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05 settembre 2016

Servizio che immortala pagine online: utile, ma... Legale? Etico?

Pochi giorni fa ha avuto luogo un battibecco a distanza fra due giornalisti che scrivono su blog molto conosciuti. Il tema era un contenuto copia-incollato e quindi ritenuto un plagio.
 
Non voglio entrare nel merito della questione, ma spendere qualche parola sul sito di cui uno dei due litiganti si è servito per immortalare sul web la prima versione dell'articolo-quasi-fotocopia.

Si tratta di un sito che non voglio nominare né linkare, in quanto offre un servizio su cui mi è sorto un dubbio quanto a liceità e eticità. Alludo proprio al tema del diritto d'autore.
Il blog di questo sito è dedicato alle domande degli utenti, a cui viene data una risposta con discreta prontezza... quando viene data. Osservando le date dei vari articoli deduco che le domande sul diritto d'autore, da me inviate più di una settimana fa, siano state bypassate.

Dunque non mi rimane che esprimere i miei dubbi qui, su OPIDOS.

Come si legge in home page, si può usare questo servizio online per conservare il contenuto di una pagina web, che viene salvata internamente in una pagina replicata, ospitata dai server di questo sito. Viene generato un link che porta a questa pagina replicata, link a cui potenzialmente chiunque può avere accesso, indipendentemente dalla volontà dell'autore della pagina originale.

Quindi il sito in questione, mi pare, viola il diritto d'autore ogni volta che (su azione di un utente che non fa parte dello staff, ma questo è irrilevante) incolla su una propria pagina un mio testo che ho pubblicato su una mia pagina web nonostante io non ne abbia dato il consenso (a proposito: se sul mio sito non scrivo nulla in proposito, per legge è sottinteso che non sto dando alcun consenso)!
E potenzialmente viola anche la privacy: il motivo della cancellazione o modifica di una pagina può avere a che fare con la privacy dell'autore (che magari ha cambiato idea su qualcosa) o con la privacy di qualcuno di cui ha parlato, che ha chiesto e otenuto che rimuovesse un contenuto.

Immagino che questo servizio online - completamente automatizzato - sia stato creato con buoni intenti, e cioè fornire delle prove su cosa conteneva un sito in una tale data in occasione di un contraddittorio, oppure linkare un contenuto dall'affidabile e duratura stabilità per paura che una pagina web in questione chiuda i battenti domani o fra 15 anni per motivi diversi dalla privacy dell'autore o dal copyright. Ma la buona fede è irrilevante, sia da un punto di vista giuridico che dal punto di vista di un ingiusto danno che un utente potrebbe avere.

Quindi non sto facendo pura speculazione in punta di diritto. Il problema di cui parlo ha un risvolto anche pratico.

Ammettiamo che io abbia scritto qualcosa che non lede gli interessi di nessuno, nella più completa legalità, e che a un certo punto cambi idea e decida di toglierlo dalla rete per questioni di immagine (ad es. ero uno spogliarellista e adesso, pentito, voglio farmi prete e voglio cancellare la mia pagina web in cui pubblicizzavo tale attività). È giusto che un altro sito possa senza il mio consenso conservare e mostrare le foto di me che faccio i versi su un palco in mutande, nonché i testi contenenti il mio numero di cellulare per prenotare degli spettacoli? Questo accade nel caso in cui un utente, magari senza alcuna volontà di danneggiarmi, abbia un anno fa salvato-duplicato la mia pagina web su un servizio online come questo prima della mia conversione e decisione di cambiare vita.

La confessione cancella i peccati dall'anima. E per cancellarli da un sito copia-incollatore come si fa? Come dicevo, lo staff non risponde alle mie domande. Forse quella buona fede che supponevo all'inizio tanto buona non è. Beh, spero che anche loro ritrovino la fede e riparino le loro colpe.

21 marzo 2016

Spam da associazioni di beneficenza

Periodicamente ricevo telefonate di associazioni di beneficenza che mi chiedono soldi in regalo o in cambio di biglietti per spettacoli teatrali o altro.

Giustamente la legge, così come la lingua italiana e il buon senso, inquadrano questo tipo di telefonate come messaggi promozionali (il carattere umanitario non le esclude da questa tipologia).

Visto che da anni sono iscritto al Registro delle Opposizioni, la legge sulla Privacy vieta di chiamarmi a scopo promozionale senza la mia preventiva autorizzazione.

So che di primo acchito quanto sto scrivendo potrebbe sembrare segno di insensibilità, cattiveria, etc, ma non è così.

Oltre al mio impegno a tenere uno stile di vita sostenibile per danneggiare meno possibile l'ambiente, le persone e gli animali, ho un mio budget annuale che dedico alle donazioni in beneficenza. In realtà tutte le persone hanno questo budget. Più o meno chiaro nella loro testa, più o meno flessibile, ma certamente limitato. Il fatto che il budget sia limitato costringe ogni persona a dire sì ad alcune buone cause e dire no a molte altre, in numero decisamente maggiore, data l'enorme quantità di iniziative per le quali c'è bisogno di soldi.

Per questo motivo le associazioni di beneficenza sono in concorrenza fra loro. Brutto dirlo, ma è un dato di fatto.

La concorrenza deve sussistere con regole uguali per tutti. Se alcune associazioni spendono soldi per fare marketing nel rispetto della legge ed altre fanno marketing illegalmente, queste ultime fanno concorrenza sleale alle prime, e quindi non è certo a loro che devolverei i miei soldi se ancora non avessi scelto.

Venendo poi, più specificamente, ai contatti telefonici, al di là degli aspetti legali non trovo educato fare telefonate a tappeto per chiedere soldi o vendere qualcosa. Non vedo perché essere interrotti per strada da un povero che chiede due spiccioli porti le persone a parlare di "accattonaggio", termine con accezione negativa, mentre essere interrotti con una telefonata debba portare il ricevente ad accondiscendere per paura di passare da spilorcio. Sarà esagerato parlare di arma psicologica, ma in una qualche misura secondo me lo è: l'efficacia di queste telefonate, infatti, sta anche nel fatto che il ricevente si sente in imbarazzo a dire di no dopo la spiegazione della tragica situazione in cui si trovano le persone da aiutare.
Io ho imparato a non accondiscendere d'impulso con chi mi telefona, così come con chi mi ferma per strada. Voglio deprimermi per i mali del mondo quando ho voglia di farlo (abbastanza spesso), fare beneficienza quando ho voglia di fare beneficienza, e soprattutto scegliere fra le cause che mi stanno più a cuore dopo una selezione risultante da una mia indagine attiva, e non da una telefonata non autorizzata.

E visto che ho provato (brevemente) a spiegarlo a una spammer beneficente-decifiente che mi ha riattaccato in faccia, ho deciso di scrivere questo articolo il cui link invierò a chi mi spammerà nuovamente.

Dopo di che, questa la regola:

da ogni associazione che mi ha contattato illegalmente a cui avrò inviato questo articolo, voglio vedere un segnale di ravvedimento. Cioè, se stai leggendo questo articolo dopo avermi contattato per chiedermi quattrini, ecco cosa voglio dalla tua associazione:
  • voglio che scrivi al mio indirizzo di posta elettronica un messaggio in cui mi assicuri di aver cancellato ogni mio dato da qualsiasi vostro archivio, e che non mi ricontatterete mai più;
  • voglio che nel tuo messaggio mi prometteti di chiedere al Garante della Privacy l'elenco degli iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni, per evitare di chiamare le persone incluse in tale lista, come da disposizioni di legge.
Per adesso scriverò qui sotto il nome della tua associazione, affinché i lettori possano capire in che modo vi comportate e di conseguenza prendano una decisione più consapevole sull'opportunità di finanziare voi o un altro ente dal comportamento più corretto.
Lo cancellerò dopo che mi avrai inviato un segnale di ravvedimento nelle modalità su descritte. Dopo di che, se mi spammerete di nuovo o se verrò a sapere di una nuova vostra violazione della legge sulla privacy contattando qualsiasi altra persona, il vostro nome verrà inserito di nuovo senza più possibilità di cancellazione.

ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI CHE MI HANNO SPAMMATO E CHE NON HANNO MOSTRATO SEGNI DI RAVVEDIMENTO:

Pantheon srl (www.pantheonsrl.it)

26 novembre 2015

No, Facebook non minaccia la privacy se sai usarlo

Ho sentito dire molte volte raccomandazioni del tipo:

"Facebook mina la privacy delle persone..."
"Hai scritto questa cosa su Facebook? Non ti vergogni a mettere in piazza una cosa così intima?"
"Oh, però questa foto non la mettere su Facebook, perché non mi va che sia mostrata a tutti!"

Cose del genere possono essere dette solo da chi conosce superficialmente o per nulla il funzionamento di Facebook e l'utilità delle liste, cioè gruppi di amici creati automaticamente da Facebook o manualmente da un utente.

Nota: le istruzioni che darò di seguito sono altamente consigliate non solo per difendere la tua privacy, ma anche per non annoiare persone a cui sicuramente non interessa il tuo post. Ad esempio, se scrivi di un gattino smarrito nella speranza che qualche lettore l'abbia trovato e te lo consegni, è bene far visualizzare il post solo alle persone che abitano nella tua area geografica (Facebook crea automaticamente una lista di utenti presenti nella tua area geografica).

COME IMPOSTARE LA VISIBILITÀ DEI POST DI FB


Quando si scrive un post, sì, è possibile scegliere che sia visibile a tutti gli utenti FB (anche i non amici). Ma non è l'unica possibilità. Per ogni post è possibile da subito, o anche dopo la pubblicazione se si è cambiato idea, scegliere di renderlo visibile:

- a tutti (anche i non amici)
- agli amici
- agli amici + amici degli amici
- solo a persone specifiche
- solo a una specifica lista di amici

È anche possibile dare una indicazione sottrattiva, e cioè indicare le persone o le liste di persone che non devono visualizzare il post.

Come? Semplice. No, non c'è bisogno di entrare nella pagina delle impostazioni del proprio profilo. Se ancora non hai pubblicato il post, clicca sul bottone in basso a destra e scegli una lista già esistente...


...oppure seleziona l'opzione "personalizzata" (nota: da smartphone questa funzione non è disponibile, almeno nel momento in cui sto scrivendo questo articolo, quindi dovrai prima creare una lista di contatti a cui vuoi far vedere il post e poi selezionarla col metodo precedente)...


Dopo aver cliccato su "Personalizzata" si aprirà una finestra che ti consente le varie specificazioni (la stessa del prossimo esempio).

In entrambi i suddetti casi, il bottone blu della visibilità, quello accanto a "Pubblica", cambierà etichetta. Infatti inizialmente descriveva l'impostazione usata per il post precedente (es. "Amici"), mentre dopo il tuo clic recherà il nome della lista che avrai selezionato, oppure la scritta "Personalizzata". Da questo ti accorgerai che la tua azione di impostazione privacy del post è andata a buon fine.

Qui sotto è raffigurato ciò che devi fare se hai pubblicato un post con una certa impostazione sulla visibilità e, per qualche motivo, decida di cambiare tale impostazione. In questo caso è necessario cliccare sul piccolo bottone che si trova, nel tuo post, in alto a destra, sotto al tuo nominativo. Dopo di che... stessa cosa descritta negli esempi precedenti.


E se una persona che ha letto sulla propria bacheca il tuo post lo condivide, senza badare alla tua privacy?

Non c'è bisogno che badi alla tua privacy: ci ha già pensato lo staff di Facebook. Ciò che scrivi potrà essere condiviso solamente con le persone previste dalla visibilità che hai impostato per quel post (tutti, oppure solo i tuoi amici, oppure i tuoi amici + gli amici dei tuoi amici, oppure solo il tuo gruppo di danza, etc). Te ne accorgi ad esempio se provi a condividere il post di un tuo amico che è impostato su "Amici": si apre una finestra di Facebook che ti avverte che questa tua condivisione non renderà quel messaggio visibile ai tuoi amici che non siano anche amici anche dell'autore:


Tutto quello che ho detto fin ora vale per ciò che un utente scrive nei propri aggiornamenti di stato, giustamente proteggibili per questioni di privacy, ma non per i link, poiché questi indicano solitamente pagine web accessibili a tutti. Quindi se hai pubblicato un post visibile solo ai tuoi amici e questo post contiene un link, cosa accade quando un amico prova a condividerlo con tutti? In questo caso Facebook "filtra" il testo che hai scritto e rende visibile a tutti solamente il link.

Certo, un utente può "saltare" il tuo filtro privacy copiando e incollando il testo del tuo aggiornamento di stato e inviandolo come post proprio, senza chiederti il permesso o contro la tua volontà. Ma questo è alla stregua del parlare a voce spifferando ciò che avevi detto in confidenza a qualcuno. Il fatto che una notizia da te scritta sia stata diffusa a certe persone contro la tua volontà non è tanto questione di usare o non usare Facebook, quanto di scegliere le persone in cui riporre fiducia.

14 settembre 2015

YouTube: è impossibile bloccare al 100% uno stalker?

Ho bloccato un utente secondo quanto consigliato da Google nella sua guida a questa pagina, dove si legge:

Blocco degli utenti

Se blocchi qualcuno su YouTube gli impedirai di aggiungere commenti sui tuoi video o sul tuo canale e di contattarti tramite messaggi privati.
[...]
Ecco come bloccare un utente su YouTube

Visita la sua pagina canale, che dovrebbe presentare un URL simile a questo: www.youtube.com/user/NOME.
Nella scheda "Informazioni", fai clic sull'icona a forma di bandiera .
Fai clic su Blocca utente.

Questo sistema, mi pare, funziona e non funziona.

Infatti, dopo che nel modo su descritto ho bloccato un bimbominchia perditempo per impedirgli di continuare infestare la pagina di un mio video, cos'è successo?

Lui ha provato a scrivere un altro commento. In seguito a questo tentativo, mi è arrivata le notifica del suo ennesimo delirio.

Controllando la pagina del video ho notato che tale commento non è stato pubblicato. Ma ripeto, la notifica del suo tentativo di commento mi è arrivata, e con esso le sue ingiurie che non ero granché interessato a leggere.

Insomma, se blocco su YT una persona o creatura simile nel modo su descritto da Google, questa può continuare a contattarmi privatamente: per farlo, non può usare la messaggistica prevista da YouTube, ma in compenso può scrivere un messaggio nello spazio dedicato ai commenti. Non verrà pubblicato, ma la notifica con messaggio spazzatura annesso privatamente arriverà.

Se hai una soluzione a questo problema che funziona davvero, ti invito a scriverlo nei commenti qui sotto. Te ne sarò molto grato.

30 giugno 2015

SMS dal n. 4850203: chi è? WEFLY Srl.

È passato quasi un anno da un fattariello che non ricordo come mai ho aspettato così tanto a pubblicare. Mi sa che volevo prima vedere se mi sarebbe arrivata una risposta da Wind. E, se ricordo bene, mi è arrivata dopo qualche settimana una risposta cartacea in cui Wind mi confermava che non era attivo alcun servizio dell'azienda di avevo parlato nella mia email... risposta che non centrava affatto il problema di cui mi ero lamentato, e cioè la imbecille politica aziendale spiegatami dal loro impiegato (vedi sotto).

