONATI
ACCADEMIA REALE D’ITALIA DIRETTA DAL PREMIO NOBEL GUGLIELMO MARCONI
IL PREMIO NOBEL LUIGI PIRANDELLO
IL PREMIO NOBEL GRAZIA DELEDDA
IL TRANSATLANTICO REX, STABILÌ IL RECORD DI TEMPO DI TRAVERSATA ATLANTICA (4 GIORNI E 14 ORE)
INNOVAZIONI IN ARCHITETTURA
AUTOSTRADE, TRENI, PORTI E AEROPORTI
I FORI DI ROMA IMPERIALE
QUARTIERI POPOLARI GARBATELLA
QUARTIERI FUTURISTI… L’EUR
LEGGE URBANISTICA
ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI
ISTITUTO LUCE
I PATTI LATERANENSI
IL PREFETTO MORI E LA SCOMPARSA DELLA MAFIA
CREATI PARCHI NAZIONALI… GRAN PARADISO, CIRCEO, STELVIO…
L’ATTIVITÀ SPORTIVA
IL CONI
LA FIERA DEL LEVANTE
NUOVI ACQUEDOTTI PER PORTARE L’ACQUA DOVE MANCAVA
L’ORO E IL FERRO PER LA PATRIA
LE MILLE MIGLIA
TEATRI
FIERE E FOLCLORE
L’IMPERO – OLTRE A LIBIA E SOMALIA VENGONO CONQUISTATE ETIOPIA ED ERITREA
L’ALLEANZA CON LA GERMANIA E LA GUERRA HANNO CANCELLATO TUTTO CIÒ CHE È STATO FATTO. BISOGNA RICORDARE CHE IL BUONO DI OGGI… È NATO IN QUEGLI ANNI. NON BASTA UN VIDEO PER ELENCARE TUTTO IL BENE VOLUTO AGLI ITALIANI

Mio commento:

Inizialmente avevo capito che si trattasse di un elenco di cose positive dovute al fascismo. Poi ho visto il video che prosegue annoverando nell'elenco
- "Opera Nazionale Balilla (mirata a educare i bambini ai valori fascisti e a considerare il duce un supremo esempio, citato anche nella delirante "preghiera del Balilla"!!!)
- "I patti lateranensi"
- "L'impero"
- "L'oro e il ferro per la patria [= per la guerra in Etiopia]" (a cui parteciparono Marconi e Pirandello, entrambi celebrati in questo video)
Altre bizzarrie di questo video: sarebbero merito del fascismo
- Carnera campione del mondo
- Premio Nobel a Luigi Pirandello e a Grazia Deledda
EEEh? :D

Risposta della FB-Friend:

Marco, vuoi l'elenco dei "MERITI" dei comunisti antichi e moderni, dei sindacati e di tutti quelli che si riempiono la bocca di "buonismo"??? vogliamo parlare di vari gruppi giovanili "istituzionali" che "addestrano" i ragazzi come o peggio dell'opera nazionale ballilla?.. lascia perdere Marco... ogni epoca, ogni regime ha i suoi pregi e i suoi difetti.. ho postato questo per ricordare che il fascismo non e' stato solo quello degli anni 40, quello che ci ricorda continuamente chi "Parla bene e razzola male" .. ma c'e' stato anche del buono prima.. e tanto....

Mia risposta:

Se ci mettessimo a parlare dei meriti dei comunisti (sia con virgolette ironiche che senza) andremmo fuori argomento, perché il video da te linkato parla di altro. Comunque, dato che l'hai evocato, come se criticare questo video significasse difendere il comunismo, chiarisco che non è questa la mia intenzione.

Vengo al dunque. Che ogni epoca abbia i suoi pregi e i suoi difetti è inevitabile (come diceva Benigni, anche il mostro di Firenze avrà detto "Buongiorno" a qualcuno).
Certo, come dici il fascismo non è stato solo quello degli anni ’40 e ci sono state anche delle cose buone prima, che però scompaiono se confrontate con quelle ingiuste (sempre antecedenti agli anni ’40), una su tutte il delitto Matteotti che anche da solo avrebbe dovuto essere motivo sufficiente della destituzione di Mussolini dal suo incarico e della sua condanna al carcere.

