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05 gennaio 2018

Lo scherzo "Pull a pig" configura un reato?

scherzo pull a pig
C'è un tipo di bullismo che ho visto mettere in pratica in un film qualche anno fa, ma di cui fin ora non mi pare le TV o i giornali abbiano parlato.

Si tratta del cosiddetto gioco del “pull a pig”, di cui ha parlato Mariachiara Colombo in questo articolo del blog "Lo Sbuffo" pubblicato stamattina.

Funziona così: un bullo seleziona una vittima, una ragazza fisicamente poco attraente e insicura, e la corteggia fingendosi affettuoso e infatuato di lei; dopo averla sedotta, la umilia in pubblico (dal vivo oppure online con pubblicazione di foto o filmati). La frase finale “you were pigged” decreta la riuscita dello scherzo, e comunica alla vittima che è stata solo una presa in giro.

Cercando un po' in rete ho trovato un esempio di questo gioco in questo articolo di Caterina Tiziani sul sito "Ultimavoce". Parla di una 24enne inglese che è stata sedotta da un 21enne olandese conosciuto a Barcellona. Questa ragazza racconta che successivamente è volata in Olanda per rivederlo; non l'ha trovato all'aeroporto, gli ha scritto un messaggio e riceve la risposta "You were pigged" (alla stampa il ragazzo ha negato di aver inviato questo messaggio, e che lo screenshot sul cellulare è falso ed è una trovata dei giornali o della ragazza... il che mi pare poco credibile).

Ho trovato anche un altro articolo sull'Huffington Post, di cui suggerisco la lettura, in cui la giornalista Deborah Dirani racconta la sua esperienza e incoraggia le vittime di questo scherzo: Alle ragazze vittime di "Pull a pig" dico: ci sono passata e ribellarsi si può.


Poi ho una domanda.
Il deprecabile scherzo "pull a pig" può configurare un reato? Se sì, quale di preciso?
Mi viene in mente solo il danno psicologico che un operatore sanitario potrebbe certificare e quindi il rsarcimento che la vittima potrebbe chiedere in un processo civile (l'articolo 2043 del Codice Civile dice "Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno").

Ma per quanto riguarda l'aspetto penale?

Forse c'è un vuoto legislativo che andrebbe colmato...

P.S.: Ora che ci ripenso quando avevo 16 anni una ragazza provò a fare 'sta cosa con me (lo sseppi il giorno dopo che era un tentativo di scherzo), ma non le riuscì, perché non mi garbava... e anzi dopo che mi aveva preso per mano diventò proverbiale il mio non volutamente pensante apprezzamento sulla sua mano sudata! :D

02 gennaio 2018

Blogpost "O-ne-stà" del blog "Il Pedante" - Riassuntino e mia risposta

Un FB-friend mi ha consigliato la lettura dell'articolo intitolato "O-ne-stà" del blog "Il Pedante", sito a questa pagina, che inequivocabilmente parla, pur non nominandolo, del Movimento 5 Stelle.

Riassumo i punti salienti (parafrasandoli da un linguaggio un po' pedante, come auto-denunciato dal nome del blog in questione) e ad essi rispondo.

Oggi i cittadini chiedono ai politici di essere onesti, e anche i politici chiedono la stessa cosa ai cittadini; entrambe le richieste vengono largamente disattese.

Vero.

Recentemente, l'istituzionalizzazione della moralità in politica ha coinciso con regimi fondati sul terrore

Non mi risulta.

Il desiderio di purezza morale è dei fanatici e dei totalitari (esempi: Khmer rossi e i nazifascisti che mandavano al rogo l'entartete Kunst, talebani, puritani statunitensi che applaudivano la dittatura del Patriot Act e le guerre sante di Bush)

Che c'entra? La storia di Hitler vegetariano autorizzerebbe a dire che i vegetariani sono nazisti? (nota: no, Hiteler non era vegetariano, a dispetto di ciò che molti credono, ma è appunto irrilevante)

In passato "onestà" significava "etica", mentre oggi viene intesa come "rispetto delle leggi", cosa molto differente

Personalmente io intendo ancora "onestà" come "etica" e non sono certo il solo. Quanto ai 5 stelle, la intendono sia come rispetto delle leggi, sia come etica. Ovvero secondo loro è onesto rispettare le leggi vigenti e, qualora siano ingiuste, è onesto cambiarle al più presto. Nel frattempo niente vieta a un parlamentare 5 Stelle di tagliarsi lo stipendio anche se per legge potrebbe finire interamente nelle sue tasche. Altro esempio: niente vieta a una persona onesta di rinunciare alla prescrizione per dimostrare in tribunale di essere innocente, anche se la legge gli darebbe la possibilità di mandare in prescrizione il reato ipotizzato. Il tutto in attesa di andare al governo per tagliare gli stipendi dei parlamentari e modificare i termini di prescrizione di un reato.

Un politico che basa la campagna elettorale sul fatto che è rispettoso delle leggi è come un ristoratore che si vanta di offrire cibo commestibile

Vero, e sembra ridicolo. Ma non è così ridicolo, né scontato, se uno dei problemi più diffusi è che la maggior parte dei ristoratori servono cibo avariato. Purtroppo, rimanendo all'interno dell'esempio, viviamo in un paese in cui servire cibo commestibile è un'eccezione di cui ha senso vantarsi per attirare clienti.

I politici hanno il compito di cambiare le leggi a seconda dei bisogni dei cittadini. Se si limitano a dire che sono onesti, e con "onesti" intendono il fatto che rispettano e promuovono il rispetto di leggi già esistenti, qualcuno dovrebbe spiegare loro che a questo pensano già tribunali e forze dell'ordine.

Ma i 5 Stelle non vogliono limitarsi a essere onesti. Hanno un programma, che prevede varo di nuove leggi e modifica di leggi esistenti.
Il fatto che parlino spesso di rispetto di leggi vigenti, o di onestà, è un altro discorso. Si tratta dell'argomento ai quali sono più affezionati, e a cui sono affezionati milioni di italiani. Qualcosa che sì, verissimo, dovrebbe essere scontato, ma che scontato non è. Quindi in campagna elettorale ha senso che sia predominante l'argomento dell'onestà. Predominante, ma non esclusivo. E naturalmente chiunque può andare a vedere sul sito del Movimento 5 Stelle il loro programma.

Nella piena legalità si possono fare manovre ingiustissime, come chiudere scuole e ospedali per risanare un bilancio, cosa che gli "onestisti" non dovrebbero trovare ingiusta; le uniche persone a cui dare addosso rimarrebbero i ladri di polli.

Qui si continua a dire che gli "onestisti" si occupano solo ed esclusivamente del tema a loro più caro, e cioè il rispetto delle leggi vigenti. Ma vedi sopra, non è così.

L'onestà di chi governa non è mai stata proporzionale al benessere economico di una nazione; sono sempre stati sovrastimati l'incidenza e i danni della corruzione, che è sempre esistita. È vero invece l'inverso: è la sofferenza economica ad incentivare la corruzione.

Se parliamo della ininfluenza di qualche mazzetta per appalti certamente questa è ininfluente nell'economia del paese. Ma corruzione sono anche i grandi legami che i politici hanno con le mafie, che indisturbate depredano le aziende del sud Italia e non solo. E disonestà è anche innalzare un muro di gomma di fronte alle proposte per intervenire sulla sanità del Lazio (vedi episodi raccontati spesso da Davide Barillari). Disonestà è anche "rubare legalmente" ai cittadini il denaro per mano dell'Agenzia delle Entrate, permettendole di vessare anche i cittadini che non hanno trasgredito nessuna legge, e che vedendosi arrivare assurde richieste di denaro sono indotti a pagare sapendo che aprire un processo tributario è una sorta di lotta contro i mulini a vento. Disonestà, in senso lato, è anche mantenere altissimi gli stipendi dei parlamentari e delle migliaia di dipendenti dei vari carrozzoni istituzionali in un paese in cui mancano i soldi per fornire assistenza agli invalidi (lo so che non si possono abbassare gli stipendi di chi sta già lavorando, ma si possono abbassare per chi in futuro sarà assunto). Disonestà è assumere spalaneve in Sicilia, perché lo si può fare soltanto in cambio di qualcosa e non certo perché c'è la neve. E assumere tante altre persone per il quale si crea il posto di lavoro ad hoc.


Il legislatore non deve pensare che la corruzione sia dovuta alla cattiveria. La corruzione è spesso una necessità dovuta al malessere economico. Quindi oltre a definire cos'è onestà (cioè fare le leggi) deve anche creare le condizioni affinché l'onestà sia un vantaggio.

Certo, vedi sopra.

Se i Cinque Stelle andassero al governo, non accetterebbero mai nessuna critica per aver mantenuto o cambiato quella o quell'altra legge, perché continuerebbero a imputare tutti i problemi dell'Italia alla corruzione in quello o in quell'altro campo (es. se c'è troppa pressione fiscale è colpa degli evasori, se i voucher non rilanciano l'economia  è perché c'è chi se ne approfitta, etc). Praticamente finché esisterà corruzione (e cioè sempre), daranno colpa a questa, senza amettere mai che la colpa possa essere di una legge inadeguata che avrebbero potuto cambiare.