Ecco a chi appartiene il n. 4850203:

WEFLY Srl
con sede legale in Milano, Piazza Diaz n. 7, P.IVA 07614710965
proprietaria del sito www.adessovinci.it

Fonte: questa pagina della privacy policy (ehm...) del sito suddetto, nonché questa pagina del servizio Whois offerta da Whois.domaintools.com.

Su vari forum e blog potresti trovare varie notizie sulla società Wefly srl e sul numero 4850203, come messaggi indesiderati tipo "I-WIN: abbonamento attivo. Partecipi al concorso. Costo: 5€/sett. Max 3 SMS/sett. Per disattivare invia I-WIN STOP al 4850203.Info 0423402080"

E io qui cosa scrivo? Parlo delle lamentele per uno dei servizi che si è attivato senza che io facessi nulla per approvarlo? Ma no, parliamo di un altro aspetto, e cioè quello che mi è stato detto da due operatori di quella che al tempo era la società telefonica di cui mi servivo, la Wind, a cui mi sono rivolto per chiarimenti. Talvolta c'è da rimanere intontiti dall'idiozia di certa gente.

Cosa mi hanno detto di così tremendo?

Lo apprenderai leggendo alcune parti del messaggio che ho inviato all'indirizzo email (posta certificata) di Wind spa, e cioè windtelecomunicazionispa@mailcert.it:

[...] Vi scrivo in merito a un problema che riguarda una possibile attivazione di un servizio mai richiesto sul mio numero di telefono, e con l'occasione in generale in merito alla modalità di attivazione di servizi a pagamento forniti da terze società.

In data 14 luglio 2014 ho ricevuto un SMS il cui mittente figurava come 4885504

ed il cui testo era il seguente:

"IWIND:abbonamento attivo. Costo:5,09 euro/sett.Max 3sms/set.Hai 7 giorni per recedere inviando stop al 4850203.info/reg al help@i-uto.it 0423402080"

In realtà, avendo un'esperienza più che decennale nella navigazione in Internet e sapendo bene cosa fare e cosa evitare per non attivare servizi a pagamento anche inavvertitamente, posso dirvi che sono sicuro al 100% di non aver chiesto nessun servizio di cui parla quell'SMS, il cui autore è chiaramente in malafede, e con cui è inutile interloquire in alcun modo.

Alle 11.35 circa di oggi 16 luglio 2014 ho chiamato l'155 (numero del vostro centro assistenza) e ho parlato con un operatore (prima della conversazione una voce registrata mi ha notificato il codice FU16CF, o forse l'ultima lettera era una "S").

Mi ha informato che non risulta attivo sul mio numero nessun servizio a pagamento e che non risulta esser stato sottratto denaro dal mio credito residuo negli ultimi giorni.
Non ha però escluso che la società che mi ha inviato l'SMS inizi ad addebitarmi l'importo alla fine di questa settimana.

Inoltre l'operatore ha affermato che quando una terza società fornitrice di servizi telematici, rivolgendosi alla vostra società Wind Telecomunicazioni spa dichiara che il sottoscritto ha effettuato una richiesta di un servizio, e vi chiede di pagare questo servizio sottraendone la tariffa dal mio credito telefonico, voi credete ciecamente a questa dichiarazione e adempiete alla richiesta della suddetta società terza, senza avere dal sottoscritto nessuna conferma, e nel caso in cui in realtà io non abbia mai richiesto questo servizio è mio onere intervenire attivamente (perdendo il mio tempo) interloquendo con voi e con la suddetta società terza affinché il servizio sia disattivato e affinché il credito indebitamente sottratto venga ripristinato.

[...]

In altre parole, questo lo scenario: io do i miei soldi a Wind (ricaricando la mia carta telefonica, com'è normale fare), e...

- Wind si vede arrivare un bell'imbusto che dice "Datemi i soldi di questo vostro cliente, ci abbiamo parlato ed è d'accordo. Davvero, ti dico"

- Wind gli crede sulla parola: non gli chiede nessuna documentazione che attesti che io sono d'accordo, né mi contatta per chiedermi conferma

- Wind dà i miei soldi al bell'imbusto

- Se e quando io mi accorgo della cosa, è mio onere perdere tempo per chiudere il servizio e chiedere il rimborso dei soldi indebitamente sottratti al mio credito.

Anche un bambino di 10 anni capirebbe che se mi presento da te e ti dico "Dammi i soldi del tuo cliente, ci ho parlato ed è d'accordo" non devi fidarti ciecamente. Un bambino di 10 anni sì. Una multinazionale no?

Ho il forte forte forte sospetto che sia questione di fare i finti tonti, e i veri furbi. Non mi stupisce, dato che purtroppo in Italia le multe per questo tipi di condotta sono basse, da fare appena il solletico ad aziende del genere. E finché non diventeranno abbastanza salate, mi sa che continueranno così.
Secondo me se delle sanzioni appropriate per le compagnie telefoniche (ma anche di servizio elettrico e simili) fossero incluse in un programma di partito e in una campagna elettorale sposterebbero un bel po' di voti.

22 maggio 2015

Ricorso al Garante per la Privacy: costoso. Ma la segnalazione (anche per mail) è gratis

Nei primi anni 2000 conobbi un gruppo di discussione che parlava di come fare ricorso al garante per la Privacy (allora Stefano Rodotà).
Parlavamo quasi esclusivamente di ricorsi fatti in seguito a spam via email. Funzionava così: bisognava

- Scovare la sede legale del mittente dell'email
- Inviargli una raccomandata con la richiesta di conoscere come aveva avuto l'indirizzo email, quali fossero le modalità di trattamento del dato personale, e altri dati che la legge obbliga in questo caso a fornire
- Aspettare 10-15 giorni: se entro quella data si riceveva una risposta soddisfacente, non si poteva fare nulla
- In caso di mancata risposta o risposta non soddisfacente, ricorso al Garante, che al tempo costava 25 euro
- Il Garante, verificato l'accaduto, stabiliva un rimborso spese forfettario di 500 euro o un compenso minore nel caso riconoscesse delle attenuanti per lo spammer

Il forum ebbe un discreto successo, nel senso che qualche decina di persone si erano messe a studiare come fare ricorso, farsi dare consigli su come ovviare ad alcuni intoppi, e soprattuto a mettere in pratica la cosa, ottenendo spesso il rimborso.

Ma a un certo punto forse il Garante si stufò di lavorare così tanto per un gruppo di ragazzetti che volevano insegnare l'educazione e la legalità a degli "imprenditori" (l'ho virgolettato perché uno che fa spam lo chiamerei al massimo imprenditorucolo). E così decise di metterci i bastoni fra le ruote: alzò il prezzo del ricorso a 250 euro e stabilì l'obbligo di servirsi di un avvocato. In compenso stabilì che il rimborso forfettario in caso di vittoria sarebbe stato di 1000 euro.

Inoltre i ricorsi iniziarono ad avere esiti sempre meno a favore dei ricorrenti, e così in tanti, me compreso, decisero che non avrebbero mai più fatto ricorso al Garante della Privacy, salvo magari i casi in cui lo spammer si rivela un multi-recidivo super-rompi mastodontico.

Quindi?

Le tendenze del Garante di oggi non le conosco. Può darsi che il calo di ricorsi lo abbia di nuovo indotto ad agire in modo giusto, e cioè dare ragione ai ricorrenti quando ce l'hanno.