Le distinzioni che più di una volta ho sentito e letto del tipo "Non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca, siamo razionali, evitiamo tifoserie, facciamo i dovuti distinguo" di solito nella testa di chi riceve il messaggio hanno il risultato opposto a quello dichiarato, e cioè non distinguere, ma mescolare ben bene. Ad esempio, per quanto riguarda il video in questione, dopo aver visto le immagini di connotazione positiva mischiate a quella del pazzo delinquente con mano alzata, si tende a fare di tutta l'erba un fascio: si dà l'idea che la possibilità di ottenere buoni risultati sia peculiarità dell'intero pacchetto-fascismo, mentre in realtà le buone iniziative che sono state realizzate durante il periodo del fascismo (malamente e ridicolmente elencate, vedi su) certamente si sarebbero potute realizzare senza bisogno di un regime criminale.

No, non lascio perdere, perché la ritengo una questione importante che riguarda non solo la valutazione del fascismo, ma in generale il modo fuorviante di comunicare. Importante, perché la cattiva informazione, compresa quella che viene fatta su questa frequentatissima piattaforma social, è fra le cause maggiori della fatica che fa la nostra società a progredire verso il vivere civile.

Non lascio perdere perché, come vale per tutte le informazioni utili, ritengo importante che il fascismo (e cioè l’ideologia fascista e il regime fascista, che non è lo stesso che dire “tutte le cose accadute in quell'arco di tempo”) sia fondamentalmente ricordato per le sue peculiarità. E queste peculiarità sono crimine, arroganza, ingiustizia, prevaricazione, assassini di massa nei confronti di persone innocenti, plagio e diseducazione.

Visto che hai rammentato il buonismo, questo mi viene da risponderti: basta con questo buonismo fascista. È solo fuorviante e non serve a nulla e a nessuno se non ai nostalgici di un'ideologia malata e dannosa.


In un altro commento in risposta a un altro utente (risparmio le divagazioni con esempi sul comunismo deviato), lei ha detto:

È cosi' brutto ammettere che anche in un regime c'e' stato qualcosa di buono?

Allora ho riprovato a spiegare:

È brutto perché induce a un equivoco. Come ho cercato di spiegare, le cose buone (e non mi riferisco a questo video, che fra le cose buone annovera vergognosamente le conquiste in Africa e il palgio dei bambini) sono state fatte non grazie all'ideologia fascista, ma semplicemente grazie alla volontà di fare qualcosa di buono che appartenne ai fascisti.
Se il cuoco di una mensa di una scuola dell'infanzia ha violentato 30 bambini ma fa un'ottima pappa col pomodoro, trovo sbagliato dire "Però senti che buona pappa al pomodoro ha fatto questo! E non è la sola. Non basta un video per descrivere il bene che quest'uomo ha voluto ai bambini; tutto quesoto bene è stato cancellato, mannaggia, solo perché un giorno ha sgozzato in pubblico 10 persone ed è stato beccato e processato per questo e tutti gli altri reati. Da quando è in galera una pappa col pomodoro così in quell'asilo non si è più vista! Ricordiamolo anche per quello che ha fatto di buono!"
L'ottima pappa col pomodoro la faceva non perché era un violetatore. La faceva perché era un buon cuoco. Quindi, com'è facile capire:
- è sbagliato dire "Bisogna vedere anche gli aspetti positivi della pedofilia"
- dire "Bisogna vedere anche gli aspetti positivi di quando c'era lui" è teoricamente giusto, ma fuorviante, perché tende a essere inteso col significato della prima frase, essendovi fortemente allusivo.

Magari riportando tutto questo su questo articolo avrò un link a mia disposizione per farmi capire da chi sente il bisogno di ricordare i supposti benefici del fascismo.

A proposito di fascismo, sul web ci sono tanti articoli che smentiscono le bufale su cotanta deplorevole corrente politica e su Benito Mussolini. Uno di questi è “Quando c’era il duce…” Basta cazzate, sfatiamo il mito, di Matteo Gracis.

