Visualizzazione post con etichetta poste e spedizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poste e spedizioni. Mostra tutti i post

05 agosto 2016

Poste Italiane: Abbiamo il tuo pacco ma ancora non te lo diamo

Riporto l'esperienza con Poste Italiane che un utente ha raccontato in un gruppo FB, risalente a venerdì 20 dicembre 2015.

Nella sua cassetta delle lettere trova un avviso di mancata consegna. Capisce subito che si tratta di un libro che aspettava. L'indomani si reca all'ufficio delle Poste per ritirarlo.

Dopo 20 minuti di attesa nonostante fosse il secondo della fila, riesce a parlare con l'impiegata, con cui ha un dialogo al limite del surreale. Ecco più o meno com'è andata la conversazione:

- Buon giorno, ho trovato questo avviso e vorrei ritirare il pacco

- Non posso consegnarglielo.

- Come sarebbe non può consegnarmelo?

- Non posso. Sabato non lavorano i portalettere.

- Infatti sono venuto a ritirarlo io, che c'entra il portalettere?

- Vero, ma ma è così che funziona. Fra l'altro, anche volendoglielo consegnare, il pacco non è qui, ma nell'ufficio Postale di Serrenti [il Comune Vicino]

Ilario va a Serrenti e parla con l'impiegata. Ed ecco più o meno com'è andato il dialogo:

- No.

- No?

- Il pacco è qui, ma non possiamo consegnarglielo: la spedizione non è di nostra competenza.

- Può dirmi gentilmente come devo fare avere subito il mio pacco?

- Può ritirarlo lunedì prossimo dopo le 10 all'ufficio postale di Samassi, dopo che dal nostro ufficio l'avremo portato lì.
 
Esattamente 3 mesi prima, il 20 settembre 2015, nel canale YouTube di Poste Italiane veniva caricato questo video:



Speriamo che continuino a cambiare, ché ancora proprio non ci siamo.

Articoli correlati:

Poste Italiane: la deludente risposta a un mio reclamo

Poste italiane e lo stravolgimento dell'italiano ("gratis")

18 settembre 2015

Poste Italiane - Le deludenti risposte ai miei reclami

Stamattina mi è arrivata la risposta di Poste Italiane al mio reclamo, risposta che fa abbastanza cascare le braccia per i loro problemi di comunicazione interni, o per la loro malafede, o entrambe le cose.

Avevo chiesto il rimborso di quanto avevo speso perché per errore dell'impiegata dell'ufficio postale era stato accettato un pacco per la Svizzera senza che io avessi scritto nel modulo il numero di telefono della destinataria (non pensavo fosse obbligatorio), cosa che aveva provocato il fermo del pacco stesso e quindi la non consegna nel giro di 48 ore, cosa che giustificava l'alto prezzo della spedizione.
Nel reclamo avevo citato anche un disservizio ulteriore: ero stato contattato per telefono e mi era stato chiesto se il pacco, rimasto fermo per il suddetto motivo, sarebbe dovuto tornare a me o se la questione avrebbe potuto risolversi in altro modo (e cioè chiedendo alla destinataria di recarsi all'ufficio postale, cosa impossibile in quanto in quel momento ricoverata in un ospedale a 100 km di distanza da casa sua e senza amici né parenti). Avevo quindi optato per il ritorno del pacco al mittente, ma questa mia scelta è stata disattesa: il pacco, che sarebbe stato inutile se non per la gentilezza dei vicini di casa della destinataria, era stato recapitato contrariamente alle mie indicazioni.

Dalla risposta di Poste Italiane al mio reclamo viene il sospetto che abbiano problemi a leggere  l'italiano o che a loro piaccia prendere per il culo i clienti che probabilmente non faranno causa.

Tale risposta dice, riassumendo, "non ti rimborsiamo perché alla fine il pacco è arrivato", non tenendo conto della necessità di consegna rapida che non c'è stata e il disattendere la mia richiesta di farlo tornare al mittente.

