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24 maggio 2017

Il sito è bufalarlo, ma magari stavolta... - NO.

Ma almeno apri il link e guarda l'articolo / video, prima di pronunciarti! No?

NO,

non lo faccio e sconsiglio a tutti di farlo, se quel sito contiene, anche in altre pagine, notizie false.

Un motivo riguarda il fatto che visualizzando un sito si visualizza anche la sua pubblicità, contribuendo così al finanziamento del proprietario del sito bufalaro (a meno che nel proprio browser non sia installato un plugin che blocca le pubblicità, cosa che è bene attivare se proprio per curiosità si vuole visitare un sito del genere).

Un altro motivo, che è il tema principale di questo articolo, riguarda il tempo che ognuno ha a disposizione.

Che t'importa dell'autore dell'articolo o del video? Potrà aver sbagliato su altre cose, ma non cambiare discorso: l'importante sono i contenuti; solo dopo averli guardati potrai giudicarli!


Se il bufalaro si è miracolosamente convertito decidendo che è sbagliato pubblicare panzane, intanto vediamo se ha cancellato gli articoli bufalari che aveva fin ora messo online. Lo ha fatto? No. Non lo ha fatto. Quindi continua ad essere un bufalaro, e non c'è nessun motivo per visitare un suo link.

Ma San Desiderio, protettore dei giuramenti e dei parti difficili, ti pare così strano?
Il concetto che ho appena espresso, intendo, non il santo che ho evocato (che è fra i santi del giorno di oggi... un caso?).

Ti faccio qualche esempio.

Pensa a una ometto che vuole parlare con te per proporti un investimento a cui affidare i tuoi soldi. Ok, è palese, sapete tutti e due che lui in passato ha tentato di truffarti. Perché adesso non lo vuoi ascoltare? Magari stavolta è diverso. Quest'uomo è cambiato. Ah sì? Vediamo intanto se ha restituito i soldi a tutte le persone che ha truffato fino a adesso. Se non lo ha fatto, allora non c'è motivo di pensare che sia cambiato. Ma come, neanche 10 minuti per starlo a sentire? Se vuoi poi gli dici di no, ma 10 minuti potresti anche darglieli. Intanto ascolta cosa ha da dirti, no? Che ti costano 10 minuti?
Costano 10 minuti. Sono tantissimi. Sarebbero tantissimi anche 10 secondi, per una persona del genere.

Se si dovesse dare 10 minuti a tutte le persone che vogliono proporti qualcosa (dal vivo o telematicamente), non basterebbero le 24 ore che abbiamo a disposizione ogni giorno, e in cui deve rientrarci anche dormire, mangiare, lavorare ed altro, incluso dedicare del tempo alle persone a cui vogliamo bene e che si sono conquistate la nostra fiducia.

Se una ragazza si dovesse fermare a parlare per 10 minuti con tutti quelli che la approcciano in discoteca, anche con quelli che non le piacciono "perché magari poi cambi idea, che ne sai", la sua serata diventerebbe invivibile.

Se si dovesse stare ad ascoltare tutti i rappresentanti del servizio elettrico che ci telefonano o ci chiamano al telefono per capire quanto è conveniente la loro offerta, ci trasformeremmo in commercialisti di noi stessi per ore e ore, troppe ore della nostra vita, fra ascoltarli, consultare il web per conoscere le opinioni dei già clienti di quell'azienda, e eventualmente affrontare i problemi derivanti dal fatto che quell'azienda non dà quello che promette. Lo so, magari è un'offerta buona ed è un'azienda onesta. Ma se si comporta come tutte le altre (contratti telefonici con potenziale copia e incolla del mio "Sì" alla domanda sul mio nome e cognome, maleducati scampanellamenti al mio domicilio, etc) non può pretendere che io dedichi il mio tempo a fare dei distinguo.

Il distintinguo lo fa chi propone e dev'essere evidente al destinatario da subito. È normale anche quando l'offerente non ha un passato sporco, figuriamoci se ce l'ha.

Dunque siccome non ho tempo, se la persona che si presenta come fornitrice di dati o notizie importantissssssime non si presenta in maniera dignitosa (ad esempio evitando di concedere interviste a un sito bufalaro), allora fino a prova contraria non è buona cosa dedicarle del "tempo di prova", che a prova fallita nessuno mi restituirà.

A maggior ragione, se della notizia che vuoi discutere ne parlano SOLO i siti bufalari (non intendo i siti sulla medicina alternativa in generale, ma proprio solo i siti clickbaiting senza pudore), anche tu dovresti chiederti se sprecare il tuo tempo leggendo o ascoltando certa gente.

Se la notizia riportata su un sito bufalaro è vera, significa che è copiata da un altro sito. Quindi, come ho detto più volte, è bene linkare un sito curato da persone oneste contenente la stessa notizia se vuoi che venga letta dalle persone che danno un valore al proprio tempo.

22 maggio 2017

LiberoQuotidiano e i titoli farlocchi

Pochi giorni fa un mio FB-friend ha condiviso un articolo il cui titolo era:

Immigrazione, Antonio Socci: "Limes" conferma, gli immigrati ci cacceranno da casa nostra

Ho subito pensato a un blog bufalaro, di quelli messi su e curati non da giornalisti, ma da ladri di tempo e conoscenza e approfittatori di fretta e stupidità altrui, e che inventano notizie sensazionalistiche con lo scopo di fare soldi grazie alla pubblicità.

E invece non si tratta esattamente di questo.

"Non siamo su una testata finta, no questo è proprio Libero Quotidiano, testata regolarmente registrata, dove scrivono veri giornalisti iscritti all’ordine", scrive Maicolengel, gestore del meritatamente famoso blog anti-bufala Butac. Hai presente "Libero", il quotidiano cartaceo di Vittorio Feltri? Ecco. LiberoQuotidiano è la versione web.

Eppure LiberoQuotidiano spessissimo si prodiga in una ridicolaggine che certo non fa onore ai loro curatori: titoli che dicono una cosa e articoli che ne dicono tutt'un'altra.

Da nessuna parte, nell'articolo di cui parlavo all'inizio, si legge che secondo Limes gli immigrati ci cacceranno da casa nostra. Ma sappiamo tutti (e lo sanno in particolare i curatori dei blog) che spesso le persone condividono su Facebook i link agli articoli dopo averne letto solo il titolo. Titolo che, se abbastanza sensazionalistico, contribuisce così alla diffusione del link grazie a questo malcostume dettato dalla frettolosità degli utenti. Risultato: aumentano le probabilità che sia più grande il numero di persone che visiti la pagina, e che quindi entrino più soldi nelle casse dei proprietari del blog, per via delle la pubblicità in esso contenute.

Un altro esempio, sempre su LiberoQuotidiano, lo trovi qui alla pagina di Butac "Pioggia di asteroidi sulla redazione di Libero"

Ed altri esempi ancora trovi in questa pagina: come puoi vedere Butac ha dedicato a LiberoQuotidiano uno specifico tag, e questo ti dà un'idea di quanto i curatori del sito di LiberoQuotidiano siano fin ora caduti nella tentazione di fare informazione in modo a dir poco discutibile.

Quindi, prima di condividere un link a un articolo - di LiberoQuotidiano - o di qualunque altro sito, occhio a non dare all'articolo immeritata e dannosa viralità incentivando una tecnica bufalara (sì, anche la tecnica su descritta può definirsi bufalara, perché bufalari sono i titoli, non importa se gli articoli riportano notizie vere), tecnica che è ancora più gravemente scorretta quando a scrivere sono giornalisti veri.

Cioè prima di condividere il link a un articolo, LEGGILO. E se noti che il titolo è difforme dall'articolo, non condividerlo, altrimenti fai il gioco di chi vuole perndere in giro te e tutti gli altri lettori / non lettori.

Chiaramente il semplice fatto che i contenuti dell'articolo siano coerenti col titolo non autorizza, a ritenerli veri e a diffonderli presentandoli come veri. Anche se non si può avere la sicurezza al mille per mille, ci sono vari aspetti da considerare per escludere di essere in presenza di un articolo spazzatura. Ne ho parlato nell'articolo "Come riconoscere un sito clickbaiting / bufalaro".

Sempre sul farsi un'idea sull'affidabilità dei contenutidi un articolo: "Articolo sensazionalista sul web? Leggi i commenti."

20 dicembre 2016

Vuoi rimanere mio FB-friend? Non diffondere bufale né siti bufalari

Riadattato dal mio diario di FB...

Mia decisione del 22 novembre 2016, comunicata a chi legge il mio diario di Facebook (e l'ignoranza dovuta alla mancata lettura non giustifica):


Vualà. D'ora in poi si fa così. Senza processo.
Chi linka bufale viene eliminato/a dai miei FB-Friend.
Avvertiti.
I motivi per i quali i siti bufalari mi irritano particolarmente puoi trovarli sull'articolo
"Pubblicare e condividere bufale è come rubare (non scherzo)".

Integrazione del 23 novembre:

Adesso che grazie a questo gatto incavolato ho la vostra attenzione, faccio un'integrazione dell'avvertimento di ieri:
d'ora in poi, oltre a rimuovere dai FB-friend chi condivide bufale, rimuoverò dagli amici anche chi commenta le bufale in modo da rivelare di averci creduto. In campana, utenti utonti, o a smammare state pronti.

- - - Approfondimenti - - -

Grazie ai commentatori che mi hanno dato occasione di aggiungere quanto segue.

Sono disposto a perdonare se per sbaglio hai postato una bufala e dimostri pentimento, eliminando il post?

Sì, a patto che:

- io e te siamo molto molto amici (in tal caso potrei fare uno o più tentativi di rimetterti sulla retta via, dopo di che, se non ci riesco magari smetto di seguirti anziché cancellarti)

- ...oppure il link bufalaro non appartenga a uno dei siti presenti in una blacklist dei siti bufala. Le blacklist sono disponibili presso:
Il sito Bufale.net: http://www.bufale.net/home/the-black-list-la-lista-nera-del-web/
Il sito BUTAC (Bufale Un Tanto Al Chilo): http://www.butac.it/the-black-list/

E se per una volta quel sito bufalaro ha scritto una notizia non verificata come bufala?

Ti elimino lo stesso.
Anche se quella notizia non è stata ancora smentita.
Anche se è vera.

Ecco perché: visti i precedenti di quel sito, quella notizia è una bufala fino a prova contraria. E la prova contraria la devi dare tu subito. In che modo? Linkando la notizia vera raccontata da un altro sito, non da quello bufalaro, a cui è sempre bene non fare pubblicità (non se la merita neanche adesso, dato che di sicuro ha solo copiato).

Ma non rischio di condannare un innocente se per una volta è l'autore di uno dei suddetti siti antibufala a sbagliare per mancanza di approfondimento?

No: elimino solo chi è cascato in una bufala che, cercando per pochi secondi sul web, si capisce essere tale con una certa ovvietà.