Quanto al regolamento su cosa è possibile fare, è riportato alla pagina http://www.garanteprivacy.it/home/footer/contatti.

...Dove si vede, fra l'altro, una pratica alternativa al ricorso, decisamente più veloce, gratuita e poco dispendiosa in termini di tempo. No, non il "reclamo", che costa 150 euro (!), ma la semplice segnalazione.

Sul sito c'è scritto che va inviata a

Garante per la protezione dei dati personali
Piazza di Monte Citorio, 121
00186 Roma

...Ma si può anche eseguire l'invio via email. Lo so perché l'ho chiesto scrivendo un'email all'ufficio del Garante (urp@gpdp.it), e ottenendo la seguente risposta:

Gentile Utente,
con riferimento alla Sua e-mail del 29 marzo u.s., La presente per fornire un riscontro affermativo al Suo quesito.
Gli indirizzi di posta elettronica adibiti alla ricezione di segnalazioni sono i medesimi da Lei rinvenuti all'interno del seguente link:
http://www.garanteprivacy.it/home/footer/contatti
L’Ufficio relazioni con il pubblico resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.
Garante per la protezione dei dati personali

Per eseguire la segnalazione non c'è bisogno di particolari formalità. Basta descrivere i fatti avvenuti con la maggiore precisione possibile.
Io l'ho fatto e, pur non avendo la possibilità di conoscere gli eventuali provvedimenti che il Garante prende nei confronti dell'azienda comportatasi illegalmente, almeno ho ricevuto una risposta del tipo "Grazie, provvederemo". Speriamo bene, ché sperare non costa nulla...

13 maggio 2015

Esperto di SEO ma non di privacy, non fare come top10neimotori.com...

Ho appena risposto all'email che un esperto SEO ha inviato a mio fratello chirurgo plastico.

Ecco cos'è successo:

- Lui commette un illecito penale, in quanto viola la legge sulla privacy inviando spam

- Anziché beccarsi una denuncia penale o una sanzione da parte del Garante per la Privacy, cose per le quali per pietà nessuno si è attivato, il ragazzo riceve dei miei consigli, con toni assai pacati (vedi sotto), e io racconto i fatti su questo blog senza fare nomi affinché possano essere utili ad altre persone

- Mi risponde in malo modo (vedi sotto), confermando che è stata una buona idea non ingaggiare la sua azienda e facendomi cambiare idea sull'opportunità di scrivere questo articolo senza fare nomi.

Del resto, proprio per il fatto che ritiene di non aver sbagliato alcunché, immagino non abbia nulla in contrario a che io pubblichi il tutto dicendo di chi sto parlando. Inoltre da parte mia ritengo buona cosa che i lettori sappiano, affinché anche magari in base a ciò che io riporto in questo blog possano valutare e scegliere. Si tratta di Roberto di www.top10neimotori.com. Buona lettura.


Mia email di risposta al messaggio spam inviato a mio fratello:

Ciao, sono il principale consigliere marketing di mio fratello, a cui hai scritto un'email presentandoti come esperto SEO.

Come vedi l'ho già vaccinato dallo spam, in quanto mi ha appena scritto:

"Lo so che è sempre la stessa cosa delle mail non autorizzate, ma te la giro solo per info".

Vedo che è prassi, per molti professionisti del web, contattare i potenziali clienti sorvolando su ciò che dice la legge.
Spesso le persone contattate, paradossalmente considerano meno fastidiosa una pratica illegale, e cioè lo spam via email rispetto a una pratica legale, e cioè una telefonata promozionale a potenziali clienti non iscritti al Registro Pubblico delle Opposizioni.
Spesso, pur non essendo iscritti a tale registro, magari rispondono male, mentre invece l'email semplicemente la cancellano e non la considerano una invasione della privacy. In realtà è proprio via email che non esiste il silenzio assenso: se una persona non ti ha esplicitamente e preventivamente autorizzato a inviarle pubblicità e ciò nonostante tu lo fai, allora è spam, cioè violazione della legge sulla privacy, quindi un illecito penale.
Questo per me è rilevante non tanto per il fatto che viene punito duramente (visto che nella stragrande maggioranza dei casi non succede), quanto per il fatto che una persona un minimo sveglia potrebbe chiedersi "Posso fidarmi di un professionista ridotto così male che per farsi nuovi clienti sente il bisogno di comportarsi illegalmente?". E inoltre: "Posso affidare il mio marketing a chi del marketing non conosce l'ABC, e cioè come non farsi male?"

Nota: sì, è spam anche un primo messaggio non autorizzato col quale si chiede l'autorizzazione a inviare altri messaggi. E sì, è pubblicità anche se dici "Non voglio venderti nulla, solo presentare il mio servizio per farti valutare l'opportunità di usufruirne o no, sarai tu a decidere" (del resto tutte le pubblicità sono "presentazioni"...
forse chi usa questa supercazzola crede che pubblicità sia indurre a comprare puntando una pistola).

Insomma, c'è una terza alternativa oltre a una telefonata con immediata preghiera di un appuntamento (metodo spesso legale, ma fastidioso e poco efficace) e un'email (metodo spesso illegale e spesso inefficace) ?

Sì. È la posta cartacea. Con indirizzo scritto a mano, sia del mittente che del destinatario (in questo caso la busta viene aperta prima di passare dal cestino della spazzatura con una probabilità molto maggiore rispetto alle buste con indirizzo stampato).

Con le persone non iscritte al Registro delle Opposizioni (controlla prima!) puoi combinare telefonate e posta cartacea, in questo modo:

1) Telefoni presentandoti per chiedere se puoi inviare una lettera, e dicendo due parole su cosa troverà all'interno della lettera; il destinatario quasi sempre ti risponderà di sì; quando gli arriverà la busta non si chiederà "E chi è questo?", la aprirà e la leggerà con meno diffidenza

2) Invii la lettera scritta con un buon copywriting. Nella lettera inserisci il link al tuo sito (che mi sembra fatto bene, anche lo modificherei almeno per dare ancor più risalto al vostro punto di forza di cui hai parlato nel tuo messaggio)

3) Dopo una settimana telefoni per sapere se la lettera è stata ricevuta, e se il potenziale cliente è disposto a fissare un appuntamento

A proposito di copywriting, dopo aver letto la tua email, ecco i miei consigli:

- evita i punti esclamativi, che potevano andare bene negli anni '70, massimo '80, e oggi sanno di finto e fastidioso

- non abusare del TUTTO MAIUSCOLO (idem come sopra)

- Se davvero hai servito con successo diverse aziende e vuoi trasformare questo dato in un motivo per il quale una persona dovrebbe fidarsi di te, devi dire quali sono queste aziende e quali risultati hanno avuto di preciso, e cioè in quale situazione erano prima che tu intervenissi e in quale situazione erano dopo. Dire semplicemente "Conosco molto bene il suo segmento commerciale per aver servito in passato diverse aziende nel settore Franchising" è lo stesso che dire "Ho milioni di clienti soddisfatti del mio tronchetto della felicità".
Specifica e sarai credibile, altrimenti meglio omettere tutto quanto. Vedo che sul sito le testimoninaze ci sono e anche i relativi link, ma se si tratta di SEO la cosa è rilevante solo se specifichi le parole chiave con le quali la tale e la talaltra azienda sono posizionate, in modo che questo possa essere verificabile.

Per il resto la tua offerta è certamente interessante. Se ti fossi presentato nel rispetto della legge sulla privacy avrei sicuramente valutato l'opportunità di un colloquio con te. Spero che quanto ti ho detto ti serva per il futuro.

