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24 febbraio 2015

No, Fusi e Fanelli NON hanno ancora trovato una cura per i tumori

Ecco l'ennesima bufala sulla cura per i tumori.

Nel 2013 Mirco Fanelli e Vieri Fusi hanno modificato delle molecole di maltolo e con degli esperimenti in vitro hanno notato che induce la morte delle cellule tumorali. Vero o falso? Vero. Quindi la bufala dove sta?

Nel complottismo e nel legame fra diffusione web e sperimentazione.

Sta in tutto quello che qualche blogger dice con tono sensazionalistico sull'importanza di questa scoperta e sul fatto che questa notizia sia censurata dalle grandi testate giornalistiche e ostacolata dalle case farmaceutiche.

Le pagine web sensazionalistiche acchiappano i tonti molto facilmente, ma un pathos ancora maggiore ce l'hanno quei video su Facebook con una persona che parla affannosamente, come avesse appena corso in fuga dai sicari assoldati da una casa farmaceutica, fosse appena riuscito a chiudere la porta prima che gli entrassero in casa, e finalmente accendere il PC per comunicare, da vero eroe, una notizia che tutti devono sapere prima che la porta venga sfondata e che lui venga ammazzato.

A questo mi ha fatto pensare un video che ho visto (purtroppo) condividere su Facebook (e col cavolo che lo linko), e che mentre sto scrivendo conta 2.718.456 visualizzazioni e 176.863 condivisioni, dove un ragazzo che dice di essere un giornalista (fatico molto a crederlo) si prodiga in deliranti considerazioni e irresponsabili incitamenti, citando un articolo. Ho così ritenuto opportuno pubblicare, vedi sopra, un fermo immagine di questo video (un po' modificato per esprimere meglio quello che penso di lui), nonché le sue parole, queste qua:

Vi invito a rimandare sul web questa notizia più che potete, è molto importante, perché è già evidente che le multinazionali, il potere delle grandi case farmaceutiche fa di tutto per bloccare la divulgazione di questa notizia, ne è prova il fatto che nonostante ci sia stato un comunicato stampa nessuno ha riportato questa notizia delle grandi testate o dei grandi telegiornali. Trovata la molecola anti-tumore, una scoperta tutta italiana. Questa è una notizia già verificata, eh, da molti di noi giornalisti che però non hanno potuto pubblicarla. La ricerca italiana, nonostante crisi e tagli, ottiene l'ennesimo incredibile risultato. In pratica due ricercatori dell'Università di Urbino, due ricercatori precari, attenzione, dell'Università di Urbino, Mirko Fanelli di 45 anni di Falconara e Vieri Fusi, 48 enne fiorentino. I due studiosi hanno trovato una moelcola anti-tumore che spinge al suicidio le cellule malate; in particolare hanno modificato chimicamente una singola molecola, il maltolo, una sostanza naturale contenuta nel malto, nella cicoria e nel cocco, nel caffè e in moltissimi altri prodotti naturali, sviluppando in questo modo una nuova classe di molecole che si chiamano malten e maltonis, con attività anti-neoplastica. Tutto questo è partito in un laboratorio di patologia molecolare, spiega Fanelli, e con il gruppo di ricerca del laboratorio di chimica è stato poi possibile individuare una famiglia di composti capaci di svolgere queste funzioni desiderate, cioè sostanzialmente hanno trovato una molecola che induce le cellule tumorali al suicidio. Ora, non deve passare tempo per la sperimentazione; bisogna avere immediatamente la divulgazione di questa notizia perché chi deve faccia subito qualcosa. Questa è forse la prima volta che una notizia è di tale rilevanza [what? :-D]. Testata, verificata. Queste cellule sono in grado di essere indotte al suicidio da questa sostanza. È qualcosa di straordinario, non stiamo parlando di una medicina: parliamo di un prodotto naturale che attivato in un determinato modo spuinge le cellule tumorali a non riprodursi perché si suicidano, cioè interrompono automaticamente il loro ciclo vitale. Per favore divulgate questa notizia il più possibile. Più saremo sul web e più faremo in modo che se ne interessino le grandi testate giornalistiche, i telegiornali, i programmi televisivi, perché evidentemente c'è un interesse a far sì che questo non avvenga. Oltretutto è un prodotto praticamente naturale, anche se poi bisognerà sviluppare una medicina da questo, e immaginate cosa c'è dietro la cura del cancro a livello di interessi mondiali per quanto riguarda i farmaci, l'assistenza e tutto i resto. Mi raccomando, divulgate, divulgate, divulgate. Finalente una bella notizia, cerchiamo di renderla più possibile diffusa almeno sul web.