04 agosto 2017

L'autolesionista "selezione" di immigrati criminali in Italia

In Italia i più criminali fra i migranti
Lunedì scorso il mio FB-Friend Polo Bussagli ha scritto un post che, con la sua autorizzazione trasformo in articolo perché ci tengo che non sprofondi nell'oblìo. L'episodio a cui si riferisce riguarda un 18enne sudanese con un precedente di tentata rapina che in una colluttazione con dei vigili urbani ha sottratto la pistola a uno di loro e ha iniziato a sparare (fortunatamente senza riuscire a ferire nessuno). Ne parla ad esempio FirenzeToday a questa pagina. Paolo ha spiegato concetti importanti che credo la maggior parte delle persone non abbia chiaro. Buona lettura, se vi va.

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Da Fiorentino - nato e cresciuto a Firenze e tuttora residente a Campo di Marte - vorrei fare una precisazione che DEVE essere fatta per evitare sia semplificazioni razziste che semplificazioni buoniste. Questo ultimo, ennesimo episodio di violenza legata all'immigrazione non dipende dal fatto che "gli Africani sono violenti". Ma è un dato di fatto che una buona fetta di quelli che noi abbiamo fatto entrare lo sono. Forse vale la pena di chiedersi perché. Ebbene, in questi lunghi e terribili anni di malgoverno del PD si sono fatte entrare centinaia di migliaia di persone (e tutt'ora si fanno entrare migliaia di persone a settimana) SENZA CHIEDERE documenti e SENZA PRENDERE impronte digitali. Un fatto inedito nell'intera storia universale: nessuno è mai stato così autolesionista da fare una scelta del genere. Il nostro governo lo ha fatto come furbata all'Italiana per fottere le regole di Dublino (una tipica furbatina del tutto inefficace... pensavano che in Europa venissero dalla montagna del sapone...) ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti: noi SELEZIONIAMO una IMMIGRAZIONE SPOSTATA e CRIMINALE. Perché se sei un delinquente matricolato, se sei uno con una condanna nel tuo paese di nascita ci sta solo un posto dove puoi entrare e vivere indisturbato: l'Italia.
Poi, se vogliamo, possiamo lamentarci quanto ci pare del fatto che l'Europa non ci aiuta, che chiudono le frontiere e blabla... eccetera... ma dobbiamo anche prendere atto che è ridicolo aspettarsi un comportamento diverso.
Questo, e solo questo è il nocciolo della questione... il governo ha deciso di selezionare, come immigrati in Italia, la PEGGIORE FECCIA del pianeta Terra. Per una persona onesta che vuole vivere lavorando l'Italia è un pessimo approdo. È stupendo invece per i criminali. Ovviamente gli altri Stati d'Europa non ci pensono nemmeno a condividere con noi questi criminali ed è difficile dargli torto... Io vorrei proprio che di questo si parlasse tutti quanti, evitando le solite bischerate ideologiche.
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Aggiungo io: altra azione autolesionista dell'Italia è permettere che una cooperativa faccia concorrenza sleale agli operai italiani (che hanno le normali spese di padri e madri di famiglia) offrendo ad aziende immigrati già mantenuti con soldi pubblici, proponendo il loro lavoro in cambio di 400 euro al mese. Se ne è parlato nella puntata del 27 luglio della trasmissione televisiva "Dalla vostra parte".

24 giugno 2017

Sicurezza negli stadi: efficacia inglese e stupidità italiana

tappi di bottiglie sequestrati dalla polizia ai concerti e alla partite
Come concordato con un mio amico (che preferisce non essere citato), pubblico alcune considerazioni da lui scritte nel corso di una discussione sul sequestro di tappi di plastica e più in generale sulla sicurezza nelle manifestazioni agli stadi come concerti e partite di calcio. Ha parlato per esperienza diretta e attingendo a informazioni che ha avuto ai corsi di formazione in collaborazione con la polizia e i giuristi relatori.