E spero possa servire anche a chi leggerà queste parole, che con l'occasione trasformo in articolo per uno dei miei blog (senza fare nomi)

Buona giornata

Marco

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Ricevo pochi minuti più tardi questa risposta:

Ma mi faccia la cortesia... ma si rilassi che le fa fa male ala salute tutto questo acido...
Faccia un pò quello che vuole e che crede: nopn me ne può fregare di meno!!!
Ognuno è libero di impiegare il proprio tempo come meglio crede!

E poco dopo il ragazzo sente il bisogno di scrivermi un altro messaggio:

E mi dia del lei, visto che fa tanto il "professorino" di etica e buon costume! Non mi pare che abbiamo mai preso un caffè assieme noi due, se anche questo bastasse a garantirle questo diritto...

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Mia risposta:

Rispondo aggiornando l'articolo sul blog... dove data la tua
irriconoscenza non ti meriti più l'anonimato.

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Sua risposta:

Si, sono molto imprezssionato... Guardi, ci scriva anche questo: Lei è un gran maleducato: continua a darmi del tu!
E visto che ci sono, caro "professorino, le do un consiglio: il suo Blog ha un page Rank di ZERO su dieci, con barra grigia... Faccia qualcosa perchè non è messo tanto bene...
E questo è gratis...


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Mia risposta:

> Si, sono molto imprezssionato...

Lo vedo, dato che tremi mentre scrivi la doppia "s"

> Guardi, ci scriva
> anche questo: Lei è un gran maleducato: continua
> a darmi del tu!

Cioè:

- Ho dedicato un po' del mio tempo a risponderti (va beh, non l'ho fatto solo per te, ma in generale mi fa piacere aiutare chi in buona fede fa degli errori che potrebbero costargli cari se trova qualcuno a
cui quel giorno girano, diversamente dalla fattispecie)
- L'ho fatto usndo parole del tutto gentili
- Tutto questo invece di fare denuncia penale né segnalazione al Garante per la Privacy
- ...Visto che hai commesso un illecito penale

E in tutto questo chi è la persona maleducata? Io, perché ti ho dato del tu (cioè, tu commetti un reato, ma quello da criticare sono io perché ti do del tu? Is this the real life?)
Inoltre tiri fuori miei presunti problemi di salute per il fatto che non sarei rilassato, invenzioni della tua coda di paglia.

Questo conferma che non solo è stata giusta la mia decisione di non ingaggiarti (metti pure che abbia io torto e sia uno sciatto e maleducato: proprio per questo non ti pare squalificante rispondere
alle email di un acido professorino il cui blog con page rank zero non ti impressiona per nulla, anziché ignorarle del tutto?)
...ma conferma anche che è stata giusta la mia decisione di darti del tu, visto che ti comporti come un bimbo e quindi come bimbo è adeguato trattarti.
E no, continuare a darmi del tu non è un modo efficace per manifestare quanto tu sei più educato di me. Non funziona così. Se proprio vuoi fare della buona educazione la tua bandiera, il modo è un altro: chiedere scusa per il reato che hai commesso e magari ringraziarmi per i consigli che ti ho dato.

> E visto che ci sono, caro "professorino, le do un
> consiglio: il suo Blog ha un page Rank di ZERO su dieci,
> con barra grigia... Faccia qualcosa perchè non è messo tanto bene...

A quale dei miei blog ti riferisci?
Per quanto riguarda quelli che gestisco praticamente per hobby (Psicoperformance e OPIDOS) sono già messo bene, visto che non me ne importa un fico secco dell'indicizzazione (E anche se fosse, come fai a dire che uno non è messo bene guardando solo il SEO? Magari uno ha scelto di fare AdWords o altro... cavolo, *tu* non sei messo benissimo se le tue valutazioni sono così superficiali...)

Se invece guardi www.marcomalatesta.com, sono secondo con la chiave di ricerca per la quale avevo intenzione di esserlo, e cioè "cerotti Lifewave" (secondo solo alla casa produttrice di tali dispositivi,
quindi praticamente è come se fossi primo).

> E questo è gratis...

Giusto, coerentemente con la politica della vostra azienda: pagamento in base all'utilità dell'aiuto fornito.

Ciao

Marco

04 maggio 2015

Chiamano e si presentano come partner di Google (es. iWeb Partners)...

Pochi minuti fa ricevo una chiamata da un ragazzo con accento straniero. Dice di chiamare per conto dell'azienda iWeb Partners, che a sua detta è partner di Google.

...anche se non mi risulta: sono andato a controllare sulla pagina di Google Partners www.google.it/partners
e poi sul suo motore di ricerca interno, e la ricerca di "iwebpartners" non dà alcun risultato (nota: poi scopro che non si scrive tutt'attaccato, ma lo stesso staff di tale azienda, compiendo la ricerca corretta, mi ha comunicato lo stesso risultato, vedi sotto).

Il ragazzo mi spiega che il motivo della chiamata è il mio posizionamento come primo risultato su Google; mi spiega che per ogni categoria merceologica iWeb Partners sceglie un solo esercente in una data zona, e che io sarei l'unico nel raggio di 200 km (ulpa. Addirittura 200 km... avranno presente che un paziente per fare una seduta di fisioterapia di solito non è disposto a farne più di 20?)

Comunque chiedo se posso pagare a risultato raggiunto, visto che altrimenti rischio di pagare per un servizio che poi non viene erogato come promesso (senza comunque nessuna intenzione di usufruire del loro servizio, ma solo per curiosità, dato che mi hanno spammato e valgono le regole "se fai spam significa che di marketing non capici un cazzo" e "dare soldi a uno spammer significa incitarlo a continuare a violare la legge sulla privacy").

Mi ha passato la responsabile, anch'essa con accento straniero.

Questa ribadisce che iWeb Partners è partner di Google e che i loro esperti sono bravissimi, fanno questo lavoro da tanti anni.
Ribadisco che comunque se pago in anticipo, pago per qualcosa che rischio di non ottenere.
Mi risponde che il rischio c'è sempre, è normale, tutti rischiano.

Capito? Prima il ragazzo mi dice che sarò primo su Google (come se la cosa fosse garantita), e poi la tipa mi dice che c'è il rischio. Evviva la chiarezza.

Chiedo se un loro emissario deve venire da me a propormi un contratto da firmare, e mi risponde che no, i contratti si possono fare anche per telefono, ("non ha mai fatto un contratto telefonico per telefono?", dice con tono da super-superiore).

Poi mi dice che la scelta è mia, e che non sono obbligato a usufruire dei loro servizi. Questa sì che è una bella notizia.

Comunque prima che io possa dire altro mi dice che sono stato gentilissimo, mi saluta e riattacca.

A questo punto ecco cosa mi è venuto da dirti, navigante OPIDOS: io non so se questo sia stato uno scherzo telefonico oppure davvero abbiano chiamato da iWeb Partners. Indipendentemente da ciò, credo che...

- se un'azienda di marketing fa spam (telefonico o via email), è da evitare senza se e senza ma

- se un'azienda di marketing si spaccia per partner di Google e non lo è, idem

- anche se un'azienda è partner di Google non significa che faccia bene il suo lavoro. Infatti per essere partner di Google una persona deve superare un esamino che è una sciocchezzuola, come spiegato da Marco Cavicchioli a questa pagina

- se un'azienda ti chiede del denaro, ti deve garantire il risultato; se è impossibile conoscere il risultato, il rischio se lo deve accollare l'azienda, non tu, visto che i soldi glieli dai buoni e senza il rischio che siano falsi; quindi, se non il pagamento a risultato, ci dev'essere almeno la possibilità di rimborso in caso di risultato non raggiunto.