Integrazione del 5 gennaio 2017:

Inoltrare o copia-incollare nel proprio aggiornamento di stato fesserie come quella descritta in questo articolo conta come diffusione di una bufala.

Integrazione del 17 gennaio 2017:

Un commentatore ha mosso questa obiezione: non tutti hanno la stessa preparazione telematico-culturale, e chi sa di più dovrebbe non snobbare ed eliminare, ma educare, ad esempio linkando il relativo articolo anti-bufala.

È ciò che ho fatto per un lungo periodo; questo però mi portava via troppo tempo (talvolta anche con le solite persone che ari-bufalavano di nuovo qualche giorno dopo). Così ho deciso di scrivere questo articolo. I FB-friend sono già stati avvertiti, dato che l'ho linkato nel mio diario, e i futuri aspiranti FB-Friend vengono invitati a leggere l'articolo "Vuoi essere mio amico? Ne sei sicuro?", alla fine del quale c'è l'invito a leggere anche questo. Quindi il mio ritengo di averlo fatto.


Sullo stesso argomento consiglio la lettura di un altro mio articolo:

Come riconoscere un sito clickbaiting / bufalaro

04 dicembre 2016

Come riconoscere un sito clickbaiting / bufalaro

È accaduto di nuovo. Una FB-friend condivide su Facebook un link di un articolo sensazionalistico, altri utenti commentano facendole notare che si tratta di una bufala, e... nessuna cancellazione del post.

Chiedo cosa aspetta a cancellarlo.

Mi risponde che nel suo diario scrive quello che le pare. Poi dice che uno è libero di credere a quello che vuole. Due utenti la difendono.

Sì, uno è libero di credere quello che vuole, anche nelle falsità più evidenti, ma non dovrebbe sentirsi libero di fare disinformazione (neanche sul proprio diario), che costituisce un danno per chi legge.

Dopo lo scambio di qualche altra battuta, in una delle quali spiego che il link in questione appartiene a un tipico sito di clickbaiting, mi chiede:

"come faccio a riconoscere che si tratta, con certezza, del tipico sito clickbaiting come dici tu??"

Ero convinto che si trovasse un qualche articolo sul web cercando "Come riconoscere un sito clickbaiting", ma pare di no.

Quindi, nel solito spirito di questo blog, così come delle discussioni su FB a cui partecipo e che superano una certa lunghezza (destinate a essere riciclate come materiale per i miei articoli), rispondo qui, affinché possa essere utile anche ad altri lettori.

Un sito di clickbaiting (non solo come dico io... semplicemente si chiama così un sito nato con lo scopo di attirare click con l'inganno per guadagnare con la pubblicità) è sempre un sito bufalaro, e cioè un sito che pubblica notizie false oppure raccontate in maniera pesantemente tendenziosa, omettendo alcuni aspetti ed esasperandone altri, con l'evidente scopo di far cadere il lettore non attentissimo nel tranello di una interpretazione decisamente aberrata della verità e spingerlo alla diffusione per il clamore suscitato. Vale anche il viceversa? No, un sito bufalaro non è sempre un sito di clickbaiting (quindi non sempre c'è pubblicità), ma bisogna in ogni caso evitare di diffonderne i contenuti, se non per sbugiardarli. Quindi meglio spiegare non tanto come riconoscere i siti di clickbaiting, quanto in generale come riconoscere i siti bufalari.

Chi ha un po' di esperienza di navigazione riconosce subito a naso un sito che fa disinformazione. Se non hai abbastanza esperienza, puoi comunque riuscirci basandoti su vari indizi che emergono analizzando l'articolo, ma spesso è sufficiente anche leggere il titolo. Ecco i tipici indizi:
  • dopo una ricerca sul web con alcune delle parole principali inerenti all'argomento trattato insieme con la parola "bufala", noti che ci sono uno o più siti antibufala che sbugiardano l'articolo in questione
  • la notizia non è menzionata da alcuna testata giornalistica (né vicina al governo, né vicina all'opposizione, né indipendente), se non per essere smentita
  • i titoli degli articoli sono sensazionalistici mentre gli articoli, quando le notizie, se non completamente inventate, hanno un'importanza nettamente più blanda rispetto a quanto il titolo faceva presagire
  • la notizia descritta non ha riferimenti che possano far risalire ai dettagli del fatto (ad es. non indica data né luogo)
  • il sito è pieno di notizie già in passato smascherate come bufale (anche se in un sussulto di psichedelica fantasia volessimo supporre che gli autori erano in buona fede nel pubblicarle, si può notare come a tutt'oggi non siano state cancellate, quindi la malafede è acclarata in quanto è impossibile che non siano venuti a saperlo... e anche se così fosse... beh, si tratterebbe di bufalari involontari, ma pur sempre persone inaffidabili)
  • è lo stesso autore del sito a dichiarare, generalmente nel piè di pagina, che il sito "potrebbe" avere notizie inventate, con un avvertimento del tipo "questo è un sito satirico e quindi alcuni articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti"
  • il sito è elencato nella blacklist di bufale.net (vedi http://www.bufale.net/home/the-black-list-la-lista-nera-del-web/) o nella blacklist di BUTAC (vedi http://www.butac.it/the-black-list/)
    Riguardo quest'ultimo punto, ogni tanto un utente se ne esce con la solita insinuazione superficiale, del tipo "E quei siti antibufala? Come fai a sapere che non sono anche quelli bufalari?"

    Risposta: che noia. Per accorgersene basta leggere i loro articoli, che non contengono semplicemente affermazioni del tipo "questa notizia è falsa". Sono ragionati e, a differenza di chi fa disinformazione, citano le fonti e spiegano chiaramente perché una notizia è falsa o raccontata in maniera scorretta, e quindi da non condividere. In rari casi le argomentazioni riguardando lo sbufalamento di un singolo articolo potrebbero non trovarti d'accordo, ma almeno hai la possibilià, appunto, di farti una tua idea soppesando i dati a disposizione.

    Aggiornamento (sì, c'è un aggiornamento ancora prima della pubblicazione dell'articolo, perché si tratta di una cosa accaduta dopo l'inizio e prima della fine della sua stesura): la FB-friend ha cancellato il post. Questo fatto mi ricorda un'altra lieta notizia che documentai alla fine di quest'altro articolo.

    29 novembre 2016

    Contro le bufale i social network potrebbero...

    A questa pagina del giornale online Il Post c'è un bell'articolo sulle notizie false, i cui inventori sono secondo me paragonabili ai ladri.

    È un articolo molto lungo e quindi per le molte persone che non avranno il tempo o la voglia di leggerlo, riassumo di seguito la parte che ritengo più interessante, e ciè cosa potrebbe fare per arginare questo problema lo staff delle varie piattaforme online che veicolano le notizie tramite gli utenti (Facebook, Twitter, YouTube, etc).

    - Dare ai lettori la possibilità di segnalare più facilmente le notizie false alle piattaforme che le stanno mostrando.

    - Concordare con i siti di news più affidabili (agenzie di stampa internazionali, grandi quotidiani e altre media company) l’utilizzo di codici nelle loro pagine per rendere più riconoscibili le notizie affidabili e dare loro maggiore risalto, per esempio nelle notizie correlate mostrate da Facebook sotto un post in cui compare l'anteprima di un articolo; nel caso di una notizia falsa, le notizie correlate potrebbero mostrare sistematicamente gli articoli che le smentiscono (a questo proposito i siti di notizie dovrebbero creare apposite sezioni dedicate allo smontaggio delle bufale)

    - Identificare i siti creati da poco al solo scopo di diffondere notizie false (talvolta arrivano ad avere la stessa visibilità di articoli pubblicati da fonti più autorevoli in circolazione da anni).

    - inviare notifiche agli utenti che hanno visto un post qualora abbia subito una modifica, che potrebbe essere una importante rettifica o addirittura smentita.

    10 settembre 2016

    Pubblicare e condividere bufale è come rubare (non scherzo)

    Stamattina un mio FB-Friend pro-tempore ha condiviso l'ennesima notizia razzista inventata di un noto sito di notizie inventate.

    Come molte volte è accaduto sotto i suoi post, ci sono stati commenti del tipo

    - "È una bufala"
    - "È l'ennesima bufala che condividi"
    - "Possibile che un grande professionista come te pubblichi queste scemenze? Ma che figura ci fai?"
    - [screenshot dei risultati di Google che mostra quanto notoriamente quel sito contenga notizie inventato]
    - Ennesimo post, oltretutto ennesimo post falso, che inneggia al razzismo, all'odio. Che brutta cosa, mamma mia!

    Alcune sue risposte sono state:

    - Non è razzismo, è ingiustizia. Bufala o no, ormai queste sono storie frequenti. Pirati della strada, ladri, e tanto altro. Un negoziante ha chiuso nel suo negozio dei ladri e poi ha chiamato le forze dell'ordine... denunciato x sequestro di persona.
    Io sono il razzista?

    - Pubblico bufale perché almeno alcuni hanno cose da scrivere. Se non vi interessano le mie bufale, toglimi dagli amici.

    Faccio qui due considerazioni che sfuggono purtroppo ad alcuni utenti utonti.

    1)

    "Bufala o no" un corno. Immagina questo: per 20 giorni, tutti i giorni, una persona è stata pesantemente insultata da una folla per aver posteggiato l'automobile in un parcheggio per disabili senza averne diritto; il 21° giorno questa persona non commette tale infrazione, ma c'è comunque un gruppo che urla il suo nome e lo chiama delinquente; si sbracciano cercando l'attenzione dei passanti, urlando che oggi per l'ennesima volta quello lì ha messo la macchina in un posto per disabili. Un passante fa loro notare che in realtà il posto per disabili è libero e non c'è nessuna automobile lì parcheggiata, e che è ingiusto accusare una persona per un'infrazione anche quando non l'ha commessa. Gli urlatori, invece di scusarsi, rispondono tipo "Non importa, tizio frequentemente manca di rispetto ai disabili. Per 20 giorni ha occupato un parcheggio a loro riservato, quindi non siamo noi gli ingiusti, è lui che non rispetta il codice della strada. E ora se non le dispiace riprendiamo a urlare le nostre ragioni. LA MACCHINA DI TIZIO È PARCHEGGIATA IN UN POSTO PER DISABILI!!! GUARDATE LA MACCHINA DI TIZIO DOV'È PARCHEGGIATA!!! STA OCCUPANDO IL POSTO DI PERSONE SVANTAGGIATE!!! È UNO SCHIFO!!! GUARDATE!!!". Alcuni altri passanti notano l'ilarità della cosa, dato il parcheggio vuoto, altri sentono le loro voci e basta, non danno un'occhiata per verificare, e ci credono. E non si rendono conto che questi urlatori sono quello che sono, e cioè... Come si potrebbero definire?... Degli imbecilli.