"È successo che in inghilterra avevano toccato il fondo del permessivismo e della democrazia, ritrovandosi con partite di calcio che diventavano vere e proprie situazioni di guerrilla urbana, con moltissimi uomini della polizia coinvolti (e pagati) per provare ad arginare le violenze. Oggi invece in Inghilterra non ci sono nemmeno più le pareti divisorie fra tifoserie e la gente sta seduta composta a godersi lo spettacolo per cui ha pagato, senza rompere le palle alle altre persone. Cosa è successo? Partiamo dal presupposto che i contribuenti non sono felici di pagare collettivamente tutta quella polizia per manifestazioni che interessano ad una minoranza di fan o di tifosi. Serviva pertanto una soluzione privata che fosse a carico della manifestazione, non del governo. Ma se persino di fronte alla polizia in divisa questi sono capaci di scatenare violenze e guerrilla, cosa potevano fare privati disarmati per legge? Ecco, hanno trovato la soluzione: un privato può puntare un dito. Hanno istituito dentro gli stadi dei tribunali con un giudice che processa per direttissima e chi rompe le palle viene indicato, le forze dell'ordine vanno a rimuoverlo, egli viene quindi processato (con prove video a carico) per direttissima ed esce dallo stadio sulla camionetta della penitenziaria che lo porta al canile. Cosa ha fatto l'italia, al solito modo suo di non capire, non conoscere e fare tutto a cazzo? Ha detto: bello il modello inglese, funziona e le persone sono contente e tutelate. Facciamolo anche da noi, però senza il tribunale dentro gli stadi se no la gente si sente sotto pressione e brontola. Facciamo che la polizia guarda solo le strade e la pubblica cosa fuori dai concerti-partite e che dentro devono assumere dei privati così diciamo ai cittadini che stanno risparmiando. Privati disarmati, con pochi o punto poteri, che se puntano un dito gli fanno una pernacchia, che stanno lì inutilmente (il tribunale direttissimo è il motivo di TUTTA la pace ottenuta nelle manifestazioni inglesi, non era un dettaglio da scavalcare) con il compito di controllare tutti i tappi a gente che gli sputa in faccia che non essendo polizia non possono perquisire. Brava italia"

Già. Brava Italia. L'Italia che, come in molti altri casi, mette in atto pseudo-soluzioni o mezze-soluzioni di facciata. Tipo quella di cui parlavamo io e Aivia all'inizio della discussione, e cioè il sequestro di tappi, ideato con lo scopo di impedire il lancio di bottiglie contenenti acqua e chiuse, che lanciate possono fare molto male... Provvedimento che di per sé potrebbe sembrare intelligente, se non fosse per il fatto che non vengono fatte perquisizioni per vedere se chi sta entrando ha in tasca tappi di riserva. Provvedimento che quindi non impedisce di fare del male a chi vuole farlo, e che in compenso crea scomodità a chi semplicemente vorrebbe assistere alla manifestazione senza il rischio di rovesciare una bevanda.
Brava Italia. Non solo non ti smarchi dall'antipatia da parte di chi si lamenterebbe per eventi di teppismo (dato che ci sarebbero comunque), ma crei ulteriore antipatia attuando provvedimenti che sembrano e sono solamente stupidi e fastidiosi.

20 aprile 2017

Obbligo di fedeltà in azienda: come interpretarlo?

Ho letto poco fa un articolo su La Stampa su una psicologa che ha vinto una causa contro l'ASL1. Secondo il giudice (e anche secondo me) era stata ingiustamente sospesa per il fatto di aver denunciato su Facebook le pietose condizioni del luogo di lavoro che le era stato assegnato, pubblicando foto e commenti denigratori. Del resto le foto erano vere, e il luogo di lavoro era effettivamente pericoloso e fatiscente. Quindi con che coraggio l'ASL1 aveva deciso di punirla?

Questa vicenda mi ha ricordato un fatto di qualche anni fa. Mi lasciò perplesso una clausola che una cooperativa di servizi inseriva nei contratti di ingaggio di professionisti della salute e operatori di assistenza in una casa di riposo.

Questa clausola, si leggeva nel contratto, vietava al professionista

"di comunicare e divulgare a terzi qualsiasi tipo di dato, informazione, notizia inerente l’organizzazione aziendale, i singoli servizi e gli utenti di cui viene a conoscenza durante le prestazioni professionali e dopo la cessazione delle stesse, e a non utilizzare, né in proprio né a favore di terzi, dati o fatti inerenti la Cooperativa e le strutture in cui opera"

Dopo una ricerca sul web del codice di riservatezza, sancito dal codice civile, trovai questa pagina dedicata al diritto, dove un legale rispondeva alla domanda di un utente. Nella sua risposta, fra l'altro, si legge un riferimento al cosiddetto obbligo di fedeltà:

[...] anche successivamente alla scadenza del contratto, non avrai facoltà di "divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio"(pensa ad esempio, alle opere tecnologiche innovative, assoggettate a brevetto, ovvero all'esito degli studi e delle ricerche scientifiche, di cui ti occuperai all'interno dell'azienda). [...] L'obbligo sussisterà fino a quando l'imprenditore/ex datore di lavoro avrà interesse a tale segretezza, ossia fino a quando l'azienda svolgerà la sua attività, nello specifico settore imprenditoriale in cui opera attualmente. In caso di violazione dell'obbligo di fedeltà, successiva all'estinzione del rapporto di lavoro subordinato, sorgerà nei tuoi confronti, una responsabilità civile, ossia sarai obbligato a risarcire il danno patrimoniale, cagionato al tuo ex datore di lavoro."

Ok, il Codice Civile vieta la divulgazione di notizie che cagionerebbero un danno all'azienda. Se il lavoratore lo fa, l'azienda può citarlo in giudizio e chiedere il risarcimento per quel danno (a patto che quel danno venga dimostrato, immagino). Ed essendo ciò sancito da una legge, vale anche se non è scritto nel contratto.

Ma in quel contratto il divieto era più esteso. Non si vietava soltanto la diffusione dannosa di informazioni. Si vietava la diffusione di informazioni. Anche se non dannose. E questo anche dopo la fine del rapporto di lavoro.
Praticamente se accetti quel contratto, 20 anni dopo che hai smesso di lavorare per quella cooperativa non puoi confidare a tuo fratello uno dei "fatti inerenti la cooperativa e le strutture in cui opera", ad esempio che una volta un tuo collega è stato licenziato, o che una volta alla cuoca è caduto di mano un piatto.
Altrimenti, pur non arrecando danno alla cooperativa violi il contratto. E quindi potrebbe esserti chiesto un risarcimento per contratto non onorato.

Ma... ma... MA...

...per prevedere una sentenza, a quanto pare, non sempre è sufficiente leggere il significato delle parole di un contratto e di una legge. A volte, legge o non legge, contratto o non contratto, il giudice aggiunge del suo.

Ad esempio, premesso che sono contento della sentenza che ha dato ragione alla psicologa, non posso non notare che la legge le dà torto: nel Codice Civile c'è scritto che è vistato di divulgare notizie attinenti all'organizzazione. Non c'è scritto che "però quelle informazioni puoi divulgarle se corrispondono a verità, o se sono facilmente reperibili".

Quindi, per l'ennesima volta, dititto italiano... BOH.

12 aprile 2017

Il passeggero della United Airlines picchiato perché non voleva rinunciare al viaggio

Ieri ho appreso da questo video di Federico Pistono la notizia del passeggero di un aereo della United Airlines, picchiato perché non voleva scendere dall'aereo e rinunciare al suo viaggio. Si trattava di un medico in procinto di tornare a casa e che doveva essere in ospedale il giorno dopo. Come alcuni altri passeggeri è stato fatto scendere per far posto a membri dello staff aggiuntivi. Ma, a differenza degli altri passeggeri espulsi, lui non voleva accettare il risarcimento di un voucher da 800 dollari in cambio del rinuncio al volo, così è stato malmenato e trascinato via di peso a causa della sua resistenza.



Le azioni della United Airlines sono scese nei giorni successivi alla messa online dei filmati relativi a questo fatto.

Io sono molto diffidente e sospettoso riguardo le compagnie aeree in generale, perché so che molte vessano i loro clienti in maniera odiosa. Ad esempio ho saputo che in seguito a un overbooking andato male (overbooking = vendere più biglietti dei posti disponibili, sapendo che nella maggior parte dei casi ci saranno degli assenti... appunto, nella maggor parte dei casi, e non sempre!) è stata truccata la bilancia del bagaglio a mano per costringere quello o quell'altro passeggero a rimanere a terra.

Ripeto, sono molto diffidente e sospettoso nei confronti delle compagnei aeree. Ma cerco di non lasciarmi trascinare dall'emozione e dalla fretta quando si tratta di dare ragione o torto.