Dopo di che mi viene da pensare: ma non l'ha capito 'sta gente che esistono i blogger e i gruppi di discussione, indicizzati col loro amicone Google?

Su una pagina di Google Product Forums, l'ambiente di Google che contiene i forum dedicati ai suoi prodotti ho trovato una discussione intitolata "Truffa da parte di Agenzia Web Marketing iWeb Partners.it"

In realtà parlare di truffa è errato, visto che per sussistere il reato di truffa devono esserci precise condizioni di cui fra l'altro bisogna avere le prove, altrimenti è chi muove quest'accusa in pubblico a rischiare di essere incriminato per un reato, quello di diffamazione. Infatti nella stessa discussione si legge che l'utente "iWeb Partners", ha annunciato querela nei confronti di un utente.

Aggiornamento: proprio mentre scrivevo questo articolo sono stato chiamato al telefono da un'altra signora presentatasi come responsabile di iWeb Partners, che mi ha detto (in buona fede?) che precedentemente era caduta la linea. Le ho spiegato che no, non è caduta di sicuro e la sua collega mi ha riattaccato senza farmi parlare, visto che le sue parole annunciavano chiaramente fine di una conversazione.
Questa signora mi spiega che - se ho capito e ricordo bene - iWeb Partners intreccia un po' il SEO con AdWords, per cui quando non si è in testa col SEO si fa AdWords per compensare.
Dopo aver eseguito un controllo sul sito di Google Partners, mi spiega che iWeb Partners non risulta come partner di Google perché questo accade quando un'azienda non acquista da Google almeno 10.000 euro di servizi, cosa che nel mese di maggio appunto non è stata fatta. Le rispondo che, non per essere maligno, ma io non posso fidarmi sulla parola e mi fiderò quando vedrò.
Quanto ai risultati promessi-auspicati, mi spiega che i partner di Google godono di un particolare rapporto contrattuale con Google grazie a cui possono inizialmente offrire al cliente la possibilità di una campagna AdWords non pay per clic, cioè il pagamento è forfettario qualunque sia il numero di clic effettuato dai naviganti. Buono a sapersi.
La ringrazio per la spiegazione ed elargisco un consiglio per la sua azienda, quello di controllare se le persone che chiamano sono iscritte al Registro delle Opposizioni, per evitare di fare spam. Mi risponde che le liste di numeri di telefono sono state acquistate da un'azienda che io ho probabilmente autorizzato a vendere i miei dati per fini pubblicitari. Le rispondo che siccome non ricordo una cosa del genere, vorrei sapere chi è questa azienda per fare una verifica e valutare così la liceità del modus operandi di iWeb Partners, e così valutare l'eticità anche da parte mia di finanziare tale azienda.

Mi promette di farmelo sapere domani mattina verso le 9-10...

Aggiornamento del 5.5.2015: ricevo la telefonata alle 14.30 circa, ma sto spedendo un pacco alle Poste, quindi rispondo velocemente che potrò parlare dopo mezz'ora circa.
Torno a casa e ho una conversazione via email col suddetto blogger Marco Cavicchioli. Mi dà una spiegazione riguardo alle web agency che dicono "siccome siamo partner di Google, possiamo inizialmente farti avere una campagna AdWords con la stessa spesa indipendentemente dal numero di clic che avrai". La spiegazione è questa: la premessa "siccome siamo partner di Google" non c'entra nulla. Non si tratta di un trattamento di favore che Google riserva ai partner, ma dell'uso di coupon da qualche decina di euro che Google regala ai possessori di un account col quale non è mai stato fatta alcuna campagna AdWords.
Che? Ma allora basta farsi un account Google ogni volta che si finisce il credito del coupon gratuito, per averne di nuovo un altro, e così via senza mai pagare? Sì, finché Google non ti becca. Allorché ti banna tutti gli account che hai.
In pratica chi vuole fare lo scroccone a vita deve, dopo forse 4-5 account, usare un prestanome. E in questo momento mi sto immaginando le web-agency per le strade che offrono 5 euro ai barboni per avere i loro dati :-)))

Aggiornamento delle ore 17.10: Ricevo di nuovo una chiamata dallo stesso numero, e parlo con la stessa signora, che si qualifica come Emilia. Inizia a parlarmi dei servizi di iWeb Partners, ma a un certo punto le spiego che sto ancora attendendo una risposta a una domanda fondamentale: chi vi ha dato il mio numero? Mi risponde che l'avvocato dell'azienda si è espresso sulla questione, e la conclusione è la seguente: per motivi di privacy non possono fornirmi il nominativo dell'azienda che ha venduto loro la lista che comprende il mio numero di telefono. Le rispondo che in realtà la legge sulla privacy obbliga a fare il contrario, e cioè obbliga l'azienda che mi ha chiamato a venire incontro alla mia richiesta. Mi risponde che non può farlo, mi "assicura" che è tutto legale, e mi saluta. Le dico che la stessa domanda mi toccherà porla per iscritto, e la saluto. E a questo punto il seguito della vicenda esce dal tema che hai letto nel titolo di questo articolo, dunque ne scriverò prossimamente un altro, tutto dedicato al tema "I signori iWeb Partners e il rispetto della Privacy all'incontrario"! :-D

16 febbraio 2015

Cosa NON È spam

Poiché fra le cose che odio, oltre che lo spam, c'è anche la diffamazione, scrivo questo articolo per chiarire cosa non è spam, e consigliando a chiunque di non accusare di tale illecito una persona che fa un uso corretto dei dati personali forniti dagli utenti.

Ricevere un messaggio pubblicitario via email significa sempre ricevere spam? No.

Prima di fare una deduzione del genere, prima di segnalare quel messaggio, prima di inveire contro il mittente e soprattutto prima di screditarlo pubblicamente, ti consiglio di:

- visitare il sito Internet del mittente e cercare di ricordare se, magari molto tempo addietro, ti sei iscritto volontariamente alla relativa newsletter, o hai accettato di ricevere messaggi contestualmente all'accesso a un file di testo, un video, etc

- rispondere al mittente chiedendo come ha avuto il tuo indirizzo email

- se hai verificato che l'uso della tua email è stato illegittimo ma ritieni che il mittente fosse in buona fede, valuta le opzioni descritte nell'articolo "Da spedire a spammer in buona fede" :-)

Scrivo questo articolo in seguito a un commento all'articolo "Spam nello sviluppo personale: una piaga sociale molto trash", commento che ho deciso di cancellare, scritto da una persona (che, nota bene, è voluta rimanere anonima) che accusava di spamming un trainer di sviluppo personale (nota bene, nominandolo). Siccome lo conosco e so che non è così, mi preme suggerire a chi mi legge di fare attenzione all'uso del potente strumento che è Internet. In particolare:

- A volte parlare male di una persona o di un'azienda e rovinarne la reputazione a causa di un malinteso è un attimo. Un esempio: una ragazza recensì nel suo blog un ristorante spiegando che non ne era stata granché soddisfatta (non ne parlò neanche malissimo), e poiché il suo blog era indicizzato su Google molto meglio del ristorante stesso, questo ebbe un grave improvviso calo di clienti.

- Può provocare gravi danni a un'azienda che si promuove telematicamente cliccare sul link per la segnalazione di spam (es. su Gmail il bottone col punto esclamativo), in quanto rischiano di finire nella cartella "spam" anche i suoi futuri messaggi diretti a persone interessate. Quindi, se tu dai il consenso a ricevere newsletter/pubblicità e quando ti arriva clicchi su spam, TU SEI IMBECILLE.
E visto che nessun servizio web-based o client di posta è perfetto: se vedi un'email nella cartella spam e ti rendi conto che spam non è (ed accade spesso), hai il dovere morale di selezionarla e cliccare nell'apposito bottone "NON SPAM" o simili, visto che non ti costa nulla.