Quando danno risposte del genere, mi chiedo: cosa rispondono a fare? Davvero, non lo capisco.

Vomito.

Aggiornamento: quando sono capitato all'ufficio postale per altri motivi, ho parlato con la direttrice. Mi ha spiegato che nel modulo di reclamo che avevo compilato avrei dovuto farla più semplice, e scrivere semplicemente che il pacco non era arrivato in tempo. Così mi suggerisce di riprovare e compilare un altro modulo seguendo le  istruzioni che mi aveva dato.
Passano i mesi, finché io mi scordo della vicenda. Poi ricevo una telefonata di un operatore che mi chiede spiegazioni su perché io abbia inviato una seconda volta un reclamo. Gli faccio notare che questa telefonata è segno di un notevole difetto di comunicazioni interne, e proseguo spiegando tutto quanto. L'operatore mi ringrazia e mi saluta.
Passano i mesi, finché mi scordo di nuovo della vicenda. Dopo di che ricevo una lettera da Poste Italiane, che reca il seguente testo:

Gentile Cliente, siamo spiacenti di non poter accogliere la Sua richiesta di rimborso per ritardo relativa alla spedizione citata in oggetto, in quanto le indagini effettuate presso il nostro corrispondente esterno hanno evidenziato che i dati riportati sul bollettino di spedizione non erano corretti e di conseguenza la consegna è avvenuta solo dopo aver recuperato le corrette informazioni.
Rimanendo comunque a disposizione per ogni eventuale chiarimento, cogliamo l'occasione per porgerLe distinti saluti.

E così ho cambiato il titolo all'articolo, sostituendo le forme al singolare col plurale.
In questi giorni, dovendo andare alle Poste per altri motivi, ho approfittato per far leggere questa seconda lettera alla direttrice, visto che a suo tempo si era detta sicura del buon esito del reclamo che lei stessa mi aveva suggerito. Ma ho dovuto riassumerle la vicenda perché non la ricordava bene, e inoltre sembra non essere più tanto d'accordo, come lo era un mese fa, sul fatto che per un disguido dovuto a un modulo compilato in maniera incompleta sia responsabile l'impiegata che non avrebbe dovuto accettare il pacco e invitarmi a completare il modulo. Adesso dice che:
 - ci potrebbe essere una corresponsabilità
- sbagliare è umano (WAT ??)
Le ho spiegato che non ho nulla contro l'impiegata che ha sbagliato, e che certo non ne faccio una questione etica, ma di responsabilità. Le ho spiegato che ho voluto mostrarle come Poste Italiane invia lettere che fanno sentire l'utente preso in giro, visto che non tengono conto dei dettagli che ho fornito e sembrano degli inutili copia e incolla.
La direttrice ha fotocopiato la seconda lettera e mi ha promesso che la sottoporrà all'attenzione della sede di Firenze.
Vediamo un po' cosa succede.

Aggiornamento: quando, settimane più tardi, mi sono recato all'ufficio postale per altri motivi, ho colto l'occasione per chiedere alla direttrice se aveva ricevuto una risposta. Mi ha risposto di no e mi ha detto che avrebbe sollecitato. Altre settimane più tardi, stessa cosa. La sede di Firenze non le risponde. Mi ha detto che se voglio posso fare un terzo reclamo.

B L E A H .

29 settembre 2014

eBay: costo della consegna a mano: che senso ha?

Qualche giorno fa un potenziale acquirente di un articolo che avevo messo in vendita su eBay mi ha inviato questa domanda:

Perché [...] euro per la consegna a mano?
Che senso ha?