    Spero di aver reso l'idea di quanto sia imbecille accusare una persona mentendo e sapendo di mentire, e di come una menzogna non sia giustificata dal fatto che in altri momenti siano accaduti e accadano episodi simili.

    Si tratta di diffamazione. Diffamare una persona, cioè ad es. raccontare qualcosa di riprovevole che in realtà non ha fatto, significa apportarle un danno. Se hai apportato un danno a una persona, la devi risarcire. E non eseguire un risarcimento dovuto è come rubare. Questo indipendentemente dalla possibilità concreta che questa persona abbia nel dimostrarlo di fronte a un giudice.

    Stessa cosa, ma con una aggravante, vale per i gruppi di persone (di una stessa nazionalità, etnia, religione...). L'aggravante consiste nel fatto che la generalizzazione è doppia: viene estesa ingiustamente la colpa non solo agli eventi mai accaduti, ma anche ad altre singole persone mai coinvolte. Tornando all'esempio precedente, è come se la folla inveisse non solo contro quel tizio, ma anche contro tutta la sua famiglia.

    Nota per chi obietta "Va beh, è una notizia falsa, ma la condivido lo stesso perché rispecchia quello che succede spesso nel nostro paese": se mi hai presentato la notizia come vera non avendone la certezza o addirittura sapendo che è falsa, e poi mi confessi che e me l'hai detta lo stesso per educarmi alla tua visione politica, allora mi stai confessando che mi tratti da scemo. E quando me ne accorgo, se ce la faccio a trattenere la restituzione dell'insulto, ti dico con calma: deciditi. Vuoi descrivere il nostro mondo con delle favole? Raccontami delle favole, presentale come favole e dimmi che rispecchiano la realtà di oggi. Vuoi descrivere la realtà presentandomi dei fatti realmente accaduti? Proponimeli come tali dopo aver verificato che si tratta di fatti realmente accaduti.
    Un incrocio fra le due scelte, cioè proporre una notizia falsa presentandola come vera, non è educativo ma, ripeto, offensivo. Non arricchisce la conoscenza della realtà, ma la stravolge.
     
    2)

    Se scegli di usare un social network devi rispettarne il regolamento, perché questo si aspettano gli altri utenti che insieme a te lo usano.
    Il regolamento di Facebook:
    - vieta di pubblicare post che incitano all'odio
    - vieta di pubblicare notizie false
    Lo si vede anche dalla finestra che compare quando si segnala un post.

    In più, anche al di là del regolamento di Facebook, rifletti: se dare una notizia vera fornisce al lettore un beneficio (è come regalargli qualcosa, e infatti tante persone pagano per comprare un giornale), dare una notizia falsa equivale ad arrecargli un danno, cosa che non hai il diritto di fare neanche gratis.
    Immagina che uno straniero ti chieda informazioni su quale erogatore usare per mettere benzina nel serbatoio della sua automobile. Se, in buona fede oppure no, assicuri la persona che quella è benzina quando invece è gasolio, l'auto subirà un danno. Il fatto che tu abbia fornito questa informazione gratis e il fatto che quella persona ha scelto liberamente di fidarsi di te non tolgono il fatto che tu abbia provocato un danno. Per smarcarti da questa responsabilità avresti dovuto dire tipo "credo che...", oppure suggerire di chiedere informazioni a qualcun altro. Se invece dai semplicemente un'informazione (che in assenza di specificazioni si considera come spacciata per vera) tu sei responsabile delle conseguenze di quell'informazione.
    Se hai provocato un danno, devi risarcirlo. Se non lo risarcisci, è come rubare.

    Allo stesso modo, dare una notizia falsa provoca un danno, anche se non (direttamente) materiale. Puoi farti un'idea del'entità di questo danno mettendo un "meno" davanti al beneficio di avere una buona informazione. Al di là della possibilità o no di dimostrarlo in tribunale, al di là della possibilità di quantificarlo con esattezza, sappi semplicemente che fornendo una falsa informazione a una persona tu rubi il suo tempo, vai contro la sua voglia di conoscere la verità, ostacoli la sua evoluzione personale.
    Fai fare a questa persona un passo indietro rispetto a benefici che costano tempo e soldi: pensa al canone RAI, alla connessione Internet, al prezzo dei giornali cartacei ed alcuni giornali online, e pensa anche al prezioso tempo, che nessuno può restituire a chi l'ha perso.

    Ecco perché dare una notizia falsa, soprattutto quando si mente sapendo di mentire, è come rubare.

    Dalla bufala che hai diffuso non trai nessun beneficio economico o di altro tipo? Non importa: il fatto che il borsello scippato fosse vuoto e da buttare via non giustifica lo scippatore.
    Non l'hai fatto apposta? Non ti giustifica. Se tamponi l'automobile davanti a te sei comunque nel torto, avendo arrecato un danno. Danno che, se non risarcisci, sei come un ladro.
    E non ti giustifica il fatto che si possa scegliere di non leggere i tuoi post. Infatti:
    - per rendersi conto che hai scritto post falsi e smettere di leggerli c'è bisogno appunto di leggerli, e quindi di lasciare che tu almeno in quelle prime occasioni effettui almeno un "furto"
    - ci saranno persone che continuano purtroppo a crederti; se sono poco accorte non significa che tu abbia il diritto di rubare a loro; anzi, approfittarne è ancora più grave.

    25 agosto 2016

    Dannosi post strappalacrime e simili: non abboccare!

    Ogni tanto su Facebook girano catene di Sant'Antonio del tipo:

    - strappalacrime
    - aizza-rabbia
    - fuffa-allerta
    - proposte sceme
     
    Lo scopo per il quale probabilmente vengono creati questi post non è quello che capiscono i boccaloni che li diffondono. Ne parlerò alla fine dell'articolo. Prima ti invito a notare alcuni aspetti. 

    Non voglio stavolta richiamare l'attenzione sul fatto che devi controllare con un motore di ricerca la veridicità di una notizia o la plausibilità di una soluzione a un problema, cosa che pure è facile, veloce e doverosa.
    Ti invito a fare qualcosa di ancora più facile e veloce: osservare come sono scritti questi post. Hanno sempre le stesse caratteristiche. Sono del tipo:

    - Condividi questa candela per solidarietà verso le vittime della recente strage di Pincopallopoli...

    - La pincopallosi è una malattia tremenda; condividi questo messaggio in segno di affetto e rispetto per i malati; il 96% delle persone non lo farà

    - Giulio, un ragazzino ferito in un incidente è morto prima che arrivasse l'ambulanza, ma prima di morire ha dettato a un giornalista lì vicino questo messaggio: mamma, ti voglio bene, perdonami se ti ho risposto male bla bla bla... Diffondi questo messaggio, non cliccare "condividi", ma fai "copia e incolla"

    - Se vuoi abolire le pensioni d'oro dei parlamentari condividi

    - Quest'immigrato che ha malmenato e rapinato una vecchietta dopo l'arresto è stato rilasciato... condividi se sei incazzato

    - Ieri la Polizia di Stato ha comunicato che su WhatsApp un messaggio che si diffonde in automatico ti chiede di cliccare su questo link... non farlo, è una truffa, e se lo fai il credito telefonico ti sarà azzerato. Massima condivisione!!

    Nota che:

    - Si fa appello alla solidarietà verso alcune persone, quando in realtà condividere il messaggio non apporta loro alcun beneficio.

    - Si fa appello al rispetto verso alcune persone, mentre in realtà rispetto significa semplicemente non offendere, e non c'è nessuna mancanza di rispetto nell'evitare di condividere un messaggio inutile.

    - Le storie raccontate sono anonime, quindi palesemente inventate.

    - I messaggi offrono soluzioni facili a problemi grossi, ed è quello di cui il nostro cervello rettile va matto; purtroppo però questo non corrisponde al vero, e un clic per abolire le pensioni d'oro o mettere in carcere una persona ha efficacia non 0,1, ma proprio 0,0. Esattamente come una fiaccolata contro il terrorismo o una firma contro la droga.

    - C'è una trita e ritrita implicita "sfida" con la frase del tipo "Il 96% delle persone non condividerà", uno dei trucchetti persuasivi più patetici che io abbia letto da quando conosco il web a oggi.

    - Nei messaggi di allerta viene citato un comunicato di Polizia di Stato, Protezione Civile o altra istutuzione senza un riferimento a una pagina web del loro sito.

    - Ci sono riferimenti temporali relativi, tipo "ieri" o "la settimana scorsa", totalmente inadatti a un messaggio la cui diffusione non ha un limite di tempo.

    A volte, poi, ci sono proprio delle frasi di una stupidità stupefacente. Ma forse non così stupefacente, se si pensa al reale scopo di questi post... Che ancora no, non ti anticipo. Lo scrivo alla fine.
    Prima ti riporto due esempi che ho letto in questi giorni:

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    Con un cuore spezzato 💔 e lacrime 😢 nei miei occhi, io posso dire onestamente che questo è di gran lunga il momento più difficile di sempre. Io so cosa il trattamento del cancro può fare per un corpo, e a volte mi chiedo se il trattamento è valsa la pena nel lungo termine. Sembra di fare più male che bene.
    Non c'è niente di più doloroso che cercando di sorridere e rimanere positivo, ma dopo la chemioterapia e la radioterapia, voi sapete che la persona è fisicamente cambiata e loro soffrono con questa tristezza. 😕 Io so che molti di voi non guarderanno e né leggeranno questo messaggio perché, ovviamente, il cancro non ha toccato te. Tu non sai cosa vuol dire avere combattuto la lotta o avere una persona amata che ha condotto una battaglia contro il cancro. 💜
    Per tutti gli uomini e le donne che conosco, vi chiedo un piccolo favore e solo alcuni di voi lo faranno. Se conoscete qualcuno che ha condotto una battaglia contro il cancro e non c'è più , che sta ancora lottando o che ha superato , si prega di aggiungere questo al tuo stato per un'ora in segno di supporto, di rispetto e di ricordo. 💚❤
    Copia e incolla per sostenere le persone colpite da cancro. Non condivido. Dal tuo telefono o tablet, tenere premuto il dito sul messaggio per copiare e incollare sulla tua pagina. Grazie!!
    Una amica lo chiede. Ecco qua: nella nostra piccolezza, desideriamo esserle vicino con questo gesto

    ------------

    Questo fine settimana doveva svolgersi ad Amatrice la 50 festa degli "Spaghetti all' Amatriciana" piatto conosciuto in tutto il mondo e nato proprio nel paese distrutto dal terremoto. Chiedo a tutti i ristoranti, pizzerie, feste paesane o dove si possa mangiare in questo fine settimana, di poter cucinare gli "Spaghetti all'Amatriciana" e con la vendita, dare il ricavato per aiutare le persone colpite dal terremoto!!
    Grazie
    Aiutatemi a diffondere il messaggio, copiandolo e incollandolo nella vostra bacheca.