Tutti i politici che sono stati fin ora al governo si sono sempre detti non colpevoli del non miglioramento o peggioramento dell'Italia e hanno sempre risposto che se qualcosa va male ciò accade non a causa loro, ma nonostante il loro ottimo operato.
Accadrà anche con i 5 Stelle? Può darsi.
Può darsi che siano incapaci, e può darsi che faranno danni e che non ammetteranno di esserne responsabili. Oppure no. Ma per poterlo sapere bisognerebbe che andassero al governo.

E te lo dice uno che non è un loro elettore, ma sarebbe comunque curioso di dar loro una possibilità.

30 dicembre 2017

Mapaspeak - Puntata 20



Non acquistare braccialetti luminosi. La loro produzione, come quella di tutte le cose, comporta inquinamento.

Non usare petardi in città, perché spaventano i cani.
Anche i fuochi d’artificio rumorosi andrebbero aboliti.
Beh, anche quelli non rumorosi.
Insomma, non acquistare nulla di inutile. Ad esempio vestiti.
Occhio all’eticità dei vestiti troppo economici.

Possibile cancellazione a sorpresa dell’account Facebook - come minimizzare i problemi. Se sei un utente Facebook potrebbe capitare, com’è successo a molte persone, che il tuo account venga cancellato senza apparente motivo, e senza che tu sia stato segnalato per la violazione di alcuna regola. Strano ma vero. Matto ma vero. E non c’è modo di recuperarlo, perché l’assistenza FB praticamente non esiste, e quando esiste non pare dotata di grande competenza né intelligenza.
Se ti accade questo inconveniente, non perdi per sempre le foto e i filmati, perché le avrai salvate su un hard disk, immagino. Perdi però le tue chat (magari non te ne importa nulla) e il tuo diario (nel quale forse hai scritto cose che volevi conservare, proprio come i vecchi diari cartacei). Come non perdere i dati del tuo diario Facebook? Lo strumento di backup attualmente fa abbastanza schifo. Comunque ogni volta che scrivi qualcosa sulla tua bacheca che vuoi conservare, puoi copiarla e incollarla su un tuo blog, magari protetto da password e non indicizzato da Google. Quello sì, è facilmente scaricabile.
Altro problema che potrebbe presentarsi è l’impossibilità di accedere a un servizio a pagamento (ad es. un servizio di musica, tipo Spotify) per iscriverti al quale hai usato il tuo account Facebook. Magari hai pagato ad esempio una quota mensile, e non riesci ad accedere, perché il tuo account FB è stato cancellato. Ecco perché per gli altri servizi web, specialmente quelli a pagamento, non devi iscriverti usando il tuo account Facebook. Fai un’iscrizione con la tua email e una password.

La religione non rende più altruisti: Nel 2015 sulla rivista scientifica Current Biology è stato pubblicato uno studio che si occupa del rapporto tra religione e pro socialità. Dai risultati si evince che l'educazione religiosa sembra scoraggiare la generosità spontanea e aumentare le tendenze punitive. Ne parla Il Post in questo articolo.
Link dello studio:
http://www.cell.com/current-biology/abstract/S0960-9822(15)01167-7

Tante persone denigrano i politici in quanto corrotti. Ma se si prova a corrompere loro cosa succede? Succede che si capisce che l’hanno coi politici perché invidiano la loro possibilità di essere corrotti. Link all’esperimento:
https://www.facebook.com/theshowisyou/videos/1905085933059074/

Alle elezioni politiche non devi dare il voto utile. Devi votare il partito che ti piace di più. Non badare al fatto che non ha consensi sufficienti per vincere le elezioni. Lo scopo del tuo voto non è vincere le elezioni. Sei semplicemente chiamato a votare il partito che preferisci. Del resto, se la maggior parte degli italiani vota un altro partito, è giusto che quello per il quale voti perda.

29 novembre 2017

Se davvero vogliamo aiutare gli africani a casa loro...

Cos'hanno proposto e fatto concretamente, le persone che si sono riempite la bocca dell'adagio "Aiutiamoli a casa loro", che è andato tanto di moda in passato? Sì, solo in passato. Oggi non viene più usato, se non ironicamente, perché in effetti non ci crede più nessuno. Sull'argomento consiglio questo articolo del giornale online Il Post.

Correggetemi se sbaglio, ma non mi risulta che siano state fatte tre cose importantissime, senza le quali il problema afro-europeo è destinato a non avere fine:

1)

Una massiccia campagna informativa negli stati africani, incentrata soprattutto su cosa può significare un viaggio verso l'Italia facendo chilometri e chilometri via terra e mare:
  • Le probabilità di morire nel deserto, per chi deve attraversarlo
  • Le probabilità di morire in mare
  • Le probabilità di finire in una prigione libica, e cosa questo significa (sopportare violenza, fame, e spesso morire)
  • Le probabilità, per le giovani donne, che i trafficanti di umani le costringano alla prostituzione (80%)
  • I traumi psichici a cui si può andare incontro in ragione di tutto questo.
    La dott.ssa Anna Maria Meoni, psichiatra presso l'università La Sapienza di Roma, ha scritto il seguente commento a questo post del sito Globalist: Il vero problema è che sono tutte persone sofferenti per sindrome post traumatica e che accoglierli non basta. Hanno l'animo profondamente ferito molto di più che il corpo. Curarli non è facile [...]
    Marco Eracles, che lavora in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, ha aggiunto: In SPDC arrivano sempre più richiedenti asilo con profondi traumi psichici, che la psichiatria non ha strumenti adeguati per affrontare
  • Le probabilità di rimanere senza lavoro e di non realizzare la vita che i criminali scafisti & c. promettono, in paesi in cui già esiste un alto tasso di disocupazione e povertà
  • L'opportunità di fare figli solo quando si ha una ragionevole sicurezza economica. Fare un figlio quando si è poveri significa creare, con alta probabilità, un nuovo povero o un criminale.
2)

Intervenire militarmente per porre fine alle guerre, in Africa. Sì, intervenire indipendentemente dalla presenza di petrolio o altre risorse da depredare.

3)

Fare in modo che vengano rimossi dalle loro cariche politiche i governanti africani corrotti, per niente interessati al benessere del proprio paese, in quanto si intascano la magior parte di denaro che proviene dalle donazioni da parte dei paesi stranieri sotto forma di aiuto umanitario. E promuovere una struttura governativa che renda la corruzione più difficile. Dopo, e solo dopo, ha senso sborsare quattrini per incrementare l'economia dei paesi in via di sviluppo africani.

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Sono strade che danno risultati a lungo termine, cosa che a quanto pare chi ci governa è portato a considerare poco in quanto, come la maggior parte di esseri umani, cerca soluzioni (più o meno impossibili) che diano subito un risultato. Sia nel merito del problema, sia elettorale.

27 novembre 2017

Burioni e l'immagine del bambino "morto" che non è morto

Pochi giorni fa il prof. Roberto Burioni, nella sua pagina Facebook, scritto un post (vedi immagine qui sotto) su un argomento poi ripreso da Nextquotidiano in questo articolo.

Oggi una mia FB-friend ha postato questa immagine.

Ho commentato così:

No, Burioni non crede che quella madre sia morta, perché 1) è palesemente un'attrice 2) la scenetta è palesemente comica.
Quel bambino dell'immagine sui vaccini non è palesemente una foto a caso. Se il bambino morto esiste davvero, mettici davvero la sua, di foto.
Nota: la foto del bambino è presa da Shutterstock. E i termini di servizio di Shutterstock vietano alcune forme di utilizzo delle immagini che vengono vendute sul sito. Perché non il semplice fatto di aver acquistato un contenuto sul sito non consente di poterlo utilizzare ad esempio per far apparire il soggetto della foto “come affetto o in cura per disturbi fisici o mentali” (vedi https://www.shutterstock.com/it/license)

Commento di una FB-friend in comune:

La posa della foto come Avrebbero dovuta farla? Con la salma riesumata del bambino veramente morto?
Ma come si fa a non notare che Burioni è da internare?
La pubblicità quella dell'AIDS con l alone che circondava le persone affette....eran tutte con esami alla mano scelte apposta ?

Mia risposta:

Non sono io a doverti dire come fare una cosa. Però posso dirti se hai fatto una sciocchezza. Se metti una foto in cui scrivi "Io sono uno dei bambini... etc" lasci intendere che quel bambino sia proprio lui. Se non sei d'accordo e pensi sia palese che si trattasse di un bambino a caso scelto per la rappresentazione, chiediti se il creatore dell'immagine sarebbe stato d'accordo a sostituire la foto con un disegno. Pensa che effetto fa vedere il disegno di un bambino e la scritta "Io sono uno dei bambini...etc". Se c'è una foto invece che un disegno è segno che chi ha creato l'immagine voleva illudere chi guardava che si trattava proprio di lui.
Inoltre il volto del bambino è censurato, e anche questa censura può esser stata messa per u solo scopo: ricordare la privacy, ovvero dare l'idea che la persona raffigurata è proprio quella di cui si sta parlando, e che quindi vada tutelata non mostrandone il viso. Viso che invece su Shutterstock è visibile.
Lo spot sull'AIDS con l'alone non fa testo, perché era una palese finzione con palese valore simbolico.