Alcune considerazioni:

- Nel momento della pubblicazione di questo video, risalente al 10 novembre 2014, nessun grande mezzo di informazione parlava di quella notizia? Mi pare normale, dato che la notizia era dell'anno prima.
E nel 2013? Nessuno ne aveva parlato? Proprio nessuno direi di no Ad esempio Tgcom24 (che appartiene alla Mediaset) ne aveva parlato.

- Non mi risulta che lo staff di Facebook abbia mai cancelalto qualcosa solo perché fa scomodo alle case farmaceutiche. Anzi, tutto il contrario. Le notizie contro le case farmaceutiche sul web e su Facebook girano eccome, e PURTROPPO non vengono cancellate dallo staff di Facebook neanche quando sono palesemente bufale. "Fate girare prima che sia cancellato" è un mantra è direi auto-sbufalante.

- Nello specifico, è stato lo stesso ricercatore Mirko Fanelli a frenare gli entusiasmi, come si legge nell'articolo di Healthdesk.it intitolato "Grazie a tutti ma non abbiamo trovato la cura contro il cancro".

- La ricerca, anche sul fronte del maltolo, va avanti. Quindi cosa becera questo ragazzo? O è ingenuo o semplicemente è a caccia di clic. L'importante è non assecondarlo ed evitare di condividere post sensazionalistici come questo, dunque se l'hai condiviso ti consiglio di cancellarlo dal tuo diario, e se vedi che un tuo FB-friend l'ha condiviso, commenta il suo post consigliandogli di cancellerlo.

- Non è grazie alla becera diffusione sul web che viene stabilito l'iter di una sperimentazione clinica, che risponde a una procedura ben precisa stabilita dalla legge, e per fortuna.

E mi raccomando, fai una ricerchina sul web prima di condividere roba sensazionalistica. Altrimenti c'è il GROSSO rischio di fare ciò di cui tu stesso ti lamenti, ovvero irresponsabile, dannosa disinformazione.

15 dicembre 2014

La bufala della depressione che non è segno di debolezza

Ho visto poco fa una delle tante catenine di Sant'Antonio feisbucchiane. Un JPG con sfondo viola, un logo poco visibile e le seguenti scritte:

Depressione, ansia e attacchi di panico non sono segno di debolezza. Sono il risultato del tentativo di aver cercato di essere forte per troppo tempo. Vuoi lasciarlo sulla tua bacheca per almeno un'ora? La maggior parte della gente non lo farà, ma è la settimana della salute mentale! Uno su tre di noi altri ne soffrirà in qualche momento della sua vita per aver cercato di essere forte per troppo tempo. Su richiesta ho provveduto al copia e incolla perché ritengo che la depressione sia un problema da non sottovalutare.

Ho commentato facendo presente che uno dei segni che ti fanno identificare istantaneamente una bufala è leggere che "è la settimana" di qualcosa senza specificare quando, cosicché la notizia gira per X anni di seguito.

Ecco cosa ha risposto il condivisore mio FB-friend:

Se è una bufala o no non mi importa. È il senso che conta.