A un aspirante venditore, eBay chiede quanto vuole far pagare la spedizione e quanto la consegna a mano, senza dare per scontato che sia gratuita. Probabilmente eBay ha deciso così perché giustamente ha tenuto conto che la consegna a mano può costare: se non in termini di denaro, può costare in termini di tempo e probabilità di avere problemi. Il venditore deve infatti mettere in conto che, con la consegna a mano:

1) deve spendere del tempo per mettersi d'accordo con l'acquirente

2) deve eventualmente rimandare se c'è un problema

3) ...o, peggio, può ritrovarsi un acquirente che gli dà buca all'appuntamento

4) può ritrovarsi un acquirente che cambia idea dopo aver vinto l'asta, non avendo ancora pagato l'oggetto (il più delle volte quando si decide per la consegna a mano si dà per scontato che il pagamento avverrà in contanti contestualmente alla consegna dell'oggetto). Certo, questo può accadere anche quando è prevista la spedizione. Ma in quest'ultimo caso, di solito subito dopo aver vinto l'asta l'acquirente paga, mentre con la consegna a mano intercorrono molti più giorni dalla vincita dell'asta al pagamento, e c'è più tempo e quindi più probabilità che la persona cambi idea

5) Lo so, è improbabile, ma non c'è motivo di considerare anche il seguente rischio, visto che si tratta di un incontro con uno sconosciuto: il rischio di rapina. E cioè il rischio che ad esempio l'acquirente (proprietario di un account eBay "usa e getta", magari con feedback positivi dati da altri account creati da lui stesso) si faccia consegnare con la forza l'articolo senza pagare e se ne vada.

L'ufficio postale invece è sicuro, in tutti i sensi. Ha un orario fisso e quindi si sa da subito quando ci si può andare e quando no senza possibilità di intoppi.

Al di là di tutto questo, se un'inserzione è lì con quelle condizioni ed eBay ha accettato di pubblicarla significa che, salvo errori di distrazione, l'annuncio quello è, punto. Un utente per vendere un oggetto:

- è disposto a spendere dei soldi da dare a eBay in cambio dell'intermediazione;
- è disposto a spendere del tempo da dedicare agli acquirenti interessati ad informazioni che non sono già presenti nell'annuncio;
- non è disposto, in cambio di niente, a buttare via tempo intavolando coi naviganti una discussione sul fatto che le condizioni che ha deciso per il suo articolo in vendita (opinabili quanto si vuole) siano accettabili oppure no.

04 aprile 2013

La tariffa "Pieghi di Libri" per spedire libri, CD o DVD

Nel web si è parlato di vari argomenti connessi alle tariffe postali "Pieghi di libri" (più economiche delle altre a parità di peso e dimensioni):

- le modifiche delle tariffe

- se sia riservata agli editori o anche ai privati

- se sia decisa dal Ministero o da Poste Italiane

- i requisiti che deve avere un pacco per poterne beneficiare

Su questa pagina di comprovendolibri.it è spiegata la legislazione con le sue alterne vicende e più sotto sono riportati i consigli su cosa dire e quali riferimenti si devono portare a un impiegato delle Poste se si rifiuta ingiustamente di applicarla, e eventualmente come inviare un reclamo.

Riassumendo:

  • Esistono una tariffe "Pieghi di libri" sia per editori e librerie, sia per privati. Nella Comunicazione interna n. 190 del 5 maggio 2010 c'è scritto "[...] i pieghi di libri, per la spedizione di uno o più libri, che possono essere presentati sia da Case Editrici/Librarie o Associazioni e Organizzazioni senza fini di lucro, sia da soggetti privati DEVONO ESSERE ACCETTATI DAGLI UP [...]"

  • Le tariffe, nel momento in cui sto scrivendo, sono quelle riportate in questa tabella:


  • I requisiti del prodotto da spedire puoi trovarli nel PDF scaricabile da questa pagina delle Poste

  • Sono state abolite le tariffe "Pieghi di libri" agevolate (con cui si spendeva ancora meno), ma mai fin ora è stato decretato che del tutto le tariffe "Pieghi di libri" siano state abolite, e mai è stata abolita la possibilità per i privati di usufruirne. Se l'impiegato delle Poste ti dice che la tariffa è stata soppressa da una circolare di Poste Italiane, rispondi che la tariffa è regolamentata non dalle Poste, ma da una legge dello Stato.