- Se non si hanno prove del fatto che una precisa persona abbia commesso un illecito o comunque qualcosa di disdicevole si rischia di essere (giustamente) querelati per diffamazione.

- Il semplice fatto di commentare anonimamente non garantisce che non si possa risalire alla provenienza del messaggio.

07 febbraio 2015

Lo spam in stile Fantozziano

L'angolo dello spam.
Messaggio email di pochi giorni fa di una rappresentante:

Buonasera Egr. Dott. MALATESTA,
scrivo da una società di ricerca & sviluppo, fondata con lo scopo di produrre dispositivi innovativi in Italia, con questo messaggio le domando la cortesia di ricevere la sua autorizzazione ad inviarle a mezzo e-mail per una sola volta le informazioni sul prodotto che produciamo perché penso che possa essere un utile supporto per le attività professionali e quotidiane.
Il dispositivo garantisce sicurezza nell’uso di password, codici, pin e altri dati, grazie al sensore biometrico di riconoscimento dell’impronta digitale.
Mi scusi tanto se le ho arrecato disturbo e la ringrazio comunque per l’attenzione, non era mia intenzione, desideravo solo chiederle la possibilità di presentare il nostro dispositivo.
Distinti Saluti.
[firma]

Questo spammaggio almeno m'ha fatto un po' ridicchiare sotto i baffi per l'esordio in convinto aziendalese cortesese che già sarebbe tremendo di suo e qui si presenta in versione maccheronica ("Buonasera" insieme a "Egr." e il cognome del destinatario in maiuscolo), per il piglio ammerigheno con cui la rappresentante scrive della "società ricerca & sviluppo", ma soprattutto per lo stile che ricorda al contempo Fantozzi e anche Saverio e Mario nell'epica scrittura della lettera a Savonarola "ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi senza chiederti nemmeno di stare fermo".



Che brutto adesso doversi di nuovo incupire e spiegare il lato serio della faccenda.
E va beh... Bah. Orsù.

Ecco il messaggio che la tipa avrebbe meritato di ricevere (il dott. MALATESTA destinatario dello spam ha preferito tacere; questo perché non si trattava del MALATESTA sottoscritto, ma di quello più grande. Ehi, sarà mica per questo che è stato scritto in maiuscolo?)... Dicevo, di seguito riporto il messaggio che la tipa avrebbe meritato di ricevere come risposta; ti raccomando perciò di inviare il link di questo articolo agli analoghi mittenti da cui riceverai spammaggio fantozziano; se invece ne sei l'autore, ti raccomando di leggere attentamente e non peccare più, altrimenti...

Chiedere scusa per un reato mentre lo si sta commettendo (nella fattispecie la violazione della legge sulla privacy) non giustifica il reato stesso. Può darsi che il vostro prodotto sia ottimo, ma non acquisto da chi fa spam (già, se non si ha l'autorizzazione a inviare pubblicità è spam anche inviare un'email per chiederla) perché avrei in questo la grave responsabilità di incentivarlo. Fra l'altro il fatto che vi sentiate costretti a violare la legge per promuovervi non fa certo ben sperare sull'affidabilità della vostra azienda.
...Hai capito e non peccherai più, vero? Altrimenti il tuo posto è sotto i piedi di Savonarola e speriamo che si muova parecchio.

02 ottobre 2014

Inutili dichiarazioni sulla privacy su Facebook: ci risiamo

Ari-stupidaggine catena di Sant'Antonio che "non è quel gran male diffondere"...

Ci risiamo co sta bufala ari-bufala. Utenti timorosi per la loro privacy inoltrano l'ennesima catena di Sant'Antonio diretta allo staff di Facebook, come se quest'ultimo leggesse, e come se un post del genere potesse avere valore legale modificando unilateralmente il contratto stipulato al momento dell'iscrizione al network...

Pollo mio FB-friend sul proprio diario, e quindi sulla mia bacheca (detto da me che sono vegano, "pollo" non può considerarsi propriamente offensivo, ma appena vezzeggiativo; si legga a tal proposito anche questo post su Psicoperformance):

A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: il giorno di oggi 29 settembre 2014, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che i miei diritti sono associati a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc ... postati sul mio profilo. Per l'uso commerciale di quanto sopra è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento. Lo stesso vale per tutte le pagine di cui sono responsabile. Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo sul suo / la sua bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d'autore. In questa versione, informo Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma). Facebook è ora l'entità di capitale aperto. Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questa versione può essere copiata e incollata. Se non hai pubblicato questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l'utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell'aggiornamento tuo profilo.

Io:
No. La validità legale non ce l'ha il tuo post sul tuo diario. Ce l'ha il contratto che hai precedentemetne stipulato accettando le condizioni necessarie alla registrazione a FB.
E tacitamente non si consente proprio nulla. La legge sulla privacy vige e in assenza di autorizzazione è già proibito diffondere immagini personali o dati sensibili.

Pollo:
Infatti, l'avevo immaginato. Ma l'ho fatto lo stesso tanto nn mi costava niente.

Io:
In realtà qualcosa costa. Non a te, ma agli altri. Nel senso che, come tutte le bufale, porta via tempo a chi legge, insegna una nozione falsa a chi ci crede, e porta via tempo a chi legge, ci crede e imita.
Per questo quando si legge qualcosa diffusa col passaparola occorre fare una ricerca prima di emulare.

Pollo:
E quando tempo si perde 2 secondi? Nn darei tanto peso ad una stupidaggine. Si sa che su fb ci sono. E poi nn è una cosa che nuoce a qualcuno.

Io:
Diffondere ignoranza nuoce. Fa fare la figura del pollo a sé stessi e a chi (purtroppo) ci crede.
Tanti secondi sommati insieme sono ore.
Inoltre le persone che ti leggono sono probabilmente tante. Quindi i pochi secondi li devi moltiplicare per qualche centinaio e per tutte le altre volte che scrivi una stupidaggine. Più il tempo che un bravo ragazzo, mosso da compassione, spende per spiegarti che esiste Google. [vedi anche "Catene di S. Antonio: inoltrare o no?"]

Pollo:
Nn si può essere così pesanti! Cque se ti danno fastidio i miei post puoi scegliere di non vederli.

Io:
Quanto valgono 4 secondi della tua vita? Metti che valgano 2 centesimi. Se un politico corrotto ruba un milione e quattrocentomila euro di fondi pubblici, tu lo detesti. Perché? Eppure ha rubato solo 2 centesimi a testa ai 70 milioni di italiani.
Se una cosa è ingiusta e porta via tempo o denaro indebitamente è ingiusta e basta, secondo me. Non ho ancora capito cosa aspetti a togliere questo post. Aspetti che qualcuno ci creda, faccia il copia e incolla?

Pollo:
Questo post per me vale meno di 0. L'importanza eccessiva gliela stai dando tu dedicandogli più di quel secondo che gli ho dedicato io. Se non lo tolgo è perché non nuoce a nessuno e mi danno fastidio le imposizioni. Non è un post che ho fatto io ma ho solo condiviso.