Sua risposta:

Attaccarsi a ste cose x me.non ha senso. Anzi l'unico senso che trovo è quello di voler a tutti i costi trovare il pelo nell'uovo. Non c'è nulla di costruttivo in quello che Burioni contesta, è palese che lo faccia solo perché non ha altro da dire e questa è malafede.

Mia risposta:

Basta aver voglia di ascoltarlo per accorgersi che in verità ha molte cose da dire. E quella del bambino usato a sproposito è solo una delle tante; non c'è motivo di dire che si tratta dell'unica, né della più importante.
Inoltre cercare il pelo nell'uovo può significare essere pignoli (secondo me in questo caso non è così, perché ritengo la comunicazione fuorviante è un fatto fastidioso e disonesto), ma non è certo sufficiente a dimostrare la malafede. Anzi, in questo caso se proprio devo dire chi mi sembra più in malafede, per me si tratta dell'autore dell'immagine, perché, come ho spiegato sopra, è volutamente ingannevole.
E dato che ci sono, aggiungo un altro elemento a favore di questa tesi:
Il volto del bambino è censurato, e anche questa censura può esser stata messa per u solo scopo: ricordare la privacy, ovvero dare l'idea che la persona raffigurata è proprio quella di cui si sta parlando, e che quindi vada tutelata non mostrandone il viso. Viso che invece su Shutterstock è visibile.

Sua risposta:

Vuoi una simbologia?
Per i più i morti da vaccino NON esistono. Sono dei fantasmi.
Tutte le volte che un volto reale viene mostrato con tutti i danni da vaccino addosso NON esiste..
Ora dimmi soprattutto su Burioni se non ammettere esistano queste realtà è coerenza o malafede.
Da uno cosi lezioni di moralità non le accetterò mai.


Mia risposta:

(Non vedo cosa c'entri la simbologia con quello che hai detto)
Non entro nel merito di quello che accade negli altri casi, né nella buona fede di Burioni, né nel merito del fatto che tu voglia lezioni di moralità da una certa persona (a parte il fatto che una cosa vera è vera anche se la dice la peggiore delle persone al mondo).
Non entro nel merito perché significherebbe cambiare discorso e parlare di un argomento su cui taccio, non essendo io esperto di virologia né di epidemiologia, e non sapendo se i bambini morti di cui parli sono veramente morti a causa dei vaccini.
Né cerco di convincerti a prendere lezioni di moralità da quella o da quell'altra persona (sono affari tuoi); al limite su questo posso dire che secondo me una cosa è giusta o sbagliata indipendentemente da chi la dice.
Io sono intervenuto solo per dire che il post in questione contiene un paragone non calzante e difende l'indifendibile, e cioè la disonestà intellettuale dell'autore dell'immagine con bambino sano fatto passare *volutamente* per malato. La disonestà intellettuale è nemica della ricerca della verità, indipendentemente dal fatto che chi la usa abbia ragione o no nel merito.

23 novembre 2017

Denunciare il tuo stupratore è stressante, ma è un dovere

Un articolo del Corriere della Sera uscito stamattina parla dell'interrogatorio alle due studentesse statunitensi che hanno accusato due carabinieri di averle stuprate lo scorso 7 settembre.

Cito un passo dell'articolo:

Le hanno ascoltate per dodici ore, fino a notte, con una raffica di domande che avevano presentato gli avvocati della difesa. Le due studentesse americane di 21 e 19 anni hanno pianto e una di loro ha anche accusato un lieve malore

Un mio FB-friend ha commentato scrivendo:

"Non denunciano. Denunciano dopo 20 anni. Lo fanno per convenienza...
Forse servirebbe un po' di silenzio e qualche riflessione in più, soprattutto in certi casi."

Questo il mio commento:

Denunciare uno stupratore mette una donna di fronte a nuovi disagi psicologici. Sarebbe così anche se le domande poste dall'avvocato dello stupratore non fossero numerose e né stupide. Il processo dura mesi, se non anni, e si tratterà di un periodo psicologicamente molto pesante, che aggiungerà disagio al disagio.
Ma una donna deve sapere che lo sforzo necessario per sostenere una causa del genere non è solo un diritto. È anche un dovere. Un dovere che purtroppo è toccato a lei, ma pur sempre un dovere. Lasciar perdere significa infatti mettere l'ennesimo mattone al muro di impunità che separa tanti uomini dal loro dovere di rispettare il prossimo.

Denunciare non serve solo a punire una persona e a ottenere un risarcimento. Contribuisce anche a non far sprofondare la nostra società nel degrado del "lasciar perdere", e a non alimentare la percezione di basso rischio da parte dello stesso stupratore, che potrebbe ripetere quanto commesso con altre donne, e con lui altre persone che già sono criminali o che potrebbero diventarlo.

Tutto questo va fatto capire a tutte le donne, e va fatto capire loro in giovane età. Non bisogna ridursi a dirlo solo alla donna stuprata a ridosso dell'evento.

20 novembre 2017

Accettazione delle molestie e stupro della coscienza

Guest post del mio amico Massimiliano Costa Cipullo

"STUPRO DELLA COSCIENZA"

(breve riflessione sullo "scandalo sessuale" ad Hollywood/Italia e "worldwide").

Si, è vero: se c'è qualcuno che ti chiede di fare sesso in cambio dell'ottenimento di qualche tipo di favore o di guadagno, puoi decidere di girarti ed andartene, anche quando hai solo vent'anni.

Si, è vero: sarebbe meglio dichiarare le "pressioni" ricevute quando accadono e non a distanza di due decadi, dopo aver ottenuto presunti "benefici".

Si, è vero: una cosa è essere aggrediti con violenza, subire penetrazione senza consenso, soccombendo ad abuso sessuale ed un'altra cosa è ricevere "avances" più o meno esplicite, signorili o volgari ed avere la possibilità di accettare o di rifiutare.

Si, è vero: si può decidere di declinare un "invito", pur sapendo che, tale scelta, molto probabilmente, porterà ad essere allontanato ed escluso.

Si... È vero.... SI PUÒ.

Ma, tutto ciò, dipende da due fattori importanti:
il grado di consapevolezza e di "maturità" della persona che si trova ad affrontare una situazione del genere...
E, soprattutto, l'educazione e la formazione psicologico-culturale ricevuta.
Fra i tanti commenti letti ed ascoltati, su internet ed altrove, non ho scorto quella che, a mio parere, dovrebbe essere un'analisi più ampia...
Qualcosa che potrebbe essere definita "stupro della coscienza".....
In questo senso, l'approfittatore di turno è soltanto la punta dell'iceberg...
La parte finale e più evidente di una società orientata ad assumere princìpi ALTERATI e DANNEGGIANTI....
Qualcosa non solo appartenente al cosiddetto "mondo dello spettacolo", ma diffuso in ogni ambito.
Assecondare una "filosofia" secondo la quale si tenda a credere che concedere prestazioni sessuali, per "finalità" diverse dall'amore e/o da mero piacere psico-fisico, sia qualcosa di non grande importanza emotiva ed intellettuale, sacrificabile per corrotta ed effimera possibilità di lavoro occasionale, pur mentalmente appagante ed economicamente ben retribuita, è qualcosa che si potrebbe definire, appunto, stupro della coscienza.....
Un concetto che si muove tra psicologia e filosofia, probabilmente... Ma piuttosto verosimile, ritengo.

Quel che, forse banalmente ma con altrettante decisione, sarebbe opportuno ricordare, è che NON si dovrebbe andare verso il compromesso legato al raggiungimento di obiettivi lavorativo-economici... E che ci si dovrebbe muovere, invece, verso una ricerca di saggezza, per comprendere e percepire quali siano i VALORI da scegliere per ottenere od avvicinarsi ad equilibrio e serenità...
Valori che permettano di vivere bene, attraverso l'accettazione di sé e delle condizioni in cui ci si trovi, qualunque esse siano, pur con il legittimo, ma "sano", desiderio di migliorare la propria esistenza, insieme a quella del resto dell'umanità.

In conclusione e molto semplicemente...

Sarai in grado di evitare umiliazione e plagio, se riuscirai a riconoscere che la tua libertà consiste nell'essere appagato per quel che ottieni facendo ciò che profondamente SENTI e non ciò che 'DEVI'.
Sarai "felice", accettando quel che sei e non per ciò che hai.
😊
L'amore ed il sesso sono "cose" preziose... Belle ed importanti....
Non vanno vendute.
🌹
Il corpo non verrà abusato, se non permetterai di violare la tua anima.

04 novembre 2017

Perché i politici si riempono la bocca di "giovani" ?

Fra tutti i disoccupati o sotto-occupati, chi è maggiormente in difficoltà? I giovani o i più anziani?

Più una persona è giovane, più è probabile che abbia dei genitori in vita che riscuotono una pensione e che quindi possono offrire loro un aiuto.