Niente affatto. NIENTE AFFATTO, diamine.
Come fa a decidere sulla bontà di un messaggio una persona non esperta in materia? Per prima cosa guarda chi lo ha scritto e come si sta comportando. Anche se ti trovi in terra straniera, puoi renderti conto del fatto che la persona più adatta a cui chiedere dove si trova la scuola di tiro con l'arco non è certo un signore con occhiali scuri che cammina agitando un bastone bianco.

Posso avere il ragionevole sospetto che "il senso che conta" possa contare dieci o contare zero a seconda del modo in cui viene presentato. Questo non significa necessariamente che il messaggio contenga il 100% di informazioni false e consigli controproducenti, ma significa che non è affidabile, ovvero potrebbe essere così come non esserlo. Cinquanta per cento. Stessa affidabilità che dire "fra 5 anni a quest'ora pioverà". Può esser vero o falso; leggere quel messaggio o non leggerlo è la stessa cosa, ovviamente tranne la perdita di tempo per averlo letto e un po' di tristezza per il credulone che pensava di far buona cosa a diffonderlo.

Ho detto 50%, ma sono stato troppo buono. In realtà da chi scrive messaggi in un certo modo non si ha motivo di aspettarsi la sagacia di reperire informazioni da fonti affidabili anziché inventarli di sana pianta o riportarli per sentito dire da chi se li è inventati mentre si aspirava una canna col naso.
E se pronunci delle tesi che ti sono venute in mente mentre aspiri una canna col naso, quante probabilità su 100 ci sono che tale tesi corrisponda al vero? Molto meno di 50, ho timore.

Andando nel merito del suddetto messaggio (ma anche di tanti di altre catenine di Sant'Antò), notiamo, senza bisogno di essere esperti in materia, dei guai comunicativi che mettono in gran dubbio l'affidabilità dell'autore:

"Sono il risultato del tentativo di aver cercato di essere forte per troppo tempo"

Chissà cosa significa "essere forte". 100% retorica (spicciola), 0% consigli chiari su cosa fare e non fare.

"è la settimana della salute mentale! Uno su tre di noi altri ne soffrirà in qualche momento della sua vita"

Uno di "noi altri" soffrirà di salute mentale? Bellissimo.

Inoltre l'autore snocciola la solita sfiduccia pateticuccia codadipaglierina

"la maggior parte della gente non lo farà".

Oh ma quanto mi fai sentire in colpa! Più efficace di un cagnolino pelosone di quelli che hanno gli occhi tristi anche quando stanno normale. Mi tocca condividerla, adesso. Sì, ciao.

E dai, questa roba secondo me mica aiuta contro la depressione. La fa venire. Per via di chi l'ha scritta e per via di chi la condivide.

Insomma, l'autore del messaggio potrebbe essere un intelligentissimo essere umano di 4 anni che, essendo un bambino prodigio, ragiona come un undicenne che ha voglia di sembrare un un piccolo Budda Buddino de noiartri. Apprezzabile, ma direi non abbastanza per garantire che non abbia sparato che sciocchezze.

Dunque ora condividi questo articolo commentando il post de quo se malauguratamente ti è capitato di vederlo. E se non ti è ancora capitato, condividilo su FB e G+ come misura preventiva.

...Perché se voglio sapere cosa sono depressione, ansia e attacchi di panico, e se voglio avere consigli davvero utili per risolvere problemi del genere, mi sa che chiederlo a una persona con un nome e un cognome e un motivo per ritenerlo esperto in materia è sempre meglio che affidarsi a un anonimo bimbominchia che ha scritto un JPG su Facebook con buffa sintassi che però l'importante è il senso... e che purtroppo ha ottenuto discreto successo fra i condivisori facili; con uno di questi ho discusso brevemente cercando di spiegargli quanto sopra ma non ho ottenuto gran successo, dato che ha deciso di cancellare i miei commenti.

Allora lo dico in questo blog, mia libra valvola di sfogo: questo salire sul carro dei vincitori del boccalone d'oro condividendo catenine che l'importante è il senso, lo dico perché per me è importante, mi fa senso.

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