  • Se l'impiegato si rifiuta ingiustamente di applicare la tariffa "Pieghi di libri", fai un reclamo alle Poste in via telematica oppure un reclamo cartaceo compilando il documento che trovi a questa pagina (nel campo "sezione ufficio postale" seleziona sia "informazioni errate su prodotti/servizi" sia "Mancata erogazione servizio").

Il sito Comprovendolibri.it ha una pagina con un elenco di uffici postali "recensiti" sull'aspetto dell'accettazione o no della spedizione "Pieghi di libri" (in altre parole, sul fatto che gli impiegati siano informati e competenti oppure no).

Forum sul Poste e spedizioni: www.mondoposte.it


14 febbraio 2013

Poste italiane e lo stravolgimento dell'italiano ("gratis")

Certi venditori, per piazzare i loro prodotti o servizi, dicono la verità, ma evidenziando di più alcune cose (quelle che a loro convengono) e meno altre (i lati meno simpatici dell'acquisto o abbonamento, etc).

Altri venditori invece MENTONO PROPRIO.

...In alcuni casi fingono di non conoscere la lingua italiana e, quando vengono beccati, si ostinano a violentarla pur di fingere di credere di aver ragione.

Ieri mattina sono andato nell'ufficio delle Poste Italiane di Montevarchi per richiedere il servizio "comunicazioni online", come suggeritomi da una pagina del sito Poste.it, altrimenti non posso consultare il saldo e i movimenti della mia carta PostePay (ogni qualche mese c'è una nuova precauzione che interrompe il servizio e mi obbliga a recarmi personalmente all'ufficio postale).

E l'impiegata, già che c'era, mi ha voluto parlare di quant'è bello avere un conto alle Poste.

Mi ha detto che il servizio di home banking, quello che permette di fare le operazioni bancarie online, è gratuito.

Che significa che un servizio è gratuito secondo te?
A casa mia (e nella mia lingua), un servizio è gratuito quando ne usufruisci e non paghi nulla.

Secondo questa signora invece no.

Secondo lei il servizio è gratuito, però quando lo usi devi pagare. Capisci? E' gratuito. Devi pagare.

Spiegazione della ridicola contraddizione: ci sono banche che ti fanno pagare un tot all'anno per avere la possibilità di fare operazioni bancarie. Mentre invece il punto di forza di Poste Italiane è che se non usi il servizio non paghi nulla, bontà loro!!! Quindi secondo lei da questo si deduce non che le altre banche sono esose. Si deduce che il servizio di Poste Italiane è gratuito.

Mi sono venute in mente frasi tipo una che ho sentito anni fa riguardo alla telefonia: "Il servizio è gratuito; la sua attivazione è a pagamento".
Come dire: il cartolaio mi ha detto che i quaderni sono gratuiti, però è a pagamento la loro consegna. Sono gratis, certo. Finché rimangono nei suoi scaffali. Quando passano in mano mia, sono a pagamento.

Ma ficcati un melone in bocca.

Se vuoi evidenziare che un servizio non ha costi fissi devi dire una frase che non è niente di complicato:

"NON HA COSTI FISSI".

Non puoi dire che è gratis. Se lo dici menti. Perché è a pagamento, non è gratis.

E se non capisci questo, e se sei convinta che un servizio senza costi fissi possa dirsi per questo "gratuito" significa che non sai l'italiano o fingi di non saperlo. Quindi o sei una capra o sei un'imbrogliona. O tutt'e due.

Ho saputo dalla stessa impiegata che le tariffe telefoniche di Poste Mobile sono veramente interessanti. Ma visto come si è comportata, se deciderò di passare alla suddetta compagnia telefonica lo farò da un altro ufficio postale. Perché la mancanza di trasparenza va punita.

Fai parte di TimeRepublik?

Se hai trovato utili o interessanti i miei articoli...