Più si sale con l'età, maggiori sono le probabilità che uno o entrambi i genitori siano morti oppure debbano spendere i loro soldi per una badante o per una casa di riposo. È quindi più probabile che il denaro proveniente dalla loro pensione non esista o che avanzino pochi spiccioli, insufficienti per dare un sostentamento al figlio disoccupato.

Inoltre fra i requisiti di moltissimi posti di lavoro c'è il non aver superato una certa età. Sono frequenti infatti frasi come "Ho 50 anni... chi lo prende a lavorare un cinquantenne?". Io non capisco questa diffusa discriminazione fra giovani e persone di mezza età che offusca la mente di così tanti datori di lavoro, e non mi sembra sia solo una questione di giochini fiscali su apprendistato sottopagato e simili. Sta di fatto che così è.

Dunque è evidente fin quasi ad essere proverbiale, che i disoccupati più in difficoltà sono quelli più anziani. Non a caso le persone che si suicidano per motivi connessi al lavoro sono più che altro ultraquarantenni e ultracinquantenni che hanno perso il posto da dipendente o che hanno visto fallire la loro impresa.

E però, almeno a memoria mia, la maggior parte dei politici molto più spesso danno o promettono benefici per i giovani. Ogni volta che si riempono la bocca di giovani, ho voglia di fornire un randello a un cinquantenne disoccupato e dirgli "Vai, tocca a te, fanne buon uso", indicandogli il quaquaraquà incravattato di turno.

I GIOVANI.

CHE DISCO ROTTO, CO STI GIOVANI.

Perché?

Credo il motivo risieda nel fatto che fra i giovani ci siano più persone indecise su chi votare, e quindi potenzialmente propense a dare il voto a chi si arruffiana a loro. Inoltre, rispetto agli anziani disoccupati, i giovani in difficoltà hanno sì una difficoltà minore, ma sono più numerosi. Quindi, di nuovo, più potenziali elettori.

Tutto qui.
Ciao ciao.

02 novembre 2017

Il dannosissimo benaltrismo (spesso sommato presunzione e ripicca)

Qualche giorno fa ho scritto un post su Facebook. Si trattava di un invito a firmare una petizione presente sul sito www.polloitaliano.it.
Si tratta di una petizione creata da Animal Equality rivolta a Unaitalia, associazione di categoria che rappresenta oltre il 90% dell’intera filiera italiana di allevamento di pollame e conigli, per domandare che sia intrapreso al più presto un dialogo con le aziende leader del settore – in particolare AIA, Amadori e Fileni – affinché adottino politiche volte a ridurre la sofferenza di questi animali, che attualmente vivono in condizioni pietose negli allevamenti intensivi.

Commento di un mio FB-friend:

Marco so che la cosa non è cosi trendy come i polli e il trattamento da allevamenti intensivi ma io ti consiglierei di andare qualche volta a vedere come vengono trattati gli anziani umani nelle case di cura e in molti reparti ospedalieri dove per la maggior parte sono tenuti in vita solo perché in tal modo c'è il pagamento della retta alla struttura o al reparto ospedaliero molto spesso legati o intontiti da farmaci psichiatrici che vengono dati anche a ci non soffre di demenza senile perché in tal modo è più docile quando di fatto non si trasforma letteralmente in uno zombie.
Immagino che visto ci sono persone che si preoccuopano tanto di poveri esseri che sono comunque dotati di sensibilità e di capaci di sensazioni potranno anche capire quale sia la sofferenza e la perdita di dignità di un umano ultrasettantene o ultraottantene spesso legato al letto perché non disturbi e lasciato talvolta per ore letteralmente in mezzo alle proprie feci fino a che qualcuno non va a cambiare e con un catetere inserito nell'uretra con i problemi e di rischi di infezione che questo comporta anche se spesso non servirebbe ma che diventa molto più pratico da gestire per inservienti o altro personale che non debbono preoccuparsi di un anziano legato e non devono aiutarlo ad andare in bagno.
Ovviamente parto dal presupposto che un anziano umano abbia almeno gli stessi diritti di un pollo o di un maiale o di un vitello perché in quelle condizioni la sua vita è davvero simile a quella di un animale e la ua umanità dignità viene cancellata.
Ovviamente persone tanto sensibili da reclamare i giustizi diritti degli animali sapranno anche impegnarsi per tutelare quelli di umani la cui utilità per questa società non suite più e non come persona che pro produrre business per case di cure e posti di lavoro di coloro che degli anziani si occupano.
E forse persone così snellii dovrebbero pensare che c i potrebbero essere dei loro congiunti fra questi anziani e che se non succede loro qualcosa prima questa potrebbe essere la fine che molti potrebbero fare quando il tempo della loro gioventù e vita attiva finirà al termine.

Mia risposta:

Intanto hai firmato la petizione?
Il benaltrismo non dico sia dannoso quanto l'indifferenza, ma quasi.

Sua risposta:

Marco io credo che tu non ci senta oppure non riesca a vedere oltre al tuo naso invece di parlare di petizioni prenditi del tempo e vai tu a vedere cosa accade nei ricoveri per anziani e se hai tante energie da spendere a scrivere di petizioni su Facebook puoi dedicare il tuo tempo a fare volontariato in un centro ed alleviare direttamente la loro solitudine distrazione dolore cosi ti puoi rendere conto come certe volte i lager siano ancora oggi ppannaggo anche di molti esseri umani che non sono più utili a questa società oppure prenditi del tempo Invece diparlare di petizioni perché non ti prendi un girono ed il 15 novembre vieni con me a fare il banco alimentare dove di raccoglie cibo per chi non ha i soldi per poterne comprare oppure ti prendi una famiglia che nn può davvero permetterselo e provvedi tu a fare avere il cibo per mangiare

Mia risposta:

Benaltrismo + "fallo tu". Un bel mix.

Sua risposta:

No, semplicemente invece di parlare dei dolori dei polli vedi quelli degli esseri umani e se puoi fai qualcosa davvero invece di parlare o di firmare petizioni.
Io collaboro con il banco alimentare da 7 anni con quello farmaceutico da 3 dando del mio tempo ed esiste qualcosa di più importante. Tutti possiamo dare dei soldi ma investire il tempo vuol dire dare una merce più preziosa, perché il tuo tempo quando lo hai dato non torna indietro

Mia risposta:

Allora benaltrismo + presunzione. Ancora peggio.

1) Se esiste un problema di serie A non significa che i problemi di serie B siano da lasciar perdere. Se si ragionasse come stai ragionando tu, ci si occuperebbe solamente dei problemi maggiori. Anzi, del problema maggiore. Che non sarebbe neanche fra quelli che hai descritto tu. Gli anziani che vivono molto male verrebbero lasciati a sé stessi e ci occuperemmo solo di persone che vivono ancora peggio, e cioè ad esempio i prigionieri che ogni giorno vengono torturati in altre parti del mondo.
E i soldi delle casse dello Stato, che fine farebbero? Sicuramente guarire i malati è più importante che far funzionare i musei. Quindi neanche un euro ai musei finché non si è trovata una cura per tutte le malattie. Meglio dormire fuori al freddo che avere dolori dovuti a una certa malattia. Quindi neanche un euro ai senza tetto finché non si trova la cura per quella malattia. Ma vuoi mettere l'importanza di poter eseguire un'operazione chirurgica senza che l'ospedale venga preso d'assalto da un pazzo armato che vuole ammazzare tutti perché il suo dio Trallallà è grande? E che diamine. Allora ci ho ripensato: niente soldi alla ricerca medica finché non si è risolto un problema ben più grande: organizzare le forze dell'ordine in maniera da avere una protezione sicura al 100%. Inutile operare al meglio se c'è uno che viene a spararti mentre operi! E così via.
Questo è il benaltrismo.
E no, non si tratta di esempi esagerati. I danni che fa sono esattamente di questo tipo. Danni importantissimi. Come quello di non occuparsi di miliardi di esseri senzienti che ogni giorno vivono ingiustamente delle situazioni che si potrebbero evitare facilmente: basta smettere di comprare e mangiare quegli animali. Non comporta neanche il dispendio di tempo. Un po' come firmare una petizione, cosa che tu per ripicca continui a non fare.
Le azioni per buone cause non portano via tempo ad azioni per cause ancora più buone. Più probabilmente portano via tempo al cazzeggio, che a volte consiste nello scrivere commenti benaltristi (vedi su) e presuntuosi (vedi sotto).

2) Anvedi, oh, sto qui che mi bacchetta mentre sto facendo qualcosa di buono, solo perché non è la cosa più buona del mondo, credendo di sapere tutto di me senza invece sapere un bel niente... chissà come fa a sapere che io non conosco già le situazioni che crede di rivelarmi, e chissà come fa a sapere che io non doni il mio tempo anche per occuparmi di esseri umani. E insinua pure che faccio quello che faccio per il fatto che è trendy. Bah, non meriterebbe nessuna risposta, se rispondere non fosse uno spunto per scrivere un articolo e quindi poter inviare semplicemente un link se e quando in futuro leggerò fesserie del genere.