    ------------

    Per chi non si fosse accorto del grande carico di stupidità contenuto in questi due messaggi:

    - Se una persona non legge il messaggio significa che ovviamente non ha conosciuto il cancro? Ovviamente un corno. Forse non lo legge semplicemente perché non gli è passato sotto agli occhi.

    - Se conosco una persona che ha combattuto o sta combattendo contro il cancro, da parte mia condividere questo messaggio è il contrario di quello che devo fare. Alla sua malattia già ci pensa a sufficienza, se è ancora vivo, e non facco certo una buona cosa a ricordargliela. Devo semmai portare la sua attenzione su qualcosa di più piacevole. Stessa cosa per i parenti di una persona morta.

    - Una amica lo chiede? Se rimane anonima significa che questa amica non esiste. Ed è meglio così, perché si tratterebbe di un'amica che ha avuto un'idea davvero fuori luogo.

    - Chiedere ai ristoratori che??? Non si capisce cosa significhi chiedere "di poter cucinare gli Spaghetti all'Amatriciana". Poter? Nel senso che vuoi che ti facciano usare la loro cucina? No, probabilmente dicendo "poter cucinare" intendevi semplicemente "cucinare". Quindi vuoi che i ristoratori cucinino la pasta all'Amatriciana (se ordinata? Con menù fisso?) e dare ai terremotati il guadagno corrispondente... Ma molto più semplicemente si può chiedere ai ristoranti di devolvere una percentuale dei guadagni ai terremotati (indipendentemente dal tipo di piatto cucinato, così magari si può fare del bene senza crudeltà verso gli animali)... Ma altrettanto semplicemente i ristoratori potrebbero risponderti, giustamente: "Vuoi fare beneficenza con i soldi degli altri? A fare la beneficenza mia ci penso io, tu pensa alla tua".

    ...Sorvolando sulla sintassi.

    Se leggi un post su Facebook che ti ricorda quanto hai letto in questo articolo, tieni contodi quanto sto per dirti.
    • Diffondere un messaggio di solidarietà non significa fare qualcosa di buono. Anzi. Diffondendo messaggi del genere tu fai l'opposto: condividerlo dà a te e agli altri che lo faranno una falsa sensazione di essere stati bravi per un'azione che non porta benefici, contribuendo a "scaricare le batterie" della solidarietà. In altre parole, se a una persona dai la sensazione di aver fatto una buona azione, probabilmente sentirà un minore bisogno di farne altre. Potrebbe pensare "La mia buona azione quotidiana l'ho fatta, sono a posto". Un'informazione o una proposta benefica è quella che spinge la gente a sentirsi responsabile delle cose concrete e quindi spingerla a fare qualcosa di concreto. A frugarsi in tasca quando c'è bisogno di soldi; ad alzare il sedere quando c'è bisogno di fare. Altrimenti, vedi su, è un'informazione/proposta dannosa.
    • Se diffondi un post facendo "copia e incolla" anziché usare la funzione "condividi", un messaggio che parla di una brutta esperienza può impaurire i tuoi amici, che lo interpreteranno come riferito a te almeno all'inizio della lettura (e successivamente penseranno "ma vaffanculo, m'hai fatto preoccupare per nulla!"). Tipico esempio è il messaggio che ho riportato sopra e che parla di una malattia. Non è affatto bello far star male inutilmente le persone che ti vogliono bene, anche se si tratta di pochi secondi. L'autore del testo ha evidentemente usato questo subdolo trucchetto per fare in modo che il messaggio acchiappi l'attenzione e venga letto fino in fondo.
    • Ti sei mai chiesto perché alla fine dei messaggi come questo si legge il suggerimento di copiare e incollare anziché condividere? Il motivo te lo dico io: se venisse usata la funzione di condivisione non solo il messaggio desterebbe meno attenzione rispetto alle parole che a prima vitsta appartengono a chi le ha postate, ma tutti i lettori sarebbero in grado di scovare l'autore originale e chiedergli chiarimenti, oppure coprirlo di meritate critiche, ostacolando così la diffusione del post. Questo metodo è usato quando il messaggio è solo testo e la sua persuasività sta nella tragicità del racconto, che porterebbe appunto a chiedere lumi all'autore, mentre non è usato quando vengono diffusi messaggi sotto forma di immagine che contengono un testo a carattere opinionistico e politico, che quindi spingono molto meno le persone a rivolgersi all'autore...
    ...E a proposito dell'autore e dei suoi metodi, come promesso, ti rivelo qual è, con grande probabilità, lo scopo di certe catene di Sant'Antonio.
    Come ho spiegato, lo scopo non può essere aiutare qualcuno. Non può essere risvegliare le coscienze. Non può essere risolvere o prevenire un problema. E tanto meno può essere rendere omaggio o portare rispetto a una persona. Anzi, l'autore di questo tipo di messaggi compie una grande mancanza di rispetto nei confronti dell'intelligenza di chi lo leggerà.
    E alllora perché lo fa?

    Potrebbero essere dei TEST.

    L'autore vuole sperimentare le reazioni. Scrive probabilmente molti messaggi di vario tipo, di cui poi osserva la potenziale viralità. Osserva cioè quanto ognuno di essi fa presa sulla gente, guardando quanti dei suoi migliaia di amici abboccano facendo copia e incolla o quante persone, anche non sue FB-friend, lo condividono (in quest'ultimo caso Facebook dice proprio, sotto il post, il numero di condivisioni che sono state fatte).
    In base a questo può trarre delle conclusioni: "fra tutti i messaggi che ho scritto, quelli formulati nella modalità X, Y e Z sono i più efficaci". Tali informazioni gli serviranno quando vorrà scrivere un post la cui diffusione avrà per lui un'utilità più concreta, tipicamente attirare i visitatori sul proprio sito per vendere un prodotto o far visualizzare pubblicità.

    Potresti chiedermi a questo punto: "Ma già mi hai parlato di come sono fatti questi messaggi virali... quindi i test dovrebbero essere conclusi, no?"
    No, perché gli utenti del web, anche se MOOOLTO lentamente piano piano si potrebbero abituare al fatto che certi tipi di messaggi sono bufale, e quindi, prima che inventare e testare nuovi tipi di messaggio, potrebbe essere più economico in termini di tempo indagare per vedere se i già esistenti funzionano ancora.

    Altro caso: Pagine FB acchiappa-Like.

    Cito da un post della pagina Facebook di Butac:

    Come fanno le pagine che spacciano Bufale sui bimbi malati a fare soldi?
    Su Facebook non mancano mai pagine che spargono Fuffa e Spam! Questi admin non si fanno problemi a rubare le foto di qualche bimbo malato o addirittura morto.
    Poi usano questa foto, insieme a false preghiere di condivisione e a donare, come esca per portarvi
    a mettere un Mi Piace, condividere e commentare sulla loro pagina.
    Il “buzz” che si crea per merito del post volutamente ingannevole induce Facebook a mostrarlo a più gente.
    Questo genera più traffico sulla pagina truffaldina. Più traffico riceve più aumenta visibilità e posizionamento nelle classifiche web. Al raggiungimento dell’obbiettivo la stessa avrà un valore e potrà venire venduta al migliore offerente.
    Quindi mentre tu in buona fede, clikki, condividi, mandi le tue preghiere e il tuo affetto, loro molto onestamente trasformano il tutto in SOLDI PER IL PRANZO
    .


    Sì, sei stato preso per il culo.
    Sei stato usato.
    O, più probabilmente, presa per il culo e usata,
    dato che mi pare le donne sono quelle che ci cascano di più, specialmente nelle bufale strappalacrime.

    Purtroppo i tipi di messaggi in questione sì, funzionano ancora. Magari meno di prima, ma li vedo ancora su Facebook.
    Al di là di ciò, questi i miei suggerimenti:
    • Quando vedi messaggi senza riferimenti a persone precise, con riferimenti temporali vaghi, deduci subito che è una bufala
    • Quando vedi un messaggio catena di Sant'Antonio con una struttura simile a un'altra catena di Sant'Antonio, deduci subito che è una bufala fino a prova contraria
    • Quando vedi un messaggio che incita alla diffusione, chiediti quale sia il vero beneficio concreto e il modo in cui davvero può realizzarsi grazie a quell'invio; se non c'è, allora il messaggio è bufalaro e in più dannoso
    • Quando vedi un messaggio simile a quelli che ho esemplificato qui sopra, commenta inviando il link a questo articolo!
    Concludo con uno screenshot che con l'argomento c'entra e non c'entra, perché temo che sia stato scritto in buona fede. E questo ne aumenta tremendamente la carica  trash.


    15 agosto 2016

    Primo studio sulle "scie chimiche": nessuna evidenza di operazioni occulte

    L’articolo originale in inglese di Science Alert si trova a questa pagina.

    È stato pubblicato il primo articolo peer-reviewed sulla cospirazione delle scie chimiche - l’idea secondo cui degli enti governativi starebbero segretamente facendo rilasciare sostanze chimiche nell’aria per mezzo di velivoli.

    I ricercatori non hanno trovato alcuna evidenza di attuazione di programmi che prevedano lo spruzzo di sostanze chimiche su larga scala e di cui non saremmo a conoscenza, e hanno concluso che tutti i caratteristici disegni di “scie chimiche” nel cielo possono essere spiegati con le già conosciute leggi scientifiche sul vapore acqueo.

    Nonostante la mancanza di solide evidenze sulle scie chimiche, questa teoria non morirà, e continuerà la ricorrenza di memi che circolano su Facebook e Twitter (grazie, Kylie Jenner) a suggerire che gli aerei strascicatori di nuvole sono qualcosa di ben più sinistro.

    Questi disegni nel cielo sono in realtà conosciuti come scie di condensazione, e gli scienziati hanno mostrato che sono il prodotto del vapore acqueo che si condensa e dell'aerosol che si ghiaccia intorno nei tubi di scappamento.

    Ma per qualche motivo tante persone pensano che siano causati da industrie o governi che spruzzano nell’atmosfera sostanze chimiche in grado di danneggiare la salute o di controllare i fenomeni meteorologici – un sondaggio internazionale del 2011 ha rivelato che quasi il 17% delle persone intervistate credeva nelle programmazioni segrete di irrorazione su larga scala.

    Volevamo stabilire una documentazione scientifica sul tema dei programmi segreti di irrorazione atmosferica per il bene delle persone che non hanno ancora deciso - ha detto il direttore della ricerca Steven Davis dalla University of California, Irvine - Gli esperti che abbiamo interrogato hanno respinto con forza la tesi secondo cui le fotografie di scie di condensa fornirebbero un’evidenza di una cospirazione per la manipolazione dell’atmosfera su larga scala.