Io:
Se condividi qualcosa ti assumi la responsabilità di quello che c'è scritto, la stessa identica responsabilità che scriverlo in originale. Quanto al "dare importanza eccessiva", non credo di averlo fatto: non mi sono messo a piangere né ho paventato catastrofi. Ho detto e sto dicendo la mia. Se è dal numero di post che misuri l'importanza data... beh, tu hai risposto, io ho ri-risposto, e così via, un post a testa, quindi stessa importanza data alla questione da parte di entrambi. Il motivo per cui non è vero che non nuoce a nessuno te l'ho spiegato, così come ti ho spiegato il motivo per cui non vanno sottovalutati i comportamenti italioti del tipo "eh, che sarà", stesso atteggiamento di chi ruba i soldi pubblici o getta una cartaccia per terra perché tanto cosa vuoi che sia una cartaccia. Problemi con le impostazioni? Ah, se è un problema tecnico allora è un altro discorso. Ma almeno puoi rimediare a questa informazione falsa che hai dato scrivendo un altro post per retificare. Del resto questa è la cosa normale e semplice. Nessuno è perfetto, ma quando uno si accorge di sbagliare, cerca di rimediare. Dici che non è grave? È vero, non è grave, ma solo a patto che rettifichi o trovi il modo di cancellare il post. È invece grave a mio parere il fatto che, accortoti dell'errore, tu faccia finta di nulla. Come se io, accortomi del fatto che ti sto pestando un piede, invece di toglierlo ti dicessi "E dai, mica ti sto facendo male. Non ci sto mica con tutto il peso; ti sporco la scarpa, ok, ma basta una spazzolata, che sarà mai?". Quindi ok, nessuno vuole lapidarti per ciò che hai fatto. Però togli il piede. Se no il tuo comportamento da poco grave diventa tremendo. A mio parere.
Nota: no, non sto sprecando il mio tempo, indipendentemente dal fatto che tu cambi idea (cosa che non mi aspetto): discussioni del genere, dove emergono alcuni comportamenti tipici, le riciclo per scrivere articoli su uno dei miei blog. Chiaramente senza usare il tuo nome vero né tue foto, visto che alla privacy ci tieni fino alla fanta-follia.


Pollo:
Raga rispondete voi. Io mi sono seccato e non voglio spenderci una parola in più. Tanto questo tipo i miei post nn li vedrà più.

Io:
No no, vabene così.
(come hai fatto a indovinare che non volevo vedere più i tuoi post? :-))

Pollo:
E cque ho scritto imposizioni non impostazioni.

Io:
Uh. Correggo, scusa.
(vedi? Io non intepreto la tua come imposizione. Ho fatto un errore, lo riconosco e correggo)
Testo sostituito a quello riportato sopra in corsivo:
Imposizioni? Imposizione indica uno che ti obbliga a fare una cosa. Io non ne ho il potere, quindi il problema non si pone. Se alludi al fatto che ti sto parlando in maniera scorbutica, allora la tua è una ripicchina... che non ti fa certo fare bella figura, e di certo non penalizza me, ma continua a penalizzare le persone che ti leggono e ti credono, etc (vedi sopra).

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Insomma, c'è 'sto strano fenomeno su FB. La gente scrive o condivide falsità, glielo fai notare e loro le lasciano lì. Non le tolgono. Addirittura una volta lessi la "notizia" dei poliziotti che a Francoforte si sarebbero uniti ai manifestanti, feci notare che era una bufala, e mi fu risposto tipo "Beh, io ci vglio credere, con tutte le bugie che ci troviamo intorno..." WTF ?!

AGGIORNAMENTO (sì, notizia in tempo reale... appresa ancora prima di pubblicare l'articolo):

L'utente si è convinto e ha deciso di cancellare il post. Vittoria. Missione compiuta. Io sono il salvatore del mondo.

18 maggio 2014

Tellows, un servizio contro le chiamate moleste

Squilla il telefono. Sullo schermo appare un numero che non conosci. "Rispondo o non rispondo?"
Magari è un amico che ti chiama da un altro numero. O è un nuovo cliente. O è quell'offerta di lavoro che da tempo aspettavi. Rispondi. Per pentirtene 5 secondi dopo. Era un call center appioppatore. Del tutto irrilevante il fatto che non sei interessato alle incredibili offerte della settimana: gli operatori cercheranno in tutti i modi di convincerti che è una pazzia non approfittare dell'imperdibile occasione. Sei iscritto al Registro delle Opposizioni, ovunque hai mostrato il tuo numero ti sei curato di specificare che non vuoi essere contattato per pubblicità. Non fa niente. Ti chiamano lo stesso. Ti offrono lo stesso. Ti prendono in giro, dicendoti che no, ma figuriamoci, non è pubblicità questa. Vogliamo fare un sondaggio. Vogliamo metterla al corrente dell'esistenza di un'opportunità. Vogliamo dare solo una carezzina e un'annusatina ai tuoi soldi, e che sarà.

TELLOWS, un alleato contro lo spam telefonico

Oltre al Garante per la Privacy (e, per picchiare più duro, Giudice di Pace se vuoi far querela per molestia) può esserti d'aiuto il sito www.tellows.it, una miniera di informazioni utili a sfuggire ad eventuali truffe telefoniche, pubblicità aggressiva o numeri appartenenti a individui molesti in generale.
Il servizio, completamente gratuito, si basa sulla collaborazione fra gli utenti. Ogni giorno centinaia di persone inseriscono nuovi numeri telefonici attribuendo ad ognuno di loro un punteggio che va da 1 (chiamante affidabile) a 9 (chiamante molto molesto/inaffidabile) e una precisa categoria in base all'esperienza che hanno avuto con quel numero. Così, se compare un nuovo numero sul tuo display che per qualche motivo ti appare sospetto, o se già hai ricevuto chiamate moleste da quel numero e vuoi sapere a chi appartiene, puoi provare ad inserire il numero nell'apposito form del sito e leggere tutti i commenti e le esperienze che gli utenti hanno eventualmente condiviso.
Il servizio è anche utile nel caso tu sospetti dell'onestà di un venditore su Internet: se conosci il numero di telefono che il venditore ti ha messo a disposizione puoi inserirlo nel form del sito e controllare se sono presenti avvertimenti associati al numero stesso.
Ovviamente anche tu puoi dare il tuo contributo.

Tellows, sito nato a Lipsia (Germania), ha attualmente circa 16.000 visitatori unici giornalieri dall'Italia, ed è attivo in più di 40 Paesi, per un totale ci circa 300.000 utenti in tutto il mondo.

Il tellows Magazine

In 4 anni di attività sono molte le informazioni che l'azienda ha raccolto sul tema truffe telefoniche e chiamate indesiderate in generale. Potresti stupirti nel leggere quali e quanti sono i metodi con cui i truffatori ingannano telematicamente per spillare soldi, oltre alla classica truffa della falsa vendita di merce on-line o della falsa associazione benefattrice che chiede donazioni.

Tellows ha deciso di raccogliere varie informazioni per l'autodifesa del cittadino in un eBook gratuito, intitolato Tellows Magazine, che tratta pubblicità aggressiva telefonica, truffe telefoniche e anche stalking telefonico.
Puoi scaricarlo da questa pagina.

Tellows App per cellulari

Per chi è perseguitato delle telefonate moleste sul cellulare, Tellows ha creato un'applicazione per Android e iPhone basata su cloud, che accede quindi direttamente all'enorme database del sito e, in base a come si sono espressi in passato gli utenti su questo numero, ne dà una classificazione che comparirà sul tuo display. Ad esempio, se vieni chiamato da un call center, tipicamente visualizzerai "pubblicità aggressiva". L'applicazione si chiama Tellows App, è gratuita e scaricabile dai seguenti link:



Altra app contro le telefonate moleste:

TrueCaller.

Sito web: www.truecaller.com

Una recensione si trova a questa pagina.

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