-----------

...Insomma, il fatto che i problemi che affiggono il mondo sono molteplici non significa che tutte le persone di buona volontà devono concentrarsi sul problema più importante, lasciando indietro gli altri, meno importanti ma comunque importantissimi. È bene che ci sia un gruppo di attivisti che si occupi di problemi di prima priorità, e che pure esista un gruppo di attivisti che si occupa di problemi di seconda priorità, e anche un gruppo che si occupa di problemi di terza priorità. Ognuno a seconda della propria sensibilità. Cosa che il benaltrista non capisce, purtroppo, diventando così egli stesso un problema.

21 settembre 2017

Se è di seconda mano non significa che costa meno

Stamattina in un gruppo Facebook dedicato allo scambio e alla vendita dell'usato ho letto un annuncio che riguardava la vendita di un abbonamento a una palestra. L'inserzionista ha precisato di non guadagnarci nulla, e che i prezzi sono gli stessi applicati dalla palestra.

Una persona ha commentato dicendo che, se il prezzo è lo stesso, tanto vale acquistare l'abbonamento direttamente presso la palestra.

Sono allora intervenuto con una precisazione che mi sta a cuore, e che scrivo volentieri qui.

Non è vero che "tanto vale".
 
Se ciò che si compra di seconda mano non ha nessun svantaggio rispetto all'acquisto da nuovo (non è un oggetto deteriorato, non ha svantggi dal punto di vista della garanzia perché ad esempio è stato acquistato il giorno prima, etc), esiste comunque un valore in più che possiamo apprezzare:
  • il valore ecologico, se si tratta di un oggetto (l'acquisto di un oggetto nuovo e la contemporanea stagnazione di un oggetto identico in un garage significa produzione di un oggetto in più, e per produrre si inquina)
  • se si tratta di un abbonamento o simili, il valore di aver fatto un favore a una persona senza rimetterci nulla e senza approfittarsi avvoltoiosamente di un suo errore.
Io ad esempio ho molto apprezzato il fatto che in passato una persona dello stesso qusto gruppo FB abbia acquistato le mie marche da bollo che avevo acquistato erroneamente; in quell'occasione non ho dovuto diminuire il loro prezzo per convincerla a comprarle. Non aveva nessun motivo, se non quello "ricattatorio", di acquistale in tabaccheria anziché da me.

15 settembre 2017

La stupida distinzione "vita telematica - vita reale"

La stupida distinzione fra vita telematica e vita reale
In queste ultime ore un mio FB-friend ha linkato una vecchia bufala. Quella della signora di 86 anni che avrebbe umiliato il direttore di una banca e bla bla bla.

Ho commentato linkando semplicemente la ricerca su Google delle parole vecchietta 86 anni direttore bufala, per far capire che sarebbero bastati pochi secondi per apprendere la falsità della notizia, anche solamente osservando la pagina dei risultati di Google.

Il dialogo è andato avanti più o meno così (faccio alcune aggiustatine per una maggiore leggibilità e non includo commenti di altri utenti non rilevanti):

Si, sospettavo che fosse una bufala ma fa riflettere sul l'iter burocratico a cui siamo sottoposti e le contromisure che dovremmo mettere in atto! Grazie Marco per la segnalazione!

Però nell'intendimento comune alla maggior parte degli utenti FB se posti un link senza commentarlo significa che affermi la stessa cosa affermata dall'autore del relativo articolo.
Altra cosa: se voglio farti rifelttere su un argomento, non ti dico un
a bugia, cioè non ti propino una storia falsa spacciandola per vera. Posso anche inventarmi una storia, ma te la presento come una storia inventata utile a farti capire un concetto. Altrimenti nel momento in cui ti accorgi che ti ho preso in giro la mia credibilità va in fumo.
Altra cosa: in generale, se ti parlo col risultato di farti credere vera una notizia falsa, il mio comportamento è anti-etico quant'è vero che tu hai il desiderio di conoscere la verità. Se c'è gente disposta a spendere 1 euro per comprare un giornale e apprendere notizie vere, questo ti fa capire come propinarti notizie false sia grave quanto rubare.
Ne ho parlato in questo articolo: http://opidos.blogspot.it/2016/09/pubblicare-bufale-e-come-rubare.html


Dicono che un vecchio saggio africano radunasse attorno a se tutta la tribù per raccontare le sue storie... il vecchio cominciava ogni storia dicendo "Questa storia non è la verità; è piuttosto una bugia... ma in ogni storia puoi trovare del vero..."

Con questo hai confermato ciò che ho detto. Il vecchio saggio ha ammesso che racconta una bugia (che fa riflettere su cose vere). L'autore dell'articolo no. E questo fa del suo post (e, aggiungo, del suo intero blog) qualcosa da non diffondere.

Ho sistemato il post e l'ho commentato così dovrebbe andare...

Prima di quest'ultima risposta, il FB-friend ha linkato l'articolo di Lercio "Anzio sotto choc: giovane abbandona tutti i gruppi di WhatsApp e torna a vivere".

Questo mi ha spinto a deviare l'intero dialogo qui su OPIDOS. Infatti la ritengo un'occasione per eliminare un equivoco che alberga abusivamente nella testa di molte persone, quant'è vero che di tanto in tanto si sente mettere in contrapposizione la vita reale con la vita cosiddetta virtuale. E cioè le parole dette a voce (ma solo dal vivo o anche con una telefonata? E che dire se è un messaggio vocale via Whatsapp?) con le parole dette su Facebook o commentando un articolo, o un video YouTube, etc.
Quando sento o leggo cose del genere mi viene da chiedere al filosofo della comunicazione di turno se gli va bene che io gli scaraventi una sedia sul groppone, tanto è una cosa virtuale, mica reale. Perché mica l'ho colpito direttamente con le mie mani; ho usato una oggetto intermediario.

No, non è che parlare di fronte all'interlocutore sia vita importante e vera e parlare in TV o su Facebook o con una telefonata o con una chat, etc, sia vita meno importante e virtuale. I mezzi di comunicazione telematica sono fisici e reali. Le parole vengono lette / ascoltate... mi verrebbe da dire "né più né meno che dal vivo", ma in realtà è più corretto dire "ancora più che dal vivo", dato che le cose pubblicate online possono essere lette e rilette. E condivise, moltiplicando il messaggio. Intendere Internet come qualcosa di virtuale e poco importante fa molto danno. Vedi disinformazione, diffamazioni e una serie di altre azioni compiute online con leggerezza, i cui autori ci penserebbero due volte prima di fare la stessa cosa dal vivo.
A dirti cosa è vero e cosa è importante è il contenuto della comunicazione, non il mezzo usato per comunicare.
E se proprio vogliamo dire qual è la differenza più importante fra parlare dal vivo e parlare su un social network come Facebook, mettiamo in primo piano il fatto che in quest'ultimo caso i destinatari sono di solito in numero molto maggore, e vengono amplificati gli effetti di quello che diciamo, compresa la figura del pollo nel caso in cui siamo cascati in una bufala.

La distinzione da fare, e che probabilmente intendono tante persone che non colgono il punto quando esprimono certe considerazioni, è un'altra.

La distinzione da fare quando scegliamo il modo di impiegare il nostro tempo non è fra "internet o non internet", ma fra persone con cui è produttivo parlare e persone con cui parlare è inutile perché non riescono o non vogliono capire. Che queste ultime si individuino spesso sul web è vero, ma è un altro discorso.

Certo è che se parlo con te e a un certo punto mi linki un articolo come quello suddetto di Lercio, è come se mi dicessi "Stai approfondendo l'argomento con dei particolari poco importanti". Ok, quindi secondo te sono troppo bacchettone e pignolo. Il mio punto di vista ovviamente sarà un altro: la mia interpretazione (che dal vivo sarebbe identica), sarebbe "Lascia perdere internet, che è virtuale e quindi poco importante" "Lascia perdere questo interlocutore, con cui parlare è solo una perdita di tempo".

Sullo stesso argomento (circa) ti invito a leggere Il tempo libero altrui come argomento sbeffeggiante.

09 settembre 2017

iN’s Mercato mente ai consumatori sulle uova di galline allevate in gabbia

iN's Mercato (gruppo Pam)
Un logo più appropriato per
iN's Mercato (gruppo Pam)
Vorrei tanto non dover parlare mai di maltrattamenti animali. E cioè vorrei non essitessero. Purtroppo invece ci sono, e ci sono per uno sporco e semplice motivo: c'è chi ne ricava un profitto.

Non mi riferisco solo a chi organizza combattimenti di cani. Quelli sono delinquenti che già la gente riconose come tali, e sono responsabili forse di qualche decina di morti di cani all'anno.

Mi riferisco soprattutto a chi sottopone sistematicamente, quotidianamente, migliaia di animali - esseri senzianti come noi - a sofferenze che iniziano il gorno della loro nascita e si concludono nel giorno della loro morte, senza un giorno di pace nell'intera vita.

Ne ho parlato in Eurospin non dichiara pubblicamente "Basta uova di galline in gabbia", articolo in cui ho spiegato i motivi per i quali tanti consumatori, me compreso, partecipa al boicottagio di Eurospin dopo le ripetute ma inascoltate richieste sulla cessazione della vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia.