    Per fare chiarezza, l’equipe ha interrogato 77 scienziati che si suppone sappiano cosa dicono – sono stati o chimici dell’atmosfera specializzati in scie di condensazione o geochimici che hanno lavorato nel campo dei depositi atmosferici di polvere e dell’inquinamento.

    Di questi, 76 dei 77 esperti hanno detto di non essere venuti a conoscenza di programmi segreti di irrorazione su larga scala.

    L’evidenza che il settantasettesimo ha incontrato riguardava “alti livelli atmosferici di bario in un’area remota in cui normalmente c’era una bassa quantità di bario a livello del suolo”.

    In altre parole, aveva visto una differenza che poteva essere spiegata con sostanze chimiche irrorate nell’atmosfera, ma non aveva incontrato nessun segno di attività nefasta.

    E soprattutto ai ricercatori sono state mostrate quattro immagini che comunemente circolavano come prova di scie chimiche, e il 100% di loro hanno detto che erano normali scie di condensazione – e hanno fornito citazioni peer-reviewed che certificavano le loro affermazioni.

    I ricercatori inoltre hanno suggerito che le scie di condensazione sono più comuni in questi giorni poiché i viaggi aerei stanno diventando più regolari.

    Nonostante la persistenza di erronee teorie sui programmi di irrorazione atmosferica, fin ora su questo non ci sono strati studi accademici peer-reviewed, e questo lascia dedurre che le supposte 'scie chimiche' sono semplicemente normali scie di condensazione, che stanno aumentando di numero con l’aumento dei viaggi aerei - ha detto uno dei ricercatori, Ken Caldeira, del Carnegie Institution for Science - Inoltre è possibile che il cambiamento climatico stia causando scie di condensazione per periodo più lunghi rispetto al passato”.

    I membri dell’equipe ha ammesso che la loro ricerca probabilmente non influenzerà l’opinione di chi già crede nelle scie chimiche, ma sperano che fornendo uno studio peer-reviewed su di esse, le persone nuove che per la prima volta si approcciano a questo argomento troveranno qualcosa di oggettivo nella loro ricerca.

    Era importante per me mostrare una volta per tutte cosa pensano i veri esperti in scie di condensazione e aerosol - ha detto Caldeira - Potremmo non convincere gli irriducibili sostenitori che il loro programma di irrorazione segreto sia solo pura fantasia, ma auspicabilmente i loro amici accetteranno la realtà dei fatti

    La ricerca è stata pubblicata in Enviromental Research Letters.

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    Articolo correlato: 1000 euro per una scia chimica - Intervista ai blogger David Incertis, ingegnere chimico, e Gabriel Incertis, musicista appassionato di scienza, che ispirandosi al "Premio Randi" hanno deciso di offrire 1000 euro a chiunque presenterà prove tangibili di un complotto sulle cosiddette scie chimiche.

    11 agosto 2016

    L'aspetto dei bufalari che mi mette tanta ansia

    Qual è un fenomeno che sconvolge ancora più dell'idiozia di chi inventa bufale?

    "I polli che ci credono", potresti rispondere.
    Certo: chi non è abituato a navigare su Internet e non ha esperienza su come riconoscere l'informazione corretta dall'informazione tendenziosa o bufalosa può cascarci, ma dopo qualche tempo dovrebbe sviluppare un certo intuito che lo porti a difendersi. E invece c'è chi non impara, e continua a credere a tutte le fesserie che legge.

    Fenomeno brutto brutto, vero.

    Ma ce n'è uno più sconvolgente.

    "Il fatto che i polli difendano la veridicità delle bufale a cui piace credere", potresti osservare.
    Beh, sì... Il cervello umano tende alla coerenza, e quindi il primo istinto, piaccia o non piaccia, è sempre quello di tentare di confermare ciò che si è affermato. Ma dopo un certo numero di secondi ogni persona con un minimo di maturità dovrebbe lasciare che la razionalità prenda il sopravvento e iniziare a selezionare le informazioni davvero utili a capire la verità. E invece c'è chi continua a difendere a spada tratta la tesi affermata nonostante il suo tentennamento.

    Fenomeno brutto brutto, anche questo, vero.

    Ma ce n'è uno ancora più sconvolgente.

    ...A cui, a differenza dei precedenti, non trovo spiegazione. O forse ho troppa paura di saperla in quanto intuisco inconsciamente che è troppo spiacevole.
    È l'utente che ha condiviso una bufala e poi ne ignora completamente una smentita palese, lasciando il post bufalaro lì dove l'ha messo.

    Ripeto: non mi riferisco al caso in cui la notizia "è dubbia, e nel dubbio la lascio" (il che sarebbe sbagliato comunque), ma anche quando è palesemente falsa.

    Perché?

    Che umano sei, se fai così?
    Che figura ci fai?
    Qual è il tuo vero obiettivo?
    Cosa ti succede dentro?
     
    Forse voglio saperlo, forse no. Sto troppo male. A me mi ammazza, sta cosa.

    E tu, OPIDOS lettore, cosa ne pensi? Scrivi qui sotto un commento per darmi spiegazioni o per darmi conforto.

    05 novembre 2015

    Hai postato qualcosa di errato su FB? LO DEVI MODIFICARE O CANCELLARE. Ecco come fare.

    Capita di scrivere sul proprio profilo Facebook qualcosa di sbagliato. Tipico è diffondere informazioni false credulando alle bufale (ho scritto vari articoli a riguardo, ad esempio "Credi alle bufale e le diffondi? Ecco cosa meriteresti"

    Cosa fare se ti sei accorto di aver scritto una qualunque cosa che merita di essere corretta o smentita?

    Cosa È TUO DOVERE FARE ?

    Riparare il danno che hai fatto. Sì, si tratta di un danno. No, non  ho detto che hai fatto un enorme danno. Ho detto che hai fatto un danno. E i danni che si provocano (o che si potrebbero provocare) si riparano.

    Lo dico perché è successo più di una volta che varie persone, venute a sapere di aver scritto / ri-condiviso una stupidaggine, l'hanno lasciata lì.

    Se fai disinformazione, meriti di essere ripreso, smentito e redarguito.
    Se lo fai sapendo di farlo (es. lasciando lì un tuo post con info errate sapendo che lo sono), meriti  pesanti punizioni corporali.

    Allora, come riparare al danno fatto con un post sbagliato?

    Non smentendo / correggendo in un commento allo stesso post. I commenti sono meno visibili, spesso non vengono letti.

    Se scrivo qualcosa alla lavagna e mi accorgo di aver sbagliato non è che accanto col gesso scrivo "Ho sbagliato, volevo dire che...", oppure "Non tenete conto di quanto ho scritto qui accanto".
    Molto più semplicemente prendo la cimosa e cancello quanto di sbagliato ho scritto.

    Stessa cos asu Facebook. Semplice semplice. Semplice quanto noioso doverlo scrivere. Ma ahimè, se ci faccio un articolo apposta ci sarà un motivo, no? Già. Esatto. C'è gente che non lo intuisce da sé. Bah, 'ndiamo avanti, ché finiamo in fretta.

    Non sai come cancellare un tuo post su Facebook? Non sai come modificarlo? Basterebbe cercare con Google. Va beh, lo dico qui.

    PER MODIFICARE UN TUO POST:

    Nota: puoi farlo solo per la parte scritta; è impossibile aggiungere o togliere immagini, quindi se vuoi cancellare e/o aggiungere un'immagine devi per forza cancellare il post

    - Vai sul tuo diario cliccando sul tuo nominativo

    - Clicca sulla freccia in alto a destra rispetto al tuo post

    - Clicca su "Modifica post"

    - Esegui la modifica che devi eseguire

    - Clicca su "Modifica completata"

    PER CANCELLARE UN TUO POST:

    - Vedi i primi due passi descritti nella procedura precedente

    - Clicca su "Elimina"

    - Sulla finestra che ti chiede "Confermi di voler eliminare questo elemento?" clicca su "Elimina post"

    -----------------

    Altro consiglio: dopo aver riparato il danno sarebbe buona cosa fare un altro post chiedendo scusa e smentendo il post precedente, dato che la maggior parte delle persone non tornerà a leggere il post modificato.

    03 marzo 2015

    Bufale animaliste: onnivoro, inveisci? Coglione dalle 2 alle 4 volte

    Ci ri-ri-ri-[...]-ri-siamo.
    Gattino colorato di rosa per intonarlo a un vestito durante una festa morto per intossicazione. Altra bufala (peraltro vecchia un un bel po' di mesi), altra sfilza di invettive condivise su blog e social dalla mandria di pecore (di colore assolutamente convenzionale).

    Nonché il voto compatto di tutto il senato tranne 5 Stelle per consentire l'esportazione di cani randagi in cina per essere pappati dai famelici criminali dagli occhi a mandorla.

    A questo punto un anti-bufalista potrebbe dire: "Ma non vi viene in mente che se la proprietaria di un gatto lo avesse ucciso in quel modo tragico sarebbe stata sua cura tenere la notizia nascosta invece che fargli una foto di cui cospargere il web? O non vi viene in mente che se un pennarello viene venduto nel mercato, deve essere a bassa tossicità affinché i bambini possano avere conseguenze minime anche leccandolo, figuriamoci quali possono essere le conseguenze sulla cute, e figuriamoci sul pelo, che non è vascolarizzato?"

    Oppure "Ma non vi viene in mente che per trasportare cani vivi in Cina i costi sarebbero proibitivi rispetto all'allevamento locale? Infatti la bufala non parla di ammazzare i cani in Italia, ma di esportarli, visto che se fosse legali ucciderli allora non ci sarebbe motivo di mettere in discussione in trasporto"

    Ma di anti-bufalisti ce ne sono a bizzeffe, che possono spiegarti quanto sei coglione ad aver creduto a notizie del genere e averle condivise senza pensarci 2 secondi e senza informarti in merito.

    Io sono qui a spiegarti che, se ti nutri di sostanze animali (carne, latte, etc) e al tempo stesso vai sul web a piagnucolare-bufalare 'ste robe, sei coglione due volte. Lo ri-spiego, come ho già fatto parlando di combattimenti di cani. Infatti non solo hai abboccato all'ennesima bugia del blogger in cerca di clic, senza che la storia ti abbia insegnato nulla (e probabilmente neanche questo articolo ti insegnerà nulla e alla prossima bufala di nuovo aspergerai Facebook della tua creduloneria piagnucolosa e paonazza di rabbia). Hai anche il coraggio di condannare chi fa la stessa cosa che fai tu quando mangi del prosciutto fingendo che esso provenga da una colorata, felice ed eterea realtà dell'iperspazio a cui si accede con una stampante 3D wifi interdimensionale che provvede ad immetterla nel reparto gastronomico del supermercato e di lì al tuo panino.

    Coglione, perché ti lamenti di qualcosa di assolutamente analogo a ciò di cui tu sei il mandante: il maltrattamento di animali che si potrebbe evitare (no, non è indispensabile nessuna sostanza animale per la nostra salute, e lo dimostra l'ottima salute dei vegani rispetto a vegetariani e onnivori).