Osservando questa storia, il pensiero di molti commentatori è andato all'overbooking. I fautori del libero mercato senza se e senza ma direbbero: "Le regole le sai quando acquisti un biglietto. Se non ti piacciono, acquisti il biglietto di un'altra compagnia, oppure fondi tu una compagnia aerea". In realtà questo tipo di argometnazione non sempre regge, perché un'altra compagnia, che tratta meglio i clienti, costerebbe di più, e anche i meno abbienti hanno riditto di viaggiare in posti lontani se ne hanno bisogno, e figuriamoci se ogni volta che si viene vessati da un'azienda la risposta può essere fondarne una. Un governo può intervenire legiferando su questo e proibire l'overbooking, ad esempio, proprio come ha proibito i costi di ricarica per i cellulari, ottenendo il plauso della quasi totalità della popolazione.
Occorre comunque riflettere e non lasciarsi trascinare dall'apparenza. Ad esempio, riguardo la telefonia mobile si poteva ragionevolmente temere che i costi di ricarica sarebbero stati spalmati sulle tariffe di chiamata (anche se ciò non è avvenuto, mi pare, fortunatamente). Analogamente, la proibizione dell'overbooking (o l'aumento dei risarcimenti per le vittime dell'overbooking, etc) potrebbe avere conseguenze sul rialzo dei prezzi dei biglietti.

Polizia rimuove con la forza passeggero United Airlines
 Sta di fatto che i tanti aneddoti di vessazione dei clienti e la grande quantità di compagnie aeree che si fanno concorrenza fra loro (e alcune delle quali ogni tanto falliscono) mi fa pensare che un buon posizionamento sul mercato di una compagnia aerea potrebbe essere proprio "La compagnia aerea low-cost che non truffa i clienti", o qualcosa del genere.

Ma questa che ho fatto era solo una parentesi, perché se ho capito bene nel caso di specie probabilmente non si è trattato di overbooking, come ha detto un commentatore:

[...] l'overbooking viene gestito in fase di check in... Non c'è più posto = no carta di imbarco. Penso sia stata una situazione di emergenza nata dopo il check in. In caso si debbano inviare urgentemente manutentori/equipaggio per un altro aereoplano fermo da un'altra parte. In questo caso chiedono a chi è già imbarcato di accettare un indennizzo se lascia il posto. Generalmente si assiste ad un asta al rialzo fino a che non si liberano i posti necessari.
Ovviamente qui qualcuno non ha seguito le procedure in modo appropriato.

Un altro commentatore ha precisato:

[...] i passeggeri selezionati sono quelli che hanno pagato meno e che hanno quindi una priorità più alta nell'essere soggetti a decisioni della compagnia. Viene sempre spiegato in fase di prenotazione sia in agenzia che sul WEB. L'atteggiamento del poliziotto nasce dal fatto che l'interruzione di pubblico servizio va punita e negli USA non si scherza, mi pare... anche se verrà sanzionato per il metodo usato.

Anche se non ero lì, immagino non siano state date ai passeggeri da espellere tutte le spiegazioni.
Per scongiurare il problema sarebbe stato sufficiente fare ai passeggeri un ripassino delle condizioni contrattuali, nonché dar loro un risarcimento che potesse essere percepito come congruo. Queste cose capitano di rado (al contrario dell'overbooking), quindi non vedo il problema di dare a ogni passeggero un risarcimento anche di 1000 dollari a testa (dollari, non voucher).

Prima di leggere l'articolo di Wired sulla vicenda ero stato tentato di scrivere "Comunque se dei poliziotti, a torto o a ragione, ti danno un ordine e tu rifiuti di eseguirlo, non stupirti se usano la forza; la tua resistenza non fa che peggiorare la tua situazione e non ti apporta nessun vantaggio". E invece non è stato così: curiosamente il passeggero, in un momento successivo, è stato riammesso nell'aereo! La sua tenacia e il suo coraggio l'hanno premiato. Beh, anche la sua incoscienza.

Con l'occasione la compagnia aerea concorrente Southwest ha approfittato del fatto per uno slogan: "Battiamo la concorrenza, non te".
Aggiornamento: poche ore fa sul canale YouTube Fame Magazine II è apparso questo video su come usare il Ju-Jitsu per difendersi da United Airlines