Purtroppo Eurospin non è la sola a macchiarsi di una condotta così poco etica nei confronti degli animali. C'è anche iN's Mercato, appartenente al gruppo Pam, che ha dato motivo a Animal Equality di lanciare questa petizione, che ti invito a firmare.

iN's Mercato non sta seguendo l'esempio di altre aziende che recentemente hanno reso pubblico il loro impegno a non approvvigionarsi più di uova ottenute con metodi crudeli, come ad esempio Coop, Lidl, Esselunga, Carrefour ed Auchan. Altri esempi sono Pam Panorama, Pam Local e Pam Franchising, mentre iN's mercato è rimasta l'unica catena del gruppo Pam che continua ad appoggiare una pratica di cui i consumatori devono assolutamente prendere coscienza per poter scegliere se acquistare quelle uova oppure evitare di rendersi complici di una logica tanto oscena, che riduce la vita delle galline a una prigione costante, una prigione così piccola da non consentire neanche l'apertura delle ali.

iN's Mercato ha fatto un'altra cosa molto grave: ha mentito ai propri consumatori.

Ha dichiarato il falso in un comunicato sulla propria politica relativa alle uova da allevamento in gabbia.

Infatti dopo una campagna che Animal Equality, aveva lanciato nel giugno scorso, nella quale informava i consumatori sul rifiuto di iN's Mercato di cessare la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia, il 22 giugno l'azienda ha pubblicato sul suo sito un "impegno nei confronti degli animali", in cui affermava

“Le uova presenti nei punti vendita In’s Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite” manifestando quindi chiaramente l’intenzione di non approvvigionarsi più di uova di galline allevate in gabbia una volta esaurite le scorte"

Nel comunicato non si leggeva alcuna data precisa entro la quale la cessazione di quel tipo di uova sarebbe avvenuta.

Oggi possiamo dire che i forti sospetti sull'inattendibilità di quel comunicato sono confermati, a meno di non voler pensare alla vendita di uova non conforme al Regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004.

Quest'ultimo infatti stabilisce che

"Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".

Sono passati più di due mesi dal comunicato suddetto di iN's Mercato. Ma l'azienda continua a vendere uova provenienti da galline allevate in gabbia. Quindi, delle due l'una: menzogna o illegalità.

L'inaffidabilità che l'azienda ha dimostrato ha provocato l'indignazione di migliaia di persone che hanno contattato l'azienda per chiedere spiegazioni e per chiedere una condotta trasparente ed etica. Ma non è servito a nulla. iN's Mercato continua a vendere galline provenienti da animali maltrattati, e mantenendo sul proprio sito un comunicato in cui dichiara il falso.

A te la scelta se acquistare da un'azienda che mente ai propri consumatori oltre a farsi complici di un maltrattamento di animali che potrebbe essere evitato.

Aggiornamento: su suggerimento di Carolina Bertolaso, di Animal Equality, ho spedito una lettera a Arturo Bastianello, amministratore delegato del gruppo Pam. Ecco cosa gli ho scritto:

Bastianello, ho cercato di contattare lei ed altri suoi colleghi della direzione di Gruppo Pam ed in particolar modo di iN's Mercato, ma è chiaro che non avete intenzione di comunicare con i vostri clienti, per cui ho deciso di scriverle una lettera. Le ricordo ancora una volta che mentire ai consumatori in modo palese è gravissimo.
Il 22 giugno 2017 iN's Mercato ha pubblicato un annuncio sul proprio sito intitolato "L'impegno di iN's Mercato nei confronti degli animali: eliminare le uova provenienti da allevamenti di galline in gabbia" in cui si leggeva
"le uova presenti nei punti vendita In's Mercato, provengono già per lo più da allevamenti a terra o biologici, in cui le galline razzolano e si muovono liberamente. Le uova vengono controllate durante tutta la filiera di produzione in modo da garantire al consumatore requisiti igienici e di sicurezza alimentare elevati. Alcune referenze che non rispondono a questo standard sono in fase di smaltimento e non saranno più riassortite."
Secondo il regolamento (CE) N. 853/2004 del Parlamento europeo e del consiglio del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale, "Le uova devono essere consegnate al consumatore entro un termine di ventun giorni dalla data di deposizione".
Se iN's Mercato avesse detto la verità, le uova di galline allevate in gabbia non sarebbero state più disponibili a partire dal 13 di luglio. Non solo questo non è accaduto e sugli scaffali di iN's Mercato continuano ad essere disponibili uova provenienti da allevamenti in gabbia... ma addirittura iN's Mercato continua a rifiutarsi di pubblicare una data per la cessazione della vendita di queste uova.
Potreste benissimo stabilire per esempio che entro il 2018 iN's Mercato non venderà più uova di galline in gabbia.
Esselunga, Auchan, Lidl, Coop, Carrefour e Pam Panorama hanno comunicato una data, e potete farlo anche voi. Il fatto che non lo facciate può significare una cosa sola: state semplicemente mentendo senza pudore.
DOVETE PUBBLICARE UNA DATA.

Mi darà retta?
Speriamo.

Tu intanto, se non l'hai già fatto, firma la petizione e diffondila.




Aggiornamento 18.9.2017:

Come da suggerimento letto nella newsletter di Animal Equality, ho telefonato all'ufficio centrale di Gruppo Pam (041 549 5111).
Ho chiesto informazioni sulla storia delle uova. Mi è stato risposto che per questo devo chiamare il centralino (041 - 86.90.111), e così ho fatto. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email all'indirizzo info@insmercato.it.
- Ok, grazie, arrivederci.

Giorni dopo, dato che in realtà come altre persone avevo già contattato iN's Mercato via email, ho chiamato di nuovo. La conversazione è andata più o meno così:

- Pronto?
- Salve, vorrei informazioni riguardo alle uova bla bla bla
- Per questo deve inviare un'email al seguente indirizzo: ...
- Forse lo so già: è info@insmercato.it, giusto?
- Sì, esatto.
- Scusi, ma di solito entro quanto tempo rispondono?
- Non glielo so dire
- Glielo chiedo, perché ho già inviato un'email, e so che l'hanno fatto molte altre persone, ma senza risposta, dopo molti giorni.
- Probabilmente è dovuto al fatto che tante persone hanno scritto per chiedere la stessa cosa, e ci vuole tempo per rispondere
- In realtà se tante persone hanno chiesto la stessa cosa basterebbe scrivere la risposta sul sito Internet aziendale e dire a tutti velocemente "La risposta è questa qua".

- Non posso darle risposte in merito; io posso solo invitarla a inviare una nuova email, o ad appuntarmi e riferire quello che mi dice.
- Allora non mi rimane altro che chiederle di appuntare e riferire che queste non-risposte fanno fareall'azienda la figura di chi ha torto e sa di avere torto.
- Bene, riferirò
- Grazie, arrivederci
- Grazie a lei, arrivederci

Aggiornamento 19.9.2017:

Ho conversato via email con Flavia Cruciani di Animal Equality. Le ho confidato il mio timore per il fatto che un rappresentante di iN's Mercato potesse contrattaccare con un messaggio del tipo:

"Per l'ennesima volta gli animalisti mostrano la loro puntuale incoerenza, dimostrandosi né più né meno che dei buffoni esaltati con un sacco di tempo libero, e che vanno sbraitando delle tesi che si
demoliscono un un nanosecondo.
Ma come vi lavora il cervello? Cercate di convincerci a imitare altre catene di supermercati tessendo le loro lodi per il fatto che secondo voi non venderebbero uova di galline allevate in gabbia, mentre ovviamente le vendono eccome, all'interno di tantissimi biscotti e altri prodotti (e qui sì che quelle uova, vengono vendute a migliaia ogni giorno in ogni negozio, altro che decine o centinaia).
Non rompete le scatole a noi di iN's Mercato. Il nostro comportamento non è peggiore di quello degli altri. Gli altri dichiarano di aver cessato la vendita di uova e invece continuano a venderle tutti i
giorni, e se la ridono alla faccia vostra per avervi dato il contentino simbolico.
Meno male che voi siete quelli che fanno vedere al mondo quello che nessuno vede. Basta nascondere le uova all'interno di biscotti e il gioco di prestigio è fatto, e siete già contenti.
Questa vostra campagna animalista, più che far passare noi per cattivi, fa passare voi per persone che non vedono più lontano di un palmo dal loro naso, quindi persone da ignorare, cosa che non a caso abbiamo fatto fin ora e che continueremo a fare".