    Perché la realtà è che la carne italiana proviene per la maggior parte da allevamenti intensivi dove un animale SOFFRE per tutta la vita. E la responsabilità è degli allevatori nella stessa misura che dei clienti.

    Quindi ad esempio sul micio rosa, che in realtà è vivo e in salute, la mia risposta a un onnivoro che dice "Guardate cos'ha fatto quella stronza della stronza della padrona di questo gattino, la ammazzerei, bla bla bla", la mia risposta è:

    e se anche fosse vero? Almeno lei non l'avrebbe fatto apposta.

    Dici che gatti e cani ti stanno più simpatici dei vitelli? Allora sei un coglione TRE volte. Il terzo motivo è che pensi di poter dire se un animale ti sta più o meno simpatico di un altro senza prima averli conosciuti tutti e due. Infatti probabilmente non hai un'idea dell'affetto che può darti un maialino o un vitello. Quindi la tua posizione non è frutto di una opinione diversa dalla mia. È solo frutto della tua ignoranza. COGLIONE.

    Nota: per smentire ciò che ho detto, frasi del tipo "Oh no, un vegano" non sono un'argomentazione valida. Anzi, sono la riprova che che invece che rimanere in tema preferisci le esclamazioni e la fuga a razzo dall'ammettere la tua responsabilità ed ipocrisia, il che è come fuggire dalla tua ombra. Quindi in tal caso sei coglione quattro volte.

    24 febbraio 2015

    No, Fusi e Fanelli NON hanno ancora trovato una cura per i tumori

    Ecco l'ennesima bufala sulla cura per i tumori.

    Nel 2013 Mirco Fanelli e Vieri Fusi hanno modificato delle molecole di maltolo e con degli esperimenti in vitro hanno notato che induce la morte delle cellule tumorali. Vero o falso? Vero. Quindi la bufala dove sta?

    Nel complottismo e nel legame fra diffusione web e sperimentazione.

    Sta in tutto quello che qualche blogger dice con tono sensazionalistico sull'importanza di questa scoperta e sul fatto che questa notizia sia censurata dalle grandi testate giornalistiche e ostacolata dalle case farmaceutiche.

    Le pagine web sensazionalistiche acchiappano i tonti molto facilmente, ma un pathos ancora maggiore ce l'hanno quei video su Facebook con una persona che parla affannosamente, come avesse appena corso in fuga dai sicari assoldati da una casa farmaceutica, fosse appena riuscito a chiudere la porta prima che gli entrassero in casa, e finalmente accendere il PC per comunicare, da vero eroe, una notizia che tutti devono sapere prima che la porta venga sfondata e che lui venga ammazzato.

    A questo mi ha fatto pensare un video che ho visto (purtroppo) condividere su Facebook (e col cavolo che lo linko), e che mentre sto scrivendo conta 2.718.456 visualizzazioni e 176.863 condivisioni, dove un ragazzo che dice di essere un giornalista (fatico molto a crederlo) si prodiga in deliranti considerazioni e irresponsabili incitamenti, citando un articolo. Ho così ritenuto opportuno pubblicare, vedi sopra, un fermo immagine di questo video (un po' modificato per esprimere meglio quello che penso di lui), nonché le sue parole, queste qua:

    Vi invito a rimandare sul web questa notizia più che potete, è molto importante, perché è già evidente che le multinazionali, il potere delle grandi case farmaceutiche fa di tutto per bloccare la divulgazione di questa notizia, ne è prova il fatto che nonostante ci sia stato un comunicato stampa nessuno ha riportato questa notizia delle grandi testate o dei grandi telegiornali. Trovata la molecola anti-tumore, una scoperta tutta italiana. Questa è una notizia già verificata, eh, da molti di noi giornalisti che però non hanno potuto pubblicarla. La ricerca italiana, nonostante crisi e tagli, ottiene l'ennesimo incredibile risultato. In pratica due ricercatori dell'Università di Urbino, due ricercatori precari, attenzione, dell'Università di Urbino, Mirko Fanelli di 45 anni di Falconara e Vieri Fusi, 48 enne fiorentino. I due studiosi hanno trovato una moelcola anti-tumore che spinge al suicidio le cellule malate; in particolare hanno modificato chimicamente una singola molecola, il maltolo, una sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria e nel cocco, nel caffè e in moltissimi altri prodotti naturali, sviluppando in questo modo una nuova classe di molecole che si chiamano malten e maltonis, con attività anti-neoplastica. Tutto questo è partito in un laboratorio di patologia molecolare, spiega Fanelli, e con il gruppo di ricerca del laboratorio di chimica è stato poi possibile individuare una famiglia di composti capaci di svolgere queste funzioni desiderate, cioè sostanzialmente hanno trovato una molecola che induce le cellule tumorali al suicidio. Ora, non deve passare tempo per la sperimentazione; bisogna avere immediatamente la divulgazione di questa notizia perché chi deve faccia subito qualcosa. Questa è forse la prima volta che una notizia è di tale rilevanza [what? :-D]. Testata, verificata. Queste cellule sono in grado di essere indotte al suicidio da questa sostanza. È qualcosa di straordinario, non stiamo parlando di una medicina: parliamo di un prodotto naturale che attivato in un determinato modo spuinge le cellule tumorali a non riprodursi perché si suicidano, cioè interrompono automaticamente il loro ciclo vitale. Per favore divulgate questa notizia il più possibile. Più saremo sul web e più faremo in modo che se ne interessino le grandi testate giornalistiche, i telegiornali, i programmi televisivi, perché evidentemente c'è un interesse a far sì che questo non avvenga. Oltretutto è un prodotto praticamente naturale, anche se poi bisognerà sviluppare una medicina da questo, e immaginate cosa c'è dietro la cura del cancro a livello di interessi mondiali per quanto riguarda i farmaci, l'assistenza e tutto i resto. Mi raccomando, divulgate, divulgate, divulgate. Finalente una bella notizia, cerchiamo di renderla più possibile diffusa almeno sul web.

    Alcune considerazioni:

    - Nel momento della pubblicazione di questo video, risalente al 10 novembre 2014, nessun grande mezzo di informazione parlava di quella notizia? Mi pare normale, dato che la notizia era dell'anno prima.
    E nel 2013? Nessuno ne aveva parlato? Proprio nessuno direi di no Ad esempio Tgcom24 (che appartiene alla Mediaset) ne aveva parlato.

    - Non mi risulta che lo staff di Facebook abbia mai cancelalto qualcosa solo perché fa scomodo alle case farmaceutiche. Anzi, tutto il contrario. Le notizie contro le case farmaceutiche sul web e su Facebook girano eccome, e PURTROPPO non vengono cancellate dallo staff di Facebook neanche quando sono palesemente bufale. "Fate girare prima che sia cancellato" è un mantra è direi auto-sbufalante.

    - Nello specifico, è stato lo stesso ricercatore Mirko Fanelli a frenare gli entusiasmi, come si legge nell'articolo di Healthdesk.it intitolato "Grazie a tutti ma non abbiamo trovato la cura contro il cancro".

    - La ricerca, anche sul fronte del maltolo, va avanti. Quindi cosa becera questo ragazzo? O è ingenuo o semplicemente è a caccia di clic. L'importante è non assecondarlo ed evitare di condividere post sensazionalistici come questo, dunque se l'hai condiviso ti consiglio di cancellarlo dal tuo diario, e se vedi che un tuo FB-friend l'ha condiviso, commenta il suo post consigliandogli di cancellerlo.

    - Non è grazie alla becera diffusione sul web che viene stabilito l'iter di una sperimentazione clinica, che risponde a una procedura ben precisa stabilita dalla legge, e per fortuna.

    E mi raccomando, fai una ricerchina sul web prima di condividere roba sensazionalistica. Altrimenti c'è il GROSSO rischio di fare ciò di cui tu stesso ti lamenti, ovvero irresponsabile, dannosa disinformazione.

    22 febbraio 2015

    NON È romantico dire uno sfondone sull'equazione di Dirac

    Dopo averne ottenuto gentile autorizzazione, pubblico un post che ho letto su Facebook, scritto da L.R., dello staff di www.Tagli.me, leggermente modificato e integrato con quanto precisato da Laserium, che ringrazio.

    ------------------

    In questo splendido post possiamo vedere come la fisica sia ormai diventata il moderno surrogato della supercazzola bitumata.

    L'equazione in figura NON ESISTE nella fisica. Infatti:

    - l'equazione di Dirac ha il meno al posto del più

    - il simbolo di derivata è preceduto da una "i" e da un "gamma", e accompagnato da indici che ne rappresentano la covarianza

    - il simbolo della derivata parziale dev'essere "barrato" (notazione di Feynman); la barra consente di scrivere l'equazione in modo tanto conciso, senza di essa la formula è totalmente priva di senso

    - L'equazione di Dirac descrive il moto di particelle chiamate "fermioni" in sistemi relativistici, e non ha NULLA a che vedere con il fenomeno dell'entanglement

    - gli stati "entangled" ("intrecciati" in italiano) non hanno NULLA a che vedere con la roba che si legge nell'immagine.

    Il mondo offre un certo numero di poeti, scrittori, musicisti, pittori, commediografi, tragediografi, cantanti, scultori e architetti; alla peggio ci sono panorami romantici, cieli stellati, belvedere in cima alla collina, cioccolatini, fiori e film strappalacrime.
    Tutte cose che possono aiutarvi a rispondere al desiderio di romanticismo di una partner senza far fare a Dirac le capriole nella tomba.

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    Naturalmente da chi viene diffuso lo sfondone? Da chi non conosce l'equazione di Dirac e non ha chiesto conferma a un esperto di fiducia.

    Al di là di tutto, Non fate i copiaincollatori su Facebook... Per due motivi:

    - Se dite uno sfondone fate la figura degli ignoranti ignoranti (sì, doppiamente, perché ignorate l'argomento di cui state parlando e in più ignorate di ignorarlo o fate finta di ignorare di ignorarlo)

    - Se dite un non-sfondone probabilmente si tratta di una roba che gira da così tanto tempo che è già stata vista e ri-vista.

    18 febbraio 2015

    Ripetete e sbufalate con me: Veronesi NON HA "riabilitato" il Metodo Di Bella

    Secondo una bufala figlia di cattivo, osceno giornalismo-giornalettismo, Veronesi avrebbe riconosciuto la validità del Metodo Di Bella per la cura contro il cancro, ideato negli anni '90 del secolo scorso dal prof. Luigi Di Bella e usata tutt'ora dal dr. Adolfo Di Bella.
    La bufala continua a girare e tante persone, senza controllarne la veridicità, continuano a ricamarci sopra e a inviarla su Facebook, nonostante la cosa sia stata smentita sia da Umberto Veronesi che da Adolfo Di Bella.

