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30 agosto 2015

Bibbia tradotta alla lettera: e cioè?

Siccome il cristianesimo si è scisso in vari rami sulla base della diversa interpretazione della Bibbia, in particolare sulla base delle sue diverse traduzioni, ognuno potrebbe farsi un'idea leggendola... se tutti avessero un'ottima conoscenza delle lingue in cui fu scritta.

Chi crede che la Bibbia contenga la parola di Dio e ha voglia di conoscere la verità, ma al tempo stesso non ha tempo né voglia di studiare le lingue originali fino a conoscerle alla perfezione (compresi modi di dire)?

Deve consultare una Bibbia tradotta alla lettera, verrebbe da rispondere.

Ma un po' tutti gli autori delle varie versioni della Bibbia sostengono che la propria versione è tradotta "in pratica alla lettera". Diranno magari "La mia versione è la traduzione alla lettera, chiaramente dove il testo lo consente; le variazioni sono state fatte giusto per ottenere una leggibilità scorrevole, ma per il resto il significato delle parole è quello".

Come la mettiamo?

Il fatto è che di traduzione alla lettera possono esistere diversi livelli.

Siccome non conosco ebraico, aramaico e greco antico, faccio degli esempi con la traduzione dall'inglese all'italiano. E siccome sono le prime cose che mi vengono in mente a me che sono un giovane birbaccione, lo faccio con alcune parolacce.

Prendiamo l'offesa "Fucking asshole".

Traduzione alla lettera grezza: "da fottere buco di culo"
Traduzione alla lettera meno grezza: "buco di culo da fottere"
Traduzione ancora meno grezza, che se sentita da un italiano inizia a rendere l'idea di ciò che l'inglese voleva dire: "fottuto buco di culo"
Poi si può considerare una traduzione ancora meno grezza, ma di fatto univoca: "fottuta testa di cazzo". È alla lettera questa? No e sì. No, perché un buco e un culo non sono una testa e un cazzo. Sì, perché con "asshole" l'inglese intende esattamente cosa intende l'italiano per "testa di cazzo", senza alcuna possibilità di equivoco, e cioè "persona di infimo valore, meritevole di essere offesa pesantemente".

Del resto l'espressione "traduzione letterale" significherebbe, letteralmente, tradurre lettera per lettera, e non parola per parola. Il che è impossibile. Anche quella va interpretata :-)

Andiamo avanti "fucking asshole", soffermandoci su "fucking".

In realtà "fottuto" così come si sente dire nei film è così usato solo da quando si doppiano i film anglofoni. Prima in italiano non esisteva. Dove l'inglese dice "fucking car" l'italiano non direbbe "fottuta automobile", ma "automobile del cazzo".
Ma nell'esempio di prima probabilmente un traduttore incaricato di tradurre alla lettera troverebbe come buon compromesso il pur inconsueto "fottuta testa di cazzo". Infatti sarebbe troppo inaccettabilmente ridondante dire "testa di cazzo del cazzo", mentre ridurre l'intera traduzione a "testa di cazzo" tagliando di netto il "fucking" esporrebbe alla critica "avevi detto che la tua traduzione era letterale, mentre addirittura hai tagliato un termine senza neanche tradurlo".
Probabilmente per rendere l'idea di ciò che un inglese vuole dire con "fucking asshole" evitando sia la ridondanza, sia il taglio, sia un'espressione inconsueta, una buona traduzione sarebbe "imbecille testa di cazzo". Sarebbe la migliore traduzione, perché in effetti esprimerebbe in italiano esattamente ciò che un inglese voleva dire con la frase in esempio. E questo di nuovo autorizzerebbe a dire che si tratta di una traduzione letterale. Ma qualcuno potrebbe osservare che non è così data la grande elaborazione di concetto che è stata necessaria per arrivare alla formula italiana finale.

Insomma, letterale può voler dire diverse cose:

- parola per parola

- frase per frase

- frase per frase accomodata, tenendo conto dell'unico significato che poteva avere in italiano (salvo sinonimi) data l'impossibilità di altre interpretazioni

Certo che, in presenza di diatribe sulle versioni in lingua diversa di un testo il cui autore non è più interpellabile, è opportuna una traduzione letterale che sia abbastanza "stretta" da ridurre al minimo l'opinabilità nel merito dei singoli termini, ma al tempo stesso non tanto stretta da sconvolgere il significato della frase là dove frasi fatte e modi di dire abbiano un significato diverso da quello che darebbe loro chi non li conosce. Si pensi, ad esempio, al saluto che gli inglesi danno presentandosi "How do you do", che tradurre letteralmente ("Come fai?") non garantisce certo chiarezza, ma un vero e proprio errore.

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