Flavia mi ha risposto in modo abbastanza esauriente. Cito dalle sue due email che mi ha inviato:

Il panorama del settore alimentare è vasto e variegato, per questo noi come dipartimento di sensibilizzazione aziendale dobbiamo avere un approccio multiplo, per avere il maggior impatto possibile.  
Quando parliamo di "utilizzare" uova da allevamento in gabbia, ci riferiamo ai produttori come Rana e Galbusera, che si sono impegnati a cambiare la tipologia di uova utilizzati nei loro prodotti. Quando invece parliamo di "vendita" delle uova, ci riferiamo ai supermercati e in questo caso la cessazione si riferisce alla vendita di uova fresche in guscio. Questo perché non è possibile, al momento, chiedere di più ai supermercati. Per eliminare l'utilizzo di uova da allevamento in gabbia all'interno di prodotti come i biscotti, a cui tu fai riferimento, ci rivolgiamo direttamente ai marchi di produzione (e quindi come dicevo ad aziende come Galbusera, Ferrero e tante altre). In questo modo possiamo ottenere entrambi i risultati, ma rivolgendoci a chi ne ha la responsabilità: i supermercati per quanto riguarda le uova in guscio e i produttori per quanto riguarda le uova utilizzate.


Capisco perfettamente la tua preoccupazione, ma fortunatamente un comunicato del genere non risulterebbe affatto vincente, per due motivi principali:

1) Le catene di supermercati che si sono impegnate a non vendere più uova da allevamento in gabbia stanno facendo molto più di quello che fanno iN's mercato o Eurospin per migliorare le condizioni di vita delle galline ovaiole, che invece non stanno facendo nulla in merito. È esattamente come se una persona che segue una dieta onnivora se la prendesse con un vegetariano perché continua a mangiare alimenti di origine animale: certo può farlo, ma che credibilità avrebbe? Non si potrebbe semplicemente ribattere che quel vegetariano sta facendo già molto per gli animali eliminando la carne e di certo più dell'onnivoro? Ti faccio questo esempio perché succede spesso, e una replica logica e coerente c'è eccome! Le critiche non ci spaventano assolutamente, soprattutto quando non hanno una base solida su cui poggiare.

2) Forse non lo sai, ma la vendita di uova in guscio dei supermercati rappresenta uno dei settori di maggiore acquisti e vendita di questo prodotto nel mercato. Ti faccio un esempio: un supermercato come Esselunga o Carrefour Italia in un anno commercializza dai 150 ai 250 MILIONI di uova in guscio (solo quelle vendute come uova, non parliamo di quelle contenute nei prodotti pronti), dunque la loro politica di abbandono degli allevamenti in gabbia per quanto riguarda la vendita ha avuto un impatto su centinaia di migliaia di galline (parliamo di una cifra che, combinando solamente l'impatto di queste due insegne, raggiunge e supera il milione di galline, ovvero oltre il 3% del totale allevato in Italia). Non ti sembra molto più di un "contentino simbolico" già di per sé? E soprattutto, se paragonato a quello che stanno facendo iN's o Eurospin, ovvero niente, non ti sembra ancora più d'impatto come cifra?

In ogni caso ti ringrazio molto della domanda, dobbiamo sempre tenere in mente le potenziali critiche ed essere pronti a controbatterle, quindi mi stai dando la possibilità di fare un esercizio utilissimo :) Fortunatamente in questo caso la possibile obiezione non ci spaventa affatto, visto che non sta in piedi agli occhi di chiunque ragioni in modo logico. Poi i contestatori ci saranno sempre, quelli che non vogliono ascoltare né capire, ma figurati: ci siamo decisamente abituati!

Aggiornamento felice 28.09.2017:

iN's Mercato, nella sua pagina Facebook, annuncia:

In's Mercato comunica ufficialmente che, a partire DAL 1° NOVEMBRE 2017, le uova provenienti da allevamenti in gabbia non saranno più presenti nei punti vendita. Qui il comunicato ufficiale: http://bit.ly/2xHNAVz

Era ora. 

26 agosto 2017

Uno dei tanti esempi di stupidi post di Matteo Salvini


Cazzate di Salvini
Cos'ha scritto Salvini il 19 agosto scorso? Un classico non solo della xenofobia, ma anche del giustizialismo becero e ignorante degno dei peggiori bar sport:

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Un immigrato pakistano di 21 anni, Akhtar Nabeel, richiedente asilo, ha violentato un ragazzino disabile di 13 anni in provincia di Reggio Emilia.
Arrestato, ha confessato.
Oggi è già libero!
Il giudice, tal Giovanni Ghini, ha deciso che per ora il povero immigrato non meritasse né il carcere né gli arresti domiciliari.
Il governo chiacchiera di "lotta al terrorismo", mentre un pedofilo finto profugo è tranquillo a spasso per Reggio...
Pazzesco.
Questa non è Giustizia, questo non è il Paese che voglio lasciare ai miei figli: andiamo a governare!

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Per l'ennesima volta probabilmente il ragazzone non ignora, ma fa finta di ignorare alcune semplici nozioni di giurisprudenza che i suoi discepoli, quelli sì, devono assolutamente non conoscere per poter essere oggetto delle sue prese in giro mascherate da buoni intenti di ripulire l'Italia: il giudice, in attesa dell'esito del processo (che porterà sicuramente a una condanna) e in assenza di un domicilio presso cui scontare gli arresti domiciliari, ha disposto solamente l'obbligo di firma. Cioè ha applicato né più né meno che la legge. Che è uguale per tutti.
A differenza del gratuito sospetto che che Salvini con le sue parole vorrebbe instillare, non c'è nessuna ragione per ipotizzare che il giudice avrebbe disposto diversamente se il violentatore in questione fosse stato italiano.

Un utente, commentando il suo post, gli ha scritto quello che tutta l'Italia dovrebbe dirgli in coro:

Ogni volta che apri bocca, sollevi polveroni inutili. Ogni volta che stai zitto, per un attimo, si vive meglio e si respira aria migliore.

Io non metto bocca sul programma del partito Lega Nord. Che se andasse al governo ovviamente e per fortuna non farebbe tutto quello che promette, perché il suo leader sa benissimo che certe cose si possono solo dire e non fare.

Però una domanda me la faccio: com'è possibile che a tu, elettore della Lega Nord, auspichi che al governo della tua nazione vada una persona che ti dà a bere sciocchiezze di continuo?

Sì, di continuo. Non hai presente? Ne vuoi altre?

Roberto Saviano ne ha citate alcune in un video che ha pubblicato nella sua pagina Facebook il 10 agosto scorso. L'ha fatto in occasione dell'ennesima penosa uscita di Salvini: "Per Saviano sono razzista, ignorante, sgrammaticato...Se andiamo al governo, dopo aver bloccato l'invasione, gli leviamo l'inutile scorta" !!!



Ne vuoi altre ancora?

Le trovi nell'ottima pagina Facebook "Leggere i post di Salvini per sentirsi una persona migliore". Nella cui immagine di copertina si legge una deliziosa poesiola dedicata ai legisti e al loro tragicomico capo:

Oh, ramingo neuron leghista
Vaghi sol soletto piangendo con passione
La cosa che più rattrista 
È il constatar che sei ostaggio di un coglione

14 agosto 2017

No, il fascismo non ha avuto i suoi lati positivi

Giorni fa una mia FB-Friend ha scritto sul suo diario:

Questo è quanto il mio babbo.. comunista .. mi ha insegnato sul fascismo..... ma è anche quanto.. i "comunisti moderni" hanno cercato di cancellare con gli atti....

...Linkando un filmato della pagina FB “BENITO MUSSOLINI DUCE D'ITALIA”, che mentre sto scrivendo ha totalizzato 3,7 milioni e mezzo di visualizzazioni.
In questo filmato si vedono varie immagini, fra cui quella di Benito Mussolini che fa il saluto romano, la mappa che indica i territori di guerra in Africa, i bambini dell’Opera Nazionale Balilla, e altre che rappresentano quanto descritto dal testo in sovraimpressione. Ed ecco il testo:

LA VERA ITALIA
1922-1938
SCRITTO E DIRETTO DA:
WWW.MYSPACE.COM/ROMANITALIA
IN QUESTO VIDEO SONO RIPORTATE ALCUNE DELLE OPERE CHE IL FASCISMO HA VOLUTO PER MIGLIORARE L’ITALIA. QUESTO È STATO IL VERO FASCISMO, PRIMA CHE L’ALLEANZA COI BARBARI LO PORTÒ ALLA ROVINA [va beh, “portasse”, ma insomma…]
BATTAGLIA E VITTORIA DEL GRANO
BONIFICA TERRE PALUDOSE, E… COSTRUZIONE DI NUOVE CITTÀ COME POMEZIA, LITTORIA, APRILIA …
INNOVAZIONE DELL’INDUSTRIA… 40 ORE SETTIMANALI… 8 ORE GIORNALIERE.
LIBRETTO DEL LAVORO
CARTA DEL LAVORO
ASSICURAZIONI DI INVALIDITÀ E VECCHIAIA
INAL
INPS
ECA
INAM
CORPORAZIONI E SINDACATI FASCISTI
OPERA NAZIONALE DOPOLAVORO E SABATO FASCISTA
CASSE RURALI E ARTIGIANE
TUTELA DEL LAVORO DONNE E FANCIULLI
PRIMO CARNERA CAMPIONE DEL MONDO DEI PESI MASSIMI
ITALO BALBO PRIMA TRASVOLATA ATLANTICA
GIOVANNI GENTILE – RIFORMA DELLA SCUOLA
LA PRIMA ENCICLOPEDIA
OPERA DOPOSCUOLA
LOTTA CONTRO ANALFABETISMO
OPERA NAZIONALE BALILLA
COLONIE PER I RAGAZZI
ASSISTENZA AGLI ILLEGITTIMI, ABBANDONATI ED ESPOSTI
OPERA NAZIONALE MATERNITÀ ED INFANZIA
ASSEGNI FAMILIARI
ESENZIONE TRIBUTARIA PER FAMIGLIE NUMEROSE
NAZIONALE DI CALCIO CAMPIONE DEL MONDO 2 VOLTE CONSECUTIVE
UMBERTO NOBILE TOCCA PER PRIMO IL POLO NORD CON IL DIRIGIBILE “NORGE”
RINNOVAMENTO LEGISLATIVO – STOP ALLA CRIMINALITÀ
ASSISTENZA OSPEDALIERA PER I POVERI
VACCINAZIONI OBBLIGATORIE PER NAONATI
ACCADEMIA REALE D’ITALIA DIRETTA DAL PREMIO NOBEL GUGLIELMO MARCONI
IL PREMIO NOBEL LUIGI PIRANDELLO
IL PREMIO NOBEL GRAZIA DELEDDA
IL TRANSATLANTICO REX, STABILÌ IL RECORD DI TEMPO DI TRAVERSATA ATLANTICA (4 GIORNI E 14 ORE)
INNOVAZIONI IN ARCHITETTURA
AUTOSTRADE, TRENI, PORTI E AEROPORTI
I FORI DI ROMA IMPERIALE
QUARTIERI POPOLARI GARBATELLA
QUARTIERI FUTURISTI… L’EUR
LEGGE URBANISTICA
ISTITUTO AUTONOMO CASE POPOLARI
ISTITUTO LUCE
I PATTI LATERANENSI
IL PREFETTO MORI E LA SCOMPARSA DELLA MAFIA
CREATI PARCHI NAZIONALI… GRAN PARADISO, CIRCEO, STELVIO…
L’ATTIVITÀ SPORTIVA
IL CONI
LA FIERA DEL LEVANTE
NUOVI ACQUEDOTTI PER PORTARE L’ACQUA DOVE MANCAVA
L’ORO E IL FERRO PER LA PATRIA
LE MILLE MIGLIA
TEATRI
FIERE E FOLCLORE
L’IMPERO – OLTRE A LIBIA E SOMALIA VENGONO CONQUISTATE ETIOPIA ED ERITREA
L’ALLEANZA CON LA GERMANIA E LA GUERRA HANNO CANCELLATO TUTTO CIÒ CHE È STATO FATTO. BISOGNA RICORDARE CHE IL BUONO DI OGGI… È NATO IN QUEGLI ANNI. NON BASTA UN VIDEO PER ELENCARE TUTTO IL BENE VOLUTO AGLI ITALIANI

Mio commento:

Inizialmente avevo capito che si trattasse di un elenco di cose positive dovute al fascismo. Poi ho visto il video che prosegue annoverando nell'elenco
- "Opera Nazionale Balilla (mirata a educare i bambini ai valori fascisti e a considerare il duce un supremo esempio, citato anche nella delirante "preghiera del Balilla"!!!)
- "I patti lateranensi"
- "L'impero"
- "L'oro e il ferro per la patria [= per la guerra in Etiopia]" (a cui parteciparono Marconi e Pirandello, entrambi celebrati in questo video)
Altre bizzarrie di questo video: sarebbero merito del fascismo
- Carnera campione del mondo
- Premio Nobel a Luigi Pirandello e a Grazia Deledda
EEEh? :D

Risposta della FB-Friend:

Marco, vuoi l'elenco dei "MERITI" dei comunisti antichi e moderni, dei sindacati e di tutti quelli che si riempiono la bocca di "buonismo"??? vogliamo parlare di vari gruppi giovanili "istituzionali" che "addestrano" i ragazzi come o peggio dell'opera nazionale ballilla?.. lascia perdere Marco... ogni epoca, ogni regime ha i suoi pregi e i suoi difetti.. ho postato questo per ricordare che il fascismo non e' stato solo quello degli anni 40, quello che ci ricorda continuamente chi "Parla bene e razzola male" .. ma c'e' stato anche del buono prima.. e tanto....

Mia risposta:

Se ci mettessimo a parlare dei meriti dei comunisti (sia con virgolette ironiche che senza) andremmo fuori argomento, perché il video da te linkato parla di altro. Comunque, dato che l'hai evocato, come se criticare questo video significasse difendere il comunismo, chiarisco che non è questa la mia intenzione.

Vengo al dunque. Che ogni epoca abbia i suoi pregi e i suoi difetti è inevitabile (come diceva Benigni, anche il mostro di Firenze avrà detto "Buongiorno" a qualcuno).
Certo, come dici il fascismo non è stato solo quello degli anni ’40 e ci sono state anche delle cose buone prima, che però scompaiono se confrontate con quelle ingiuste (sempre antecedenti agli anni ’40), una su tutte il delitto Matteotti che anche da solo avrebbe dovuto essere motivo sufficiente della destituzione di Mussolini dal suo incarico e della sua condanna al carcere.

Le distinzioni che più di una volta ho sentito e letto del tipo "Non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca, siamo razionali, evitiamo tifoserie, facciamo i dovuti distinguo" di solito nella testa di chi riceve il messaggio hanno il risultato opposto a quello dichiarato, e cioè non distinguere, ma mescolare ben bene. Ad esempio, per quanto riguarda il video in questione, dopo aver visto le immagini di connotazione positiva mischiate a quella del pazzo delinquente con mano alzata, si tende a fare di tutta l'erba un fascio: si dà l'idea che la possibilità di ottenere buoni risultati sia peculiarità dell'intero pacchetto-fascismo, mentre in realtà le buone iniziative che sono state realizzate durante il periodo del fascismo (malamente e ridicolmente elencate, vedi su) certamente si sarebbero potute realizzare senza bisogno di un regime criminale.

No, non lascio perdere, perché la ritengo una questione importante che riguarda non solo la valutazione del fascismo, ma in generale il modo fuorviante di comunicare. Importante, perché la cattiva informazione, compresa quella che viene fatta su questa frequentatissima piattaforma social, è fra le cause maggiori della fatica che fa la nostra società a progredire verso il vivere civile.

Non lascio perdere perché, come vale per tutte le informazioni utili, ritengo importante che il fascismo (e cioè l’ideologia fascista e il regime fascista, che non è lo stesso che dire “tutte le cose accadute in quell'arco di tempo”) sia fondamentalmente ricordato per le sue peculiarità. E queste peculiarità sono crimine, arroganza, ingiustizia, prevaricazione, assassini di massa nei confronti di persone innocenti, plagio e diseducazione.

Visto che hai rammentato il buonismo, questo mi viene da risponderti: basta con questo buonismo fascista. È solo fuorviante e non serve a nulla e a nessuno se non ai nostalgici di un'ideologia malata e dannosa.


In un altro commento in risposta a un altro utente (risparmio le divagazioni con esempi sul comunismo deviato), lei ha detto:

È cosi' brutto ammettere che anche in un regime c'e' stato qualcosa di buono?

Allora ho riprovato a spiegare:

È brutto perché induce a un equivoco. Come ho cercato di spiegare, le cose buone (e non mi riferisco a questo video, che fra le cose buone annovera vergognosamente le conquiste in Africa e il palgio dei bambini) sono state fatte non grazie all'ideologia fascista, ma semplicemente grazie alla volontà di fare qualcosa di buono che appartenne ai fascisti.
Se il cuoco di una mensa di una scuola dell'infanzia ha violentato 30 bambini ma fa un'ottima pappa col pomodoro, trovo sbagliato dire "Però senti che buona pappa al pomodoro ha fatto questo! E non è la sola. Non basta un video per descrivere il bene che quest'uomo ha voluto ai bambini; tutto quesoto bene è stato cancellato, mannaggia, solo perché un giorno ha sgozzato in pubblico 10 persone ed è stato beccato e processato per questo e tutti gli altri reati. Da quando è in galera una pappa col pomodoro così in quell'asilo non si è più vista! Ricordiamolo anche per quello che ha fatto di buono!"
L'ottima pappa col pomodoro la faceva non perché era un violetatore. La faceva perché era un buon cuoco. Quindi, com'è facile capire:
- è sbagliato dire "Bisogna vedere anche gli aspetti positivi della pedofilia"
- dire "Bisogna vedere anche gli aspetti positivi di quando c'era lui" è teoricamente giusto, ma fuorviante, perché tende a essere inteso col significato della prima frase, essendovi fortemente allusivo.

Magari riportando tutto questo su questo articolo avrò un link a mia disposizione per farmi capire da chi sente il bisogno di ricordare i supposti benefici del fascismo.

A proposito di fascismo, sul web ci sono tanti articoli che smentiscono le bufale su cotanta deplorevole corrente politica e su Benito Mussolini. Uno di questi è “Quando c’era il duce…” Basta cazzate, sfatiamo il mito, di Matteo Gracis.