    Dopo qualche ricerca ho visto che l'articolo originale appartiene al sito News-24h.it, una testata giornalistica registrata al Tribunale di Napoli. Il 20 settembre 2014 ho scritto alla redazione e ne è nato uno scambio di email che ha conosciuto una lunga pausa a partire dal mio messaggio del 4 ottobre 2014. Non avendo ricevuto una risposta per 4 mesi, ho scritto di nuovo alla redazione per sollecitare. Sono passate altre due settimane, nessuna risposta. E l'articolo con la notizia falsa è sempre lì. Non è stato eliminato, e continua a girare online col passaparola da parte di lettori disattenti.
    Già altri blogger hanno smentito quanto scritto da News-24.it. Purtroppo non è abbastanza, perché le bugie sensazionalistiche si diffondono più facilmente delle smentite. Così ho deciso di contribuire anch'io allo sbufalamento, e lo faccio pubblicando riportando il testo delle email che io e News-24.it ci siamo scambiati. Così magari non mi faccio solo portatore della smentita della notizia, ma anche dell'atteggiamento di chi l'ha messa online.

    Buona lettura.

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    Io, 20 settembre 2014:

    Salve. Ho letto il vostro articolo a pag

    http://www.news-24h.it/2012/09/umberto-veronesi-riconosce-il-metodo-di-bella-la-fine-del-boicottaggio/

    Vi scrivo citando il "Dossier Di Bella" scritto dal dr. Salvo Di Grazia:

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    Per un periodo, ad esempio, si è sparsa la falsa notizia di un presunto "riconoscimento" della cura da parte dell'IEO (Istituto Europeo di Oncologia) e del suo direttore prof. Veronesi. Si tratta di una falsa notizia smentita dallo stesso figlio del prof. Di Bella e naturalmente anche dal noto oncologo milanese:

    << Il Prof. Veronesi non si è "arreso" proprio a nessuno, e tantomeno al Mdb. Ognuno può dare il suo giudizio più o meno tiepido o negativo sul personaggio evocato, ma non attribuirgli dichiarazioni od ammissioni mai fatte. Titoli ad effetto portano unicamente danno alla plausibilità ed all'immagine del Mdb. E, purtroppo, anche a noi che portiamo il nome Di Bella e che abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare e tutelare l'opera di nostro padre >>
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    Adesso che sapete che quanto avete scritto nel vostro articolo, lo  cancellerete dal vostro sito per evitare di fare disinformazione?

    Marco Malatesta

    ===============

    News-24h.it, 21 settembre 2014:

    Salve Marco, stiamo cercando la fonte in cui il figlio del Dottor Di Bella smentiva la notizia. Tempo addietro l'avevamo trovato, e pare che non fosse una reale smentita ma un esposizione che confondeva le idee rispetto al nostro articolo ripreso da un altro quotidiano dove riportiamo anche la fonte. Dal nostro pezzo non si evince il fatto che Di Bella si sia arreso. Come avrebbe potuto visto i risultati ottenuti? Tuttavia vorremo sapere se ultimamente il nostro articolo è stato linkato da qualche parte e in ogni caso vorremo metterla in contatto con il nostro responsabile della sezione Scienza.

    Attendo sue

    La Redazione.
    ---
    Altra email:
    Errata Corrige: che Veronesi si sia "arreso" è una parola che nel nostro articolo non è stata citata. Si parla di riconoscimento. Tuttavia consulti la fonte del nostro articolo sul blog di Gioia Locati.

    Con molti saluti

    La redazione

    =============== 

    Io, 21 settembre 2014:

    Salve

    > Salve Marco, stiamo cercando la fonte in cui il figlio del Dottor Di
    > Bella smentiva la notizia.

    Dibellainsieme.org è il sito gestito da Adolfo Di Bella, fratello del dr. Giuseppe Di Bella. Al link http://www.dibellainsieme.org/lavagna.do?pag=34 c'è la lettera di un visitatore del sito e la risposta di Adolfo, che incollo sotto la mia firma.


    > vorremo sapere se ultimamente il nostro articolo è
    > stato linkato da qualche parte

    L'ho visto linkato su Facebook.


    > e in ogni caso vorremo metterla in
    > contatto con il nostro responsabile della sezione Scienza.

    Non so in che modo potrei essergli utile, ma fate pure.


    > che Veronesi si sia "arreso" è una parola che nel nostro
    > articolo non è stata citata. Si parla di riconoscimento.

    Se dalla documentazione disponibile ritenete che Veronesi abbia riconosciuto come valido il metodo Di Bella, allora lasciate pure online l'articolo.

    Se invece vi accorgete che si tratta di un dato falso, allora fossi in voi cancellerei l'articolo per non fare disinformazione (non credo Veronesi sia contento di sentirsi mettere in bocca riconoscimenti che non ha dichiarato, specialmente se di questa importanza...)

    > Tuttavia consulti
    > la fonte del nostro articolo sul blog di Gioia Locati.

    Per farmene di cosa?


    L'articolo l'avete pubblicato voi, e voi ne siete responsabili, indipendentemente dalla fonte.
    Mica uno può dire "Beh, se abbiamo pubblicato una notizia falsa non è colpa nostra, a noi ce l'ha detto Gioia Locati, rifattela con lei".
    Credo che il sito Dibellainsieme.org sia la fonte più autorevole, dato che si tratta proprio del sito su cui scrive la persona che avrebbe tutto l'interesse a scrivere il contrario di quello che ha scritto. Buona lettura...

    Marco

    ---

    [lettore]
    Un caro saluto a tutti ed in particolar modo allo Staff .
    E' probabile che i "vecchi" iscritti come me sappiano già di questo
    articolo apparso in rete.
    Credo, cmq, sia una notizia direi STORICA che mi auguro possa avere
    conferme e soprattutto diffusione.
    Il Poeta della scienza (libro semplicemente straordinario come chi lo
    ha scritto) ha finalmente avuto giustizia !!
    Forza che qualcosa si muove !!!!!!!!!!!!!
    VERONESI SI ARRENDE A DI BELLA: SOMATOSTATINA EFFICACE CONTRO IL
    CANCROScritto da  Maria Melania Barone Giovedì, 09 Agosto 2012 00:57
    A 100 anni dalla nascita del "poeta della scienza" ecco che arriva una
    conferma da parte della medicina ufficiale........
    La terapia Di Bella si guadagna uno studio realizzato da parte
    dell'Università di Firenze dal nome (omissis) .....E' uno dei pochi
    studi autorevoli in campo medico e che finalmente consegnano la
    Terapia Di Bella al campo della scienza ufficiale.
    Lo studio condotto dall'Università di Firenze è stato poi pubblicato
    sulla rivista European Journal of Pharmacology ed ha ricevuto
    l'approvazione del IEO in seguito alla guarigione di cellule tumorali
    nel seno di una trentenne. Questa volta possiamo dirlo: il metodo Di
    Bella è efficace contro i tumori. Il tempo delle contestazioni è ormai
    lontano.


    *****

    [Adolfo Di Bella]
    La ringrazio del saluto affettuoso e delle gentili espressioni nei confronti del sottoscritto con cui ha aperto il suo commento. Debbo però raffreddare - per non dire gelare - il suo entusiasmo. L'articolo richiamato, dei cui fini benevoli non ho dubbi, costituisce una forzatura della realtà e, purtroppo, cade in grossi equivoci. Il Prof. Veronesi non si è "arreso" proprio a nessuno, e tantomeno al Mdb. Ognuno può dare il suo giudizio più o meno tiepido o negativo sul personaggio evocato, ma non attribuirgli dichiarazioni od ammissioni mai fatte. Titoli ad effetto portano unicamente danno alla  plausibilità ed all'immagine del Mdb. E, purtroppo, anche a noi che portiamo il nome Di Bella e che abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare e tutelare l'opera di nostro padre.
    L'articolo vira a poi a livelli surreali quando cita uno studio di modesto significato scientifico del quale ci siamo già occupati sul DiBellaInsieme e del quale si è occupata anche la Sig.ra Locati, e che non ha spostato né sposterà di un micron né la situazione nè l'opinione corrente (lasciamo stare se in buona o cattiva fede) sul Metodo Di Bella; per cui ci auguriamo di non dover più tornare sull'argomento.
    Di studi sperimentali su sostanze recepite dal Mdb, anche associate, se ne annoverano a migliaia, da anni o decenni. E non si tratta solo di articoli apparsi su riviste scientifiche, ma - cosa di maggior spessore ed importanza - di poderosissime monografie, eccezionalmente particolareggiate sotto ogni punto di vista e di assoluta
    autorevolezza, tuttora conservate nelle librerie del Laboratorio di via Marianini (ovviamente, il Prof. Luigi Di Bella le aveva lette e studiate tutte).
    Dire che somatostatina, retinoidi e melatonina hanno un sicuro effetto anticancerogeno su cellule tumorali è pleonastico. Lo sappiamo già da decenni. Che poi determinati ambienti facciano spallucce, è cosa che non riguarda noi, ma i proprietari delle spallucce, che in futuro saranno pesantemente giudicati dalla storia umana, oltre che da quella della medicina.
    L'omissione di ogni riferimento, anche bibliografico, al Prof. Luigi Di Bella, è stata azione scorretta e inammissibile nell'ottica dell'etica scientifica. I lavori clinici apparsi su cinque riviste accreditate diverse, tutti recanti la citazione bibliografica dei
    lavori dello scienziato (quando non nel testo, esplicitamente), contraddicono certe impacciate spiegazioni, che non meritano nemmeno replica: non è il nome Di Bella a creare ostacoli (comunque superabili!), ma tutta una serie di presìdi terapeutici che
    recherebbero beneficio ai pazienti ma danno ai produttori di farmaci.
    Basta fare il nome della somatostatina, della Melatonina ecc. per rendersene conto. Non occorrono stratosferiche doti di acume per  comprenderlo.
    SONO I LAVORI CLINICI che possono "sdoganare" il MDB. Quelli di natura  sperimentale - ovviamente - sono un presupposto necessario, una fase preliminare; che c'è stata, dato che, come prima accennato, abbondano a tal punto da consentirci di affermare che mai, nella storia della ricerca, un orientamento terapeutico è stato supportato da un tal numero di riscontri sperimentali. Oggi, risultano quindi pletorici. I
    pazienti, poi, non potrebbero certo aspettare qualche altra decina d'anni, se la realtà fosse quella, pretestuosa, raffigurata da alcuni: la fase sperimentale in vitro precede tipicamente di anni se non di decenni quella dell'applicazione clinica! Avrebbe potuto comunque avere un senso parziale impiegare la Soluzione di retinoidi e non, genericamente, i retinoidi e, soprattutto, spiegare il PERCHE' dettagliato di questa azione farmacologica, sotto ogni profilo. Ma questo, non consentito dalla mancanza di specifica formazione medica dei coautori del lavoro sperimentale, avrebbe obbligato a citare per forza Luigi Di Bella, cosa che evidentemente non si voleva fare.
    IN CONCLUSIONE: è veramente marziano voler attribuire ad un articolo sperimentale tutt'altro che significativo meriti e valenze inesistenti, ed IGNORARE grottescamente lavoriclinici pubblicati su riviste scientifiche recepite da Medline. Si parla di tumore al seno e non si cita il lavoro del Dr. Giuseppe Di Bella che PER LA PRIMA VOLTA
    documenta, anche statisticamente, i risultati del Metodo Di Bella su 122 pazienti???? Direi che è una cosa pazzesca, insensata e faziosa. O che ha, in certi condivisori, ragioni poco confessabili. Questa è la realtà. Aggiungo, per conforto dei pazienti, che il lavoro sui carcinomi mammari, come altri pubblicati, non ha mancato di suscitare
    interesse in ambienti che, in un futuro non remoto......, potranno consentirci di avere ragione della criminale omertà finora registratasi.
    Non se la prenda Marco, perché questa "tirata" a tutti può essere rivolta tranne che a lei, che con entusiasmo ed amicizia ha gioito per una notizia (notizia-non-notizia) inopportunamente diffusa e colpevolmente rilanciata, che lei ha innocentemente preso per valida.
    Un caro saluto
    Adolfo Di Bella


    ===============

    News-24h.it, 21 settembre 2014:

    Gentilissimo Marco,

    grazie per la sua disponibilità. 
    In primis se le abbiamo segnalato la fonte è  per consentire a lei di avere un quadro della situazioni più chiaro, con più dati alla mano. Non può screditarci facendoci passare come dei negligenti. In secundis, tuttavia, non può tacciare il giornale di fornire "notizie false" come lei stesso ha dichiarato nella sua prima mail! Potremo definire la notizia come inesatta e non come falsa. Non è frutto della nostra fantasia. La invitiamo a fare una ricerca più approfondita anche su altri giornali sia cartacei che on line. Veronesi non si è arreso al Metodo Di Bella, è una cosa che il nostro caporedattore non ha mai scritto. Si parla di "riconoscimento" in termini di "riabilitazione" del MDB. 
    Ad ogni modo verificheremo quanto da lei gentilmente segnalatoci visto che i nostri pezzi sul Metodo Di Bella rientrano nella loro rassegna stampa e ci sembra strano questo suo ultimo appunto. Un'altra cosa strana è che una simile email arrivi dopo quasi un anno dall'uscita del nostro pezzo, condiviso da circa 25mila persone sul web. Se fosse stata una notizia clamorosamente sbagliata sarebbero stati i diretti interessati a richiedere rettifiche o cancellazione dell'articolo visto che abbiamo avuto anche la premura di segnalarlo alla pagina facebook della fondazione di Veronesi. 
    Cercheremo in tutti modi di trovare l'audio o il video dell'intervista così da linkarlo nel nostro pezzo e verificare il tutto! 
    Con molti saluti
    La Redazione.

    ===============

    Io, 22 settembre 2014:

    > grazie per la sua disponibilità.

    Prego

    > In primis se le abbiamo segnalato la fonte è  per consentire a lei di avere
    > un quadro della situazioni più chiaro, con più dati alla mano.

    Il mio tempo a disposizione è limitato... Quando leggo che il diretto
    interessato smentisce, del resto, credo di potermi fidare.

    > Non può
    > screditarci facendoci passare come dei negligenti.

    Screditarvi?
    Farvi passare da?
    Vi ho scritto privatamente.

    > In secundis, tuttavia,
    > non può tacciare il giornale di fornire "notizie false" come lei stesso ha
    > dichiarato nella sua prima mail! Potremo definire la notizia come inesatta e
    > non come falsa.

    Una notizia inesatta è una notizia falsa.

    > Non è frutto della nostra fantasia.

    Non ha importanza di cosa è frutto. E' falsa, e questo basta.

    > La invitiamo a fare una
    > ricerca più approfondita anche su altri giornali sia cartacei che on line.

    Scusate, ma la notizia chi la pubblica, io o voi?
    Voi. Allora il compito di accertare se è vera è il vostro, mica il mio!
    Io credo di aver già fatto tanto a scrivervi. Non ce ne sarebbe dovuto
    essere bisogno. Anche perché ciò che vi ho scritto ve l'ha gà detto
    una persona che ha commentato il vostro articolo. Cosa li abilitate a
    fare i commenti, se non li leggete?

    > Veronesi non si è arreso al Metodo Di Bella, è una cosa che il nostro
    > caporedattore non ha mai scritto. Si parla di "riconoscimento" in termini di
    > "riabilitazione" del MDB.

    Veronesi non ha neanche riconosciuto il MDB, né "riabilitato".
    Leggendo quanto ho copiato e incollato sotto la mia firma
    nell'articolo scorso lo si capisce, credo.

    > Ad ogni modo verificheremo quanto da lei gentilmente segnalatoci visto che i
    > nostri pezzi sul Metodo Di Bella rientrano nella loro rassegna stampa e ci
    > sembra strano questo suo ultimo appunto.

    Nota: non ho mai detto che voi avete detto "si arrende".
    Ho citato un pezzo che usa quella parola in risposta ad articoli che
    hanno un contenuto simile a quello da voi pubblicato, anche se hanno
    usato parole diverse.

    > Un'altra cosa strana è che una
    > simile email arrivi dopo quasi un anno dall'uscita del nostro pezzo,
    > condiviso da circa 25mila persone sul web. Se fosse stata una notizia
    > clamorosamente sbagliata sarebbero stati i diretti interessati a richiedere
    > rettifiche o cancellazione dell'articolo visto che abbiamo avuto anche la
    > premura di segnalarlo alla pagina facebook della fondazione di Veronesi.

    Purtroppo un sacco di addetti ai siti web e pagine FB ignorano i
    messaggi. Forse perché sono tanti, forse per distrazione...

    > Cercheremo in tutti modi di trovare l'audio o il video dell'intervista così
    > da linkarlo nel nostro pezzo e verificare il tutto!

    Bene. Buon lavoro...

    Marco

    ===============

    ...PASSANO 2 SETTIMANE. TUTTO TACE...

    Di nuovo io, 4 ottobre 2014:

    Buon giorno.

    Vi scrivo per farvi notare che nonostante la mia segnalazione è ancora
    online ed è rimasto invariato il vostro articolo dove affermate <<Umberto Veronesi riconosce il ‘Metodo Di Bella’.>> e <<la comunità scientifica sembra si stia decidendo a promuovere il metodo Di Bella>>, notizie false, come spiegato sul sito gestito da Adolfo Di Bella.
    Che ne dite di rimuoverlo?

    Marco


    ===============

    News-24h.it, 4 ottobre 2014:

    Gentile Marco Malatesta,
    non può farci pressione sulla rimozione dell'articolo. Abbiamo inoltrato comunicato allo staff di Di Bella e Veronesi. Lo staff della cura Di Bella ci ha inserito nella sua UFFICIALE rassegna stampa. Non possiamo decidere di eliminare notizie perché a chiederlo è un lettore. Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo. Attendiamo repliche dagli staff UFFICIALI.
    Cordialmente 
    Lo staff.

    =============== 

    Io, 4 ottobre 2014:

    Sarà pure vero che non vi è arrivata una risposta, ma visto che ho citato e linkato le parole di Adolfo Di Bella, ciò che vi ho segnalato è "probabilmente" affidabile.
    Si potrebbe dubitare di una cosa del genere pensando che il sito www.dibellainsieme.org non appartenga in realtà a Adolfo Di Bella, ma a un impostore che si finge lui, e di conseguenza neanche il sito www.metododibella.org appartenga a Giuseppe Di Bella, visto che lo linka.
    E visto che ipotesi del genere sono estremamente improbabili, allora la cosa più responsabile da fare da parte vostra è rimuovere il vostro articolo e caso mai rimetterlo online qualora da una futura interlocuzione con lo staff che avete interrogato emerga (come? Boh!!) l'opportunità contaria.
    Quando si dà pubblicamente un'informazione la procedura etica non è nel dubbio pubblicarla per poi cancellarla nel caso in cui venga smentita, accettando che nel frattempo migliaia di persone possano leggere e diffondere dati falsi, e accettando anche il fatto che decine di bimbiminchia possano sul loro blog copiarla e incollarla oppure riassumerla* (cosa che purtroppo è quasi scontato accada quando si danno informazioni sensazionalistiche) e che non cancelleranno la notizia neanche dopo che sarà stata cancellata e smentita dal sito originale.
    Nel dubbio sulla veridicità di un'affermazione è etico NON pubblicarla o, se lo si è fatto, cancellarla per eventualmente ripubblicarla dopo le opportune verifiche.
    Questo è giornalismo responsabile, specialmente quando si tratta di informazioni sulla salute.

    Marco

    P.S.: * Ad esempio anche stamattina su Facebook una persona ha linkato questo articolo: http://jedasupport.altervista.org/blog/attualita/sanita/veronesi-si-metodo-di-bella/

    ===============

    ...4 MESI DI SILENZIO...

    Io, (3 e) 4 febbraio 2015:

    Dopo 4 mesi dal vostro messaggio in cui dicevate "Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo", mi sembra opportuno farmi vivo di nuovo. Ieri ho scritto allo stesso indirizzo email usato per il precedente scambio di messaggio, lo stesso che tutt'ora è riportato nel footer del vostro sito, ma il messaggio mi è tornato indietro con la dicitura "550 sorry, no mailbox here by that name (#5.1.1)". Quindi adesso per scrivervi sto usando il form della vostra pagina dei contatti. Incollo il mio messaggio di ieri:

    Buon giorno.
    L'articolo a pag www.news-24h.it/2012/09/umberto-veronesi-riconosce-il-metodo-di-bella-la-fine-del-boicottaggio
    non è ancora stato cancellato.Come saprete girano varie fotocopie di questa bufala che avete messo online. Anche offi su Facebook ho notato che un'utente l'ha linkata.
    Sono passati quattro mesi da quando avete scritto: "Il nostro dovere è verificare e lo stiamo facendo. Attendiamo repliche dagli staff UFFICIALI"; quasi cinque da quando vi ho segnalato la falsità della notizia riportandovi come fonte un sito che appartiene inequivocabilmente ad Adolfo Di Bella.
    Intanto la gente continua a linkare disinformazione a causa vostra.
    Vi sembra responsabile?
    Cancellate quell'articolo. Vi porta tanti clic, lo so. Ma non è giusto. CANCELLATELO ADESSO.
    Marco

    ===============

    Altre 2 settmane sono passate, nessuna risposta. A questo punto, a te le conclusioni sulla qualità del giornalismo di News-24h.it e sullo spirito di responsabilità della sua redazione.

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